Cistite in menopausa: cause e rimedi
Romina Rossi
Giornalista e naturopata
Scopri perché la cistite in menopausa è così frequente, e quali rimedi naturali, alimenti e stile di vita possono essere utili per contrastare l’infezione alle vie urinarie e favorire un maggiore benessere
Fra i disagi della menopausa ce n’è uno che viene poco menzionato e che invece, oltre a creare disagio e dolore, e a diminuire il benessere della donna in questa fase della vita, può anche rappresentare un problema di salute che può avere delle recidive.
Si tratta della cistite, una condizione molto comune fra le donne, e che fra i 45 e i 60 anni può verificarsi a causa delle variazioni ormonali di questo periodo.
In questo articolo vediamo cosa fare per contrastare questo problema, non solo con rimedi naturali, ma anche con alimentazione e stile di vita per contribuire a prevenire il più possibile la comparsa di questa infiammazione ed evitare che possa diventare cronica.
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Cistite in menopausa: le cause dopo gli anta

La cistite è una infezione del tratto urinario che interessa mediamente una donna su tre nell’arco della vita. Generalmente è causata da microrganismi che penetrano nelle vie urinarie attraverso l'uretra, il condotto che trasporta l'urina fuori dal corpo. Poiché le donne hanno un'uretra più corta rispetto agli uomini, i batteri riescono a raggiungere la vescica o i reni con maggiore facilità, causando un'infezione.
Vi sono anche altri fattori che possono aumentare il rischio di infezione della vescica, fra quali:
- gravidanza,
- rapporti sessuali,
- patologie che ostruiscono le vie urinarie come i calcoli renali,
- difficoltà di svuotamento della vescica,
- cateteri urinari,
- sistema immunitario indebolito,
- assunzione insufficiente di liquidi,
- scarsa igiene della zona genitale.
In menopausa c’è anche l’aspetto ormonale da tenere in considerazione, di cui ti parlo nel prossimo paragrafo.
Cistite e menopausa: che legame c’è
Il tratto urinario è rivestito da cellule con recettori per estradiolo (un ormone steroide estrogeno), progesterone e testosterone, che li usano per mantenere i tessuti forti e sani.
Ecco come la variazione di questi ormoni in perimenopausa e menopausa contribuisce alla comparsa della cistite.
Estradiolo
L’estradiolo è un ormone che è noto per la sua capacità di stimolare la secrezione di sostanze antimicrobiche nella vescica e nella vagina.
In età fertile, con valori normali, contribuisce a:
- mantenere in equilibrio i tessuti di vagina e uretra,
- aumentare la produzione di acido lattico e altri liquidi protettivi,
- contrastare la diffusione di batteri nocivi.
In menopausa il suo calo, insieme all'aumento del pH vaginale (che diventa più basico), riduce queste difese e aumenta il rischio di infezione.
Estrogeni
Oltre a vampate e sbalzi d'umore, il calo degli estrogeni incide anche sull'equilibrio vaginale e urinario: normalmente mantengono i tessuti spessi ed elastici e promuovono la produzione di glicogeno, nutrimento per i Lactobacillus "buoni".
- si assottiglia il rivestimento del tratto urinario,
- si riduce la capacità di contrastare i batteri,
- aumenta il rischio di infezioni, anche ricorrenti.
Questi cambiamenti spiegano anche perché possano comparire sintomi tipici della cistite senza una vera infezione, o la cosiddetta cistite post coitale.
Sintomi più comuni
Diversi sono i sintomi, spesso spiacevoli e fastidiosi, che possono indicare la presenza di una cistite:
- urina torbida o scura, e con cattivo odore,
- bruciore o dolore durante la minzione,
- sensazione di dover urinare anche quando la vescica è vuota,
- dolore al basso addome.
Va detto, tuttavia, che la cistite, soprattutto in menopausa e post menopausa può avere sintomi più difficili da riconoscere: in tarda età, infatti, le donne tendono ad accorgersi meno dello stimolo alla minzione e della presenza di bruciore. Per questi motivi possono essere spesso ignorati, portando a complicazioni o a ritardi nella diagnosi.
Se hai uno o più sintomi, o se compaiono anche febbre, dolore lombare o sangue nelle urine, rivolgiti al tuo medico in modo che possa fare i tempestivi accertamenti.
Cistite in menopausa: i rimedi più efficaci
Diversi sono i rimedi naturali che possono aiutare a ritrovare il benessere delle vie urinarie; di seguito ti illustro quelli che, anche da test di laboratorio, hanno confermato di essere adatti anche in menopausa e che puoi trovare nel nostro reparto di Erboristeria e Integratori.
Ricorda che in presenza di cistite batterica è necessario rivolgersi al proprio medico per la terapia antibiotica più adeguata. I rimedi naturali proposti possono essere un approccio complementare, ma non sostitutivo.

Cranberry
Il rimedio più noto per mantenere il benessere urinario e contrastare la cistite è il cranberry, o mirtillo rosso americano.
Il succo ottenuto da questi piccoli frutti, ricco di sostanze antiossidanti, è utile anche per le donne che soffrono di cistite ricorrente in menopausa, come evidenziato da uno studio prospettico di coorte condotto su 119 pazienti reclutate presso il Centro Menopausa dell'Ospedale San Leonardo di Napoli fra il 2018 e il 2019.
Alle partecipanti è stato somministrato un mix composto da: D-mannosio, mirtillo rosso, uva ursina, estratto di foglie di olivo, inulina, orthosiphon e Lactobacillus acidophilus.
A sei mesi di assunzione, i ricercatori hanno notato che il numero di donne con più di due infezioni del tratto urinario all’anno era significativamente diminuito.
Allo stesso tempo sono aumentate le donne che:
- non hanno avuto recidive nel corso dell’anno;
- hanno sperimentato sintomi più lievi durante l’infezione.
Il cranberry viene spesso preso anche da solo, anche se, come avrai capito in sinergia con altre piante, ha un’azione più completa, e può essere usato sia in acuto, durante la cistite, che in prevenzione, per mantenere la funzionalità delle vie urinarie.
Contiene, infatti, proantocianidine (PACS soprattutto di tipo A) che notoriamente riducono la capacità dei batteri di aderire alla parete delle vie urinarie. In altre parole, i batteri vengono eliminati con la pipì, prima che abbiano la capacità di infettare il tratto urinario creando un film protettivo che spesso anche gli antibiotici faticano a distruggere.
Nello studio sono state usate anche due piante che non agiscono direttamente sulla cistite, ma, grazie ai loro effetti, contribuiscono a mantenere l'equilibrio delle vie urinarie:
- ortosiphon: fra i suoi principi attivi contiene acido rosmarinico, dalle proprietà batteriostatiche e antiinfiammatorie, e ortosifonina che contribuisce a eliminare l’eliminazione dell'acido urico, del cloro e delle scorie metaboliche azotate attraverso l'urina,
- estratto di foglie di ulivo: uno dei principali principi attivi, l'oleoeuropeina, ha attività antibatteriche, antinfiammatorie e diuretiche.
Per approfondire i benefici del cranberry, leggi l'articolo che trovi qui ›
Uva ursina
Anche questa pianta è nota per le sue capacità di mantenere pulite le vie urinarie, liberandole da eventuali batteri e infezioni.
Contiene, infatti, diverse sostanze dall’azione antiossidante e antinfiammatoria, compresa l’arbutina, che ha un’attività simile alle PAC A del cranberry.
Solitamente espleta un’azione sinergica e completa l’azione delle piante a cui viene abbinata, come il cranberry.
Anche l’uva ursina può essere utilizzata sia in acuto, sia periodicamente come rimedio per favorire la funzionalità delle vie urinarie.
D-mannosio
Questo monosaccaride, uno zucchero semplice della frutta, che il nostro corpo non assimila, è spesso usato insieme al cranberry per la sua capacità di contrastare i batteri responsabili delle infezioni alle vie urinarie.
