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Crudismo Invernale

di Francesca Più 3 mesi fa


Crudismo Invernale

Domande frequenti sull’alimentazione vegetale - Risponde Francesca Più

Un'alimentazione crudista, viva e vibrante apporta tantissimi benefici alla nostra salute

Correlare un'alimentazione crudista ad un'alimentazione estiva è uno degli assiomi più comuni nell'ambito dell'alimentazione naturale. In realtà, questo tipo di nutrizione può continuare sino alle stagioni invernali.. ma come ottenere i benefici di un'alimentazione crudista anche nelle stagioni fredde, ed in modo semplice, gustoso ed economico?

Indice dei contenuti:

Il crudismo

Nell'esordio del mio libro “Spaghetti Vegetali dall'antipasto al dolce”, si spiega in breve l'alimentazione prevalentemente crudista, ovvero un'alimentazione che si basa fondamentalmente su cibi non trattati sopra i 42 °C (circa), temperatura oltre la quale si iniziano a distruggere enzimi, vitamine, sali minerali e oligoelementi.

Mantenendo il cibo inalterato, si conservano tutte le proprietà delle sostanze necessarie all'organismo, che sono così pronte a forgiare, nutrire e difendere il nostro corpo dagli agenti esterni, garantendo una tempistica digestiva ottimale.

In particolare, nella digestione non c'è dispendio energetico ed enzimatico, e più è facile digerire più energia abbiamo subito a disposizione, rispettando intestino, reni, fegato e stomaco senza affaticarli. Assimilando i cibi nella modalità corretta otterremo il massimo rendimento con il minimo sforzo.

Per assimilare al meglio, oltre che introdurre alimenti vivi e integrali, è importante tenere in considerazione le corrette combinazioni alimentari e la giusta sequenza di assunzione di ogni cibo.

Il crudismo naturale

Se osservassimo i gli animali in natura, potremmo ammirare come nemmeno nei mesi più gelidi cerchino metodi, più o meno naturali, per scaldarsi il cibo.

L'animale - uomo vive spesso in un habitat che non è il più adatto alla sua struttura fisica, ottimale per un clima tropicale: si ritrova quindi ad affrontare i climi per lui troppo rigidi contrastando con meccanismi di riscaldamento, vestiti pesanti, ed utilizzando piatti fumanti in cucina.

Ma l'uomo e tutti gli animali a sangue caldo attuano involontariamente un meccanismo di termoregolazione basato sull'equilibrio di produzione e dispersione di calore, meccanismo capace di mantenere costante il calore corporeo indipendentemente dalla temperatura dell'ambiente esterno.

Citando Sara Cargnello - naturopata, chef, pioniera nella diffusione dell'alimentazione crudista in Italia nonché autrice – tra i tanti – di un libro tutto dedicato al crudismo invernale di nome Cucinare crudo d'inverno: “Mangiare cibo caldo, a differenza di quanto fanno tutti gli altri animali, significa non stimolare il nostro corpo a produrre per reazione il calore necessario a mantenerci in condizioni di omeotermia. È come se impigrissimo, incapaci di scaldarci da soli e continuamente “schiavi” di cibi bollenti, diventando quindi sempre più freddolosi e vittime dei cambiamenti esterni di temperatura”.

Siamo così andati a creare un circolo vizioso: il freddo esterno ci porta a mangiare caldo, ed il mangiare caldo ci porta ad avere più freddo: senza contare che mangiando bollente - o molto caldo - si brucia tanta energia utile per la digestione di questi cibi che hanno bisogno di essere termo-regolarizzati con la temperatura corporea prima di essere processati dal corpo… energia che potrebbe essere utilizzata per innalzare il calore dell'organismo.

La "demonizzazione" del cibo cotto?

Questa è una parentesi importantissima: in questo articolo non si demonizza, nella maniera più assoluta, il cibo cotto!

Se cotto propriamente infatti, il cibo può rivelarsi una buona integrazione di nutrienti, soprattutto nei periodi di poca varietà di cibo, tenendo soprattutto conto della unicità e necessità di ogni essere umano.

