Shatavari: 8 benefici dell’elisir di lunga vita delle donne
Romina Rossi
Giornalista e naturopata
Ecco come lo shatavari può aiutare il corpo nei periodi di stress, cambiamento ormonale e calo di energia, sostenendo anche il benessere maschile
In alcune fasi della vita, il corpo femminile sembra perdere il proprio equilibrio: stanchezza, sbalzi ormonali, stress, calo del desiderio, digestione lenta. Per quanto possano sembrare piccoli problemi o disagi comuni, non fanno che peggiorare il benessere quotidiano.
Nell’Ayurveda esiste una pianta usata da secoli proprio per sostenere il benessere femminile in queste fasi: lo shatavari.
Nella mia esperienza, molte donne in Occidente iniziano a conoscere lo shatavari durante la menopausa, ma nella tradizione ayurvedica viene usato da secoli anche nei periodi di forte stress, stanchezza mentale e calo di energia.
Sono disturbi che tendiamo a normalizzare, ma che col tempo possono influenzare energia, umore e qualità della vita.
In questo articolo vediamo che proprietà, benefici e controindicazioni ha lo shatavari e come usarlo per sostenere funzionalità riproduttiva e digestiva, aumentare le difese e per contrastare lo stress quotidiano.
Le proprietà dello shatavari: la pianta amica di uomini e donne

Il nome botanico dello shatavari è Asparagus racemosus, che fa parte della famiglia degli asparagi. È nota come pianta adattogena, che vuol dire che aiuta l’organismo ad affrontare meglio gli stress fisici, donando maggiore resistenza psicoemotiva. La stessa pianta è inoltre utilizzata per la capacità di riequilibrare la funzionalità del tratto digestivo.
Nell’Ayurveda è tradizionalmente usata come rimedio in grado di sostenere il sistema riproduttivo, soprattutto femminile. Shatavari infatti in sanscrito significa “colei che possiede cento radici” o anche “colei che possiede cento mariti” proprio in riferimento alle proprietà ringiovanenti del sistema riproduttivo femminile e alla capacità di migliorare la fertilità.
È indicato inoltre anche in menopausa - non a caso è uno degli ingredienti negli integratori per la menopausa che trovi anche nel nostro reparto di Erboristeria e Integratori, formulati per contrastare i sintomi che si possono manifestare in questa fase. Secondo i testi ayurvedici i principi attivi contenuti nelle radici della pianta sostengono l'organismo durante la transizione dall’età fertile alla menopausa. Alcuni composti, infatti sarebbero in grado di influenzare il sistema ormonale.
8 benefici dello shatavari

Sebbene sia dunque considerata la pianta amica delle donne, da recenti studi è emerso che può avere benefici anche per gli uomini. Vediamo quali sono i principali.
1. Favorisce la funzionalità del sistema riproduttivo femminile
Il nome shatavari deriva proprio da questa suo primo beneficio: la capacità di riequilibrare l’apparato femminile. Utile in menopausa per contrastare gli squilibri ormonali tipici di questa fase e aumentare la forza e il livello di energia, ma anche per le donne in età fertile, poiché ne migliora la fertilità.
Agirebbe, inoltre, come afrodisiaco femminile, aumentando il desiderio sessuale. Nella rivista “Journal of Medical Science” viene indicato come rimedio utile ad alleviare le malattie che riguardano l’apparato riproduttivo femminile, come ovaio policistico ed endometriosi. In questi casi, però, consiglio di utilizzare lo shatavari sotto indicazioni di un medico competente in fitoterapia o ayurveda piuttosto che ricorrere al fai da te.
È un valido aiuto anche per donne che hanno partorito: lo shatavari agisce infatti come tonico del sistema nervoso, contribuendo a ristabilire il tono dell'umore, soprattutto in caso di ansia e umore depresso.
2. Ha proprietà antiossidanti
Grazie alle sue proprietà, lo shatavari sarebbe in grado di migliorare la vitalità femminile, poiché interviene contrastando l'invecchiamento precoce causato dai radicali liberi. Ricca di saponine, questa pianta è rinomata in India per le sue proprietà antiaging.
Inoltre, un recente studio ha messo in evidenza la presenza all’interno della pianta di tre diversi tipi di antiossidanti, che non si trovano in nessun'altra pianta.
3. Ha proprietà antinfiammatorie
Una delle tre sostanze antiossidanti presenti nel fitocomplesso dello shatavari è il racemofuran. Si tratta di un antiossidante che avrebbe anche proprietà antinfiammatorie. Agirebbe positivamente, soprattutto spegnendo l’infiammazione del tratto digestivo.
Al momento sono in corso studi proprio per verificare l'effettiva azione antinfiammatoria, valutando anche i benefici che la pianta può favorire.
4. Ha effetti diuretici
In Ayurveda la pianta viene usata anche come integratore a scopo diuretico. Alcuni studi hanno messo in evidenza che la sua attività diuretica non causa l’eliminazione di sali minerali o nutrienti, come in genere fanno i diuretici di sintesi.
Sarebbe inoltre benefica a tutto il tratto urinario, poiché contribuirebbe a tenere le vie urinarie pulite. In questo modo, secondo i ricercatori, potrebbe contribuire a prevenire la formazione dei calcoli renali.
Lo shatavari agirebbe infatti aumentando i livelli di magnesio nelle urine, un minerale che, secondo gli studi, aiuta a prevenire la formazione dei calcoli.
5. Aiuta a tenere la glicemia sotto controllo
Pare che gli estratti dell'Asparagus racemosus stimoli la produzione di insulina, anche se ancora non è chiaro il suo meccanismo di azione. Secondo alcune ricerche potrebbe essere d’aiuto anche nei casi di diabete di tipo 2.
Tuttavia servono ulteriori studi per poter avere dati più sicuri.
6. Può aiutare ad alleviare l’ulcera
Secondo gli studi, non solo lo shatavari è in grado di alleviare i sintomi dell’ulcera gastrica, ma può aiutare anche a prevenirne la formazione, grazie alle proprietà antinfiammatorie.
Sarebbe però meno efficace sull’ulcera da stress.
7. Sostiene il sistema immunitario
In Ayurveda lo shatavari è usato anche per sostenere il sistema immunitario.
In uno studio di laboratorio del 2004 è stato messo in evidenza che le radici della pianta sono in grado di aumentare la produzione di anticorpi, migliorando così la risposta immunitaria.
Secondo altri studi, inoltre, avrebbe effetti benefici anche nel trattamento naturale della tosse.
8. Migliora la digestione
In India questa pianta viene consigliata anche come rimedio per pulire l’intestino.
Migliora la digestione aumentando l’attività degli enzimi digestivi principali, lipasi – che è indispensabile nella digestione dei grassi – e amilasi, per la digestione dei carboidrati.
Allo stesso tempo, può aiutare a contrastare la fermentazione che il cibo subisce se rimane troppo a lungo nel tratto digerente, creando tossine e scorie (ama in sanscrito) che secondo la visione ayurvedica sono il primo responsabile dell'infiammazione all'interno dell'organismo.
Oltre a ciò, è benefica per il tratto intestinale poiché ne migliora la motilità, aiutando ad alleviare eventuali effetti collaterali della digestione lenta e gli spasmi.

