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Quando la pelle fa i capricci. Rimedi naturali per l’acne

  9 mesi fa


Quando la pelle fa i capricci. Rimedi naturali per l’acne

Tre modalità di intervento a base di erbe. Bardana, Echinacea e, per uso topico, Tea tree & co. - Estratto dalla rivista "L'Altra Medicina n. 61 - Marzo 2017"

Durante la pubertà, ben l’80% degli adolescenti deve fare i conti con l’acne, disturbo della pelle caratterizzato principalmente dalla presenza di foruncoli che tendono a “invadere” il volto, la parte superiore del torace, le spalle e la schiena.

La fitoterapia fornisce una risposta (non sempre sufficiente nei casi più seri) più sicura rispetto ai farmaci.

Indice dei contenuti:

Perché questi foruncoli?

La causa principale – per l'adolescente – risiede nell'aumento della secrezione delle ghiandole sebacee e della proliferazione dei cheratinociti, cellule presenti sull'epidermide, che vengono stimolate dall'aumento dei livelli ormonali e, nello specifico, dagli androgeni.

Ma l'acne può interessare anche il soggetto adulto e riconoscere cause diverse. Tra i fattori scatenanti più comuni l'assunzione di farmaci, come i corticosteroidi, l'uso di cosmetici non appropriati oppure alterazioni del metabolismo ormonale nella donna (ciclo mestruale, ovaio micropolicistico, gravidanza). Il tutto è spesso aggravato da stress e stati d'ansia.

Le zone del viso colpite nell'adulto sono leggermente diverse (parte bassa, mento) ma sono coinvolti anche collo e spalle.

Primo: depurare il sangue

Per favorire il processo di normalizzazione della pelle è essenziale agire sul metabolismo in generale e sugli eventuali disordini epatici e intestinali, che finiscono inevitabilmente per riflettersi – con estrema facilità – a livello cutaneo. Un buon drenaggio, realizzato in modo corretto, oltre a favorire l'eliminazione delle scorie tossiche prodotte dall'organismo, potenzia la funzionalità del fegato, aumenta la secrezione biliare, il transito intestinale e la diuresi.

Proprio in quest'ottica, quando si pensa a una terapia naturale per l'acne, sicuramente la radice di Bardana (Arctium lappa L., Compositae) rappresenta – per la sua azione mirata sulla cute – un rimedio di “prima scelta”: si tratta di una pianta erbacea annuale, tipica dei luoghi incolti, dalle lunghe foglie rivestite da peluria biancastra sulla pagina inferiore. I fiori, di colore porpora, hanno forma singolare, del tutto simile a una versione in miniatura dei ben più noti fiori del cardo.

Bardana, pianta amica della cute

Utilizzata per la cura di numerose dermatopatie, questa pianta è nota da secoli per la sua azione depurativa e disintossicante. Ma non solo.

Oltre ad esercitare una valida azione antiossidante, importante sarebbe il ruolo svolto da alcuni principi attivi della pianta, gli acidi caffeilchinici, capaci di proteggere elementi importanti per la pelle quali il collagene e di inibire la “ialuronidasi”, un enzima responsabile di molti dei danni ai tessuti osservabili in caso di acne e dermatite seborroica.

Grazie infine alla stimolazione delle ghiandole sudorifere viene favorita l'eliminazione dei residui della degenerazione cutanea che determinano la formazione dei punti neri e dei comedoni

Come si usa

Se ne utilizza la radice, da assumere in forma di estratti in capsule o in gocce: per l'estratto in capsule è bene attenersi alle dosi indicate dall'azienda produttrice sulla confezione, per le gocce di tintura madre la dose è di 40-50 gocce in poca acqua per 2 volte al giorno, lontano dai pasti.

Anche in decotto: Il decotto di Bardana si prepara utilizzando un cucchiaino e mezzo di radice tagliata per una tazza d'acqua, lasciando poi bollire per qualche minuto e mescolando di tanto in tanto. Dopo aver fatto riposare per almeno 20 minuti, si filtra e si consuma per 2-3 volte al giorno.

Qualche cautela: per quanto la Bardana sia una pianta dotata di estrema tollerabilità, alcuni autori non escludono la possibilità che la pianta possa agire sulla muscolatura uterina, rendendo così sconsigliabile il suo uso in caso di gravidanza.

Secondo: immunostimolare con l'Echinacea

Altro aspetto frequentemente trascurato nella cura di questa patologia è la necessità di fornire all'organismo un potenziamento delle difese immunitarie, che permette sia di ristabilire una buona funzionalità del sistema immunitario – spesso provato da lunghe terapie antibiotiche (usate contro l'acne) – sia di stimolare la reattività alle infezioni, incluse quelle tipiche dell'acne.

