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Calcoli renali e biliari: come combatterli con gemmoderivati e oligoelementi

di Romina Rossi 1 settimana fa


Calcoli renali e biliari: come combatterli con gemmoderivati e oligoelementi

Sintomi e rimedi naturali per contrastare i calcoli

I calcoli possono essere molto fastidiosi, fino a provocare coliche e altri gravi sintomi.

Oggi sono trattati come un disturbo comune, che sorge a causa di abitudini alimentari poco sane. Tuttavia è bene non sottovalutare la loro formazione o, meglio sarebbe, cambiare il proprio stile di vita per evitare la loro formazione.

Indice dei contenuti:

Cosa sono i calcoli?

I calcoli possono essere sia renali (si parla di litiasi renale) che biliari (litiasi biliare). Sebbene cambino la “posizione” e le cause della loro formazione, lo sviluppo dei calcoli e il loro decorso è più o meno lo stesso.

I calcoli renali sono corpi estranei che si depositano nel tratto urinario del rene per un eccesso di sali minerali – soprattutto ossalato di calcio – e altri componenti che si legano fra di loro e non riescono a essere smaltiti.

Di grandezza variabile, di solito questi calcoli non creano problemi fino a che non arrivano nell’uretere, dove possono bloccare il normale flusso delle urine e creare fastidio. Se i calcoli non riescono a proseguire, i muscoli di questa zona si contraggono e, con forti spasmi, li spingono verso la vescica, aumentando l’intensità del dolore che si manifesta come colica.

I calcoli biliari sono invece dei "sassolini" che si formano nella cistifellea perché la bile, che aiuta l’organismo a digerire i grassi, si solidifica. Possono essere formati da depositi di colesterolo o da carbonati e fosfati di calcio in eccesso. Quando la bile non riesce a scorrere nei dotti biliari, ostruiti da questi depositi, si crea un’infiammazione della cistifellea e dei dotti che può estendersi anche al fegato.

Da cosa sono causati i calcoli?

All’apice della lista nera delle cause dei calcoli sia renali che biliari c’è sicuramente una dieta scorretta e poco equilibrata. Ricca di grassi cattivi e povera di fibre, la dieta moderna contribuisce alla formazione di calcoli. È bene preferire il consumo di cereali integrali, così come aumentare il consumo di fibre (avena e crusca sono ottime). Le carni possono andar bene purché bianche e magre. Le verdure non devono mai mancare nel piatto. Si può optare per quelle di colore verde o giallo-arancio che contengono maggiori quantità di vitamina A. Questa vitamina ha un effetto particolarmente benefico sulle vie urinarie.

Per evitare il rischio di calcoli biliari sarebbe utile alleggerire il fegato, oltre che con l’alimentazione, con un drenaggio generale. Puoi leggere qui le indicazioni per il drenaggio naturale con gemmoderivati: > Il drenaggio con i gemmoderivati: la pulizia profonda dell’organismo

La disidratazione è una delle maggiori cause dei calcoli renali. La mancanza di liquidi facilita infatti la concentrazione di sostanze minerali nei reni. Con il passare del tempo queste formazioni si cristallizzano e formano il calcolo. È bene quindi bere tanta acqua sia per prevenire i calcoli che per espellerli una volta che si sono formati.

Altre cause che contribuiscono alla formazione di calcoli renali sono:

  • squilibrio del pH urinario. A questo scopo può essere utile bere un po’ di succo di limone con acqua calda per acidificare le urine e permettere il transito dei calcoli;
  • allergie e intolleranze alimentari;
  • sedentarietà;
  • carenza di magnesio e potassio;
  • disturbi metabolici che aumentano il rischio di formazione di calcoli, come tumori, sarcoidosi e sindrome di Cushing.

Per i calcoli biliari, invece, vanno tenuti in considerazione anche questi fattori che aumentano il rischio:

  • uso della pillola anticoncezionale o terapie estrogeniche sostitutive;
  • presenza di diabete;
  • ipercolesterolemia, iperlipidemia e trigliceridi alti nel sangue.

Come si manifestano i sintomi?

Non è il calcolo in sé a provocare sintomi, quanto la sua difficoltà ad essere espulso. Quando il calcolo è troppo grosso, può bloccarsi nelle vie urinarie e nei dotti biliari e creare una serie di sintomi anche gravi.

I più comuni sono:

  • dolore localizzato lateralmente nella regione lombare, al ventre o all’inguine. I calcoli biliari provocano dolore soprattutto al fianco destro, che può estendersi fino alla spalla destra;
  • presenza di sangue e sedimenti nelle urine;
  • stimolo ad urinare spesso;
  • vomito e nausea;
  • brividi e febbre qualora i calcoli provochino un’infezione.

