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Carenza di vitamina D: 8 segni per capirlo

Pubblicato 24 giorni fa

Scopri i sintomi che possono essere favoriti dalla vitamina D bassa, e i consigli per aumentare i valori

Dell’importanza della vitamina D avrai senz’altro sentito parlare. E saprai che si tratta di una vitamina vitale per il benessere del nostro organismo, poiché interviene in molti processi metabolici.

È così importante da essere considerata un ormone più che una semplice vitamina, dato che ogni cellula all’interno del nostro corpo ha un recettore apposito per riceverla.

Sebbene venga prodotta dal nostro organismo a partire dal colesterolo, per poterla sintetizzare dobbiamo esporci al sole. 

Eppure, nonostante sia prodotta in maniera endogena e la si possa assumere anche con alcuni cibi, come i pesci grassi, la carenza di vitamina D è molto comune, tanto da essere considerata una vera epidemia.

In questo articolo vediamo alcuni dei sintomi che possono indicare la mancanza di vitamina D, che non dovresti sottovalutare e i consigli per aumentare i valori. 

Indice dei contenuti:

Le cause della carenza di vitamina D

Esposizione al sole per sintetizzare la vitamina D

Oggi si stima che circa 8 persone su 10 abbiano una carenza di vitamina D, una situazione sempre più comune e legata soprattutto alle abitudini di vita moderne.

Il motivo principale è la scarsa esposizione al sole. In passato, i nostri nonni trascorrevano molte ore all’aria aperta, anche durante l’inverno, lavorando nei campi o svolgendo attività all’esterno. Questo permetteva loro di produrre naturalmente vitamina D e di accumularne buone scorte nei mesi più soleggiati, utili poi durante l’inverno.

Al contrario, noi passiamo gran parte della giornata in ambienti chiusi e, quando ci esponiamo al sole, lo facciamo quasi esclusivamente nei mesi estivi. Inoltre, l’uso delle creme solari, fondamentale per proteggere la pelle, riduce la capacità della pelle di sintetizzare la vitamina D, limitando così i benefici dell’esposizione solare.

Anche l’abbigliamento gioca un ruolo importante: in primavera e in autunno, quando il sole sarebbe ancora sufficiente, tendiamo a coprirci molto. In queste stagioni basterebbe esporsi al sole per circa mezz’ora al giorno con braccia e viso scoperti per favorire una produzione graduale di vitamina D.

Altri fattori che possono ridurne la produzione sono l’avanzare dell’età, la pelle scura — che richiede un’esposizione solare più lunga — e il sovrappeso, poiché la vitamina D tende a concentrarsi nel tessuto adiposo e diventa meno disponibile per l’organismo.

Il rischio di carenza aumenta soprattutto in inverno, quando le ore di luce sono poche, specialmente se durante l’anno non si sono accumulate riserve sufficienti. Inoltre, la carenza di vitamina D spesso non dà segnali immediati: i suoi effetti si manifestano lentamente nel tempo e proprio per questo è facile sottovalutarne l’importanza e non intervenire per tempo.

8 segni di carenza di vitamina D

Come possiamo capire, nello specifico, se soffriamo di carenza di vitamina D? Ecco 8 segni che possono indicare che è bene fare un controllo.

Se ne riscontri uno o più di uno, parlane con il tuo medico, chiedendogli di potere fare le analisi del sangue per misurarne i valori.

1. Ti ammali spesso o soffri di infezioni frequenti

Uno dei ruoli principali della vitamina D è quello di aiutare il sistema immunitario a restare forte e reattivo, in modo che possa svolgere il suo ruolo nel migliore dei modi e aiutarci a stare in salute a lungo. 

Se tendi ad ammalarti spesso, e a contrarre facilmente influenza e raffreddore, potresti avere bassi livelli di vitamina D. Anche i problemi alle vie respiratorie possono essere strettamente legate alla carenza d questa vitamina.

La stanchezza cronica è uno dei sintomi di carenza di vitamina D

2. Sei spesso stanco e affaticato

Uno dei possibili fattori alla base della stanchezza persistente è un livello insufficiente di vitamina D. Diversi studi suggeriscono che questa carenza non influisca solo sul senso di affaticamento, ma anche sulla qualità della vita, favorendo la comparsa di fatica cronica e mal di testa.

