800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Un secondo cuore chiamato diaframma - Estratto da "Scienza e Conoscenza n. 62"

di Federico Mana 16 giorni fa


Un secondo cuore chiamato diaframma - Estratto da "Scienza e Conoscenza n. 62"

Intervista a Federico Mana

La respirazione incide sul sistema nervoso autonomo e ci aiuta a ritrovare benessere e salute: intervista a Federico Mana

Per iniziare, parlaci di "Federico Mana l'atleta": come è avvenuto il tuo incontro con l'apnea, come sei diventato professionista, campione italiano e recordman?

Ho iniziato come tutti ad amare l'acqua attraverso i corsi di nuoto. A 12 anni mio babbo mi regalò il mio primo fucile subacqueo è da allora non vi è più stato modo di tenermi fuori dall'acqua. La pesca subacquea mi regalava sensazioni di leggerezza e in acqua mi sentivo come pioniere in un mondo misterioso e affascinante.

Trasferitomi a Milano per gli studi universitari scoprii che esistevano corsi di apnea e decisi prendervi parte. La passione per l'acqua si risvegliò più forte che mai, al punto che decisi di approfondire questa disciplina diventando istruttore di apnea per diverse didattiche.

Dopo ben otto anni di vita a Milano l'amore per il mare mi chiamò in una maniera così forte che decisi di lasciare il lavoro e la carriera per tentare di vivere di mare e di apnea in Egitto.

La dedizione alla pratica fu tale da permettermi di stabilire, tra il 2007 e il 2011, 8 record italiani in apnea e nell'agosto 2009 fui il primo italiano a raggiungere la quota di 100 metri in assetto costante diventando uno degli apneisti più profondi nel mondo.

Oggi l'apnea è per me una filosofia di vita e fortunatamente è anche il mio lavoro. È un lavoro fisicamente sfiancante, ma è anche una lunghissima vacanza che ogni giorno ti dona emozioni fortissime.

Sei anche un divulgatore e un formatore, sia sulle tecniche di apnea che sull'uso consapevole del respiro per il benessere. Perché è importante fare divulgazione su questi temi, non solo nell'ambito strettamente legato alle discipline sportive subacquee?

Nell'insegnamento dell'apnea vi è tutta una parte di formazione sulle tecniche di respirazione: l'obiettivo di questa sezione è quello di trasmettere ai candidati l'abilità di usare il respiro per rilassarsi al massimo e ossigenarsi prima di un'immersione in apnea. Quando gli allievi apprendono queste tecniche si ritrovano a usarle naturalmente nella vita di tutti i giorni, godendo dei benefici che la respirazione stessa apporta nel quotidiano.

È proprio l'entusiasmo degli allievi verso questa parte di formazione che mi ha spinto a sviluppare seminari, libri e articoli interamente dedicati al benessere.

La risposta è quindi relativamente semplice: è importante divulgare perché le persone devono sapere che per stare bene è spesso sufficiente saper usare il proprio corpo e le funzioni ad esso associate. Ogni persona è protagonista e responsabile della propria salute.

Hai collaborato a studi scientifici sulla fisiologia umana in profondità: cosa puoi raccontarci di questa esperienza?

Praticando uno sport estremo ci si accorge fondamentalmente di due cose, la prima è che il corpo ha una capacità di adattamento impressionante ed è in grado di sopportare dei carichi stressogeni inimmaginabili, adattando il proprio modo di funzionare a seconda del contesto nel quale ci si trova.

La seconda è che per quanto la medicina sia evoluta vi è ancora tutta una parte di mistero su alcuni funzionamenti del corpo. Quando, durante la preparazione dei miei primi record, mi sottoponevo a dei test medici mi capitava di fare delle domande ai ricercatori e a volte le domande non avevano risposta.

Una volta un ricercatore mi disse: «Vedi Federico, voi apneisti vi spingete in luoghi dove il vostro corpo non funziona più in modo normale, quindi noi non possediamo risposte alle vostre domande. Voi, nelle vostre immersioni profonde, sfiorate i confini della fisiologia, e quando tornate in superficie noi cerchiamo di capire come avete fatto a sopravvivere a quello stress intensissimo».

Quel giorno capii la bellezza della ricerca e mi accorsi di come i ricercatori curiosi, se affiancati da atleti consapevoli, possano indagare territori ancora inesplorati e trovare informazioni che un domani potrebbero essere utili per migliorare non solo lo sport, ma la salute generale delle persone.

Nella percezione comune, la respirazione è vista come un automatismo - tanto che usiamo modi di dire come "naturale come respirare". Il respiro in quanto funzione fisiologica è un processo vegetativo autonomo, che avviene senza il controllo della volontà, ma che può essere modificato coscientemente, con un controllo volontario. Cosa significa "gestire con coscienza il respiro"?

La frase "gestire con coscienza il respiro" ha ben due parole chiave che trovano riscontro nel metodo didattico che ho ideato per i miei seminari.

La prima è gestire ovvero amministrare, governare, guidare. Gestire si traduce in un "saper fare" e rispecchia molto la cultura occidentale del fare, dove l'obiettivo principale è il risultato finale.