La formazione di calcoli non è un sintomo da prendere alla leggera. Se trascurati o lasciati troppo a lungo nelle vie urinarie, i calcoli renali possono creare infezioni e reflusso delle urine. Ciò provoca dilatazione del rene, contribuendo a peggiorare la situazione.

I biliari, dal canto loro, possono creare infiammazione della cistifellea e anche del fegato.

È bene quindi rivolgersi a un medico competente per poter accertare la presenza di calcoli nell’organismo.

Gli oligoelementi per curare e prevenire i calcoli

Gli oligoelementi sono un buon trattamento naturale per prevenire i calcoli, siano essi biliari o renali.

Per i calcoli renali cronici o che hanno provocato un’infezione si può ricorrere a Rame Oro Argento. Il complesso aiuta a rafforzare le difese dell’organismo, soprattutto quando è indebolito e vulnerabile, tanto da diventare sensibile alle infezioni.

Come prevenzione nella formazione dei calcoli renali, soprattutto se si è portati alla loro formazione si possono usare diversi oligoelementi che lavorano sinergicamente.

Il Potassio aiuta ad aumentare la diuresi e ad eliminare il sodio in eccesso.

Il Litio è sinergico all’azione di Potassio. La sua azione diuretica ne fa un drenante, utile per lo spostamento e l’eliminazione dei calcoli.

Lo Iodio è l’altro oligoelemento che, insieme al Potassio, regola l’equilibrio dei fluidi e stimola il metabolismo.

Il Selenio interviene invece a rafforzare il terreno personale, soprattutto quando il sistema immunitario è indebolito. Utile anche in caso di malattie infiammatorie che possono essere provocate da una permanenza troppo lunga dei calcoli nel tratto delle vie urinarie.

Il Fosforo, oltre ad avere proprietà diuretiche, ha anche proprietà antispasmodiche. Regola inoltre il metabolismo calcico all’interno del nostro organismo.

Se invece i calcoli sono biliari si può intervenire con Manganese Cobalto che è l’oligoelemento indicato per la terza diatesi. La persona soffre spesso di spasmi, coliche e disturbi circolatori, neurovegetativi e cardiocircolatori.

A questo si aggiunge Zinco Nichel Cobalto. Questo complesso è indicato per chi ha problemi di disadattamento ipofisi-pancreatico. È ottimo quindi per tutti i disturbi di fegato e pancreas.

Lo Zolfo infine aiuta a potenziare gli effetti degli altri oligoelementi. Quindi dovrebbe sempre essere aggiunto per ottenere risultati migliori.

I gemmoderivati che agiscono sui calcoli

Sono molti i gemmoderivati che aiutano a sciogliere sia i calcoli biliari che quelli renali. I gemmoderivati sono particolarmente indicati perché agiscono a livello profondo, direttamente sul terreno. Questi lo modificano, riportandolo al normale stato di equilibrio, impedendo così che l’organismo si sovraccarichi o si indebolisca.

Per i calcoli renali sono indicati questi gemmoderivati: la linfa di Betula verrucosa, che ha azione depurativa, diuretica e disintossicante.

Il Fagus sylvatica è un altro gemmoderivato che oltre ad avere un’azione diuretica, è anche uno stimolante renale. Contiene alte quantità di potassio, calcio, mucillagini, inulina e altri componenti.

Berberis vulgaris è indicato per la cura dei disturbi funzionali di fegato, bile, milza e reni. Agisce spegnendo le infiammazioni delle vie urinarie, aiutando l’espulsione dei calcoli presenti e diminuendo il pericolo che se ne formino di nuovi. Le gemme sono indicate per i calcoli renali; le radici e le scorze sono vanno bene invece per quelli biliari.

Anche le gemme di Citrus limonum, il limone, sono utili per contrastare sia i calcoli biliari che renali. Aiuta infatti a mantenere l’equilibrio acido-basico dell’organismo.

I giovani getti del Rosmarinus officinalis hanno un particolare tropismo per il fegato e la colecisti. Usato come drenante epato-biliare aiuta a sciogliere ed eliminare i calcoli biliari.


Romina Rossi, giornalista pubblicista, fa parte della redazione della rivista “Vivi Consapevole”. L’amore per la Natura e la curiosità di capire i complicati e delicati meccanismi di funzionamento dell’uomo, la portano a intraprendere studi di Naturopatia all’Istituto di Medicina...
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