Certificazioni bio nei cosmetici: tutto quello che devi sapere per evitare il greenwashing
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Scopri le principali certificazioni della cosmesi naturale, cosa garantiscono e come scegliere i prodotti migliori
Probabilmente ti è capitato: devi scegliere una crema o un cosmetico e ti ritrovi davanti a scaffali pieni di prodotti con claim rassicuranti, come "green", "eco" o "naturale". Non sempre, però, garantiscono che un prodotto sia davvero ecobio; in alcuni casi possono essere uno stratagemma che alcune aziende usano per fare greenwashing.
Oppure acquisti prodotti loghi diversi, pensando che si equivalgano, ma la realtà è ben diversa.
Le certificazioni indipendenti sono uno strumento fondamentale per tutelarci come consumatori. Tuttavia, non tutte seguono gli stessi standard né garantiscono le stesse percentuali di ingredienti biologici.
In questo articolo vedremo quali sono le principali certificazioni della cosmesi bio, cosa garantiscono e cosa controllare in etichetta per fare una scelta consapevole.
"Cosmesi biologica": cosa significa
Prima di addentrarci nel mondo delle certificazioni, vale la pena fare una premessa. Spesso, infatti, ci rendiamo conto che naturale e biologico sono spesso usati in maniera intercambiabile. In realtà, non sono sinonimi:
- Naturale: indica l’assenza di derivati petrolchimici/sintetici, ma non implica che le materie prime utilizzate siano da agricoltura bio.
- Biologico: garantisce una percentuale certificata di ingredienti da agricoltura biologica, quindi senza uso di pesticidi, fertilizzanti chimici e OGM.
Perché, allora, questa confusione è così comune? Il motivo è presto detto: il termine “bio” nei cosmetici, a differenza del settore alimentare, non è regolamentato da una normativa specifica.
Un'azienda può quindi scrivere "naturale" o "biologico" in etichetta o nella scheda prodotto, senza che questo corrisponda a un controllo indipendente reale: non sempre è una informazione falsa, ma offre meno garanzie al consumatore finale perché manca il controllo da parte di enti terzi.
È proprio questo vuoto normativo che può facilitare la diffusione del greenwashing, cioè l'uso di un linguaggio "verde" per ragioni di marketing e di maggiori vendite. Non è sempre così, ma di questo ti parleremo più avanti.
Cosa stabilisce la norma ISO
L'unico regolamento tecnico riconosciuto a livello internazionale è la norma ISO 16128, che fornisce linee guida per definire e calcolare la percentuale di ingredienti naturali e biologici in un prodotto cosmetico.
Si tratta, però, di uno norma che non è vincolante e a cui le aziende cosmetiche possono aderire volontariamente: non impone soglie minime obbligatorie né prevede un sistema esterno di controllo.
È esattamente per colmare questo vuoto che negli anni sono nati i disciplinari privati dei vari enti certificatori (COSMOS, ICEA, NATRUE, ECOCERT, AIAB, CCPB ecc.), ciascuno con le proprie soglie percentuali, criteri di esclusione e sistemi di ispezione e controllo periodico.

Chi controlla i cosmetici bio: il ruolo degli enti certificatori
Le certificazioni volontarie, con i loro disciplinari, costituiscono una garanzia che quanto scritto in etichetta sia vero. Infatti, un'azienda cosmetica che vuole ottenere una certificazione bio non deve limitarsi a dichiararlo: deve aderire volontariamente al disciplinare privato di uno degli enti certificatori.
Ogni disciplinare stabilisce in modo dettagliato:
- quali ingredienti sono ammessi e quali esclusi e in che percentuale devono provenire da agricoltura biologica;
- come deve essere gestita la filiera produttiva, dalla coltivazione delle materie prime alla trasformazione in fabbrica;
- come deve essere realizzato il packaging (materiali, riciclabilità, assenza di sovra-imballaggi non necessari);
- come devono essere formulate le etichette e le comunicazioni, per evitare claim ingannevoli o non verificabili.
L’ente terzo indipendente: una garanzia in più
Per una maggiore garanzia di trasparenza e di conformità al disciplinare, la certificazione bio prevede l'intervento di un ente terzo indipendente. Si tratta, in altre parole, di un organismo esterno all'azienda produttrice, che:
- analizza la documentazione tecnica su formule e materie prime;
- effettua ispezioni dirette presso i siti produttivi e, spesso, anche presso i fornitori delle materie prime;
- verifica nel tempo, con controlli periodici di rinnovo (in genere annuali), che i requisiti continuino a essere rispettati.