Altrettanto importante, però, è nutrirsi di una importante integrazione di cibo crudo nella propria alimentazione (nelle possibilità e singolarità rispettose di ciò che il nostro equilibrio corpo\mente\spirito necessita), soprattutto prima dei pasti cotti.

Può bastare semplicemente un piatto crudo prima di uno cotto (che sia ad esempio qualche frutto, un piatto crudista più elaborato, un estratto, uno smoothie verde, verdura a morsi con un intingolo saporito a base di tahina e arancia, un'insalatona ricca di verdure e una bella manciata di frutta secca o avocado) per avere una buonissima dose di micro e macronutrienti.. il crudo in inverno si può, ed ecco come!

Come possiamo "cuocere" crudista?

Ecco qualche accorgimento utile per riscaldare il nostro organismo a tavola!

Frutta e verdura dentro casa (minimamente riscaldata) per almeno 5-6 ore prima del consumo 

In questo modo i vegetali non saranno più “freddi” di frigo o di clima esterno! In questa stagione possiamo mangiare un po' più frutta secca e semi oleosi: i loro grassi buoni aiutano ad avere disponibile energia a lungo termine nel nostro corpo!

Per approfondire leggi l'articolo di Francesca Più sui grassi vegetali

Bagnomaria, termosifoni, forno aperto, caminetto, essiccazione a 42°

Tutte queste fonti di calore possono essere usate per riscaldare i cibi nella stagione fredda e senza alterarne le proprietà! Appoggiando i cibi in una teglia coperta da carta forno, o in un piatto e successivamente sopra una pentola come ogni classico bagnomaria a fuoco basso, oppure sopra il termosifone, a forno aperto e ventilato, vicino al caminetto, o (per chi ce l'avesse) nell'essiccatore, basterà verificare che la temperatura non vi scaldi troppo il “dito” toccando il cibo.. difatti, i il nostro corpo è il termometro naturale più efficace!

Marinatura

È un procedimento che ammorbidisce le fibre, rimuovendo l'acqua interna del vegetale, insaporendolo a seconda di quello che usiamo come “agente”. Si può ottenere con semplice succo di limone, arance, o aceto di mele, o sale.

La troviamo usata in particolar modo per il "trattamento" di vegetali che hanno un contenuto piuttosto elevato di fibre "dure" (come nei cavoli) o di solanina (come ad esempio nella melanzana; questo processo ne diminuisce notevolmente la quantità).

Spezie

Questi alimenti possono diventare ottimi alleati nei freddi inverni: una delle loro caratteristiche, difatti, è quella di attivare i termo-recettori del nostro corpo tramite l'aumento della circolazione sanguigna e relativa accelerazione metabolica, donando una sensazione di rinnovato calore. Le spezie più adatte nelle stagioni fredde sono cannella, pepe, peperoncino di cayenna, zenzero, noce moscata e chiodi di garofano.

Vi aspetto giovedì 23 al macrolibrarsi per parlare (ed assaggiare) di crudismo invernale, ed il 22 aprile al mio corso!

Un abbraccio, e buone “calienti” sperimentazioni!

Evento consigliato:

Risparmiare... Con Gusto e Salute!
Con Francesca Più

Sabato 8 Aprile 2017 - dalle 10:00 alle 18:00 - Cesena (FC)

Il corso sarà dinamico, diviso in due parti: la prima teorica, la seconda pratica! Preparatevi a mettere le mani in pasta, anzi in spaghetti vegetali!

Alla fine del corso...

  • Ci portiamo a casa tante informazioni e trucchetti da mettere in pratica per attuare da subito una nutrizione salva-salute e salva-denaro!
  • Ci portiamo a casa un'acqua aromatizzata, personalizzata a seconda dei nostri gusti!
  • Riceveremo tutte le ricette dei piatti e bevande svolte al corso, ed un attestato di partecipazione!
Vai alla scheda

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