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Le alghe in cucina: quali, come e perché utilizzarle dal punto di vista della macrobiotica

di Dealma Franceschetti 16 giorni fa


Le alghe in cucina: quali, come e perché utilizzarle dal punto di vista della macrobiotica

Le alghe marine sono le creature vegetali più antiche del pianeta e hanno sempre fatto parte dell’alimentazione umana di tutti i popoli costieri, perché sono facili da raccogliere e praticamente sempre disponibili.

Già Greci e Romani le usavano in cucina, nella terapia e nella cosmetica e in Cina, documenti risalenti al 270 a.C. ne attestano l’uso nell’alimentazione quotidiana. Anche i Vichinghi usavano le alghe e in Scozia, l’alga Dulse veniva usata per curare lo scorbuto.

Anche in Italia sono sempre state utilizzate, in particolare nelle minestre.

Date le loro numerose proprietà nutrizionali e “curative”, questo vero e proprio superfood dovrebbe comparire ogni giorno sulle nostre tavole, per aiutarci a compensare un’alimentazione spesso squilibrata e carente di nutrienti e fitocomposti e per aiutarci a disintossicarci e a controllare il peso.

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Indice dei contenuti:

Proprietà nutrizionali

Tutte le alghe marine sono un vera e propria miniera di sali minerali. Nessun ortaggio terrestre può competere con le alghe per ciò che riguarda in particolare la quantità di calcio.

100 g di alga Nori contengono 70 mg di calcio, contro i 47 mg dei broccoli, i 33 mg delle carote, i 40 mg del cavolo, i 23 mg della cipolla. Persino il sesamo, noto per la ricchezza in calcio, ne contiene meno, con i suoi 60 mg.

Sono anche ricche di vitamine, soprattutto del gruppo B, vitamina K e vitamina E, vitamina C (39 mg di vitamina C, il 65% della RDA!), acido folico, folati, betacarotene ecc.

Contengono omega 3, fibre, proteine, carboidrati, poche calorie e iodio, che stimola la tiroide.

Nel libro Alghe di Clara Castellotti, edito da Macro Edizioni, troviamo che gli omega 3 contenuti nelle alghe, sono soprattutto nelle preziosissime forme già utilizzabili EPA e DHA. L’alga wakame è la più ricca, con i suoi 186 mg di EPA su 100 g di peso secco.

Altre preziose proprietà

Le alghe marine contengono alginati, sostanze chelanti, capaci di legarsi ai metalli pesanti, permettendo al corpo di eliminarli con le feci. Sono in grado di legare anche ioni radioattivi, quindi hanno persino effetto decontaminante dalla radioattività.

Le alghe marine, soprattutto grazie alla presenza di fuocoidani, fluidificano il sangue, regolano il sistema immunitario, sono leggermente lassative, aiutano ad abbassare il colesterolo e la glicemia, stimolano la tiroide, rimineralizzano, migliorano l’elasticità dei vasi sanguigni, quindi aiutano a regolarizzare la pressione, aiutano a controllare il peso, disinfiammano, proteggono la mucosa dello stomaco, hanno effetto anti tumorale stimolando l’apoptosi e antivirale e sembrano inibire la proliferazione dell’Helicobacter pylori, impedendo i legami con le cellule gastriche.

È bene sottolineare che tutti questi benefici si possono ottenere solo con con un consumo regolare e abituale, quindi inserendo le alghe nell’alimentazione quotidiana, al pari delle verdure terrestri.

Longevità e alghe

Le alghe fanno parte dell’alimentazione quotidiana degli abitanti dell’isola di Okinawa in Giappone, famosa nel mondo per la spiccata longevità e salute dei suoi abitanti (hanno il tasso di mortalità per cancro più basso).

Sicuramente il complesso della loro dieta, composta da cereali, legumi, verdure e pesce, gioca un ruolo chiave, ma le alghe sembrano essere particolarmente al centro dell’attenzione degli scienziati, nello spiegare questo fenomeno, in particolare per la presenza di fucoidani.

Quali alghe usare in cucina?

Kombu, Wakame, Nori, Arame e Agar agar sono le alghe maggiormente usate dalla cucina macrobiotica.

L’alga Kombu è particolarmente utile per il sovrappeso, l’ipotiroidismo e i tumori.

La Wakame è particolarmente efficace per equilibrare il sistema immunitario, per aiutare il fegato e per la fragilità di unghie e capelli.

La Nori è particolarmente utile per l’apparato cardiocircolatorio, soprattutto in caso di capillari fragili e vene varicose. È utile anche per i disturbi della pelle.

L’Arame è specifica per i disturbi ginecologici, soprattutto quelli femminili come i fibromi all’utero.

L’Agar agar, un estratto dalle alghe rosse, usato per gelificare, ha in particolare la capacità di lubrificare l’intestino migliorando la stitichezza.

Queste sono le alghe principalmente utilizzate dalla cucina macrobiotica, ma ce ne sono molte altre, come la Dulse, l’Hijiki o gli Spaghetti di mare, ad esempio.

Come si usano

L’utilizzo più semplice è all’interno di minestre, zuppe o minestroni. Basta aggiungere un pezzetto di 4-5 cm di alga al momento di cuocere. È possibile poi toglierla a fine cottura, oppure, meglio ancora, mangiarla. In questo caso è meglio inserirla a pezzetti e non intera. Si può tagliuzzarla con la forbice da secca, oppure ammollarla qualche minuto e poi tagliarla.

Ci sono anche altri utilizzi, ad esempio: l’alga Nori si usa anche per il sushi o come snack o spezzettata (in fiocchi) aggiunta ai piatti o a creme come l’hummus, l’Arame si usa anche stufata con altre verdure ecc.

Alghe e bambini

Le alghe sono preziosissime anche per i bambini. Nella pratica dello svezzamento naturale vengono usate persino nelle prime pappe. Si può usare un pizzico di alga Nori da aggiungere alle pappe.

Invece per i bimbi più grandi possono comparire nei pasti come per gli adulti oppure sfruttare l’alga Nori in fogli come spuntino da sgranocchiare (dopo averla passata sulla fiamma del gas qualche minuti per farla seccare bene e renderla croccante).

Ci sono controindicazioni?

Dal punto di vista della macrobiotica, le uniche controindicazioni sono l’ipertiroidismo, perché le alghe contengono iodio e l’assunzione di anticoagulanti, perché anche le alghe hanno questo effetto (se pure più blando rispetto ad un farmaco). Nel dubbio consultare sempre il proprio medico.

E se non posso usare le alghe marine perché soffro di ipertiroidismo?

Ci sono le alghe di acqua dolce come la Spirulina, la Klamath e la Clorella, ma si assumono solitamente come integratore, perché sono microalghe. Oggi in commercio esistono prodotti a base di spirulina come la pasta oppure si può aggiungere un po’ di polvere di Spirulina ad estratti, succhi e inventare le più strane combinazioni in cucina.

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Dealma Franceschetti

Dealma Franceschetti è foodblogger, autrice, insegnante di cucina e consulente macrobiotica. Diplomata a La Sana Gola di Milano, tiene corsi di cucina macrobiotica vegana, conferenze, seminari e consulenze personalizzate. Il suo blog "La via macrobiotica" è diventato il...
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