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Parabeni nei cosmetici: fanno male?

di Lo Staff di Macrolibrarsi.it 8 mesi fa



I parabeni sono conservanti utilizzati sia negli alimenti che deodoranti, creme e shampoo, ma hanno anche gravi controindicazioni. Scopri quali sono e quali sono possibili sostituti eco-bio

 

I parabeni sono sostanze chimiche utilizzate come conservanti negli alimenti, nei cosmetici e nei farmaci. Tuttavia possono avere molti effetti collaterali, anche gravi, per la salute.

Scopriamo insieme queste sostanze e quali sono possibili sostituti naturali.

 

 

 

 

Indice dei contenuti:

Contro la formazione di funghi e batteri

I parabeni sono utilizzati a livello industriale da più di 70 anni. Sono dei composti che derivano dall'acido para-idrossibenzoico e dal quale prendono il loro nome. Alcuni possono essere di origine vegetale (il metilparabene si può anche trovare naturalmente nei mirtilli), altri invece provengono esclusivamente da sintesi chimica.

Il loro compito è quello di proteggere i prodotti dalla formazione di batteri, funghi e altre sostanze potenzialmente nocive per la salute. Il fatto che siano facili da produrre e non molto costosi, ha fatto sì che venissero impiegati in grandi quantità all'interno di prodotti alimentari, farmaceutici e anche cosmetici.

Accanto a questi vantaggi ci sono però anche molte controindicazioni. Una di esse è la capacità di queste sostanze di penetrare a fondo all'interno degli strati della nostra pelle, rimanendo così nei tessuti per diverso tempo.

Il fatto poi che vengano utilizzati anche all'interno di prodotti come i deodoranti, destinati ad essere applicati in una zona particolarmente sensibile e ricca di linfonodi come le ascelle, oppure creme e lozioni destinate ai neonati, fa nascere molti dubbi e timori.

Effetti collaterali: i parabeni sono cancerogeni?

Le leggi europee classificano queste sostanze come "potenziali interferenti endocrini", ovvero sostanze che possono interferire con la normale attività delle ghiandole che producono alcuni ormoni, soprattutto degli estrogeni. Questo può causare nel tempo alcune disfunzioni come infertilità nell'uomo e problemi legati all'erezione.

Inoltre alcune ricerche, tra cui quella del 2004 della dottoressa Philippa Darbre dell'Università di Reading, in Inghilterra, hanno rilevato come, in campioni di tessuti prelevati da donne che soffrivano di cancro al seno, fossero presenti quantità piuttosto elevate di parabeni. Questo non dimostra che queste sostanze causino il tumore al seno, ma sicuramente è molto facile trovarne traccia nelle cellule cancerose.

Questi e altri studi hanno spinto l'Unione Europea nel 2014 a decidere di vietare l'uso di parabeni a catena ramificata nei prodotti cosmetici e di limitare la soglia massima di utilizzo di altri fino al 0.4% se presenti come sostanza pura e 0.8% se miscelati nei prodotti.

Alcuni stati hanno deciso in modo autonomo di fare anche di più. In Danimarca nel 2011 il governo ha imposto di non utilizzare alcuni parabeni nei prodotti per bambini fino ai 3 anni, mentre in Francia, sempre nel 2011, è stata votata una proposta di legge (legge Lachaud) che vieta la produzione, l'importazione e la vendita di prodotti contenenti i parabeni. Purtroppo la norma francese ad oggi non è mai stata applicata, ma dimostra che l'approccio verso queste sostanze sta lentamente cambiando.

INCI: come riconoscerli e le alternative green

Come abbiamo visto, esistono diversi tipi di parabeni, alcuni vietati dalla legge, altri sottoposti a limiti di utilizzo.

Come riconoscerli all'interno dell'elenco ingredienti di un cosmetico (INCI)? Ecco una piccola tabella che può esserti di aiuto.

Vietati dalle leggi europee:

  • Isopropilparabene
  • Isobutilparabene
  • Fenilarabene
  • Benzilparabene
  • Pentilparabene

Utilizzati:

  • Propilparabene (E216)
  • Butilparabene
  • Metilparabene (E218 ed E219)
  • Etilparabene (E214)
  • Calcium parabene
  • Sodium parabene
  • Potassium parabene

Nella cosmesi eco-bio vengono utilizzate altre sostanze naturali per conservare i cosmetici e impedire la proliferazione di batteri e funghi.

Alcuni esempi sono gli estratti di rosmarino, timo, origano e semi di pompelmo, tutte piante dalle proprietà disinfettanti e battericide.

 

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