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Occhio all'INCI: le etichette dei cosmetici

di Lo Staff di Macrolibrarsi.it 1 anno fa


Occhio all'INCI: le etichette dei cosmetici

Come sono fatti i cosmetici? Impara a leggere l'elenco ingredienti e l'etichetta di trucchi, detergenti, creme e scopri cosa sono parabeni, petrolati e siliconi

 

Oggi sono sempre di più le persone che si informano sulle formulazioni dei cosmetici e dei prodotti detergenti che usiamo ogni giorno sulla nostra pelle.

Purtroppo però le domande e i dubbi sono ancora molti, soprattutto perché spesso riuscire a leggere l'INCI di un prodotto sembra davvero una missione impossibile.

Con questo speciale vogliamo aiutarti a capire come funziona l'etichetta di un cosmetico e ad individuare quali sono gli ingredienti che lo compongono.

 

 

Indice dei contenuti:

Una crema viso come una maionese

Come riporta anche Julien Kaibeck nel suo libro Slow Cosmetique, la formulazione della maggior parte dei prodotti cosmetici tradizionali e biologici è realizzata allo stesso modo: una fase acquosa e una fase grassa vengono mischiati insieme attraverso degli emulsionanti. Esattamente come si fa per la maionese. Vengono poi aggiunti i principi attivi, i conservanti (se è presente una fase acquosa), profumi e a volte coloranti.

Per quanto riguarda bagnoschiuma, shampoo e detergenti vari, si possono trovare tensioattivi, umettanti e gelificanti.

Ciò che cambia è, ovviamente, la derivazione degli ingredienti utilizzati: la cosmesi tradizionale utilizza prodotti sintetici e spesso anche di derivazione petrolifera, mentre quella naturale utilizza prodotti di origine naturale (oli, cere, estratti di piante, etc).

I cosmetici tradizionali sono tossici?

Prima di continuare è opportuno fare una premessa: prima di poter essere messi in commercio, i cosmetici devono passare una serie di controlli che verifichino la loro sicurezza. Quindi quando aprite un vasetto di crema, potete essere certi che il prodotto non è tossico.

I test e le verifiche effettuate sui prodotti, però, si riferiscono soltanto alla composizione del prodotto e non si concentrano quasi mai sui possibili danni che le sostanze di sintesi contenute possono dare dopo un utilizzo quotidiano e prolungato nel tempo.

Inoltre alcuni degli ingredienti utilizzati nei cosmetici tradizionali sono altamente inquinanti, oltre che in grado di penetrare a fondo nella pelle o provocare dermatiti e reazioni allergiche. Alcuni sono anche stati identificati come cancerogeni se assunti in maniera costante e per un lungo periodo di tempo.

Leggiamo l'INCI

L'INCI (acronimo di International Nomenclature Cosmetic Ingredients) è l'elenco di tutti gli ingredienti che contiene un prodotto cosmetico, sia esso un articolo di makeup, un detergente per il corpo oppure una crema.

Le leggi internazionali impongono ai produttori di cosmetici delle regole precise e rigorose per la compilazione dell'INCI. Vediamo insieme quali:

  • Tutti gli ingredienti presenti devono essere specificamente indicati.
  • L'ordine da seguire prevede che l'elenco dei nomi sia scritto in ordine decrescente, ovvero dall'ingrediente presente in quantità maggiore a quello presente in dose minore.
  • Nel caso, però, di ingredienti presenti in concentrazioni minori dell'1%, essi andranno inseriti in fondo all'elenco ma il loro ordine potrà essere gestito dal produttore in modo arbitrario.
  • Le uniche sostanze che non vanno inserite sono le sostanze utilizzate solo in fase di produzione e non presenti nel prodotto, solventi, vettori per i profumi ed eventuali impurezze.
  • Il simbolo di PAO (Period after Opening) è un barattolino con il coperchio aperto con all'interno un numero. Questo indica per quanti mesi dopo l'apertura della confezione si può utilizzare il prodotto senza rischiare che si deteriori. In alternativa, può essere indicata la data di scadenza (soprattutto per quei prodotti naturali che contengono oli vegetali di veloce deterioramento).
  • I profumi si possono indicare con il termine generico "parfum", "aroma", etc. Tuttavia esistono 26 sostanze che sono state catalogate come possibili allergeni; queste vanno anche nominate singolarmente nell'elenco. A tale proposito puoi leggere lo speciale "Gli allergeni nelle creme e nei cosmetici"