Le ricerche indicano, inoltre, che a risentirne maggiormente sono soprattutto le donne sotto i 40 anni, più frequentemente soggette a stati di affaticamento cronico legati a bassi livelli di vitamina D.

3. Soffri di dolori alle ossa e osteoporosi

Uno studio condotto su 114 persone affette da dolori ossei ha evidenziato che oltre il 90% presentava livelli bassi o carenti di vitamina D, a conferma del ruolo fondamentale di questa vitamina nella salute delle ossa.

Negli adulti le ossa non crescono, ma sono continuamente rinnovate grazie a cellule specializzate che sostituiscono il tessuto osseo vecchio con quello nuovo, mantenendo lo scheletro forte ed efficiente. Quando i livelli di vitamina D sono insufficienti, questo processo di rinnovamento rallenta o si altera, rendendo le ossa progressivamente più fragili. Nel breve termine ciò può provocare dolori ossei ricorrenti, mentre nel lungo periodo aumenta il rischio di sviluppare osteoporosi.

Il dolore alle ossa si distingue solitamente da quello muscolare o articolare perché è profondo, pungente e diffuso, spesso difficile da localizzare in un punto preciso del corpo.

Anche il mal di schiena, in particolare nella zona lombare, può rappresentare un campanello d’allarme di una carenza di vitamina D. In alcuni casi, infatti, questa condizione è associata a forme anche importanti di lombalgia, in grado di limitare le normali attività quotidiane.

4. Soffri di stati depressivi

La depressione ha talmente tanti fattori scatenanti che è difficile risalire a una causa solamente. È indubbio, e ormai anche confermato dalla ricerca, che la mancanza di esposizione al sole e, di conseguenza, la minore assimilazione di vitamina D non contribuiscono al nostro umore. Nei paesi del nord Europa, dove gli inverni sono lunghi e senza luce, viene prescritta proprio per evitare episodi di drastici cali del tono dell’umore.

Fra i ruoli che ha questo ormone c’è infatti quello di aiutare i neurotrasmettitori del nostro cervello a produrre la serotonina, che contribuisce a farci restare di buon umore.

L’integrazione di vitamina D aiuta ad alleviare l’umore anche in chi soffre di stati depressivi stagionali tipica dei mesi invernali, quando le ore di luce a disposizione sono molto meno.

5. Sei a rischio di malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari sono in forte aumento, complice la vita poco regolare che tendiamo a condurre al giorno d’oggi.

Secondo alcuni studi anche la carenza di vitamina D contribuisce ad aumentare le problematiche che possono interessare il cuore.

Fra i sintomi legati alle malattie cardiovascolari ci sono:

  • vertigini,
  • dolore al petto o alla schiena (soprattutto nelle donne),
  • gonfiore agli arti inferiori,
  • problemi respiratori.

Se hai uno o più di questi sintomi, non trascurarli ma rivolgiti al tuo medico.

6. Soffri di psoriasi

La psoriasi non è causata direttamente dalla carenza di vitamina D, ma chi ha livelli bassi di questa vitamina può avere più difficoltà a tenere sotto controllo i sintomi. Questa malattia della pelle si manifesta con chiazze squamose che compaiono sul cuoio capelluto e in altre zone del corpo, creando spesso fastidio e disagio.

Per questo motivo, la vitamina D viene spesso utilizzata come supporto nel trattamento della psoriasi, ad esempio con creme o unguenti specifici. Anche se da sola non può far guarire completamente la malattia, può aiutare ad alleviare i sintomi e a rendere le lesioni cutanee meno fastidiose.

La debolezza muscolare è uno dei sintomi di carenza di vitamina D

7. Hai debolezza muscolare

Secondo uno studio non solo la carenza di vitamina D causerebbe debolezza muscolare ma sarebbe anche alla base del dolore cronico.

Ciò si spiegherebbe proprio per il fatto che il suo recettore è presente nei nocicettori delle cellule, le terminazioni di neuroni sensoriali che vengono impiegate per segnalare la presenza di un danno tissutale attraverso il dolore.

Uno studio di laboratorio ha dimostrato che la carenza della vitamina tende a stimolare i nocicettori nei muscoli e di conseguenza si tende ad essere maggiornmente sensibili al dolore, con un abbassamento della soglia di sopportazione.

Altri studi hanno messo in evidenza che l’integrazione di vitamina D è utile per ridurre molti tipi di dolore e anche la sua intensità.

8. Soffri di ipertensione

Cosa c’entra la pressione alta con la carenza di vitamina D? Secondo gli studiosi le persone che ne soffrono sono più inclini a sviluppare diversi tipi di disturbi di salute, fra cui anche l’ipertensione.

La pressione alta non è un fattore da trascurare, poiché può aumentare i rischi di malattie cardiovascolari.

Una delle cause della pressione alta è l’ansia cronica: un’integrazione di vitamina D è utile per calmare l’ansia e, in questo modo, per riportare la pressione arteriosa ai propri livelli ideali.

Altri segni insoliti di vitamina D bassa

La perdita di capelli è uno dei sintomi di carenza di vitamina D

Oltre ai principali sintomi già citati, ci sono altri segnali che possono suggerire una carenza di vitamina D, soprattutto se i valori risultano significativamente bassi. Eccoli di seguito.

  • Capelli fragili e perdita di capelli. Alcuni studi hanno osservato un collegamento tra bassi livelli di vitamina D e disturbi della crescita dei capelli. 
  • Guarigione lenta delle ferite. La vitamina D svolge un ruolo nella riparazione dei tessuti; livelli insufficienti possono rallentare la rimarginazione delle ferite o la rigenerazione cutanea.
  • Giramenti di testa. La carenza di vitamina D provoca cattivo assorbimento del calcio che, a sua volta, influenza la stabilità degli otoliti (i cristalli di carbonato di calcio nell'orecchio interno, o "sassolini"), causando un loro spostamento. Tale condizione favorisce la comparsa di vertigini improvvise che possono essere molto fastidiose.
  • Ipoparatiroidismo. Bassi valori di vitamina D impediscono la produzione ottimale di paratormone (PTH) da parte delle paratiroidi, causando bassi livelli di calcio (ipocalcemia) e alti livelli di fosforo nel sangue. 

Prestare attenzione a questi segnali può aiutare a intervenire tempestivamente e a prevenire conseguenze più gravi nel lungo periodo.

Quando fare un test per la vitamina D

Il test della vitamina D è l’unico modo per sapere con certezza se i livelli sono sufficienti. Ti consiglio di parlarne con il tuo medico soprattutto se noti uno o più dei sintomi elencati in questo articolo. 

In alcuni casi, possono essere indicati test preventivi anche senza sintomi evidenti, ad esempio:

  • persone con pelle scura o che si espongono poco al sole;
  • donne in gravidanza (bassi valori di vitamina D nella madre provocano complicazioni durante la gravidanza e il parto e carenza nel nascituro);
  • chi trascorre molto tempo in ambienti chiusi;
  • adulti sopra i 60 anni;
  • persone in sovrappeso o con patologie croniche, come morbo di Crohn, fibrosi cistica, celiachia, malattie di fegato e reni;
  • persone che fanno uso abituale di lassativi, farmaci per il colesterolo e farmaci per perdere peso, perché tendono a diminuire i valori di vitamina D. 

Un semplice esame del sangue può aiutare a diagnosticare una carenza e permettere al medico di consigliare la strategia più adatta per correggerla.

Come migliorare i livelli in modo naturale: 4 consigli

Alimenti che contengono vitamina D

Aumentare i livelli di vitamina D non significa solo fare integrazione: esistono strategie naturali e quotidiane per mantenerli nella norma. Ecco alcuni consigli.

  1. Esposizione al sole: bastano 15-30 minuti al giorno con viso e braccia scoperte, evitando le ore di picco solare. La vitamina D prodotta naturalmente è la più facilmente utilizzabile dall’organismo. Ricorda che l'assimilazione avviene anche in inverno e anche quando il cielo è nuvoloso. 
  2. Alimentazione equilibrata: opta per cibi ricchi di vitamina D come pesce azzurro (salmone, sgombro, sardine), uova e funghi.
  3. Attività fisica: sai che se pratichi esercizi all’aperto favorisci sia la produzione di vitamina D sia la salute muscolare e ossea? Un doppio vantaggio non da poco.
  4. Controllo del peso: il sovrappeso può ridurre la disponibilità di vitamina D nell’organismo, quindi mantenere un peso ideale aiuta anche a regolare i livelli della vitamina.