La seconda è coscienza ovvero la capacità di "saper sentire", in questa fase si ritorna al principio di ascolto, del qui e ora, alla filosofia yogica. Chi inizia un percorso di respirazione spesso ricerca l'esercizio che lo farà migliorare, ambisce alla ricetta del successo respiratorio, in realtà prima di saper fare, o di fare meglio, è fondamentale sentire ciò che si fa in modo istintivo.

Ecco perché nei seminari che propongo, prima di parlare di "gestione cosciente del respiro", affronto tutta la parte di "presa di coscienza del respiro istintivo". Ogni insegnamento non dovrebbe essere standardizzato per tutti ma dovrebbe partire dalle caratteristiche personali di ogni individuo potenziandone le abilità innate e migliorandone le criticità.

Perché respirare in modo lento e profondo? Quali effetti biofisici ha sull'organismo?

Tutti hanno sperimentato almeno una volta nella propria vita un momento di agitazione, di ansia, di stress o di panico.

Queste particolari condizioni emotive si ripercuotono sul corpo e sulla respirazione con una dinamica ben precisa, ovvero con l'aumento della frequenza respiratoria e la riduzione del volume aereo respirato. Se una condizione emotiva è in grado di indurre una variazione fisica e funzionale, che in questo caso si traduce in una respirazione frequente e superficiale, è molto probabile che questa relazione funzionale valga anche al contrario.

A questo punto entra in gioco, e a nostro favore, la natura volontaria della respirazione: potendo noi influenzare volontariamente la respirazione possiamo decidere di respirare in modo lento e profondo (ovvero il contrario di frequente e superficiale) confidando che gli effetti si ripercuotano a livello emotivo generando calma, pacatezza, rilassamento e distensione.

Il diaframma è il principale muscolo respiratorio. Cosa puoi dirci sul ruolo della respirazione diaframmatica?

Negli ultimi anni la "respirazione diaframmatica" è una moda e germoglia nell'immaginario collettivo senza delle concrete fondamenta, un po' come quelli che "rinnegano l'olio di palma" senza sapere realmente il perché.

Infatti, ci si dimentica di dire che ogni respirazione è diaframmatica, anche quella più inconsapevole. Può essere una respirazione che coinvolge più o meno bene il diaframma ma comunque lo coinvolge sempre. È come parlare dell'importanza dei muscoli addominali e lombari nel sorreggere la parte alta del corpo: chi li ha poco potenti, elastici e mobili con maggiori probabilità potrà incappare in dolori della schiena più o meno importanti, chi invece li allena in modo adeguato potrà godere di una maggiore salute e di una migliore postura.

Allo stesso modo migliorare e allenare la diaframmatica ci permette di ottimizzare le capacità ventilatorie, di recuperare meglio la fatica e di ottimizzare la salute vascolare.

Acquisire maggiore coscienza del diaframma e migliorare l'elasticità di questo muscolo serve "solo" ad aumentare il volume di aria da immagazzinare per un'apnea, oppure il suo ruolo è più complesso?

Il ruolo del diaframma va ben oltre quello ventilatorio, esso infatti può essere considerato come una vera a propria pompa. Gli yogi definiscono il diaframma come il "secondo cuore" infatti, in un soggetto medio il diaframma compie circa 18 escursioni al minuto per un totale di 1000 compressioni dei vasi all'ora. 

Il "cuore diaframma" batte 24.000 volte al giorno e ci agevola nel migliorare l'ossigenazione di tutti i nostri distretti. La respirazione diaframmatica completa può essere riassunta in modo "semplicistico" come una respirazione profonda ad addome controllato. In questa specifica ventilazione ad ogni inspirazione gli organi non possono traslare verso l'esterno (come accade nella semplice respirazione addominale) a causa del controllo addominale e il diaframma comprime fegato, milza e intestini.

Durante la respirazione il diaframma assume inoltre un ruolo da protagonista nella circolazione venosa: ogni volta che si alza e si abbassa funge come una pompa che spinge, attraverso la vena cava, sangue ricco di detriti verso il piccolo circolo, agevolando l'eliminazione di tossine e fungendo da supporto al cuore nel meccanismo di pompaggio del sangue.

Conferenza formativa sulle tecniche di respirazione - CESENA

Combattere lo stress attraverso una respirazione consapevole

Federico Mana

Federico Mana, campione azzurro di apnea profonda, primo italiano ad aver raggiunto la profondità di 100 metri in apnea in assetto costante, considerato tra i massimi esperti di tecniche di compensazione e respirazione,...

€ 33,00 € 23,00 -30,00%

Disponibile

Vai alla scheda

Ti consigliamo...


Federico Mana

Federico Mana è istruttore di apnea e insegnante di yoga. Tra il 2007 e il 2011 stabilisce 8 primati italiani in apnea e nell'agosto 2009 è il primo italiano a raggiungere la quota di 100 metri in assetto costante diventando uno degli apneisti più profondi al mondo. Nel 2008...
Leggi di più...

Dello stesso autore


Le Vie del Dharma è un progetto nato per raccontare lo yoga nella ricchezza e nella pluralità delle sue antiche tradizioni, delle diverse scuole, degli stili tradizionali e contemporanei. Le Vie del Dharma diffonde la saggezza dello yoga seguendo il proprio appassionato spirito di apertura e...
Leggi di più...

Dello stesso editore


Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Un secondo cuore chiamato diaframma - Estratto da "Scienza e Conoscenza n. 62"

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste