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Oleoliti: ecco come produrli

Cosa sono gli oleoliti e come produrli in casa

L’oleolito è un olio miscelato con una pianta fresca o essiccata che ha rilasciato al suo interno le sue proprietà.

Utile per alleviare le problematiche della pelle, è uno di quei prodotti da tenere a portata di mano.

Indice dei contenuti:

Oleolito fai da te

Non serve un laboratorio specifico per prepararlo in casa, ma pochi utili accessori per prepararlo in autonomia.

Basta procurarsi:

  • un barattolo o una bottiglia di vetro, meglio se oscurato
  • fiori secchi della pianta che si vuole usare
  • un olio vegetale a scelta

Si mette la pianta essiccata all’interno del contenitore di vetro (una quantità di circa 200 grammi per un barattolo o bottiglia di medie dimensioni).

Si aggiunge poi l’olio vegetale scelto fino al raggiungimento della pianta essiccata: attenzione a non aggiungere più olio rispetto alla quantità di pianta presente e non superarla.

Alla fine si chiude il contenitore di vetro, si ricopre il tutto con carta stagnola per tenere al buio il composto e si conserva al buio in luogo fresco e asciutto.

Il contenitore di vetro va agitato dolcemente un paio di volte a settimana e conservato in queste condizioni per circa 40 giorni. Una volta trascorsi i 40 giorni, è necessario filtrare il tutto.

I benefici dell’oleolito

A seconda della pianta che si decide di utilizzare, si otterranno benefici piuttosto che altri. Tra gli oleoliti che solitamente vengono preparati in casa ci sono:

  • oleolito di lavanda: ideale per le infiammazioni di qualunque natura, come febbre, raffreddore, mal di testa, tensioni e stanchezza. Utile anche in caso di allergia e per contrastare i batteri. La lavanda è una pianta con alte proprietà antisettiche. È indicata per i problemi vaginali e contrasta l’infiammazione da ragadi e emorroidi. Utile anche in caso di puntura di insetto.
  • oleolito di calendula: indicato in caso di spasmi o scottature o lesioni della pelle, è rinfrescante e lenitiva. È un ottimo emolliente da utilizzare anche per uso interno che sfiamma le pareti dell’intestino.
  • oleolito di arnica: utilissimo in caso di dolori muscolari, articolari e in caso di contusioni o lividi.

Come scegliere l’olio giusto per preparare un oleolito

Ecco gli oli più utilizzati per preparare un oleolito.

  • Olio di oliva: ricco di vitamina E, aiuta a conservare correttamente e a lungo l’oleolito, ha un’azione emolliente e idrante.
  • Olio di mandorle dolci: molto nutriente, lascia la pelle molto idratata ed elastica, previene la formazione delle smagliature. Non si mantiene a lungo e va usato entro brevi periodi.
  • Olio di riso: nutre la pelle, lasciandola elastica. Lenisce gli arrossamenti.
  • Olio di girasole: ottimo per la pelle secca e screpolata perché ricchissima di vitamina E.

Si possono utilizzare anche altri tipi di olio, purché adatti per essere ingeriti se si vuole utilizzare l’oleolito anche per via interna.


Ultimi 2 commenti su Oleoliti: ecco come produrli

Recensioni dei clienti

Gilda M.

Recensione del 14/06/2025

Valutazione: 5 / 5

Data di acquisto: 14/06/2025


Trovo che gli oleoliti siano un vero dono della natura che possiamo fare a casa nostra e non è per nulla difficile sia con il metodo descritto che a caldo.

Baristo B.

Recensione del 29/01/2025

Valutazione: 5 / 5

Data di acquisto: 29/01/2025


Sono fantastici e li faccio spesso appena è il periodo botanico delle piante utilizzate. Quello di lavanda viene profumatissimo e quello di arnica è veramente portentoso così come quello di calendula. Grazie per tutte le spiegazioni.

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