Il 2008 è stato l’anno del terremoto: l’edificio della finanza globale
è crollato, e tutti hanno potuto constatare sino a che punto fosse
costruito con materiali scadenti e friabili.
Di chi è stata la colpa? Politici, organi di controllo, banchieri
senza scrupoli sono stati di volta in volta additati come responsabili
della crisi. Ma ancora non era stato messo a fuoco il ruolo centrale
delle grandi agenzie di rating, la cui missione di “dare i voti” ai
titoli e a chi li emette avrebbe dovuto guidare e proteggere gli
investitori.
I mercati finanziari sono stati invasi da una valanga di titoli dal
contenuto indecifrabile – qualcuno è arrivato a chiamarli persino
“titoli salsiccia” –, spesso collegati a mutui americani di bassa
qualità.
Nessuno li avrebbe comprati se gli investitori non fossero stati
rassicurati da tante triple AAA, marchi di garanzia rilasciati dai
monopolisti del mercato del rating: Standard & Poor’s, Moody’s e
Fitch. Questo è un libro sulla fiducia tradita.
Una fiducia che è stata riposta in chi, per professione, formula
opinioni sulla qualità e sull’affidabilità di una massa colossale di
strumenti finanziari più o meno complessi e innovativi. Una fiducia,
come si è scoperto d’improvviso, accordata a chi ha commesso errori
imperdonabili.
Con un linguaggio accessibile a chiunque, Pierangelo Dacrema ci
racconta l’evoluzione della più grave crisi finanziaria di tutti i
tempi, ne individua cause vicine e lontane, trae insegnamenti da quanto
è accaduto, indica una via da seguire affinché eventi così drammatici
non si ripetano.
Il volume è completato da una cronologia della crisi e da un breve
glossario per orientarsi tra i nuovi termini della finanza globale.