+39 0547 346317
Assistenza — Lun/Ven 08-18, Sab 08-12

La Mindfulness: un nuovo modo di essere

di Jon Kabat-Zinn 11 mesi fa


La Mindfulness: un nuovo modo di essere

Leggi la prefazione del libro "Guarire con la Mindfulness" di Jon Kabat-Zinn e scopri i benefici di questa pratica sulla tua salute

La mindfulness è un modo saggio e potenzialmente curativo di porsi in relazione con quello che ci accade nella vita. E, per quanto possa sembrare inverosimile, comprende tutto ciò che potrebbe capitare a te o a chiunque di noi.

Anche quando si affrontano eventi piuttosto complessi o ci si trova di fronte alle loro conseguenze, c'è una profonda promessa associata alla coltivazione della mindfulness.

Se sei disposto a tastare almeno un poco il terreno della pratica meditativa formale e informale per vedere quello che succede, potresti rimanere sorpreso di quanto siano o di quanto potrebbero essere vasti i suoi effetti.

Stai leggendo un estratto da 

Guarire con la Mindfulness

Un nuovo modo di essere

Jon Kabat-Zinn

Il terzo dei quattro libri che Jon Kabat-Zinn ha dedicato alla mindfulness. Più di vent’anni fa, Jon Kabat-Zinn ha dimostrato l’importanza di coltivare una maggiore consapevolezza nella vita di tutti i giorni nel suo longseller Dovunque tu vada,...

€ 16,60 € 15,77 -5%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda

Indice dei contenuti:

Riduzione dello stress per mezzo della consapevolezza

Per la maggior parte delle persone che seguono il programma MBSR (Mindflulness-Based Stress Reduction, Riduzione dello stress per mezzo della consapevolezza), così come per coloro che raggiungono la consapevolezza seguendo un altro percorso, il curriculum non è altro che la vita stessa: affrontare e abbracciare la vita così com'è, inclusa qualsiasi cosa con cui si abbia a che fare in un dato momento. E sottolineo qualsiasi cosa.

Al solito, approcciarsi alla mindfulness come pratica e come modo di essere comporta la seguente sfida: come ti porrai in saggia relazione con questo momento così com'è, comunque esso sia, compresi tutti i noiosi, indesiderati e terrificanti elementi che di tanto in tanto si presenteranno e che devono essere affrontati? È possibile essere aperti alle lezioni che si possono imparare accostandosi alla vita -e a tutti i suoi momenti - in un modo decisamente nuovo?

Nel mio vocabolario, la parola guarigione è meglio descritta come mezzo per venire a patti con le cose così come sono. Questo non significa riparare e non significa curare, nel senso di ripristinare del tutto la condizione originale, o affrontare un problema qualsiasi semplicemente eliminandolo.

Per raggiungere un accordo con le cose così come sono devi chiederti in particolare se tu stesso sai in realtà come sono o se pensi almeno di farlo perché potresti pensare alla tua situazione scambiando l'attualità delle cose con la tua narrazione su di esse.

Noi tutti, venendo a patti con quello che ci coinvolge, sperimentiamo come potremmo ridefinire e quindi trasformare la nostra relazione con ciò che è effettivamente così, anche la nostra (ovvia) mancata conoscenza di come le cose si svolgeranno nel momento successivo.

Questo atteggiamento interiore apre possibilità illimitate che non avremmo mai potuto immaginare. Perché? Perché, appesantiti come sono dalle nostre abitudini mentali su cui, per assurdo, non ci siamo mai interrogati, i nostri modelli di pensiero sono molto limitanti.

In questo libro porteremo allo scoperto quelle abitudini, e lo faremo più volte, praticamente momento dopo momento, in modo da comprendere le occasioni e le opportunità che si aprono quando lo facciamo, quando, nelle parole di Derek Walcott, « saluterai te stesso arrivato alla tua porta».

La mindfulness cambia la vita delle persone

Nei miei viaggi incontro spesso persone che, spontaneamente, mi dicono che la mindfulness ha restituito loro la vita. Spesso condividono le loro storie incredibilmente orribili, eventi o diagnosi che nessuno vorrebbe mai per nessuno. Questo è il modo in cui di solito lo esprimono: « La mindfulness » (o « La pratica ») « mi ha ridato la vita » o « mi ha salvato la vita ». Di frequente questa frase è accompagnata da una valanga di ringraziamenti.

Quando questo sentimento mi viene espresso di persona o in una lettera oppure in una e-mail, suona invariabilmente così sincero e straordinario che ho la netta sensazione che non sia esagerato.

