Imbolc: la festa della luce e del risveglio della natura
Pubblicato
1 giorno fa
Romina Rossi
Giornalista e naturopata
Scopri cos’è Imbolc, la festa celtica della luce e della rinascita. Significato, simboli, legame con la Candelora e pratiche per celebrarla oggi
Imbolc è una delle quattro principali feste del calendario celtico ed è simbolo di luce, rinascita e connessione con la natura.
Si celebrava il ritorno della bella stagione e il progressivo aumento delle ore di luce. Anche se non è ancora primavera, la natura da ora in poi comincia a risvegliarsi e, con lei, anche noi.
In molte zone d’Italia, questa stessa energia è rimasta viva nella tradizione della Candelora, una festa popolare che ancora oggi segna il passaggio a una nuova fase stagionale. Cambiano i nomi e i simboli, ma il messaggio profondo resta lo stesso: la natura sta tornando alla vita.
Imbolc era - ed è ancora - un modo per fermarsi a osservare ciò che avviene nel mondo naturale. Le giornate si allungano, la luce si intensifica e l’inverno inizia a sembrare meno lungo. E noi, come la natura, avvertiamo tale risveglio, perché siamo in connessione con essa.
In questo articolo vediamo il significato di Imbolc, che legame ha questa festa celtica con la Candelora, e scopriamo alcuni modi semplici per celebrarlo ancora oggi, per riconnetterci con la natura e aumentare il nostro benessere quotidiano.
Che cos’è Imbolc: origini e significato

Le feste celtiche hanno origine in un’epoca in cui la sopravvivenza dell’uomo dipendendeva dall’attenta osservazione della natura. E Imbolc non fa eccezione. Attraverso tale pratica, i nostri antenati potevano capire se il freddo stava allentando la sua morsa e se la terra si stava risvegliando. La vita nomade e contadina, infatti, dipendeva dalla natura e dai suoi cicli.
Nell’antico calendario celtico, definito ruota dell’anno, Imbolc è una festa di passaggio, che si festeggia tra Yule, il solstizio d’inverno, e Ostara, l’equinozio di primavera. Tradizionalmente si celebra il 1° febbraio, anche se oggi viene spesso estesa all’1 e 2 febbraio.
Se Yule è il tempo del buio, del riposo e dell’introspezione, Imbolc è il primo respiro dopo l’inverno. Non è ancora l’esplosione della vita, ma il momento in cui questa si appresta a ripartire.
Il nome Imbolc, in antico gaelico può avere significato sia di "in grembo” che di “latte ovino”. Tale termine richiama quindi due immagini molto concrete e profondamente simboliche:
- il “grembo” è il luogo in cui la vita si prepara alla nascita;
- il “latte” è il nutrimento primario, legato alla nascita degli agnelli e al ritorno dell’abbondanza nei pascoli.
Era anche la festa legata a Brigid, l'amata dea della poesia, del fuoco e della luce, simbolo di guarigione e saggezza.
I simboli di Imbolc: luce, purezza e nutrimento

Come gli otto sabbat della ruota dell’anno, anche Imbolc è collegata a dei simboli, che parlano un linguaggio semplice e universale, fatto di luce, cura e rinascita. Eccoli in dettaglio.
La luce e il fuoco come rinascita
Per festeggiare il ritorno della luce e l’avvicinarsi della primavera, venivano accese delle candele o dei fuochi. Le celebrazioni iniziavano la sera del 31 gennaio e proseguivano per i primi due giorni di febbraio.
Il fuoco era un simbolo di speranza legato alla sopravvivenza e al desiderio di rinnovamento: la candela accesa indicava che il periodo più duro era alle spalle. Il rigido inverno, con neve, freddo e scarsità di cibo, lascia il posto a una stagione più magnanima, tiepida e abbondante. Così si riduceva anche il pericolo di morire di freddo e di fame.
Colori simbolo di purezza
I colori predominanti di questa festa celtica sono argento e bianco: anch’essi associati alla purezza e alla luce. Non una luce accecante, ma delicata, come quella di febbraio. Tali colori sono anche il simbolo della neve che si scioglie al sole.
Piante e fiori
Associate a Imbolc sono anche i primi coraggiosi fiorellini che spuntano nonostane il freddo: bucaneve, primule ed erbe spontanee sono i primi segnali visibili che qualcosa sta cambiando. Si tratta di piccole presenze che ci insegnano la resilienza e la fiducia.
Alimenti
Imbolc segnava la stagione delle nascite all’interno di greggi e mandrie, e anche l’inizio della stagione in cui c’era maggiore abbondanza di latte. A quell’epoca il latte era il simbolo di nutrimento e della continuità della vita.
Il latte è associato a un simbolismo ancora più profondo: Imbolc ci ricorda che prendersi cura, nutrire e sostenere sono atti profondamente sacri.
Croce
Fra i simboli di Imbolc c’è anche la croce di Santa Brigida in onore dell’amata dea.
