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I Sette Chakra

di Lo Staff di Macrolibrarsi.it 4 mesi fa


I Sette Chakra

La parola "chakra" deriva dal sanscrito e significa ruota o vortice.

I chakra sono centri energetici e di consapevolezza che si trovano nel corpo umano indicati anche come vortici energetici o centri di forza. Le prime linee guida per la loro attivazione emergono già nelle Upanishad, i testi sacri della religione vedica indiana (500 a.C.; si veda Shandilya Upanishad, Cudamini Upanishad).

I chakra non sono punti definibili in senso concreto o anatomico, si tratta al contrario di turbini energetici propri dell'aura. In India e in Tibet veggenti e guaritori hanno raggiunto la conoscenza attraverso la meditazione su questi sottilissimi centri energetici.

Sebbene l'insegnamento dei chakra sia strettamente legato alla tradizione dello yoga, questi centri energetici sono conoscibili da chiunque possieda una particolare sensibilità indipendentemente dalla cultura e dall'epoca cui appartiene.

I chakra si irradiano in diverse aree del corpo a seconda della rispettiva posizione, influenzano le funzioni organiche, la circolazione, l'attività ormonale nonché le emozioni e i pensieri, trasformando così l'energia cosmica vitale (Prana) che scorre incessantemente all'interno del corpo umano. Tale energia viene raccolta nei chakra, e in seguito messa a disposizione per i processi del corpo, dell'anima e dello spirito.

Per facilitare l'individuazione del loro significato esoterico, i chakra sono tradizionalmente associati a un colore, un simbolo, un mantra (suono di liuto), un elemento e una divinità corrispondenti alle frequenze di vibrazione di ciascun vortice energetico.

Indice dei contenuti:

Primo chakra

Il chakra Muladhara costituisce il fondamento e la radice del sistema energetico dei chakra. Attraverso il centro della base, l’energia viene raccolta dalla terra e dalla natura e in seguito trasformata. Nell’Induismo il chakra della radice viene tradizionalmente rappresentato con quattro petali e un quadrato (simbolo della terra).

Secondo la dottrina dello yoga, l’energia Kundalini risiede nel chakra radice. Se la base è stabile, l’energia vitale può ascendere attraverso gli altri chakra, accelerando così lo sviluppo della personalità.

Il colore rosso, in cui risplende il chakra Muladhara, simboleggia una forte energia vitale, forza e passione.

Secondo chakra

Il chakra Svadhisthana è il centro energetico della sessualità e della gioia di vivere. In sanscrito “Svadhisthana” significa dolcezza, un termine legato al concetto di felicità corporale e sensuale.

Il secondo chakra è rappresentato dall’elemento acqua, simbolo di mobilità e la flessibilità, che rimanda al concetto di “flusso della vita”. Inoltre in rapporto alle abluzioni rituali, come ad esempio il battesimo, richiama i concetti di purificazione e religiosità.

Così come l’acqua, anche il simbolo base del chakra sacrale, la falce di luna, rappresenta l’elemento femminile e stabilisce il contatto con il subconscio.

Il chakra Svadhisthana dai sei petali risplende di arancio, il colore dell’impulso attivo che favorisce la creatività e la voglia di vivere.

 

Terzo chakra

In sanscrito, il terzo chakra, detto Manipura, significa “il gioiello lucente” oppure “coperto di pietre preziose”. Conformemente alla dottrina dello yoga, il chakra Manipura è un indispensabile accumulatore di energia da cui l’energia vitale Prana viene ripartita in tutto il corpo.

Il chakra dai dieci petali risplende di colore giallo ed è associato all’elemento fuoco, il quale simboleggia l’energia vitale di questo centro. L’animale simbolico relativo al terzo chakra è il montone, spesso rappresentato anche come Destriero del Dio del Fuoco (Agni).

Il chakra Manipura è inoltre l’origine delle 72.000 nadi, sottilissimi fili energetici che si irradiano dall'ombelico in tutto il corpo.

