Il 2006 ha segnato una svolta per il microcredito: Muhammad Yunus, il suo ideatore, «il banchiere dei poveri», è stato insignito del premio Nobel per la Pace, in virtù del fondamentale ruolo giocato nell’emancipazione economica delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo.
Sul modello della Grameen Bank, da lui fondata nel 1976, negli anni sono nate più di millecinquecento organizzazioni che erogano prestiti a centocinquanta milioni di persone in condizioni di indigenza ed emarginazione sociale. A chi è dovuto il successo di questo strumento finanziario innovativo ed eticamente sostenibile? Chi sono i protagonisti di questa rivoluzione nella lotta alla povertà globale? Andrea Berrini ci racconta le aspirazioni, le vicissitudini, i successi, le sconfitte di alcuni di loro.
Persone di una normalità straordinaria, dotate di una intraprendenza e una determinazione sorprendenti, accomunate dalla volontà di investire in cooperative e piccole aziende agricole anziché di accontentarsi di una beneficenza ricattatoria e incapace di portare sviluppo. Da questo insolito viaggio ai quattro angoli del pianeta (dalla foresta amazzonica alla cordigliera andina, dalle township africane alle isole della Polinesia) è nato un saggio appassionato che, evitando di fornire soluzioni semplicistiche, mette in luce le opportunità concrete offerte dalla microfinanza per ridurre le distanze tra Nord e Sud del mondo.