Inoltre ogni ingrediente, in base alla tipologia, deve essere scritto in una lingua specifica o secondo dei codici identificativi specifici:

  • Ingredienti chimici - Si utilizza il loro nome chimico inglese (es. Liquid paraffin).
  • Ingredienti naturali non modificati chimicamente - Si segue questa regola: Genere + Specie (in latino) + Parte del vegetale (in inglese) + Tipo di derivato (in inglese). Ad esempio, l'estratto di fiori di lavanda sarà Lavandula angustifolia flower extract. In alcuni paesi, come ad esempio gli USA, oltre a questa formula va inserito anche il nome comune inglese al posto di quello latino oppure, più spesso, accanto ad esso tra parentesi. L'estratto di lavanda diventa così Lavender flower extract oppure Lavandula angustifolia (lavender) flower extract.
  • Ingredienti naturali modificati chimicamente – Si utilizza la lingua inglese (es. Hydrolyzed wheat protein: proteine del grano idrolizzate).
  • Coloranti – Sono indicati con la sigla CI (Colour Index) seguita da un numero identificativo (es. CI 77499: ossido di ferro nero). Vi è però un'eccezione, quella dei coloranti delle tinte per capelli. In questo caso si usa il loro nome chimico inglese oppure una sigla approvata da organismi specifici.

Parabeni, siliconi, petrolati, SLS: chi sono costoro?

Questi nomi ormai sono diventati di uso comune e la maggior parte delle persone conosce questi prodotti di sintesi utilizzati nei trucchi, nelle creme e nei prodotti per l'igiene personale.

Ma di cosa si tratta realmente e a cosa servono davvero?

  • Parabeni: sono utilizzati come conservanti e battericidi. Sono però in grado di penetrare a fondo attraverso la pelle e rimangono molto a lungo nei tessuti. Si possono riconoscere dal suffisso -paraben.
    > Leggi il nostro speciale sui parabeni
  • Petrolati: sono idrocarburi che derivano dalla lavorazione del petrolio. Formano uno strato protettivo sulla pelle per evitarne la disidratazione, ma questo rischia di non lasciarla respirare. Inoltre alcuni di essi sono risultati cancerogeni nel lungo periodo.
    > Leggi il nostro speciale sui petrolati
  • Siliconi: come i petrolati, formano un film protettivo sulla pelle e la rendono setosa e vellutata al tatto. Possono però occludere i pori. Terminano con questi suffissi: -thicone, -xiloxane, -silanoil.
    > Leggi il nostro speciale sui siliconi
  • EDTA (Acido etilendiamminotetraacetico): è utilizzato come agente chelante per intrappolare e trattenere le particelle dei metalli pesanti. E' però scarsamente biodegradabile e quindi altamente inquinante.
    > Leggi il nostro speciale sull'EDTA
  • Laurisolfati (SLS e SLES): sono dei tensioattivi, sciolgono lo sporco e fanno sì che possa essere lavato via dall'acqua. Sono piuttosto aggressivi e possono disidratare la pelle.
    > Leggi il nostro speciale su SLS e SLES

Nella cosmesi naturale, queste sostanze vengono sostituite da ingredienti di origine naturale che svolgono le loro stesse funzioni.

> Leggi anche il nostro speciale sull'uso del Biodizionario per scoprire l'INCI dei tuoi prodotti

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