Shatavari: guida alla scelta consapevole
Spesso il problema più grosso dell'uso degli integratori in fai da te è capire quale scegliere o quale fa al proprio caso. Se ti è successo di avere mille dubbi, non sei sola: è una delle domande che i clienti di Macrolibrarsi mi fanno più spesso.
Ecco qualche indicazione per aiutarti a scegliere senza più dubbi.
Puoi trovare lo shatavari sia in polvere (è una delle più apprezzate dai nostri clienti) che in compresse. Generalmente il sapore è gradevole, con un leggero retrogusto di nocciola. I clienti che l'hanno già provata, riferiscono che aggiunta a frullati e altri piatti non altera il sapore.
Se invece fai fatica ad abituarti a nuovi sapori, le compresse possono essere una soluzione più pratica e costante nel tempo.
Solitamente, consiglio di cercare prodotti composti (con aggiunta di altre piante o nutrienti) per il problema riscontrato:
- per sostenere l'organismo in caso di stress anche abituale, è ottimo in abbinamento con ashwagandha e anche kuzu (li trovi insieme in questo integratore),
- per problematiche femminili, come menopausa o disturbi del ciclo, la tradizione ayurvedica abbina lo shatavari ad altre piante, come amalaki, clitoria, gokshura e vata, oppure anche a reishi, agnocasto, partenio, magnesio e vitamine del gruppo B,
- per favorire la funzionalità del tratto gastrointestinale, invece, lavora bene in associazione con liquirizia, amla, zenzero e altre piante che possono contribuire alla corretta acidità gastrica,
- per favorire menoria e concentrazione, due funzioni che possono essere influenzate da stress, ansia o ritmi frenetici, lo shatavari viene abbinato a centella, amla, brahmi e ashwagandha,
- per favorire la funzionalità maschile, lo shatavari può essere abbinato a ashwagandha, cannella, tribolo, triphala e altre piante,
- per la funzionalità digestiva e per favorire il transito intestinale, infine, l'abbinamento migliore è con zenzero, amla, rosa e aloe.
In assenza di indicazioni mediche, in fai da te raccomando di fare assunzioni di 2-3 mesi con interruzione di qualche settimana almeno, per evitare un uso continuativo non necessario.
Nel dubbio, il consiglio che do sempre è di partire in modo semplice, osservando come reagisce il proprio corpo nel tempo.
Ricorda che con le piante adattogene la costanza conta più della fretta: spesso i benefici arrivano in modo graduale ma profondo.
Il mio consiglio: con l’ashwagandha riequilibra la libido maschile

Sai che lo shatavari unito all’ashwagandha, altra pianta molto diffusa e usata in Ayurveda, è in grado di aumentare la libido maschile? Può inoltre aiutare a risolvere i problemi legati alla fertilità.
Le due piante insieme aiutano la spermatogenesi negli uomini, migliorando non solo la produzione di sperma, che risulta più vitale, ma anche la conta spermatica.
Anche in questo caso, il mio consiglio è di avvalersi della competenza di un medico esperto di Ayurveda o medica integrata, in modo che possa prescrivere i rimedi più adatti alla tua situazione.
Controindicazioni dello shatavari
Lo shatavari è considerata una pianta senza particolari effetti collaterali.
In gravidanza va però evitato poiché, essendo un tonico della muscolatura uterina, potrebbe creare effetti collaterali.
Inoltre, poiché ha effetti diuretici, sarebbe meglio evitare di assumerlo se si stanno già prendendo farmaci o diuretici o se ci sono patologie renali e/o cardiache in corso.
Allo stesso modo, è bene evitarlo se si stanno assumendo farmaci per il controllo della glicemia.
Consulta un medico per l’assunzione durante l’allattamento.
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