Vai al contenuto principale Vai al footer

  +39 0547 346317
Assistenza dal Lunedì al Venerdì dalle 8 alle 18, Sabato dalle 8 alle 12

Coloranti negli alimenti: quali sono sicuri e quali evitare

Alice Valli
Dietista ed esperta di sostenibilità e abbigliamento naturale

Scopri a cosa servono i coloranti artificiali negli alimenti, quali sono i rischi di un consumo abituale, le alternative naturali e come leggere le etichette per una scelta consapevole

I coloranti alimentari sono additivi che vengono aggiunti agli alimenti per diverse ragioni, tra cui compensare perdite di colore dovute a lavorazione, luce o conservazione; per accentuare o aggiungere colore ad alimenti che altrimenti ne sarebbero privi o che avrebbero naturalmente un colore diverso; per uniformare l’aspetto tra un lotto di produzione e l’altro o, più semplicemente, per renderlo più accattivante agli occhi di chi acquista.

Riconoscibili in etichetta dalla sigla E seguita da un numero tra 100 e 199, il successo dei coloranti è dato dalla forte componente psicologica: il nostro cervello associa infatti instintivamente  un colore intenso a un sapore più forte o ad una maggiore freschezza.

Questo meccanismo, ripetuto pasto dopo pasto, finisce però per abituarci a stimoli visivi sempre più artificiali, fino al punto da farci percepire come spenti o poco invitanti i colori naturali; meno uniformi e più tenui, degli alimenti veri; non solo frutta e verdura, ma qualsiasi materia prima non trattata.


Il paradosso è però proprio questo: più un alimento ha un colore acceso e uniforme, più spesso corrisponde in realtà ad un prodotto povero dal punto di vista nutrizionale, dove il colorante compensa visivamente ciò che manca in ingredienti “reali”.


Indice dei contenuti:

Chi si iscrive a questa newsletter sceglie di stare meglio, ogni giorno

Iscriviti ora per ricevere consigli pratici, approfondimenti selezionati e ispirazioni utili per prenderti cura di te, scegliere con più libertà e consapevolezza per stare bene ogni giorno.

In più, ricevi subito il 10% di sconto sul tuo primo ordine e 50 punti premio da spendere sul sito.

Ancora un passo e sei dentro...

Iscrivendoti alla newsletter di Macrolibrarsi riceverai:

  • la newsletter con i nostri consigli di benessere: una guida indispensabile per fare chiarezza e trovare le soluzioni per stare bene più adatte a te
  • il 10% di sconto sul tuo primo ordine su Macrolibrarsi;
  • 50 punti premio da usare sul sito;
  • le migliori promozioni e offerte speciali. Niente spam, solo contenuti selezionati, dai quali potrai disiscriverti in ogni momento.

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Niente spam e potrai disiscriverti in ogni momento.

I coloranti alimentari fanno male? La verità della scienza

I coloranti alimentari fanno male? La verità della scienza

Tutti i coloranti, il cui uso è autorizzato all’interno dell’Unione Europea, devono passare rigidi controlli di sicurezza da parte dell’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che ne stabilisce la “dose giornaliera accettabile” (DGA), ovvero la quantità che si può assumere ogni giorno senza rischi apprezzabili.

Nel corso degli anni, i coloranti alimentari sono stati sempre più nel mirino della ricerca scientifica, con numerosi studi dedicati ai loro possibili effetti sulla salute, anche sull’onda della sempre più crescente attenzione verso un’alimentazione naturale. Nessuno, però, ha avuto un impatto concreto sulla normativa europea quanto lo Studio di Southampton.

Condotto dall’Università di Southampton, nel Regno Unito, su bambini dai 3 ai 9 anni, lo studio ha evidenziando una correlazione tra il consumo di miscele di coloranti azoici, in combinazione con il conservante benzoato di sodio (E211) e un aumento dell’iperattività nei bambini.

Pubblicato nel 2007 e successivamente valutato dall’EFSA, lo studio ha portato a una conseguente normativa: dal 2010, infatti il Regolamento (CE) 1333/2008 impone che gli alimenti contenenti uno o più di questi sei coloranti riportino in etichetta la dicitura "Può influire negativamente sull'attività e l'attenzione dei bambini”.

Questa avvertenza non indica un divieto assoluto né la presenza di un veleno immediato, ma rappresenta un principio di precauzione.