È stato testato su 545 donne in post menopausa per infezioni del tratto urinario frequenti o ricorrenti. Alle donne alle quali veniva somministrato in abbinamento alla terapia estrogenica vaginale è diminuito il rischio di infezioni urinarie ricorrenti rispetto a coloro che facevano solo terapia estrogenica.
Lo studio conclude dunque che il D-mannosio può essere un potenziale aiuto nel trattamento naturale della cistite, ma allo stesso tempo, servono ulteriori studi di approfondimento per avere certezza dei benefici che può avere.
Probiotici
Anche i probiotici possono essere utili per aiutare a ripristinare il corretto equilibrio della flora batterica vaginale, in particolar modo i Lactobacillus.
È stato notato che le cistiti ricorrenti e recidivanti rischiano di alterare l’equilibrio di tale ceppo, diminuendone la presenza in favore di quella di batteri uropatogeni coliformi.
L’integrazione con questo ceppo microbico, secondo una review di studi, a cui hanno partecipato complessivamente oltre 700 donne, può rappresentare un'opzione complementare per donne con cistite in menopausa, soprattutto se associata a disbiosi vaginale.
Nelle donne in età fertile i ceppi che hanno dato maggiori risultati positivi in caso di cistite sono:
I probiotici sono stati testati anche come rimedio per mantenere la corretta eubiosi del microbiota vaginale, dando buoni risultati, così da evitare che l'alterazione possa favorire infezioni.
Vitamina D
Sai che esiste una relazione fra valori bassi di vitamina D e cistite in menopausa? Questa vitamina, indispensabile per la salute di ossa e sistema immunitario, sembra intervenire su diversi meccanismi regolati dagli estrogeni e descritti nel paragrafo apposito.
Sappiamo che la vitamina D contribuisce a rafforzare le difese naturali dell'organismo. Le cellule della vescica, infatti, sono in grado di utilizzarla per produrre sostanze con attività antimicrobica, capaci di ostacolare la crescita dei batteri e di proteggere la mucosa urinaria. Inoltre, aiuta a mantenere integra la barriera protettiva della vescica, rendendo più difficile ai batteri aderire e provocare un'infezione.
Alcuni studi hanno osservato che le donne con cistiti ricorrenti presentano più spesso livelli bassi di vitamina D rispetto a quelle che non soffrono di questo problema.
Data l’importanza di questa vitamina, sopratutto in menopausa, se tendi a soffrire di cistite, chiedi al tuo medico di valutare i valori per escludere una carenza.

Come prevenire la cistite in menopausa: stile di vita e igiene personale
Sebbene la cistite in menopausa dipenda soprattutto da un diverso assetto ormonale, ci sono dei piccoli accorgimenti quotidiani che puoi mettere in atto per contrastare la formazione di infezioni alle vie urinarie; sul lungo periodo tali abitudini possono contribuire a migliorare il benessere complessivo.
Contrasta la stitichezza
Un transito intestinale regolare è fondamentale non solo per contrastare stitichezza, difficoltà digestive e disequilibrio del microbiota intestinale, ma anche la cistite, in menopausa così come in età fertile.
La stitichezza infatti può peggiorare i sintomi della cistite. Un intestino che non riesce a svuotarsi, esercita una maggiore pressione sulla vescica, condizione che può aumentare il dolore, la sensazione di peso pelvico, il bisogno frequente di urinare e la difficoltà a svuotare completamente la vescica.
Ciò potrebbe dipendere da diversi fattori:
- l’associazione, frequente, tra cistite e sindrome dell’intestino irritabile,
- l’alterazione di muscoli che regolano sia la vescica sia l'intestino,
- l’uso di alcuni farmaci che favoriscono stitichezza.
Dato che ci sono alimenti che possono peggiorare sia la stitichezza che la cistite, fai attenzione a:
- alcool,
- cioccolato,
- bevande gassate,
- cibi e spezie piccanti,
- dolcificanti e zucchero.
Oltre all’alimentazione, attua alcune strategie che possano aiutarti a ritrovare l’equilibrio intestinale:
- aumenta gradualmente l'apporto di fibre attraverso frutta, verdura e cereali integrali (in mancanza di infiammazioni intestinali);
- bevi acqua a sufficienza;
- pratica attività fisica regolare;
- se assumi farmaci, verifica con il tuo medico se favoriscono stitichezza.