È interessante notare che tutte le persone che si impegnano nella pratica della mindfulness in modo abbastanza sistematico nel tempo hanno seguito il loro personale percorso e, al tempo stesso, hanno fatto ricorso allo stesso costante insieme di pratiche della meditazione formale che adottiamo nel programma MBSR (il body scan, la meditazione seduta, lo yoga consapevole e la camminata consapevole) di cui ho parlato in Risveglio, il secondo libro di questa serie, oltre che introdurre, naturalmente, la mindfulness nei loro quotidiani, ma sempre unici, incontri con la vita nei vari modi in cui possono essere gestiti.

In varie ricerche è stato riscontrato che, quando ai volontari sistemati nel tomografo (lo scanner cerebrale) viene detto loro di non fare nulla e di stare semplicemente stesi, in una regione diffusa della corteccia cerebrale una grande rete, situata sotto la linea mediana della fronte e che si estende posteriormente, diventa molto attiva.

Questa rete, costruita da diverse strutture specializzate, è diventata nota come default mode network (DMN) perché ciò che accade nel tomografo quando ci viene detto di «non fare nulla» e di «stenderci semplicemente » è che il cervello di default si pone in modalità « vagabondo ».

E indovina dove ci conducono tutti i vagabondaggi? Esatto... a meditare sul nostro argomento preferito, ovviamente il nostro io! Ci imbattiamo in narrazioni sul passato (« il mio passato »), il futuro (« il mio futuro »), le emozioni (« le mie preoccupazioni », « la mia rabbia », « la mia depressione »), varie circostanze della vita (« il mio stress », « la mia pressione », « i miei successi », « i miei fallimenti », che cosa c'è di sbagliato nel Paese, nel mondo, in « loro »), giusto per fartene un'idea.

Cosa fa la mindfulness in concreto?

Uno studio condotto presso l'Università di Toronto ha dimostrato che, dopo aver seguito il programma MBSR per otto settimane, durante l'osservazione allo scanner l'attività nella DMN è diminuita mentre è aumentata quella di un'altra rete più laterale del cervello. Questa seconda rete è stata definita experiential network, «rete esperienziale».

Alla domanda sulle loro esperienze nel tomografo, i soggetti che avevano partecipato alle otto settimane di addestramento nel programma MBSR hanno riferito che erano rimasti lì, semplicemente respirando, semplicemente consapevoli del loro corpo, dei loro pensieri, dei loro sentimenti, dei loro suoni mentre erano lì distesi.

Quindi forse, almeno metaforicamente (per dirlo con certezza dovrebbero essere condotte molte più ricerche), la pratica della mindfulness porta a spostare la modalità predefinita da inconsapevole (potremmo dire insensata) - in cui affiorano le preoccupazioni per se stessi e la mente vagabonda, e in cui si organizzano le proprie costruzioni narrative, si sogna a occhi aperti e ci si perde nei pensieri - a più presente, più consapevole, più conscia, anche se pensiero ed emozioni continuano a ribollire.

Questo studio dimostra che dopo otto settimane di MBSR le due reti (narrativa vs esperienziale) si disgiungono. Entrambe continuano a funzionare, ovviamente. Dopotutto, è fondamentale differenziare il nostro passato dal nostro presente e dal nostro futuro così come lo abbiamo immaginato, come mostrerò nel capitolo « L'orientamento spaziale e temporale: omaggio a mio padre ».

Ma dopo otto settimane di pratica della mindfulness può accadere che la rete laterale esperienziale della corteccia cerebrale moduli in qualche modo la DMN della linea mediana in maniera che nelle tacite narrazioni del sé - che è troppo piccolo per avvicinarsi a chi e a ciò che si è realmente nella nostra pienezza, proprio qui, proprio ora, in qualsiasi momento - possano essere disponibili maggiore saggezza e libertà di scelta, piuttosto che i semplici automatismi e le solite convinzioni.

Lo stato della ricerca

Nei dodici anni trascorsi da quando è stato pubblicato Riprendere i sensi, la scienza della minfulness e le prove della sua efficacia clinica sono esplose.

Tra i risultati conseguiti vi sono i cambiamenti nelle dimensioni e nello spessore delle varie strutture cerebrali nelle persone che praticano la mindfulness, così come una maggiore connettività funzionale tra molte diverse regioni del cervello.

Ci sono studi che mostrano mutamenti nell'espressione genica dei nostri cromosomi - quelli che sono chiamati « effetti epigenetici » - e altri che svelano effetti sulla lunghezza dei telomeri, una «misura» biologica dell'impatto dello stress nella nostra vita, specialmente quando è grave.