Tra gli “immunostimolanti” naturali, la radice di Echinacea rappresenta sicuramente la più indicata perché associa, alle sue ben note proprietà stimolanti sul sistema immunitario, una buona attività antinfiammatoria e antibatterica.

Grazie all'Echinacea, la pelle presenta una maggiore capacità di limitare la diffusione dei germi e delle altre sostanze estranee dannose, che rimangono localizzate nel punto in cui è avvenuta la lesione acneica. Inoltre, viene favorito l'accumulo di sostanze fondamentali (mucopolisaccaridi) per la rigenerazione e la riparazione dei tessuti.

Come si usa

  • Tintura madre, alla dose di 30-45 gocce, per due volte al giorno (ad es. ore 8-18), in poca acqua lontano dai pasti.
  • Estratto secco, a una dose tale (3-4 capsule circa) da assicurare l'assunzione quotidiana di almeno 12 mg di principi attivi (echinacoside).
  • Per il decotto si utilizza un grammo di Echinacea, essiccata e sminuzzata, per ogni tazza d'acqua (150 ml) facendo bollire per 5 minuti a fiamma bassa e lasciando poi altri 10 minuti in infusione a fiamma spenta prima di filtrare. Si consiglia l'assunzione di 1-2 tazze al giorno.

Molto importante, con l'Echinacea, è la costanza nel trattamento e il corretto svolgimento dei cicli di cura, che possono essere realizzati proseguendo il primo trattamento per almeno 4-6 settimane e facendo poi seguire un intervallo di 2-3 settimane. Si riprende quindi per altri cicli di due settimane alternati a tre settimane di pausa.

Si possono eseguire 2-3 cicli annuali o intraprendere il trattamento al bisogno.

Terzo: terapia locale

L'obiettivo principale della terapia locale dell'acne è il controllo dell'infezione batterica che caratterizza le pustole acneiche e le aree circostanti a queste ultime: in modo analogo alla terapia farmacologica, anche la fitoterapia mira principalmente a un'azione antimicrobica locale avvalendosi di principi attivi vegetali dalla spiccata azione antibiotica e antibatterica.

Si tratta soprattutto di oli essenziali, come quello di Malaleuca (Tea tree oil), di Lavanda o di sostanze note per la loro efficacia antinfiammatoria e antimicrobica come la Propoli, capace di arginare non solo lo sviluppo dell'infezione, ma di contribuire a calmare e disinfiammare la pelle irritata. Anche per applicazioni locali la Bardana è un ottimo rimedio purificante e antibatterico, frequentemente associata a piante come la Calendula – dotata di attività antisettica, cicatrizzante ed antinfiammatoria – o all'olio di Iperico che ripristina l'epidermide lesionata.

Come si usa

  • La Propoli può essere applicata in crema o pomata, facilmente reperibile in commercio.
  • Il Tea tree oil (olio essenziale di Melaleuca alternifolia) si può applicare puro sui foruncoli con l'aiuto di un bastoncino cotonato. Le toccate andranno eseguite con costanza per due volte al giorno, mattina e sera, dopo aver adeguatamente pulito la pelle con un prodotto delicato.
  • In alternativa al Tea tree oil, il cui aroma può non incontrare il favore di tutti, seguendo la stessa modalità di applicazione è possibile ricorrere all'olio essenziale di Lavanda.
  • La Calendula può essere applicata in forma di impacco, da preparare diluendo una parte di tintura madre in 4 parti d'acqua.
  • In alternativa è possibile preparare un infuso a base di sommità di Calendula (1 cucchiaino) e foglie di Salvia (1 cucchiaino) in circa 200 ml di acqua bollente. Si lascia in infusione 20 minuti prima di filtrare e – dopo aver fatto freddare – si applica l'infuso in impacco imbevendo compresse di garza di cotone e lasciando in posa sulle zone da trattare per 10-15 minuti.

L'angolo della tisana

Gli infusi e le tisane costituiscono ancora oggi non solo una forma “classica” di assunzione dei rimedi naturali, ma rappresentano un supporto sinergico ed efficace alla terapia di fondo. Nel caso dell'acne, una miscela classica per tisana prevede l'uso di:

  • 25 g di Piantaggine foglie
  • 35 g di Bardana radice
  • 30 g di Tarassaco radice
  • 10 g di Finocchio semi.

Una volta preparata la miscela ne utilizza un cucchiaio da tavola per circa mezzo litro d'acqua bollente, che andrà versata sulle erbe, lasciando poi riposare per 15 minuti prima di filtrare. L'infuso potrà essere quindi consumato durante l'intera giornata.

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