Rimani idratata
Bere un adeguato apporto di acqua non è utile solo per mantenere un corretto transito intestinale, ma anche per favorire un maggiore equilibrio delle vie urinarie.
Forse ti hanno detto che con la cistite in corso è bene aumentare l’apporto di acqua giornaliera, e non è un caso: l’urina aiuta ad eliminare i batteri che ne sono responsabili, pulendo le vie urinarie.
Bere poco, inoltre, rende le urine concentrate, una condizione che può contribuire a irritare la vescica.
Se sei fra coloro che tendono a bere poco o solo quando sentono lo stimolo, prova a tenere una borraccia sulla scrivania, così da non dimenticartene.
Usa biancheria di cotone
Il cotone e altre fibre naturali sono traspiranti, mentre le fibre sintetiche possono favorire irritazioni.
Allo stesso modo evita abiti (pantaloni e cinture) troppo stretti o attillati.
Cura l’igiene intima
In menopausa e postmenopausa il pH vaginale cambia, passando da acido a alcalino o neutro. L’acidità del pH è una ulteriore arma difensiva contro batteri patogeni, che con l’avanzare dell’età viene meno.
Scegliere un detergente intimo con un pH adeguato, per evitare prodotti che non sono fisiologici. Controlla bene il flacone dell’acquisto: il pH più adatto in menopausa è fra il 6 e il 7.
Ricordati di fare la pipì dopo il rapporto sessuale
Urinare dopo un rapporto sessuale aiuta a eliminare i batteri che possono tentare di risalire nell’uretra e facilitare una infezione, riducendo in questo modo le probabilità di una cistite dopo i rapporti sessuali.
Se non sai quale detergente intimo scegliere, leggi la nostra guida ›
L’alimentazione è sempre un alleato
Ciò che mangi durante il giorno può avere un impatto sulla salute e può aiutare il corpo a ritrovare il proprio equilibrio anche in caso di cistite.
Per mantenere l’equilibrio ormonale e urinario prova a inserire nella tua alimentazione questi alimenti che trovi nel nostro reparto di Alimenti e Bevande:
- cereali integrali in chicco (quinoa, avena, farro, riso integrale ecc.),
- grassi buoni (avocado, pesce, olive ecc.),
- proteine magre o vegetali,
- verdure a foglia verde,
- frutti di bosco,
- alimenti prebiotici (aglio, cipolle, carciofi, banane ecc.) e probiotici, come yogurt, kefir, verdure fermentate, che contribuiscono a mantenere l’equilibrio del microbiota.
Vanno invece limitati:
- zucchero raffinato,
- caffè,
- cibi ultraprocessati,
- alimenti piccanti.

Rinforza il pavimento pelvico
Le donne in postmenopausa sono particolarmente a rischio di sviluppare infezioni del tratto urinario anche a causa dell’indebolimento della muscolatura del pavimento pelvico dovuto all’invecchiamento.
Per evitare di andare incontro a cistiti ricorrenti, rinforzare il pavimento pelvico con esercizi mirati di ginnastica intima può essere un aiuto ulteriore.
Un pavimento pelvico forte può infatti contrastare anche la secchezza vaginale e alleviare il dolore durante i rapporti sessuali, due fattori che possono essere comuni in menopausa.
Leggi come migliorare il tuo pavimento pelvico e i benefici che può avere la ginnastica intima ›
Conclusioni
Molte donne in menopausa soffrono di infezioni del tratto urinario e cistiti più frequentemente a causa dei cambiamenti ormonali.
La perdita di estrogeni contribuisce all’assottigliamento dei tessuti vaginali e a cambiamenti nel microbiota, che possono esporre a un rischio maggiore di infezione.
Accanto ad approcci convenzionali, possono esserci diversi rimedi naturali così come abitudini nello stile di vita che possono contribuire a ritrovare il benessere e a ridurre il rischio di recidive.
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