Shank Prakshalana: la pulizia yoga dell'intestino
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Scopri come questa tecnica tradizionale dello yoga aiuta a depurare l’intestino e favorire benessere e leggerezza
Quando pensiamo allo yoga immaginiamo movimenti lenti, respirazione e rilassamento. Ma alcune pratiche tradizionali hanno uno scopo molto più radicale: pulire letteralmente il corpo dall’interno.
Tra queste Shankha Prakshalana (o anche Shank Prakshalana) è probabilmente una delle più intense e interessanti. È molto apprezzata da chi segue lo yoga tradizionale per la sensazione di leggerezza e pulizia che può lasciare nei giorni successivi. Gli esercizi sono infatti noti per la loro capacità di favorire l’evacuazione e sostenere la funzionalità intestinale, aiutando a contrastare intestino pigro e stitichezza.
L’arrivo della primavera è il periodo migliore per aiutare l’organismo a liberarsi dalle tossine che può avere accumulato in inverno, a causa di uno stile di vita più sedentario e un’alimentazione più calorica.
Shankha Prakshalana: che cos’è e a cosa serve
La pratica di Shanka Prakshalana è un metodo pensato per sostenere l’intestino e non solo. Questa tecnica appartiene alle Shatkarma, le sei pratiche di purificazione dello yoga classico descritte nei testi tradizionali dell’Hatha Yoga.
Il loro scopo è quello di aiutare il corpo a eliminare le tossine accumulate con alimentazione disequilibrata, inquinamento e altri fattori.
Secondo molte tradizioni naturali, la pulizia del corpo è un passaggio importante per sostenere il corretto funzionamento di organi e tessuti. Un corpo intossinato, infatti, può facilitare diversi disturbi di salute, come mal di testa, stitichezza, acne ed eruzioni cutanee, dolori articolari ecc.
Ed è qui che la tecnica di Shankha Prakshalana ci viene in aiuto. Consiste nel bere dell’acqua calda salata a cui vengono abbinate delle sequenze di yoga.
Il termine è composto da due parole:
- Shankha, che significa intestino,
- Prakshalana, che indica la pulizia a fondo.
In realtà attraverso Shankha Prakshalana non si pulisce solo l'intestino, ma tutto il sistema digestivo, a partire dalla bocca fino all'uretra/ano.
L’acqua salata, infatti, circolando nell’intestino favorisce l'eliminazione delle tossine dal tratto intestinale, aiutando a ristabilire il corretto ambiente e impedendo che possano circolare nel resto dell’organismo attraverso il sangue.

Shankha Prakshalana: benefici per intestino e digestione
L’assenza di tossine in eccesso si traduce con diversi benefici per tutto l’organismo.
La pelle, ad esempio, sarà meglio ossigenata e risulterà più morbida, elastica e luminosa.
Anche i problemi digestivi, come iperacidità, flatulenza, mal di stomaco, indigestione possono essere notevolmente migliorati da questa pulizia.
Secondo i testi yoga possono beneficiare di queste sequenze anche sonno e pressione sanguigna.
Shank Prakshalana: come si fa
Gli esercizi di questo metodo devono essere abbinati all'assunzione di acqua salata. Tale soluzione si ottiene unendo 6 grammi di sale grosso per ogni litro di acqua.
Una volta ingerita, grazie alle sequenze di questa tecnica, l’acqua verrà spinta in tutte le sezioni dell’intestino, fino all’espulsione.
La tecnica di Shanka prakshalana si compone di 4 esercizi che devono essere eseguiti uno di seguito all’altro, senza interruzioni.
Come preparare l'acqua salata per Shankha Prakshalana
Per prima cosa bisogna preparare l'acqua salata che va bevuta durante la pratica. Ti occorrono 1 o più litri di acqua bollente (fatta bollire per 5 minuti a fuoco lento) a cui aggiungere 6 grammi di sale marino integrale grosso (lo trovi nel nostro reparto di Alimenti e Bevande) per ogni litro di acqua.
Mescola per far sciogliere il sale; quando non scotta più, bevi un bicchiere di acqua tiepida salata ed esegui i 4 esercizi in successione.
Tutta la pratica va ripetuta 8-10 volte, bevendo un bicchiere di acqua tra una sequenza e l'altra.
Shankha Prakshalana: gli esercizi

Di seguito trovi la descrizione dei quattro esercizi, estratti da Perfeziono lo yoga che trovi nel nostro reparto Libri.
Ricorda che è da svolgere a stomaco vuoto e che il tempo necessario per completarla è di circa 2 ore e 30: è importante eseguirla in un giorno della settimana in cui non hai impegni o fretta di uscire di casa.
Primo esercizio
Inizia restando in piedi, con le gambe divaricate a una distanza di circa 30 cm. Tieni le dita delle mani intrecciate e i palmi rivolti verso l'alto, la schiena diritta e respira normalmente.
Inclina il busto senza girarlo, prima verso sinistra e poi verso destra, senza fermarti. Ripeti 4 volte questo doppio movimento di inclinazioni alternate a destra e a sinistra per un totale di 8 volte e impiegando in tutto 10 secondi circa.
Questi movimenti aiutano ad aprire il piloro, il muscolo che separa lo stomaco inferiore dall’intestino tenue. Durante ogni inclinazione una parte di acqua lascia lo stomaco, scendendo verso il duodeno e l'intestino tenue.
Secondo esercizio
Questo esercizio aiuta a far scorrere l'acqua verso l'intestino tenue.
In piedi, con le gambe divaricate distendi il braccio destro orizzontalmente e piega quello sinistro fino a toccare la clavicola destra con l'indice e il pollice.
Ruota il tronco portando il braccio disteso indietro, il più lontano possibile; guarda la punta delle dita. Non fermarti nella posizione acquisita, ma ritorna subito in quella iniziale ed esegui il movimento dal lato opposto.
Ripeti questo doppio movimento per 4 volte, anche in questo caso impiegando 10 secondi in totale.
Terzo esercizio
Ora passiamo alla posizione del Cobra, per permettere all'acqua di proseguire nell'intestino tenue.
Solo le dita dei piedi e i palmi delle mani toccano terra; le cosce e il bacino rimangono sospesi. I piedi sono divaricati di circa 30 cm (questo particolare è molto importante).
Quando sei in posizione corretta, gira la testa, le spalle e il tronco in modo da poter vedere il tallone opposto rispetto all'angolo di visuale (quindi se inizi da destra, guarda il tallone sinistro e viceversa).
Non fermarti, ma ritorna subito nella posizione iniziale e ricomincia dall'altra parte. Ripeti 4 volte il doppio movimento per la durata totale di 10-15 secondi.
Quarto esercizio
L'acqua, che ormai ha raggiunto l'intestino tenue, può proseguire nel colon grazie a questo quarto e ultimo esercizio.
Per eseguire la posizione iniziale:
- accovacciati, tieni i piedi distanti a circa 30 cm l'uno dall'altro, i talloni toccano l'esterno delle cosce e non i glutei; le mani appoggiate sulle ginocchia che sono divaricate di circa 50 cm;
- ruota il tronco, poggiando il ginocchio sinistro a terra, dinanzi al piede destro.
Con le mani spingi alternativamente la coscia destra in basso verso sinistra e la coscia sinistra in basso verso destra in modo da comprimere la metà dell'addome e quindi del colon. Volta la testa indietro per aumentare la torsione del tronco e per accrescere la pressione sull'addome.
Mentre per gli esercizi precedenti non è importante iniziare dalla parte sinistra o da quella destra, per questo esercizio è consigliato comprimere prima la parte destra dell'addome per agire sul colon.
Come tutti i precedenti esercizi, anche questo deve essere eseguito 4 volte, per una durata di circa 15 secondi.
Con questi esercizi l'acqua scorrerà dallo stomaco all'intestino, fino all'ano.
Dal sesto bicchiere di acqua, in genere parte lo stimolo della defecazione. Questo è un ottimo segno: vuol dire che le posizioni sono state svolte correttamente. Dopo la prima scarica è importante continuare a bere fino a 12-15 bicchieri, eseguendo l’esercizio completo, per poter svuotare totalmente l'intestino.
Al termine, ti consigliamo di bere 2 bicchieri di acqua non salata e di cercare di riposare: è importante anche non fare sforzi fisici. Potresti sentire un po' di stanchezza dopo la pratica, ma nei giorni successivi potrai notare i benefici.
Infine, nelle ore successive, consigliamo di mangiare un po' di riso, senza sale, condito con un po' di burro ghee.
Alcune indicazioni utili
Di seguito trovi alcune indicazioni e consigli su alimentazione e stile di vita, che dovresti tenere a mente.
Alimetazione
Nelle 2-3 settimane successive la pratica preferisci cibi facilmente digeribili, per non sovraffaticare l’intestino.
La prima settimana evita latte, latticini e formaggio, frutta e verdura crude, tè nero e caffè.
Per 20 giorni evita i cibi che causano flatulenza e gonfiore come fagioli, cavolfiori, cavoli, aglio, cipolle, spezie piccanti e bevande gassate. Per almeno 40 giorni evita di mangiare carne, pesce, uova e alcol, privilegiando un’alimentazione vegetariana.
Per stimolare la peristalsi intestinale, ti consigliamo di chiedere al tuo insegnante di yoga delle sequenze che possano aiutarti a contrastare la stitichezza.
Tieni a mente che è normale non avere evacuazioni per 2 o 3 giorni dopo la pratica. Nelle prime ore del mattino dei cinque giorni successivi, consigliamo di bere acqua tiepida non salata (da quattro a cinque bicchieri) e, dopo ogni bicchiere, di eseguire gli stessi esercizi di Shankha Prakshalana.

Quando praticare Shankha Prakshalana
Molti praticanti di yoga scelgono di eseguire questa tecnica nei cambi di stagione, in particolare all’inizio della primavera, quando il corpo sente il bisogno di depurarsi e ritrovare energia dopo i mesi invernali.
In generale non è una pratica da eseguire frequentemente: proprio per la sua intensità viene svolta solo occasionalmente (non più di 3-4 volte l'anno) e preferibilmente sotto la guida di un insegnante esperto.
Controindicazioni
Come ogni pratica importante anche Shankha Prakshalana può avere delle controindicazioni.
Infatti è sconsigliata in casi di:
- ulcera gastrica acuta, dissenteria acuta e altre malattie acute del tratto digestivo,
- tubercolosi,
- tumore all'intestino,
- periodo mestruale, gravidanza e allattamento,
- diabete,
- attacchi di cuore.
Se affrontata con consapevolezza e con la guida di un insegnante esperto, Shankha Prakshalana può diventare un’occasione per ascoltare il proprio corpo e accompagnarlo in un processo di rinnovamento e leggerezza.
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