Il significato della dicitura è che un consumo cumulato di questi additivi in soggetti predisposti o nei bambini (che hanno un peso corporeo ridotto e consumano più facilmente prodotti dolciari o bevande gassate), può alterare il comportamento e la capacità di concentrazione.


I coloranti sintetici sono infatti molecole del tutto estranee all'organismo in quanto l'evoluzione non ci ha preparati a digerirle e, nei bambini predisposti, la loro digestione può stimolare la produzione di istamina, la sostanza responsabile delle reazioni allergiche, interferendo con la produzione dei neurotrasmettitori che regolano l'attenzione.

Il risultato non è un danno permanente, ma un momentaneo "sovraccarico" del sistema nervoso, che rende il bambino più agitato, nervoso e incapace di stare fermo. In particolare, i sei coloranti finiti sotto la lente d'ingrandimento della ricerca e soggetti all'obbligo di avvertenza sono coloranti azoici, ovvero composti chimici sintetici caratterizzati dal gruppo funzionale azoico:

  • E102 (Tartrazina): colorante giallo sintetico
  • E104 (Giallo di chinolina): colorante giallo-verde
  • E110 (Giallo arancio S/Giallo tramonto): colorante giallo-arancione
  • E122 (Azorubina/Carmoisina): colorante rosso
  • E124 (Ponceau 4R/Rosso cocciniglia A): colorante rosso
  • E129 (Rosso allura AC): colorante rosso

Sebbene lo Studio di Southampton rappresenti una pietra miliare che ha cambiato la normativa europea, la letteratura scientifica ha continuato negli anni a indagare sui coloranti di sintesi. Diversi altri studi suggeriscono infatti possibili manifestazioni allergiche, orticarie o un peggioramento delle patologie asmatiche nei soggetti predisposti.

La ricerca scientifica ci fa quindi prendere atto di un’evidenza semplice: i coloranti sintetici per alimenti non aggiungono alcun valore nutrizionale al piatto ma anzi, possono portare con sé potenziali criticità, servendo puramente a contribuire all'estetica del prodotto.

Coloranti sintetici da evitare

Quando mi capita di fare la spesa al supermercato, di solito tra le prime cose che controllo in etichetta è proprio la presenza di sigle E, specialmente nelle etichette di quei prodotti che molto probabilmente contengono coloranti: quindi dolciumi, salse pronte, bibite gassate o caramelle.

Imparare a decodificare queste sigle, comprendendone la natura e attribuendone un significato è quindi il primo passo per fare scelte d’acquisto davvero consapevoli.

Tutti gli additivi alimentari approvati nell’Unione Europea sono contrassegnati dalla lettera E seguita da un numero; tra questi, le sigle che vanno da E100 ad E199 indicano specificamente la categoria dei coloranti.

All’interno di questo intervallo, i coloranti per alimenti sintetici si riconoscono perchè creati interamente in laboratorio. L'industria li preferisce spesso a quelli naturali perchè costano meno, mantengono la brillantezza nel tempo e regalano sfumature vive e innaturali, studiate per far apparire gli alimenti visivamente impeccabili e irresistibili agli occhi del consumatore.

Tra le sostanze da limitare o evitare al supermercato, ci sono due categorie principali a cui prestare particolare attenzione:

1. I coloranti azoici

Già citati nel paragrafo precedente, i principali compaiono in etichetta con le loro sigle specifiche:

  • E102Tartrazina (Giallo): uno dei coloranti sintetici più diffusi. Si trova in bevande analcoliche, caramelle, gelati, salse e persino nei rivestimenti di alcuni farmaci. È noto anche per la potenziale correlazione con reazioni allergiche e orticaria in soggetti sensibili.
  • E110Giallo Arancio S: utilizzato per dare una tonalità arancione viva a merendine, confezionati di pesce, sciroppi e aperitivi analcolici.
  • E122Azorubina / Carmoisina: un colorante rosso-rosato di sintesi usato frequentemente in gelatine, caramelle gommose, dolciumi e sciroppi.
  • E124Rosso Cocciniglia A: da non confondere con la cocciniglia naturale (E120), questo è un rosso puramente sintetico, impiegato in caramelle, ciliegie candite e bevande.
  • E129Rosso Allura AC: un rosso molto acceso e stabile, utilizzato in prodotti da forno, dessert confezionati e bibite.