La spinta cumulativa delle dimostrazioni provenienti da tali analisi e da centinaia di altre pubblicate ogni anno indica che nella pratica della mindfulness c'è qualcosa che può avere un impatto determinante sulla nostra biologia, sulla nostra psicologia e anche sui modi in cui interagiamo tra di noi, la nostra psicologia sociale.

Nonostante la ricerca scientifica sulla meditazione sia ancora agli esordi, la mindfulness è molto più matura di quanto non lo fosse anche dodici anni fa.

Se siete interessati ad alcune delle scoperte più solide, molte delle quali provengono dallo studio di monaci che hanno all'attivo migliaia di ore di pratica meditativa, ma anche da quelli di coloro che hanno frequentato corsi di formazione in MBSR e MBCT (Mindfulness-Based Cognitive Therapy, Terapia cognitiva basata sulla consapevolezza), vi suggerisco di dare un'occhiata al libro La meditazione come cura, dei miei colleghi Richard Davidson e Daniel Goleman, pubblicato in edizione italiana nel 2018, dove troverete una sintesi dei migliori e ben strutturati studi e dei loro risultati.

Poiché il campo della mindfulness oggi è così esteso e in rapida crescita, in queste pagine non descrivo in dettaglio gli studi più recenti, sebbene alcuni vengano menzionati. Una serie di ottimi libri sull'argomento usciti da poco, scritti principalmente dagli stessi scienziati per il grande pubblico, sono elencati nella bibliografia alla fine di questo volume, insieme ad altri indirizzati a un pubblico più scientifico e medico, se si desidera invece esplorare l'avanguardia di questo settore.

Essere in relazione alle cose come sono in questo momento

Nel momento in cui estendiamo la pratica della meditazione formale alla quotidianità, la vita stessa diventa la nostra migliore insegnante di mindfulness. Fornisce anche il curriculum perfetto per la guarigione, a partire esattamente da dove già sei.

La prognosi è eccellente: anche tu puoi trarre beneficio da questo nuovo modo di essere se ti lanci con tutto il cuore nella pratica e sfrutti le varie porte a tua disposizione in virtù di chi sei e delle circostanze in cui ti trovi.

Ogni circostanza, per quanto indesiderata o dolorosa, è potenzialmente una porta per la guarigione. Nel mondo della mindfulness come pratica e come modo di essere, ci sono numerosissime porte. Tutte conducono nella stessa stanza, la stanza della consapevolezza stessa, del proprio cuore, della propria intrinseca interezza e bellezza. E quell'integrità e quella bellezza sono già qui, e tu ne sei già in possesso, insieme alla tua connaturata capacità di veglia, anche negli eventi più complessi.

Praticare regolarmente la mindfulness comporta un importante cambiamento nello stile di vita come presto scoprono da soli coloro che partecipano al programma MBSR, anche se vengono sempre informati prima di iscriversi.

Ma quando decidiamo di sperimentare la rigida disciplina di una pratica quotidiana di consapevolezza formale e ci impegniamo senza riserve a gestirla in un dato giorno subito ci rendiamo conto di avere molti gradi di libertà nel modo in cui scegliere di porci in relazione con ciò che è indesiderato o terrificante nella nostra vita senza negare quanto possa essere indesiderabile e spaventoso.

Nell'ambito stesso della coltivazione della mindfulness, come pratica di meditazione formale e come modo di essere, scopriamo che abbiamo potenti risorse innate a cui possiamo attingere di fronte a ciò che è indesiderato, stressante, doloroso o terrificante. Impariamo che abbiamo innumerevoli opportunità di compiere una svolta e di fraternizzare con qualsiasi circostanza insorga piuttosto che scappare da ogni cosa o di allontanarla da noi e mettere, per così dire, fuori gioco il tappetino di benvenuto.

Perché? Per la semplice ragione che ciò che è indesiderato, stressante, doloroso o terrificante è già qui. E lo stesso vale per tutto ciò che è richiesto, il piacevole, il seducente o per gli intrighi di ogni tipo. Anche quelle esperienze possono diventare oggetto della nostra attenzione per poterne essere forse meno catturati o addirittura meno dipendenti evitando così danni a noi e agli altri o di deviare dalle nostre più elevate intenzioni e propositi.

È esattamente questo il punto in cui entra in gioco la mindfulness. È davvero un nuovo modo di essere... un nuovo modo di essere in relazione alle cose come sono in questo momento, indipendentemente dal fatto che ci piacciano o no le circostanze in cui ci troviamo e da quello che pensiamo possano essere le implicazioni che tali circostanze fanno presagire per il futuro.

