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Intestino pigro? Risveglialo dolcemente con i rimedi naturali

di Romina Rossi 5 mesi fa


Intestino pigro? Risveglialo dolcemente con i rimedi naturali

Stitichezza, dolori e gonfiori di pancia e addome: vediamo come liberarcene in maniera naturale

L’intestino pigro è dato dal rallentamento del transito e dall’evacuazione delle feci. Oltre a creare un fastidioso senso di gonfiore questo rallentamento causa altri sintomi e può portare a comparsa di malattie anche gravi.

Vediamo di capire, quindi, in caso di intestino pigro cosa bisogna fare e quali rimedi adottare per ritrovare il benessere.

Indice dei contenuti:

Intestino: quando è regolare?

Nell’opinione comune l’intestino è regolare quando l’evacuazione avviene una volta al giorno.
In realtà questo non è del tutto vero.

Generalmente, i movimenti intestinali quotidiani possono essere da 1 a 3. A seconda di quel che si mangia, però, questi possono rallentare. Se per esempio l’alimentazione è più proteica, con presenza di pochi vegetali, l’evacuazione può avvenire anche dopo le 24 ore.

Al giorno d’oggi viene quindi considerata normale una persona che evacua ogni 2 giorni, così com’è normale evacuare più volte al giorno se l’alimentazione è prevalentemente vegetariana.

Al di fuori di questi parametri, si può parlare di intestino pigro.

Ciò che è importante da tenere in considerazione, oltre alla frequenza, è la consistenza delle feci, che devono essere ben formate ma morbide. In caso di diarrea, feci poco formate o al contrario troppo secche è bene capire cosa non va e correggere lo stile alimentare o le cattive abitudini.

Intestino pigro: cause e sintomi

Il sintomo che ci permette di capire se si soffre di intestino pigro è la stitichezza. Detta anche stipsi, questa condizione si verifica quando l’evacuazione delle feci avviene in maniera rallentata, ridotta e con difficoltà.

Di solito le sostanze di scarto prodotte dal nostro organismo con i cibi che mangiamo, impiegano dalle dalle 6 alle 24 ore per attraversare l’apparato digerente. Se invece il transito rallenta, e si blocca all’interno dell’intestino crasso, si parla di stipsi.

Nei casi più semplici la stipsi si manifesta solo con l’assenza di movimenti intestinali. Nei casi più difficili, invece, la stipsi si può manifestare con altri sintomi di portata variabile, fra cui:

  • gonfiore e dolore addominale;
  • pancia gonfia;
  • perdita dell’appetito;
  • flatulenza;
  • malessere generale.

Ma da cosa dipendono le cause dell’intestino pigro? Le più frequenti sono:

  • una dieta povera di fibre e di liquidi;
  • lo stress;
  • la sedentarietà;
  • la presenza di parassiti intestinali;
  • la flora batterica intestinale poco efficiente o alterata;
  • la carenza di magnesio;
  • la colite;
  • l’ipotiroidismo;
  • i disturbi del fegato;
  • l’abuso di lassativi;
  • l’uso di alcuni tipi di farmaci;
  • la lunghezza dell’intestino eccessiva, detta anche dolicocolon, un fattore congenito che causa malfunzionamento del colon.

Un disturbo da non sottovalutare: le malattie legate alla stitichezza

La stitichezza non è da sottovalutare: la permanenza delle feci nell’intestino può provocare danni anche seri alla salute generale. La stitichezza cronica, infatti, causa disturbi fra i più svariati, che raramente vengono messi in relazione alla nostra salute generale. Fra questi ci sono:

  • l’artrite;
  • la cefalea;
  • la sindrome dell’intestino irritabile;
  • l’affaticamento;
  • le affezioni cutanee;
  • l’alitosi;
  • le turbe dell’umore e la depressione;
  • le emorroidi e le varici;
  • l’ernia;
  • l’insonnia;
  • la sindrome da malassorbimento;
  • il sovrappeso.

E se la stitichezza dipendesse dalla flora batterica?

Ormai si sa che l’intestino è molto più che un semplice apparato. Non a caso è chiamato anche secondo cervello, perché svolge molte funzioni di controllo che sono in grado di influenzare la nostra vita in positivo o in negativo.

Oltre il 50% del sistema immunitario si trova nell’intestino, dove risiede la flora batterica. Se vuoi avere maggiori informazioni sulla relazione fra la salute dell'intestino e il sistema immunitario, leggi lo speciale che trovi qui

Chiamata anche microbiota, la flora batterica è formata da miliardi di batteri simbionti, che collaborano, cioè, per il mantenimento della nostra salute. La sua formazione inizia quando ancora siamo nel grembo materno e viene influenzata dal tipo di alimentazione che riceviamo nei primi mesi di vita.

Il latte materno ci permette infatti di sviluppare i bifidobatteri che sono particolarmente benefici per la salute. Al contrario un’alimentazione fatta di latte artificiale svilupperà altri ceppi.

Oltre all’alimentazione anche l’ambiente in cui viviamo influenza il tipo di flora batterica che sviluppiamo. Ed la sua presenza e le funzioni sono talmente importanti, che gli scienziati moderni cominciano a parlare del microbiota come di un vero e proprio organo.

Durante il corso della nostra vita, è importantissimo mantenere quest’organo il più sano e vitale possibile. Se infatti il numero di batteri che compongono la flora intestinale diminuisce, si crea uno squilibrio che causa disbiosi.

