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Stanchezza surrenale, la dieta può risolvere

  8 mesi fa


Stanchezza surrenale, la dieta può risolvere

Anche un eccesso di stress perdurante nel tempo può esaurire la funzione delle ghiandole surrenali: accade allora di sentirsi davvero a terra. Ecco come sbloccare la situazione. - Estratto dalla rivista "L'Altra Medicina n. 61 - Marzo 2017"

Quante volte ci si è sentiti stanchi e privi di energia senza un motivo apparente? Spesso non si va a fondo sulle ragioni del malessere, ignorando il messaggio di aiuto che il nostro corpo ci sta inviando.

Nel caso di Chiara è stato semplice trovare la motivazione: mi consente di ricordare quei tanti casi in cui non è rilevabile una causa nota del “vuoto” d’energia e gli opportuni accorgimenti, tra cui una corretta alimentazione.

Indice dei contenuti:

Sguardo triste, senza forze e in sovrappeso

Vediamo il caso.

La mia paziente è una giovane donna di 34 anni con problemi di sovrappeso. Si presenta all'appuntamento con un'aria molto sofferente, un'espressione triste e un aspetto molto affaticato. Mi dice subito che nell'ultimo anno ha avuto un incremento ponderale di 20 chilogrammi nonostante una alimentazione, a suo dire, non particolarmente “calorica”. È una cuoca e alla sera lavora in un ristorante.

Come di consueto procedo ad un'analisi della storia clinica della paziente e qui c'è una prima sorpresa: Chiara mi dice, quasi come se questo non fosse un fatto importante, che circa sei mesi prima del nostro incontro ha subito un intervento di asportazione di un surrene perché affetto da neoplasia.

Tutto è diventato difficile

Secondo i medici curanti il surrene residuo, dopo un iniziale periodo di assestamento, era in grado di fornire al corpo di Chiara una prestazione sufficiente per le esigenze giornaliere.

In realtà, valutando i messaggi che il corpo di Chiara inviava apertamente ma anche ascoltando quello che diceva, è sorto il dubbio che Chiara fosse affetta da una insufficienza surrenalica che nemmeno le cure farmacologiche riuscivano a migliorare.

Tra questi indizi, la difficoltà di alzarsi dal letto al mattino (imputata al lavoro serale), la stanchezza diurna che costringeva Chiara a sdraiarsi frequentemente, la difficoltà a gestire i figli piccoli durante la giornata, l'umore “sotto i tacchi”e lo sforzo ogni sera sempre più grande dell'impegno lavorativo.

Dieta da rimettere a posto

La dieta di Chiara non era comunque molto virtuosa.

Al mattino spesso una colazione inesistente: un caffè doppio con abbondante zucchero “per darsi la carica”, poi , ma non di routine, dei biscotti o una brioche confezionata. A pranzo, pasta o riso e un frutto oppure, ma meno di frequente, una bistecca o carne macinata.

Dopo il riposo pomeridiano, irrinunciabile, Chiara iniziava a pasticciare con l'alimentazione, mangiando quello che capitava: pane e formaggio, soprattutto stagionato, oppure un dolce, un gelato o degli snack salati. Al lavoro poteva capitare che assaggiasse i piatti che cucinava e al rientro a casa uno spuntino.

Completava il quadro poca verdura, acqua gassata e, a volte, qualche bibita “rubata” ai figli.

Curiamo la tempistica dei pasti

Chiara aveva bisogno di un correttivo deciso che la aiutasse a superare questo momento di empasse surrenalico e che allo stesso tempo le facesse perdere i troppi chili accumulati. Intanto era importante lavorare sulla tempistica e frequenza dei pasti.

Buona norma è in questi casi non affaticare troppo l'organismo con una digestione laboriosa, evitando lunghi periodi di digiuno tra un pasto e l'altro. A questo proposito la regola da suggerire è quella di frazionare l'alimentazione in piccoli pasti, ad orari regolari, senza mai saltarne uno.

Primo: fare sempre una buona prima colazione perché contribuisce a ristabilire le scorte di energia bruciate nella giornata precedente.

La cena serale non va consumata troppo tardi. Nel caso di Chiara, visto anche il suo impegno lavorativo, la cena è stata fissata alle 18, prima di recarsi al ristorante.

Scegliamo i cibi adatti, evitiamo quelli dannosi

In secondo luogo, in tutti i casi di stanchezza surrenale – compresi quelli dovuti ad un eccesso di stress nel tempo – è opportuno scegliere gli alimenti adatti con proteine ad alto valore biologico, vitamine B, C e tirosina (precursore della dopamina, essenziale per le funzioni cerebrali).