Solo al termine di tale processo l'ente autorizza l'azienda a utilizzare il proprio logo in etichetta.
Le principali certificazioni cosmetiche
Vediamo ora quali sono le principali certificazioni sia italiane sia internazionali, che trovi più spesso nei cosmetici eco-bio presenti nel nostro reparto di Cosmesi Naturale.
In Italia
ICEA – Eco Bio Cosmesi / Cosmesi Naturale
ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale) è un consorzio italiano senza scopo di lucro. Inizialmente è nato dall'esperienza di AIAB nella certificazione biologica alimentare, e successivamente si è estesa alla cosmesi.
È tra gli enti che hanno contribuito alla nascita di COSMOS, il disciplinare internazionale che riunisce i principali europei.
Il marchio Eco Bio Cosmesi ICEA richiede una quota molto elevata di ingredienti naturali, con una parte significativa proveniente da agricoltura biologica, ed esclude sostanze come profumi sintetici, coloranti artificiali, parabeni e siliconi.
AIAB – Bio Eco Cosmesi
AIAB (Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica) garantisce che i cosmetici rispettino, tra gli altri requisiti, l'assenza di OGM e di materie prime allergizzanti non vegetali. Il marchio controlla, inoltre, la compatibilità ambientale dell'intero ciclo di vita del prodotto.
Il disciplinare fissa una soglia minima di materie prime da coltivazione biologica (nelle versioni più recenti è attorno al 70%) e ammette solo tensioattivi di origine vegetale, oli essenziali puri, burri e oli biologici, escludendo parabeni, petrolati, ftalati, SLS/SLES, microplastiche e nanomateriali.
CCPB – Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici
Il marchio "Controllo Biologico" di CCPB è un organismo di certificazione italiano riconosciuto da ACCREDIA e accreditato secondo la norma ISO 17065, ed è stato il primo ente italiano riconosciuto anche da NATRUE.
Sottopone le aziende certificate a verifiche annuali e prevede due livelli distinti di certificazione: uno per il "cosmetico naturale" e uno, più stringente, per il "cosmetico biologico", quest'ultimo con una soglia minima di ingredienti bio generalmente indicata al 95% e l'esclusione di derivati petroliferi, paraffine, formaldeide e coloranti sintetici.
SO CERT - Disciplinare Cosmetica
SoCert è un ente certificatore italiano, con sede nel bolognese, che ha sviluppato un proprio disciplinare per la cosmesi naturale.
Per ottenere il marchio, un prodotto deve rispettare una percentuale minima di ingredienti biologici e certificabili lungo tutta la filiera, contenere solo componenti ammesse dal disciplinare ed essere confezionato secondo criteri di sostenibilità e sicurezza.
A livello europeo
DEMETER
Demeter, attivo dal 1927, è considerata la certificazione più difficile da ottenere per i rigidi criteri di riferimento. Può infatti essere ottenuta solo se il prodotto contiene ingredienti da agricoltura biodinamica.
Rispetto all’agricoltura bio, quella biodinamica si contraddistingue per l'uso di compost e preparati, metodi di semina e raccolta basati sulle fasi lunari e il divieto assoluto di utilizzare OGM.
COSMOS
Nato dall'unione di ICEA, Ecocert, BDIH, Soil Association e Cosmebio, COSMOS è oggi la principale certificazione europea per la cosmesi naturale e biologica. Si distingue in:
- COSMOS Organic: richiede che almeno il 20% del totale degli ingredienti di un prodotto leave-on provenga da agricoltura biologica (soglia che scende al 10% per i prodotti da risciacquare o a prevalenza minerale), con il 95% degli ingredienti agricoli trasformati fisicamente dal bio.
- COSMOS Natural: segue gli stessi criteri ambientali ma senza una soglia minima obbligatoria di ingredienti biologici.
ECOCERT (Francia)
EcoCert è un ente di certificazione francese indipendente, per la cosmesi, che oggi opera prevalentemente attraverso COSMOS, essendo uno dei suoi fondatori storici.
Tuttavia, resta attivo anche come organismo di certificazione autonomo in altri settori, come l'agroalimentare, il tessile e i detergenti.
BDIH (Germania)
Questo è un ente tedesco storico della cosmesi naturale, confluito anch'esso nel disciplinare COSMOS (quindi sulla confezione del cosmetico trovi il logo EcoCert).
NATRUE (Bruxelles)
NaTrue è un'associazione no-profit internazionale che valuta gli ingredienti tramite un comitato scientifico indipendente e suddivide la certificazione su tre livelli progressivi di naturalità: cosmetici naturali, cosmetici naturali con una quota di componenti biologiche, e cosmetici biologici con la quota più elevata di ingredienti da agricoltura bio.
Soil Association (Regno Unito)
Soil Association è un ente britannico storicamente legato al mondo dell'agricoltura biologica, tra i fondatori di COSMOS, con un ruolo di riferimento per il mercato anglosassone.
Certificazioni complementari
Alcuni loghi molto diffusi in etichetta non certificano la provenienza biologica degli ingredienti, quanto valori etici condivisi da chi produce e utilizza la cosmesi eco-bio:
- Vegan OK: garantisce l'assenza totale di ingredienti di origine animale e di derivati animali nella formula.
- Stop ai test sugli animali - LAV: certifica l'assenza di test su animali in ogni fase della filiera, dalle materie prime al prodotto finito.
- PETA Cruelty-free: garantisce che nessun prodotto è stato testato su animali e che nessun essere vivente ha sofferto per la sua realizzazione. Per i cosmetici con materie prime completamente di origine vegetali, adatti a chi è vegano, più recentemente è nato anche il marchio PETA - Cruelty-free and Vegan.
Pur fornendo informazioni utili e spesso complementari sul prodotto che hai in mano, è bene non confondere questi tre loghi con le certificazioni vere e proprie relative al bio: un prodotto può, infatti, essere vegan o cruelty-free senza essere certificato bio, e viceversa.
Di seguito, per facilitarti nella lettura dell’etichetta dei tuoi cosmetici preferiti, ecco una tabella riassuntiva sulle certificazioni bio e naturali e le principali caratteristiche.
| Ente | Paese | Soglia % ingredienti bio | Cosa esclude |
|---|---|---|---|
| ICEA – Eco Bio Cosmesi | Italia | ~95% ingredienti naturali (+ quota bio) | Profumi sintetici, coloranti artificiali, parabeni, siliconi |
| AIAB – Bio Eco Cosmesi | Italia | ~70% ingredienti agricoli da bio | Parabeni, petrolati, ftalati, SLS/SLES, microplastiche |
| CCPB | Italia | ~95% (livello "biologico") | Derivati petroliferi, paraffine, formaldeide, coloranti sintetici |
| SoCert – Disciplinare Cosmetica | Italia | Percentuale minima di ingredienti bio certificabili lungo tutta la filiera | Componenti non ammesse dal disciplinare |
| Demeter | Europa | Ingredienti 100% da agricoltura biodinamica | Uso di OGM, metodi non biodinamici, fitofarmaci |
| COSMOS Organic | Europa | 20% (10% rinse-off/minerali); 95% sugli ingredienti agricoli trasformati | OGM, derivati petrolchimici, siliconi, PEG |
| COSMOS Natural | Europa | Nessuna soglia minima obbligatoria | Stessi criteri ambientali di COSMOS Organic |
| NATRUE | Belgio | fino al 95% | Ingredienti di sintesi non ammessi da disciplinare |

Bio, ma non uguali
In base a quanto visto finora, ti sarai reso conto che la parola "bio" o il logo di una certificazione possono corrispondere a criteri molto diversi fra loro. Ad esempio:
- un cosmetico COSMOS Natural è certificato bio ma non ha l'obbligo di contenere una percentuale minima di ingredienti biologici,
- Un cosmetico CCPB o NATRUE "biologico puro" arriva quasi al 95%.
Ciò non significa che ci sono certificazioni meno valide di altre: semplicemente rispondono a disciplinari, criteri e regole diverse.
Conoscere tali informazioni, ti è utile nella scelta finale del prodotto più adatto alle tue esigenze:
- se cerchi la massima concentrazione di ingredienti da agricoltura biologica, le certificazioni con soglia dichiarata vicina al 95% (Demeter, NATRUE, ICEA) sono quelle che devi cercare in etichetta;
- se ti interessa soprattutto l'assenza di sostanze controverse e la sostenibilità ambientale, anche un prodotto senza soglia minima obbligatoria (come COSMOS Natural) offre garanzie solide, pur non assicurando una percentuale minima di ingredienti biologici.
Cosa NON può contenere un cosmetico certificato bio
Al di là delle differenze analizzate fin qui, esistono alcune sostanze che tutte le principali certificazioni bio escludono, indipendentemente dall'ente di riferimento. Conoscerle ti può essere utile anche per leggere in maniera più autonoma e con maggiore certezza l’INCI.
Un cosmetico certificato bio non può contenere:
- Parabeni: si tratta di conservanti sintetici, tra le sostanze più contestate nella cosmesi convenzionale.
- Petrolati e derivati petrolchimici: sono ottenuti dalla raffinazione del petrolio, incompatibili con i criteri di origine naturale o biologica.
- Ftalati: sostanze plastificanti spesso usati per fissare le fragranze, esclusi per il potenziale impatto su salute e ambiente.
- SLS/SLES (Sodium Lauryl/Laureth Sulfate): tensioattivi aggressivi molto diffusi nei detergenti convenzionali, sostituiti nei disciplinari bio con tensioattivi di origine vegetale.
- Siliconi: utilizzati per l'effetto setoso "istantaneo", ma non biodegradabili e di origine sintetica.
- PEG (polietilenglicole): derivati petrolchimici usati come emulsionanti, esclusi per la stessa ragione dei siliconi.
- Coloranti sintetici: sostituiti da pigmenti minerali o coloranti di origine vegetale.
- Profumi e fragranze sintetiche: ammessi solo oli essenziali puri o estratti aromatici naturali, spesso in quantità limitata.
- OGM (organismi geneticamente modificati): esclusi in tutte le materie prime di origine agricola.
- Microplastiche e nanomateriali: banditi per l'impatto ambientale, in particolare nei prodotti da risciacquo.
- Test su animali: requisito trasversale a tutti i principali disciplinari, oltre che obbligo di legge nell'UE dal 2013.

Cosa cambia, in concreto, per chi acquista
Potresti chiederti cosa cambia per te, in concreto, quando acquisti un cosmetico con certificazione bio.
Oltre a garantire che il prodotto è davvero eco e bio, e non solo una operazione di marketing fatta bene, tali prodotti offrono diversi vantaggi concreti per noi consumatori finali.
Te ne riassumiamo sei:
- Sicurezza per la pelle: tali certificazioni garantiscono l’esclusione di sostanze controverse (parabeni, siliconi, derivati petrolchimici), utile per pelli sensibili, reattive, atopiche o in gravidanza.
- Trasparenza verificata: la certificazione non è un claim di marketing, ma un controllo di parte terza con ispezioni ricorrenti.
- Sostenibilità ambientale reale: la certificazione garantisce che il prodotto finito provenga da filiera controllata, abbia un packaging riciclabile, e che le formule siano biodegradabili.
- Eticità: i prodotti ecobio garantiscono l’assenza di test su animali.
- Difesa dal greenwashing: un logo ufficiale in etichetta è una garanzia rispetto a claim come "naturale", "green", "eco-friendly" che però non hanno modo di essere verificati.
- Valore economico indiretto: capire le soglie può aiutarti a valutare se il prezzo più alto di un prodotto certificato è giustificato da criteri reali e verificati.
I cosmetici senza certificazioni sono da evitare?
Non tutti: anche sul nostro e-commerce trovi tantissimi cosmetici che non dispongono di certificazione ufficiale, ma le cui aziende produttrici privilegiano materie prime da agricoltura bio e senza sostanze potenzialmente controverse.
È il caso di piccoli produttori locali che non hanno capacità economiche per sostenere i costi di un iter di certificazione. Per questo, Giulia, la beauty expert di Macrolibrarsi, e il resto del team fanno un’attenta selezione, approfondendo la conoscenza di ogni nuovo fornitore e dei loro prodotti, e analizzando anche metodi di lavorazione e produzione.
Il nostro obiettivo è infatti quello di privilegiare piccole realtà locali virtuose che, spesso, purtroppo, non trovano spazio tra gli scaffali sempre stipati di prodotti più blasonati.
Conclusione
Nella grande fetta di mercato dei cosmetici ecobio, la certificazione è l’unico strumento che, come consumatori, abbiamo a disposizione non solo per orientarci, ma anche per avere garanzie che quanto dichiarato nei claim corrisponda a verità.
Le certificazioni italiane e internazionali, sebbene abbiano criteri chiari e stabiliti, prevedono però soglie e garanzie diverse. Controlla sempre la presenza di eventuali certificazioni e l’INCI, prima dell’acquisto, in modo da sapere con esattezza cosa stai comprando.
E se vuoi la certezza di acquistare prodotti sicuri e controllati, nel nostro reparto di Cosmesi Naturale trovi solo brand selezionati secondo i più rigidi standard bio o provenienti da laboratori artigianali locali di cui conosciamo ogni singolo ingrediente.
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