Era costruita con legnetti intrecciati e veniva appesa alla porta di casa, come simbolo di protezione, per scacciare gli spiriti maligni.
Nel giorno di Imbolc la croce veniva bruciata nel falò per chiedere alla dea protezione, nutrimento e fertilità, le condizioni indispensabili per la sopravvivenza.
Imbolc e la natura: quando il cambiamento è silenzioso e inevitabile
Imbolc cade in un momento dell’anno che segna un passaggio silenzioso: l’inverno non è ancora finito eppure iniziano a vedersi i primi segnali di cambiamento. È una soglia, un tempo sospeso in cui la natura lavora in silenzio.
Da questo punto di vista, Imbolc rappresenta una fase di riattivazione graduale dei processi vitali. Dopo i mesi di riposo invernale, la terra torna lentamente e visibilmente alla vita.
In natura, questo periodo non è segnato da cambiamenti improvvisi, ma da un lavoro silenzioso e continuo. È una lezione preziosa: la rinascita non avviene all’improvviso, ma è il risultato di una preparazione paziente. Sono trasformazioni profonde anche se non evidenti, che ci insegnano che spesso ciò che conta davvero accade dentro, non fuori.
Proprio il risveglio progressivo è uno degli aspetti più simbolici di Imbolc: non è ancora il periodo della fioritura, è la fase di preparazione alla vita.
Per noi, questo risveglio progressivo è ideale per stabilire nuove intenzioni e dedicarci ai progetti che stanno prendendo forma e che sbocceranno nella nostra personale primavera.
Come celebrare Imbolc oggi: piccoli gesti di benessere

Celebrare Imbolc oggi non significa replicare antichi rituali privi di senso, ma ritrovare un dialogo con la natura e con i nostri ritmi interiori.
Ecco qualche idea che puoi mettere in pratica nei due primi giorni di Febbraio, ma che puoi matenere anche dopo.
1. Fai pulizia e purifica gli spazi
Un buon modo per lasciare entrare il nuovo è fare pulizia. D’altra parte, le pulizie di primavera (che spesso coincidono con il periodo di quaresima prima di Pasqua) vengono fatte proprio sotto il sabbat di Imbolc.
Questo è il periodo adatto per sistemare la stanza dove tendi ad accumulare quello che non usi, l’armadio, cambiare la disposizione dei mobili, lavare le tende ecc.
Per una pulizia anche energetica (le energie, i sentimenti e i pensieri che sperimentiamo più di frequente tendono a permanere e a impregnare gli ambienti in cui passiamo più tempo) dopo avere sistemato, puoi purificare la stanza con del palo santo o della salvia bianca che trovi anche sul nostro e-commerce.
2. Crea un altare
Basta un piccolo spazio, anche un tavolino in cui posizionare degli oggetti simbolici. Possono andar bene candele, fiori, semi, e se hai manualità, potresti anche costurire la croce di Brigit.
Io lo preparo la sera del 31 gennaio sul davanzale della finestra. Posiziono una candela bianca al centro e tutt’intorno metto i fiori che sono riuscita a trovare, pigne, mazzetti di erbe aromatiche, frasi di ringraziamento per la natura.
Quando fuori fa buio, spengo la luce e accendo la candela, facendo una piccola meditazione alla luce della candela e della luna.
Passato Imbolc, restituisco alla natura fiori, pigne e foglie con un piccoo ringraziamento.
3. Accendi una candela
Puoi accendere una candela, simbolo di luce e rinascita, anche se non fai l’altare. Tienila accesa la sera per qualche ora o fino a che non si è consumata del tutto, come segnale di buon auspicio per una stagione piena di luce.
Scopri la nostra selezione di candele profumate per celebrare Imbolc:
4. Fai una passeggiata nella natura
Esci a fare una passeggiata, se il tempo lo permette, e prendeti del tempo per osservare la natura intorno a te. Potrebbe diventare un esercizio abituale da fare per qualche settimana, così da notare quei piccoli cambiamenti che annunciano l’arrivo della primavera.
Diventa anche un modo per contrastare ansia e stress, aumentando, invece, calma e riflessione. In sintesi, questo esercizio diventa un modo contemplativo di fare meditazione camminata, una attività che può aiutarti ad aumentare il benessere quotidiano.
5. Scegli il cibo stagionale
In passato erano latte e formaggi, oggi non necessariamente dobbiamo portarli in tavola, soprattutto se hai un’alimentazione più vegetale.
Puoi comunque festeggiare Imbolc con cibi stagionali, tipici di questo periodo, per restare in sintonia con i cicli della ruota dell’anno.
Tarassaco, crespigno, cicoria, aspraggine sono alcune delle erbe spontaenee ancora oggi fra le più utilizzate in cucina. Piatti di radicchio e insalate possono essere arricchiti e colorati da fiori di primule e calendula che iniziano a colorare prati e crinali. In sintesi, anche a tavola possiamo celebrare il ritorno alla vita e alla luce di Imbolc.
