Nelle pagine di "La parola immaginata" Annamaria Testa racconta gli aspetti teorici e pratici del suo lavoro di copywriter.
Con garbo, abilità e soprattutto, con una scrittura vivace e appassionante, illustra le regole, i meccanismi e le strategie necessarie per inventare una campagna pubblicitaria efficace, spiega come scegliere le parole di un titolo, come queste vanno associate alle immagini, come la coppia creativa formata da copywriter e art director deve lavorare, e come accade che una campagna conquisti il favore del pubblico.
Le aziende sono come le persone: diverse per carattere, attitudini, fortuna, stile.
Ciascuna ha un proprio modo di presentarsi al pubblico. Ogni azienda parla, attraverso le cose che produce, e il discorso può risultare innovativo o conservatore, elitario o popolare, interessante o noioso, utile, o dilettevole, o banale.
Un profumo, un formaggino e un'automobile sono tre prodotti-discorso diversi. O meglio: sono tre temi di discorso differenti, ciascuno dei quali può essere sviluppato in modo interessante, noioso, innovativo, banale... Tutti noi consumiamo prodotti, in parte per quello che sono e in parte per quello che significano.
Un formaggino è novanta calorie di grassi animali, acqua e sali minerali.
Un'automobile è un veicolo che permette di spostarsi a piacere e senza fatica. Un profumo è un cocktail di essenze volatili sciolte in alcool.
Ma ai concetti economici di valore d'uso (novanta calorie, spostarsi a piacere e due ore di odor di bergamotto) e di valore di scambio (espresso nei tre casi in centinaia, milioni e migliaia di lire) può essere opportuno, parlabdo di pubblicità, aggiungere un concetto estraneo all'economia: quello di valore percepito.