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Ti svegli già stanco? La colpa potrebbe essere di cosa mangi (e a che ora)

Cos’è la crononutrizione, come influenza il tuo ritmo circadiano e le regole d’oro a tavola per ritrovare energia e vitalità

Ti capita mai di provare una strana sensazione di pesantezza, quando ti svegli al mattino? Invece di sentirti rigenerato e pronto a partire, le gambe sembrano di piombo, la mente è avvolta in una specie di nebbia e il primo e unico pensiero fisso della giornata è solo uno: il caffè.

Poi, puntuale come un orologio svizzero, intorno alle 14:00 o alle 15:00 del pomeriggio, arriva la seconda batosta. La palpebra cala davanti allo schermo del computer, la concentrazione svanisce di colpo e subentrano una stanchezza e sonnolenza tali da rendere difficile persino rispondere a una semplice email.

Se ti ritrovi in questa situazione, non sei il solo: la condizione di costante esaurimento è un'esperienza che accomuna tantissime persone. E, generalmente, anche il modo in cui reagiamo è lo stesso. 

Quando valutiamo le cause della stanchezza fisica, tendiamo subito a spaventarci, a ipotizzare carenze vitaminiche o l'esordio di qualche disturbo complesso. E a ricorrere a rimedi energizzanti. 


In realtà, la causa, che nella mia esperienza viene spesso ignorata, potrebbe essere da un’altra parte: si trova nel nostro piatto e, soprattutto, nell’orario in cui consumiamo i pasti.


Esiste infatti un legame profondo tra alimentazione e stanchezza.

Per capire tale connessione e le implicazioni di ciò che mangiamo (e a che ora) e il nostro livello di energia, possiamo fare riferimento a una disciplina affascinante che può aumentare e migliorare il tuo livello di energia quotidiana.


Si tratta della crononutrizione: non una dieta rigida ma un modo più consapevole e personale per approcciarci non solo a cosa mangiamo ma anche al nostro benessere.


Indice dei contenuti:

Il circolo vizioso: quando hai "sempre sonno"

Alimentazione e stanchezza: che legame c'è

Sperimentare una condizione in cui sembra di avere sempre sonno o di sentire sempre stanchezza è estremamente frustrante

Hai dormito, eppure non ti senti per niente riposato, le giornate sembrano trascorrere a rilento, ti senti incapace di ingranare e di sfruttare la giornata. E quella sensazione di affanno, in sostanza, di essere sempre un passo dietro agli altri, cresce con il passare delle ore.

Il momento in cui questo cortocircuito si sente con maggiore frequenza è il post-pranzo, quando è più facile che si manifesti la cosiddetta brain fog (o nebbia cerebrale). Tale condizione può essere un segnale d'allarme di un metabolismo in sofferenza.

Quando le persone mi riferiscono di questo problema, noto uno schema comune che viene ripetuto erroneamente per contrastare la sonnolenza: 

Calo di energia ➔ Caffè (zuccherato) o dolcetto ➔ Picco glicemico immediato ➔ Crollo glicemico reattivo ➔ Stanchezza peggiore di prima

Quelllo che molti ignorano è che questa compensazione crea, in realtà, un paradosso: la sensazione di energia dura appena venti minuti. E dopo? Si torna ad avvertire ancora più spossatezza, fame e poca concentrazione.  

Il legame tra stanchezza e alimentazione si gioca proprio su questi equilibri invisibili.

Esiste però anche un percorso inverso, innescato da una scelta diversa già al mattino:

Colazione proteica (preferibilmente salata) ➔ Glicemia stabile per ore ➔ Pranzo bilanciato senza picchi ➔ Energia costante nel pomeriggio ➔ Cena leggera e anticipata ➔ Sonno profondo e rigenerante ➔ Risveglio riposato 

Vediamo più in dettaglio perché cambiando ciò che mangiamo ai pasti migliora così tanto le nostre giornate.

Cos'è la crononutrizione e perché rivoluziona la tua energia

La crononutrizione è la branca della cronobiologia che studia la relazione tra i nostri ritmi circadiani, ovvero l'orologio biologico interno di 24 ore regolato dall'alternanza di luce e buio, e l'assunzione di cibo. 

Messa a punto dal dottor Alain Delabos (qui trovi la sua bio e i suoi libri) nel 1986, questa disciplina ha ricevuto una definitiva consacrazione scientifica grazie agli studi sui meccanismi molecolari del ritmo circadiano, che sono valsi il Premio Nobel per la Medicina a Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young.

Per comprendere come funziona, immagina che le cellule e gli organi del tuo corpo abbiano un proprio orologio interno. Il fegato, il pancreas, lo stomaco e gli enzimi digestivi non lavorano con la stessa efficienza alle otto del mattino, alle due del pomeriggio o alle undici di sera.

Sebbene possano sembrare concetti moderni, affondano le radici nelle millenarie medicine tradizionali:

  • la Medicina Cinese, ad esempio, divide le 24 ore in 12 fasce, ognuna delle quali è abbinata al picco energetico di un organo o un viscere. 
  • l’Ayurveda, la secolare medicina indiana, descrive il nostro intestino come una stufa: brucia a pieno ritmo al mattino e, via via che la giornata prosegue, la fiamma si affievolisce fino a spegnersi di notte. 

Proprio come nell'antica tradizione ayurvedica, il cardine della crononutrizione è che il nostro orologio interno (situato nell'ipotalamo) viene influenzato dall'alternanza luce-buio captata dalla retina. Il concetto basilare scardina i vecchi dogmi della dietetica classica: non conta solo cosa mangi, ma quando lo mangi.


Il corpo, infatti, non assimila i nutrienti sempre allo stesso modo. Durante la giornata il metabolismo cambia, gli ormoni si alternano e la capacità digestiva fluttua. 


Personalmente, tendo a considerare la crononutrizione più come una bussola che mi permette di bilanciare i pasti senza appesantire il sistema digerente, piuttosto che una serie di regole rigide che rischiano di creare stress o carenze.

Mi piace la definizione che lo stesso dottor Delabos da della crononutrizione. che trovi nel suo libro: «Non è una dieta ma la riorganizzazione della propria alimentazione e un metodo che permette di conciliare l’alimentazione con il proprio corpo». Un modo più consapevole di alimentarci, in sintesi.

Secondo alcuni studi recenti, infatti, ignorare sistematicamente questi ritmi può essere associato a un rischio maggiore di sviluppare squilibri metabolici, come diabete, ipertensione e aumento di peso. 

Nella quotidianità, uno dei segnali più immediati di questo "fuoco che fatica a bruciare" è proprio quella stanchezza fisica e mentale che non riesci a spiegare.

Gli errori crono-alimentari che ti tolgono le forze

Analizziamo dal punto di vista pratico i due momenti più critici della giornata, dove spesso si concentrano gli errori che determinano la nostra stanchezza fisica e mentale.

L'errore del mattino: la colazione dolce e zuccherina

La classica colazione all'italiana – cornetto e cappuccino, oppure una tazza di tè con biscotti e fette biscottate con marmellata – è il modo più rapido per rovinarsi la giornata. 

Questo carico di zuccheri semplici e carboidrati raffinati provoca un'impennata inevitabile della glicemia. Il pancreas risponde rilasciando una massiccia dose di insulina per abbassare gli zuccheri nel sangue, provocando una successiva ipoglicemia reattiva. 

La conseguenza è una pesante stanchezza e sonnolenza già verso le 10:00 del mattino, accompagnata da un attacco di fame.

L'errore del pranzo: il sovraccarico di carboidrati raffinati

Il piatto di pasta bianca o il panino consumato di fretta davanti allo schermo del computer sono i diretti responsabili dell'abbiocco pomeridiano

Quando introduciamo una quota eccessiva di carboidrati ad alto indice glicemico a pranzo, il sangue e l'energia dell'organismo vengono massicciamente convogliati verso l'apparato digerente per gestire il carico di zuccheri. 

Il cervello viene temporaneamente "privato" delle sue risorse, scatenando quella sonnolenza e quella mancanza di lucidità che azzerano la produttività pomeridiana.

Secondo la crononutrizione, un pranzo troppo ricco di carboidrati favorisce stanchezza dopo i pasti

La giornata tipo secondo la crononutrizione: come ritrovare la carica

Per sincronizzare nuovamente i tuoi pasti con l'orologio biologico e risvegliare l'energia naturale, puoi seguire questa struttura logica e sequenziale durante la giornata. Molti degli alimenti che trovi indicati, li trovi nel nostro reparto di Alimenti e Bevande.

Come rassicura il dottor Delabois: «Adottare la crononutrizione significa che si mangerà di tutto, con piacere, a condizione che gli alimenti siano buoni, sani, naturali e preparati con semplicità». 

La colazione: energetica e prevalentemente salata

L’ideale è consumarla entro un'ora dal risveglio.

Il mattino è il momento in cui il cortisolo (l'ormone dell'energia) è naturalmente al suo picco. Per assecondarlo, la colazione ideale dovrebbe essere ricca di proteine e grassi buoni, riducendo drasticamente gli zuccheri. 

Ottimi alleati al mattino sono l'avocado, la frutta secca, i semi oleosi o del pane integrale di segale con del burro chiarificato (ghee)

Possono essere indicati anche del formaggio, lo yogurt greco (a cui io aggiungo anche un cucchiaino di questi semi misti), della salsa tahina spalmata sul pane o anche dell’hummus di ceci e altri legumi, se ti piace il salato.

Sono alimenti che contribuiscono a mantenere la glicemia stabile per ore, aiutando anche l’attenzione e la vitalità.

Se preferisci la colazione dolce e fatichi ad abituarti al salato, il mio consiglio è di optare per alimenti naturalmente dolci, come dello yogurt greco da arricchire con frutta secca, o creme 100% di frutta secca senza zuccheri aggiunti. 

Il pranzo: bilanciato e nutriente

L’orario ideale è tra le 12:00 e le 13:30.

Il pranzo deve sostenere il resto della giornata senza appesantire. 

Affinchè sia più bilanciato possibile dovrebbe contenere:

  • una quota di carboidrati complessi e integrali (come riso integrale, quinoa, farro, grano saraceno o altri cereali in chicco),
  • abbinati a proteine nobili (legumi, pesce o uova),
  • e a una generosa porzione di verdure di stagione, preferibilmente amare (cicoria, rucola, radicchio), che stimolano l'attività digestiva del fegato, contribuendo ad evitare l'accumulo di stanchezza fisica e mentale.

La crononutrizione è un metodo di organizzare i pasti secondo la fisiologia del proprio corpo

La cena: leggera e anticipata

L’ideale sarebbe cenare presto, verso le 18, ma dato che per molti non è fattibile, è utile cercare di non andare oltre le 19:30 o le 20:00.

Di sera il corpo si prepara al riposo e la sensibilità all'insulina diminuisce drasticamente. Per questo, la cena deve essere leggera per non disturbare il sonno con una digestione lunga e laboriosa. 

Una piccola quota di carboidrati complessi a cena (come una zuppa di cereali) e di verdure, soprattutto dolci (zucca, cipolla ecc.) favoriscono la produzione di serotonina e melatonina, gli ormoni del rilassamento. 

Inoltre, cenare presto permette al corpo di completare la digestione prima di coricarsi, un’altra accortezza che diminuisce la probabilità di svegliarsi stanchi il mattino successivo.

Nella tabella qui sotto trovi un riassunto degli alimenti consigliati dal dottor Delabos.

Alcuni alimenti che ti suggeriamo: 

I buoni alimenti della crononutrizione…

Gli alimenti principaliGli alimenti aggiuntiviGli alimenti complementariLe bevande
FormaggioGrassi animali e vegetaliPaneAcqua
CarneSalseFarinaceiTe
PesceSpezieGrassi vegetaliCaffè
Frutti di mareCondimentiFrutta e derivati zuccheriniTisane/infusi

…E quando mangiarli

ColazionePranzoMerendaCena
Formaggio/yogurtCarneUna barretta proteicaPesce o frutti di mare o carne bianca
PaneFarinaceiUn frutto oleaginoso (avocado, noci, mandorle, anacardi…)Verdura cotta o cruda o insalata verde
Olio o burroSalse, spezie e condimentiUn frutto o un succo di frutta o purea di fruttaSale spezie e condimenti

Per approfondire i concetti della crononutrizione e cronobiologia, ti suggerisco questi libri: 

Alcuni consigli della naturopata di Macrolibrarsi per partire con il piede giusto

Come sempre quando ci si approccia a nuovi stili, alimentari o di vita che siano, la tendenza è di fare troppo e tutto insieme

Il nostro cervello però mal sopporta le rivoluzioni, e fatica ad adattarsi: è il motivo per cui tendiamo ad abbandonare le nuove abitudini e a non consolidarle. 

Per evitare questo, il mio consiglio è di partire a piccoli passi: se tendi a non fare colazione al mattino, prova a inserire qualche alimento, sperimentando anche cosa ti piace e cosa no fra quelli indicati. 

Attendi 5-6 giorni prima di inserire una nuova abitudine, magari passando a una diversa organizzazione del pranzo.

Anche in questo caso, variare e alternare è la soluzione migliore, piuttosto che limitarsi a pochi alimenti ripetitivi. 

Un altro consiglio che spesso do, è quello di evitare di fare cambiamenti nei periodi di maggiore stress per impegni sul lavoro o nella vita personale. Sono le situazioni in cui è più probabile che vengano abbandonati dopo 1-2 volte. 

Il momento ideale può essere, invece, durante una vacanza, quando puoi adottare strategie diverse che sarà più semplice continuare anche al rientro. A me, ad esempio, ricordano i momenti in cui ero in vacanza, per cui ho più stimolo a continuarli anche a casa.

La flessibilità è una componente importante da non sottovalutare: se un giorno non riesci a cenare presto, scegli almeno alimenti leggeri, come verdure cotte o dei legumi che non ti appesantiscano. 

Una regola d’oro che ho imparato è che le porzioni non sono tutte uguali. Un consiglio che ho sentito dire anche al Prof. Berrino nei suoi webinar è questo vecchio detto, che seguivano i nostri nonni: “colazione da re, pranzo da ricco e cena da povero”.

In sintesi, abbonda con la colazione per poi andare a diminuire le porzioni nei pasti successivi. 

Infine, se hai disturbi di salute, fatichi a organizzarti i pasti o semplicemente hai dei dubbi, rivolgiti a un nutrizionista esperto di crononutrizione, per un piano alimentare bilanciato e adatto alla tua condizione.

Come avere energia e concentrazione con la corretta alimentazione

Alimentazione e rimedi naturali 

A volte cambiare e riallineare l’alimentazione può non essere sufficiente, sopratuttto i primi tempi, se si tende ad avere anche problemi di salute. 

In questi casi, può essere utile affiancare all’alimentazione dei rimedi naturali, capaci di favorire il recupero delle energie. 

Gli integratori e i superfood, infatti, esprimono il loro massimo potenziale solo quando sono inseriti all'interno di un corretto stile di vita e di una routine alimentare equilibrata.

Ecco quelli che solitamente consiglio maggiormente e che trovi nel nostro reparto di Erboristeria e Integratori.

Se il tuo problema principale è...Il rimedio naturale consigliatoCome agisce nell'organismo
La nebbia cerebrale e il crollo al mattinoPiante adattogene (Eleuterococco, Rodiola rosea)Sostengono le ghiandole surrenali, migliorano la resistenza alla fatica e donano lucidità mentale immediata senza causare l'ansia o i picchi tipici della caffeina.
La digestione lenta e la sonnolenza post-pranzoEstratti idroalcolici amari (Carciofo, Tarassaco, Cardo Mariano)Assunti in gocce prima dei pasti, stimolano la produzione di bile e supportano il fegato, rendendo la digestione rapida e prevenendo l'abbiocco pomeridiano.
Il sonno agitato e il risveglio traumaticoMagnesioRilassa il sistema nervoso e muscolare nelle ore serali, favorendo la fase di sonno profondo (quella realmente ristoratrice).

Conclusione

La stanchezza cronica non è una condanna e, molto spesso, non richiede interventi drastici per essere contrastata. Riprendere il controllo del proprio tempo biologico è il primo passo per ritrovare quella vitalità naturale che pensavi di aver smarrito.

Il consiglio è quello di non stravolgere la tua vita dall'oggi al domani, ma di fare un piccolo esperimento per un paio di settimane: prova a cambiare la tua colazione, sostituendo i dolci con una versione proteica e salata, e cerca di anticipare la cena di un'ora. 

E in quelle due settimane, ascolta i segnali del tuo corpo: noterai fin da subito come, una semplice modifica temporale, possa fare differenza per la tua energia quotidiana.

La prossima volta che ti svegli stanco, prima di correre a comprare l’integratore energizzante, chiediti: a che ora ho cenato ieri?, cosa ho mangiato a colazione? Se ti rendi conto di avere ripetuto il modello erroneo, prova ad adottare quello corretto.

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