Indebolito, il microbiota rischia di essere aggredito dai batteri patogeni che, a loro volta, possono essere causa di altre malattie fra cui le infezioni, le allergie e le malattie autoimmuni.

La disbiosi a sua volta può favorire la stitichezza, così come la diarrea ma anche il meteorismo, il gonfiore addominale, la flatulenza…

Come fare per capire se la flora batterica intestinale ha bisogno di un sostegno? I sintomi principali di un'alterazione della flora batterica sono, come detto, la presenza di disbiosi, difficoltà digestive e stanchezza cronica che non trova una causa apparente.

In questi casi è bene curare l’alimentazione, preferendo cibi che contengono naturalmente fermenti lattici, come yogurt, kefir, alimenti fermentati, miso. Un corretto apporto di fibre vegetali è l’ottimale per aiutare il microbiota a restare in salute. Via libera quindi alle verdure. E non dimentichiamoci delle spezie che hanno influenza benefica a livello intestinale.

Nei casi più critici si può ricorrere all’assunzione di fermenti lattici. Questi generalmente si dividono in 3 diverse categorie:

  • fermenti lattici: sono batteri e lieviti che producono acido lattico, frutto della fermentazione di zuccheri solubili;
  • probiotici: si tratta di organismi che apportano benefici alla salute dell’uomo. Oltre all’acido lattico possono produrre anche altre sostanze fra cui alcuni tipi di vitamine ed elementi nutritivi utili alla crescita dei batteri buoni;
  • prebiotici: sono tutti gli elementi non digeribili che stimolano la crescita di un numero limitato e mirato di batteri.

 I rimedi naturali per l’intestino pigro

In caso di intestino pigro, possiamo ricorrere ad alcuni rimedi che fungono da lassativi naturali. Al contrario di quelli di sintesi, questi non creano dipendenza e non impigriscono ulteriormente l’intestino ma lo stimolano a fare il suo lavoro.

Succo di aloe

Questa pianta dalle straordinarie proprietà è molto attiva sull’apparato gastro-intestinale. Non a caso in medicina ayurvedica viene usato come lassativo, e anche come pianta depurativa, utile a ripulire quindi il tubo intestinale dalle tossine che vi si possono depositare a causa del lento transito delle feci.

Il succo di aloe è anche amico della flora batterica: riesce ad avere un effetto riparatore. In caso di intestino irritato, ha azione sfiammante.

Usalo però con moderazione, perché il succo di aloe contiene antrachinoni. Si tratta di composti legati a uno zucchero, che si trovano comunemente in piante come: cascara, senna, rabarbaro, frangola e aloe.

A dosi leggere una volta raggiunto l'intestino, questi agiscono modificando e migliorando la motilità intestinale, e riducendo il tempo di transito delle feci, il cui volume viene aumentato.

Ad alte dosi hanno un forte effetto purgante. Inoltre, l'assunzione continuativa di antrachinoni ad alti dosaggi può causare diarrea, coliche e infiammazioni intestinali, eccessiva perdita di liquidi e sali minerali.

Il danno più grosso che l'assunzione continuativa provoca è una ipofunzione del colon fino all'atonia. Invece di riprendere le proprie normali funzioni, potrebbe smettere del tutto di lavorare, creando una dipendenza ai lassativi.

Gli integratori a base di antrachinoni vanno quindi usati con moderazione, solo in caso di stitichezza grave e per un periodo limitato.

Tarassaco

Le radici di questa straordinaria pianta ha effetto lassativo, grazie al contenuto di inulina, che agisce anche come ottimo prebiotico, andando ad attivare la flora batterica. Inoltre, fluidificando la bile previene la stitichezza.

Polvere di inulina

L'inulina è un polisaccaride contenuto naturalmente in molti alimenti. Le polveri pure più diffuse sono quelle estratte dalla cicoria o dall'agave.

Essendo una fibra solubile ma composta da legami indigeribili, la polvere di inulina arriva intatta nell'intestino. Qui agisce sulla flora batterica esistente, andando a ripristinare il suo equilibrio in caso sia alterata. Il contenuto di fibre facilita il transito intestinale e migliora la digestione.

La polvere di inulina è inoltre in grado di lenire le infiammazioni intestinali. Agisce positivamente, quindi, su colon irritabile, meteorismo, diverticolosi, flatulenza.

Psillio

Ricchi di mucillagine i semi di psillio hanno effetto lassativo naturale. Quando i semi vengono a contatto con l'acqua, infatti, aumentano il loro volume e producono un gel che aumenta la massa fecale e allo stesso tempo la ammorbidiscono.

Lo psillio fa parte dei cosiddetti lassativi meccanici, ricchi di fibra che aumentano il volume delle feci, trattengono l'acqua e favoriscono l'evacuazione svolgendo anche funzione di pulizia intestinale.

Mirtillo rosso

L'estratto glicerinato di mirtillo rosso, Vaccinium vitis idaea è indicato per regolarizzare la funzionalità intestinale e calmare eventuali infiammazioni.

È quindi in grado di lenire: colon irritabile, colite spastica, meteorismo, disbiosi e attenua i sintomi legati alla difficoltà di evacuazione. Se vuoi conoscere più in dettaglio i benefici del Vaccinium vitis idaea, leggi lo speciale

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