Meglio evitare tutti i cibi ad alta concentrazione di zuccheri, soprattutto quelli di rapido assorbimento, come i dolci confezionati industrialmente, i cereali raffinati (no a pane e pasta di farina bianca), frutta troppo zuccherina (banane, fichi, melone, anguria...), le patate, le bevande alcoliche, quelle troppo ricche di zucchero e quelle eccitanti come il caffè e il tè nero.

Attività fisica e adattogeni

Accanto a una alimentazione più sana, inoltre, è necessario modificare le abitudini di vita: fare un moderato esercizio fisico aerobico giornaliero, come il nuoto o una semplice camminata di mezz'ora oppure un corso di yoga o di stretching. Evitare esercizi pesanti o allenamenti e strapazzi fisici troppo intensi.

Un ultimo consiglio: è possibile aiutare i surreni anche con gli integratori che forniscono un supplemento di energia come il magnesio o adattogeni come la Rodiola rosea, il Ginseng, il Ganoderma lucidum.

Problema superato senza farmaci

Dopo un mese, al controllo, è ritornata una Chiara diversa: per vedere i risultati sono bastati una dieta a basso tenore di zuccheri con una sostanziosa colazione ricca in proteine e grassi “buoni”, piccoli spuntini nel corso della giornata, un'adeguata idratazione (acqua a basso residuo fisso e tisane depurative), una supplementazione con adattogeni e una moderata attività fisica.

La paziente era sorridente, la stretta di mano vigorosa, sentiva di avere più “forze” e soprattutto aveva perso qualche chilo.

Nei mesi successivi lo stato di benessere si è rafforzato e Chiara ha potuto guardare di nuovo con serenità al suo futuro.

Quando i surreni fanno le bizze

L'insufficienza del surrene è una condizione che si può verificare più spesso di quanto comunemente si creda. Devono mettere in allarme sintomi come una stanchezza mattutina con una “messa in moto” molto lenta, stanchezza che ritorna dopo il pranzo, una buona resistenza alla fatica nelle ore serali che può perdurare anche fino alle prime ore del mattino.

A questi si possono associare anche un certo grado di ansia e depressione, una difficile adattabilità alle situazioni stressanti, una riduzione della forza vitale e della libido, la sensazione di “fame” di aria che costringe a fare respiri profondi, spesso un desiderio compulsivo di cibi salati e un incremento ponderale senza modificazioni particolari della dieta.

I due surreni, collocati sopra ai reni, sono due piccole ghiandole indispensabili per la vita in quanto secernono più di 50 ormoni assai importanti.

Entrambe le ghiandole sono dotate di una parte chiamata corticale che secerne ormoni glucocorticoidi dotati di varie funzioni fisiologiche tra cui la regolazione della glicemia e il controllo del deposito dei grassi. La porzione più interna dei surreni, la midollare, rilascia in circolo due ormoni importantissimi come adrenalina e noradrenalina: entrambi agiscono soprattutto aiutando l'organismo ad affrontare un evento stressante improvviso o di breve durata.

Situazioni di stress che perdurano nel tempo portano a un esaurimento funzionale di queste ghiandole e all'instaurarsi della cosiddetta “stanchezza surrenale”.

Esaurimento psicofisico: i cibi da privilegiare

Quali alimenti sono amici del surrene? Li privilegiamo se ci sentiamo stanchi dopo un periodo di stress prolungato.

  • Alimenti integrali come i cereali non raffinati, i legumi, la quinoa, i semi di lino, zucca, girasole e chia.
  • Alimenti con proteine ad elevato valore biologico come il pesce o le carni bianche (senza esagerare).
  • Tante verdure, in particolare quelle a foglia verde.
  • Privilegiare cibi ricchi in vitamine del gruppo B, in particolare la B5, amica del surrene. Quindi funghi, lievito di birra, uova, legumi come le lenticchie e frutta secca.
  • Il surrene ha anche bisogno di vitamina C, presente nei peperoni, frutti di bosco, agrumi, kiwi, rucola, broccoli.
  • È anche importante un'alimentazione ricca dell'aminoacido tirosina. Ricchi in tirosina sono le alghe, la soia, pesci come il merluzzo, l'avena, le carni bianche come coniglio o tacchino, i formaggi stagionati, la frutta secca, i legumi, i semi e l'avocado.
  • Infine una nota dolce: anche la cioccolata ad alto tenore di cacao (almeno 85%) può essere di aiuto nei soggetti con il surrene stanco

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