Integrare queste abitudini nella vita quotidiana può fare una grande differenza nel prevenire la carenza e nel migliorare benessere generale e qualità della vita.

E la vitamina K2? 

Avrai sentito dire che la vitamina D dovrebbe essere assunta insieme alla K2. E in effetti questa abbinata sinergica viene consigliata da molti medici e specialisti, che hanno partecipato ai webinar live di Macrolibrarsi.it, come quelli con il dottor Gabriele Prinzi, la dottoressa Livia Emma e il dottor Massimo Citro.

La vitamina K2 infatti serve per impedire che il calcio - il cui metabolismo è regolato dalla vitamina D che ne aumenta anche l'assorbimento favorendo una maggiore probabilità di ipercalcemia - si possa accumulare nelle arterie, creando depositi che possono ostruirle e bloccare il libero flusso del sangue, o nei reni, favorendo la formazione di calcoli renali.

La raccomandazione di questi medici è di assumerle separatamente, nell'arco della giornata, per migliorarne l'assorbimento e impedire che i relativi metabolismi possano interagire fra di loro. L'ideale è lasciar trascorrere almeno 6 ore fra le due assunzioni. Un buon metodo potrebbe essere quello di assumere la vitamina D3 al mattino e la K2 la sera.

In conclusione, riconoscere i sintomi della carenza di vitamina D e intervenire in tempo è fondamentale per mantenere ossa, muscoli, sistema immunitario e umore in salute.

Monitorare i livelli, seguire uno stile di vita sano e, se necessario, integrare sotto consiglio medico o di un naturopata esperto, sono i passi principali per proteggere la propria salute.

Scopri la nostra selezione di vitamina D3, anche di origine vegetale, per adulti e bambini:

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Ultimi commenti su Carenza di vitamina D: 8 segni per capirlo

Recensioni dei clienti

Mirea L.

Recensione del 08/01/2026

Valutazione: 5 / 5

Data di acquisto: 08/01/2026


Un articolo che spiega bene questa carenza purtroppo così diffusa e sottovalutata. Buona parte dei medici di base purtroppo si accontenta di vederla in prossimità del valore 30 pur di dire che non c'è bisogno di integrarla!

Paolo T.

Recensione del 12/12/2025

Valutazione: 5 / 5

Data di acquisto: 12/12/2025


Spiegazione chiara e utile per capire se si è in carenza. Trovo sconvolgente che la vitamina K2 non sia mai integrata dal dottore quando prescrive la D3 e tanto meno il farmacista, che di solito dovrebbe proporre i suoi integratori.

Barbara T.

Recensione del 11/04/2025

Valutazione: 5 / 5

Data di acquisto: 11/04/2025


Non ho queli otto segni ma è un paio d'anni che integro la vitamina D come da consiglio medico e devo dire che mi trovo molto meglio associando una sana alimentazione e sport quotidiano. Grazie per tutte le informazioni.

Gilda M.

Recensione del 25/02/2025

Valutazione: 5 / 5

Data di acquisto: 25/02/2025


La carenza di vitamina D porta a problemi futuri non di poco conto. Infatti, la mia ginecologa mi ha subito prescritto la vitamina D appena sono entrata in pre menopausa e a oggi non ho problemi.

Luana M.

Recensione del 08/04/2020

Valutazione: 2 / 5

Data di acquisto: 08/04/2020


Si devo assumere insieme si , ma in diversi momenti della giornata ! La dottoressa Rasio è stata molto chiara su questo argomento !

Paolo Paniz X.

Recensione del 01/03/2020

Valutazione: 4 / 5

Data di acquisto: 01/03/2020


Bravissimi, veramente una sintesi accurata anche se manca un importante precisazione: giustamente viene indicato di assumere assieme alla vit. D anche la vit. K per matabolizzarla al meglio, è corretto; purtroppo l' assunzione di vit. K è sconsigliata dai medici nel caso si abbiano problemi della coagulazione e/o si stiano assumendo anticoagulanti orali. Ovviamente bisogna sempre domandare al medico di fiducia prima di assumere qualsiasi integratore anche se naturale. Grazie. Paolo Paniz

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