Ricorda sempre di raccogliere le erbe in ambiente sicuro (lontano da strade e fonti di inquinamento o campi coltivati), di raccogliere solo quello che ti serve, senza sprechi, di non strappare le radici e non deturpare la natura.
6. Scrivi le tue intenzioni
Prenditi del tempo per scrivere su un foglio i tuoi desideri, sogni e aspirazioni sui quali desideri concentrarti quest’anno. Chiedeti ad esempio:
- Quali semi sto piantando nella mia vita?
- Di cosa ho bisogno per nutrirli?
Imbolc è un momento per celebrare e impegnarsi a realizzare questi intenti, sapendo che sbocceranno a tempo debito. Quando hai fatto, puoi bruciare il foglietto e seppellire le ceneri in giardino o in un vaso.
7. Utilizza l’energia delle pietre
Puoi celebrare Imbolc anche utilizzando la potenza energetica delle pietre, che trovi nel nostro reparto di Oggettistica e Cristalli. Per questa festa sono indicate quelle di colore bianco e giallo come:
- citrino: simbolo del sole, sviluppa gioia, abbondanza e positività. Puoi indossare questo braccialetto per favorire la sua energia,
- pietra del sole: anch'essa associata al sole, aiuta a trasformare l'energia negativa in positiva. Ti consiglio questo braccialetto, per una sferzata di energia,
- ametista: pietra associata alla dea Brigid, offre protezione spirituale, purificazione e saggezza per avviarsi su nuovi percorsi. Prova a portarla con te, indossandola in questo anello,
- peridoto: favorisce il rinnovamento, la crescita e la trasformazione positiva. La trovi in questo bracciale.
Puoi usare i cristalli in una meditazione, oppure posizionarli come dono sull’altare o anche indossarli nei giorni di Imbolc.
Per sfruttare l'energia di rinnovamento di Imbolc, ti suggerisco queste pietre:
8. Usa gli oli essenziali
Gli oli essenziali (nel nostro reparto di Erboristeria e Integratori li trovi puri e naturali da agricoltura bio o raccolta spontanea) possono essere usati in ogni occasione, anche per celebrare Imbolc. Per celebrare questa ricorrenza puoi creare una miscela con qualche goccia di:
- Cedro: il suo profumo dona un senso di equilibrio, accresce l'intuizione e auta a mantenere i piedi per terra,
- Basilico: il suo profumo favorisce felicità e amore, aiuta a connettersi con il mondo spirituale e ad aumentare l'intuizione. È noto per la sua capacità di proteggere dalle energie negative. In aromaterapia, questo olio essenziale è usato anche per stimolare ricchezza e fortuna, quindi è utile per portare abbondanza durante Imbolc,
- Cannella: il suo profumo stimola prosperità, fortuna e abbondanza.
Puoi utilizzare la tua miscela in un diffusore per oli essenziali (li trovi qui), da tenere accesso durante Imbolc e altre pratiche che decidi di mettere in atto.
Ecco alcuni oli essenziali e diffusori per celebrare Imbolc:
Imbolc e Candelora: due feste, stessa ricorrenza
Il 2 febbraio è una data simbolica che unisce tradizioni diverse ma profondamente affini. In questo giorno in Italia si celebra la Candelora, la festa cristiana della luce e della purificazione.
Non è un caso che coincida con Imbolc: questa sovrapposizione riflette una pratica comune nella storia europea, in cui le festività pagane connesse ai cicli naturali sono state rilette all’interno del calendario cristiano.
La Candelora è ancora oggi associata alla benedizione dei ceri, simbolo di protezione e rinnovamento, e a numerose tradizioni popolari, come i proverbi legati alle previsioni meteorologiche e le processioni con le candele accese. La luce diventa così un gesto collettivo che accompagna il passaggio dall’inverno verso la primavera.
Il filo conduttore tra Imbolc e Candelora è il simbolo della luce che vince il buio, insieme ai temi della purificazione e della preparazione a una nuova fase dell’anno. Se Imbolc nasce dall’osservazione diretta della natura e dei suoi cicli, la Candelora ha un significato religioso più strutturato, ma entrambe rispondono allo stesso bisogno umano: riconoscere il cambiamento stagionale e celebrare il ritorno graduale della vita.
Conclusione
Antica festa di metà stagione, fra inverno e primavera, Imbolc ci ricorda che non tutto deve fiorire subito e che esistono tempi di preparazione, di attesa, di silenzio fertile.
Al di là delle credenze personali, Imbolc per me è un modo per ritagliarmi uno spazio in cui rallentare, ascoltare e riconnettermi alla natura come fonte di equilibrio e benessere. Mi permette di ricordare che siamo parte di un ciclo più grande, e che il nostro benessere cresce quando impariamo a muoverci in sintonia con esso.
Se vuoi approfondire le tue conoscenze su Imbolc e le tradizioni celtiche, ti suggerisco la nostra selezione di libri:
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