 

Quarto chakra

Il cuore è da sempre il simbolo dell’amore. Il chakra del cuore, detto in sanscrito Anahata-Chakra, costituisce il centro dell’essere umano e collega i tre chakra inferiori, relativi all’istinto, con i tre chakra superiori, relativi alla coscienza superiore.

Il chakra dai dodici petali rappresenta l’amore universale e svolge un ruolo fondamentale sia nello Yoga Bhakti, in riferimento alla via verso la dedizione e l’umiltà, sia nella dottrina cristiana attraverso il concetto di amore per il prossimo.

Relativamente ai sensi, il chakra Anahata è associato al tatto attraverso cui sono possibili il contatto e la cura. L'immagine di Vayu, il dio dei venti, che cavalca l'antilope, uno degli animali simbolo del quarto chakra, è collegata all'elemento aria e alla respirazione.

Nella stella di Davide, simbolo del chakra del cuore, il triangolo rivolto verso l'alto si fonde con il triangolo rivolto verso il basso. Il primo rappresenta Shiva, il dio maschile, ovvero la consapevolezza di sé, il secondo rappresenta Shakti, la progenitrice divina, ovvero l'energia.

Quinto chakra

Il chakra Vishuddha dai sedici petali costituisce il centro dei suoni e delle parole all’interno del corpo umano.

Dal punto di vista esperienziale, i toni svolgono un ruolo importante per lo sviluppo della personalità. Una delle maggiori tecniche impiegate nella pratica dello yoga è ancor oggi la ripetizione cantata dei mantra, o suoni primordiali della meditazione, che consentono il risveglio e l’accrescimento dell'autoconsapevolezza attraverso le vibrazioni prodotte.

L'elemento corrispondente al chakra Vishuddha è l'etere, il simbolo dell’ampiezza, dello spazio (in sanscrito: Akasha) e della purezza. L'animale simbolico del quinto chakra è l'elefante bianco, il destriero del dio principale della religione vedica, Indra (“Il Forte”).

Il cerchio che sta a simboleggiare il chakra della gola rappresenta il luogo del vuoto e del silenzio assoluti che occorre attraversare per poter raggiungere la conoscenza.

Sesto chakra

In qualità di centro spirituale, il chakra Ajna favorisce l’attenzione e la consapevolezza. Nel sesto chakra confluiscono le nadi principali Ida e Pingala la cui riunificazione simboleggia il superamento della dualità raggiungibile attraverso la meditazione.

Quando si raccoglie l’energia vitale nel chakra Ajna e si superano le ostruzioni, è realmente possibile conseguire una conoscenza superiore.

I due petali del chakra della fronte rappresentano rispettivamente le sillabe-germoglio “ham” e “ksham”, i suoni primordiali emessi da Shiva (consapevolezza cosmica) e da Shakti (vitalità) con i quali si delinea un’ulteriore unificazione.

Una figura importante per il sesto chakra è Shakti Hakini, un dio androgino che rappresenta la componente maschile e femminile. Anche il cerchio (simbolo dell’origine dell’Essere) e i due petali alati (rappresentanti la dualità) simboleggiano il superamento della polarità.

Settimo chakra

Uno dei simboli del chakra Sahasrara è il loto dai mille petali. Il numero mille simboleggia la completezza e la perfezione e rimanda al significato del chakra della corona come meta della nadi principale Sushumna.

In esso si innalza la forza del serpente Kundalini, che simboleggia il risveglio delle potenzialità umane. Il fiore di loto, che cresce dal buio e dalla melma per poi divenire un fiore puro, rappresenta lo sviluppo della consapevolezza umana dalle qualità animali relative ai chakra inferiori verso la radiosa luce dell’anima.

Nel chakra Sahasrara risiede Shiva, la consapevolezza pura. Lo scopo dello yoga è scoprire Shiva e ricongiungerlo a Shakti, la forza che sale dai chakra inferiori verso l’alto. In questo modo si compie il definitivo distacco dal ciclo della rinascita.

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