2. Il biossido di titanio

Il biossido di titanio (E171) è una polvere bianca minerale che per decenni è stata utilizzata come sbiancante e opacizzante in caramelle, chewing-gum, decorazioni per torte, salse e prodotti da forno.

Nel 2021, l’EFSA ne ha rivisto la sicurezza dopo l'analisi di nuovi studi sulle nano-particelle, concludendo che non poteva più essere considerato sicuro come additivo alimentare a causa del rischio di genotossicità, ossia la capacità di danneggiare il DNA delle cellule.

A seguito di questa valutazione, dal 2022 l'Unione Europea ne ha vietato definitivamente l'uso nei cibi.

I coloranti alimentari naturali come alternativa

I coloranti alimentari naturali come alternativa

Se da un lato è bene ridurre o evitare i coloranti di sintesi, dall'altro l'industria (specialmente quella legata al mondo del biologico e del naturale) ha a disposizione un'ampia gamma di coloranti alimentari naturali.

A differenza di quelli chimici, queste sostanze vengono estratte direttamente da materie prime vegetali, animali o minerali, tra cui piante, spezie, frutti, ortaggi e microalghe.

Da un punto di vista fisiologico, il nostro organismo riconosce e metabolizza più facilmente le molecole estratte da elementi naturali, con cui è abituato a interagire da sempre; inoltre, a differenza dei sintetici, i coloranti naturali non presentano le criticità comportamentali evidenziate dagli studi sui bambini e, in diversi casi, portano con sé piccoli valori aggiunti, come un apporto di vitamine o sostanze antiossidanti.

Leggendo le etichette, i pigmenti di origine naturali più comuni che possiamo trovare sono:

  • E100Curcumina: estratta dalla radice di curcuma, dona un vivace colore giallo oro. Oltre al valore estetico, conserva le note proprietà antiossidanti della pianta.
  • E101Riboflavina: altro non è che la vitamina B2, che regala una sfumatura tra il giallo e l'arancione ed è un nutriente essenziale per il nostro organismo.
  • E140Clorofilla: il pigmento verde naturale estratto da piante ed erbe, eccellente per dare colore a caramelle, sciroppi e pasta in maniera naturale.
  • E162Rosso di barbabietola (Betanina): ricavato dall'estratto di barbabietola rossa, offre sfumature che vanno dal rosa al rosso intenso ed è del tutto innocuo.
  • Estratti di spirulina e carota nera: negli ultimi anni si sono diffusi moltissimo i concentrati di superfood (come l'alga spirulina per le tonalità azzurre/blu o la carota nera e l'uva per i toni viola e rossi), usati direttamente come ingredienti coloranti.

Quando si parla di coloranti naturali, è inoltre fondamentale fare una distinzione d'uso e di etica, in particolare per quanto riguarda il Rosso Cocciniglia (E120).

Se in etichetta è facile confonderlo con il già citato E124 (Rosso Cocciniglia A, che è invece sintetico), l’E120 è a tutti gli effetti un colorante di origine naturale, ottenuto attraverso l'essiccazione e la macinazione di un piccolo insetto parassita (la Dactylopius coccus o cocciniglia del cactus).

In cucina, quando faccio la spesa o quando parlo di coloranti con i miei pazienti, mi assicuro sempre di sottolineare questo dettaglio: pur essendo un additivo autorizzato e sicuro dal punto di vista tossicologico (salvo rare allergie specifiche), l'E120 non è adatto a chi sceglie un'alimentazione vegana o vegetariana, né a chi preferisce evitare ingredienti derivati da insetti per ragioni etiche o personali.

Come fare la spesa: riconoscere gli alimenti senza conservanti e coloranti

Come fare la spesa: riconoscere gli alimenti senza conservanti e coloranti

Scegliere alimenti senza coloranti artificiali o comunque prediligere una dieta che ne preveda il meno possibile, significa compiere un atto di consapevolezza verso un’alimentazione più integra e vicina alla natura. Ridurre l’apporto di prodotti chimici di sintesi nel piatto è più semplice di quanto sembri se si adottano alcune piccole strategie al momento degli acquisti:

  1. Scegliere prodotti biologici certificati: puntare su prodotti da agricoltura biologica certificata è senza dubbio la scorciatoia più sicura ed efficace. Il disciplinare europeo per il biologico (Regolamento UE 2018/848) è estremamente severo: la stragrande maggioranza degli additivi e dei coloranti di sintesi è infatti strettamente vietata per legge. Il colore di un alimento biologico deriva difatti esclusivamente dagli ingredienti naturali stessi o da pochi estratti vegetali autorizzati e rigorosamente controllati.
  2. Controllare la lunghezza dell’elenco degli ingredienti: quando mi trovo al supermercato, applico una regola molto semplice: più la lista degli ingredienti è corta, più è probabile che il prodotto sia vicino alla sua forma “naturale". Se vedo una sequenza infinita di sigle numeriche, addensanti e coloranti, è il segnale che il prodotto di base ha un valore nutrizionale modesto ed è stato arricchito artificialmente per sembrare appetibile.
  3. Riabituare gli occhi e il palato ai colori reali del cibo, che possono variare da stagione a stagione e non sono mai perfettamente uniformi, è un vero e proprio modo di rieducarsi alla genuinità.
  4. Scegliere cibi poco processati: sulla scia del consiglio precedente, è importante ricordare che l'industria ricorre ai coloranti principalmente nei cibi ultra-processati (snack confezionati, merendine, piatti pronti, bibite gassate e salse industriali), ossia prodotti che hanno subito molteplici trasformazioni e che, senza additivi, risulterebbero cromaticamente spenti o poco attraenti. Prediligere materie prime fresche o poco lavorate, come cereali in chicco, legumi secchi, frutta e verdura di stagione, frutta secca e farine poco raffinate, elimina alla radice la necessità di utilizzare qualsiasi tipo di colorante.

Conclusione

I coloranti alimentari ci ricordano quanto l'estetica del cibo possa condizionare le nostre scelte quotidiane. Tuttavia, imparare a decodificare le etichette non deve trasformarsi in una fonte di ansia o in un'ossessione al momento della spesa, ma essere vissuto come uno strumento di comprensione, consapevolezza e di cura verso noi stessi.

Conoscere la differenza tra i coloranti sintetici da evitare (come gli azoici o il biossido di titanio) e le alternative rappresentate dai coloranti alimentari naturali ci permette di fare acquisti informati, sempre ricordandoci che scegliere alimenti genuini, biologici e privi di coloranti chimici è il regalo più semplice e concreto che possiamo fare alla nostra salute.

Se vuoi imparare a leggere le etichette dei tuoi piatti preferiti, ti suggeriamo questi libri

Altri articoli che potrebbero interessarti: 

› Che effetto hanno sulla salute gli additivi alimentari?

› Nitrati e nitriti negli alimenti: cosa sono e quando preoccuparsi

› Cibi processati e ultra-processati: quali sono e suggerimenti per un consumo equilibrato

Chi si iscrive a questa newsletter sceglie di stare meglio, ogni giorno

Iscriviti ora per ricevere consigli pratici, approfondimenti selezionati e ispirazioni utili per prenderti cura di te, scegliere con più libertà e consapevolezza per stare bene ogni giorno.

In più, ricevi subito il 10% di sconto sul tuo primo ordine e 50 punti premio da spendere sul sito.

Ancora un passo e sei dentro...

Iscrivendoti alla newsletter di Macrolibrarsi riceverai:

  • la newsletter con i nostri consigli di benessere: una guida indispensabile per fare chiarezza e trovare le soluzioni per stare bene più adatte a te
  • il 10% di sconto sul tuo primo ordine su Macrolibrarsi;
  • 50 punti premio da usare sul sito;
  • le migliori promozioni e offerte speciali. Niente spam, solo contenuti selezionati, dai quali potrai disiscriverti in ogni momento.

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Niente spam e potrai disiscriverti in ogni momento.


Non ci sono ancora commenti su Coloranti negli alimenti: quali sono sicuri e quali evitare

Altri articoli che ti potrebbero interessare

Il vero "integratore" per l'umore non si compra in farmacia: è sotto i tuoi piedi

336 visualizzazioni. 4 commenti.

L’emozione senza prezzo di incontrare gli autori che ami

164 visualizzazioni. 3 commenti.

Adattogeni: le piante che sostengono il corpo nei periodi di stress continuativo

1207 visualizzazioni. 3 commenti.

Che bello averti qui!

Grazie per la tua iscrizione alla newsletter di Macrolibrarsi! Abbiamo inviato un’email contenente il tuo buono sconto del 10%.

Qualcosa è andato storto