Nei momenti chiave, attraverso la pratica della mindfulness, possiamo sperimentare e imparare a dimorare nel non sapere e in ciò che sappiamo essere non accettabile, almeno per il momento.

Acquisire maggior consuetudine e persino sentirci a nostro agio nel sapere che non sappiamo è una forma di intelligenza profonda e di guarigione. Innanzitutto, ci libera da quelle narrazioni molto limitanti o in gran parte imprecise, spesso basate sulla paura, che non ci stanchiamo mai di farci ma di cui quasi mai analizziamo la effettiva veridicità, o di cui non verifichiamo mai abbastanza la corrispondenza con le circostanze in cui ci troviamo. La maggior parte dei pensieri che contengono la parola dovrebbe probabilmente fa parte di questa categoria.

Pensiamo che le cose dovrebbero essere in un certo modo, ma è così?

Questo nuovo modo di essere invita a quello che a prima vista potrebbe sembrare un piccolo cambiamento nella maniera in cui vediamo noi stessi e il mondo. Per quanto piccolo possa essere, è anche un cambiamento enorme, profondo e forse liberatorio.

Quando le persone parlano, spesso con grande commozione, della pratica che restituisce loro la vita o che salvano loro la vita, questo piccolo cambiamento, che non è così piccolo, in un nuovo modo di essere è ciò a cui sospetto che si riferiscano.

Prendendocene cura costantemente, con dolcezza e nutrendoci di essa - attraverso le pratiche di consapevolezza formale e informale descritte in dettaglio nel secondo libro di questa serie, Risveglio -, ora siamo in grado di accedere alla mindfulness e di adottarla come modo di essere.

Se la mindfulness fosse un diamante sfaccettato, ogni capitolo di questo libro potrebbe essere considerato come una delle potenzialmente infinite e uniche sfaccettature di quel diamante, ciascuna a rappresentare una porta nella struttura reticolare cristallina della propria interezza e della propria bellezza, proprio come voi nel momento attuale.

Oppure, cambiando metafore, potremmo dire che la mindfolness ci offre una serie di lenti finemente lavorate attraverso le quali possiamo individuare i vari modi di mettere a disposizione il tappetino di benvenuto e guardare in profondità qualsiasi novità - richiesta o non desiderata - insorga nella nostra vita in ogni momento.

Nella Parte seconda offro una vasta gamma di tali lenti e circostanze, molte tratte dalla mia esperienza personale. Ma se ti impegni senza riserve, come se fosse un esperimento per vedere che cosa potrebbe accadere, un infinito numero di queste lenti e circostanze scaturirà dalla tua stessa vita e dalla coltivazione della pratica della mindfulness.

Alla fine, come suggerisco nell'ultimo capitolo di questo libro («Alla porta di se stessi »), attraverso una o più di una di queste lenti, forse riuscirai a utilizzare le circostanze e le straordinarie sfide che hai incontrato nella vita per riconoscere, recuperare e incarnare la pienezza e la bellezza originali. Questo può verificarsi solo attimo dopo attimo, specie se sceglierai di vivere la vita come se fosse davvero importante solo nell'unico momento che tu o chiunque di noi avremo.

Come spesso ricordiamo alle persone che frequentano la Clinica per la riduzione dello stress per partecipare al programma MBSR, « finché respiri sei già perfetto, e non importa che cosa ci sia di sbagliato in te ».

Coltivare la consapevolezza vuol dire riversare energia sotto forma di attenzione, consapevolezza e accettazione in ciò che in te è già perfetto e intero come complemento, non come sostituto di aiuti, supporti e trattamenti che potresti ricevere o di cui hai bisogno -se ne hai bisogno - e vedere che cosa accade.

Ti auguro il meglio in questa avventura che è la tua vita.

Guarire con la Mindfulness

Un nuovo modo di essere

Jon Kabat-Zinn

Il terzo dei quattro libri che Jon Kabat-Zinn ha dedicato alla mindfulness. Più di vent’anni fa, Jon Kabat-Zinn ha dimostrato l’importanza di coltivare una maggiore consapevolezza nella vita di tutti i giorni nel suo longseller Dovunque tu vada,...

€ 16,60 € 15,77 -5%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Desidero ricevere Novità, Offerte, Sconti e Punti. Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi subito un premio di 50 punti.

Procedendo dichiaro di essere maggiorenne e acconsento al trattamento dei miei dati per l'uso dei servizi di Macrolibrarsi.it (Privacy Policy)

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Non ci sono ancora commenti su La Mindfulness: un nuovo modo di essere

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.IVA e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
SDI C3UCNRB
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l.