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Quando la dipendenza da cellulari diventa dannosa

di Romina Rossi 4 mesi fa


Quando la dipendenza da cellulari diventa dannosa

Cos'è il phubbing e quali sono i rimedi naturali per riappropriarci della nostra vita e non farci assorbire da quella virtuale

Che il cellulare fosse uno strumento tecnologico controverso lo si sa da un pezzo. La sua relazione con le malattie cerebrali e tumorali sono ormai note.

Ora però arriva un altro allarme preoccupante che rischia di peggiorare la nostra vita e la nostra salute. Si tratta della dipendenza da internet e dai cellulari.

Vediamo come fare per risolvere questa epidemia tecnologica che sta diventando dilagante.

Indice dei contenuti:

Phubbing: quando il cellulare ci distoglie dalla vita reale

Vi è mai capitato di essere con un amico al bar o al ristorante, chiacchierare del più e del meno e avere la sensazione di parlare al vento? Perché mentre voi parlate il vostro amico non riesce a staccare il naso dal cellulare.

E che dire di quelle coppie sedute l’una di fronte all'altra al ristorante, o peggio fianco a fianco a una festa di paese, con entrambi i partner persi dentro al loro smarthphone senza rivolgersi parola?

Sarà che sono una solitaria per natura e quando decido di vedere gli amici cerco di dedicare loro tutta la mia attenzione, che quando vedo coppie o gruppi di amici che non comunicano ma che scorrono freneticamente il dito sul display senza accorgersi di ciò che succede intorno a loro, rimango sempre turbata.

Eppure si tratta di un fenomeno crescente. E sta diventando talmente popolare, purtroppo, da aver già trovato un nome, manco a dirlo, di derivazione anglosassone. Questo fenomeno prende il nome di phubbing. La parola deriva dall’abbreviazione di phone (cellulare) e snubbing (ignorare, ma anche mancare di rispetto).

In pratica, il phubbing è la tendenza a trascurare la persona con cui siamo impegnati una certa relazione sociale (amici, partner, parenti, colleghi di lavoro…) per controllare compulsivamente il cellulare.

Uno sguardo al cellulare è normale, perché tutti ormai abbiamo il nostro profilo Facebook, Instagram, Twitter e non so che altre identità virtuali. E tutti li controlliamo almeno una volta al giorno, anzi di più. Secondo le statistiche, infatti, controlliamo il cellulare almeno 150 volte al giorno, ciò significa una volta ogni 5-6 minuti. Così facendo, però, rischiamo di creare una dipendenza dai social, che non è per nulla benefica. 

Perché pur essendo un fenomeno relativamente recente, la dipendenza dalle tecnologie ha effetti negativi sulla nostra salute e la scienza lo sta già dimostrando. La prima e più immediata conseguenza è un peggioramento dei rapporti sociali e della qualità della vita stessa.

Uno studio americano il cui titolo è quantomeno esplicativo – che si può tradurre grossomodo: "La mia vita è diventata la principale distrazione dal mio cellulare" – mette in evidenza che, su un campione di 145 persone intervistate, quasi il 60% di esse ha problemi all’interno della coppia a causa del phubbing. Non ci si sente considerati abbastanza, sensazione che può sfociare in qualcosa di più grave.

Quali sono i principali fattori che creano la dipendenza da cellulare

Il phubbing si manifesta quando c'è una dipendenza che riguarda:

  • il cellulare,
  • i messaggi su wazzup o altre app,
  • i social media,
  • internet.

Secondo uno studio del 2008, la dipendenza da internet e smartphone sarebbero collegati, paradossalmente, alla paura di essere esclusi e alla perdita di auto-controllo.

Se per molti il phubbing può sembrare un aspetto della nostra moderna vita tecnologica, gli studi stanno dimostrando che invece si tratta di un’abitudine per niente salutare, e non solo per le relazioni.

I rischi del phubbing

Vediamo i principali effetti collaterali, oltre a quelli già noti di avere per buona parte del giorno, un telefono vicino a noi.

Uccide le relazioni

Sembra un paradosso: la funzione dei social è quella di tenerci legati al resto del mondo, agli amici di infanzia che non vediamo da allora o  a qualche conoscente che si è trasferito dall’altra parte del mondo. Eppure, la dipendenza da social e il conseguente phubbing non fanno che peggiorare la qualità dei rapporti con le persone con cui dovremmo relazionarci quotidianamente, dai genitori, ai figli, al partner, al collega di lavoro.

Vedere l’altro costantemente con il naso dentro al cellulare, che ci ignora e non ci ascolta è anche fonte di stress. Quando due persone sono insieme e una delle e due, o peggio entrambe, scelgono di interagire con il proprio telefonino piuttosto che con l’altro, possono emergere sentimenti di disconnessione, rabbia, e risentimento. E se si tratta di un problema cronico, la coppia potrebbe non sopravvivere alla dipendenza. 

Se la coppia fa phubbing anche quando è insieme può essere segno che si celano sentimenti di insoddisfazione sia verso la coppia che verso la propria vita. Di solito chi si sente non abbastanza apprezzato o considerato è più incline a sviluppare depressione. 

Gli studi dimostrano anche che le persone che soffrono di ansia sono più soggette ad avere una dipendenza da cellulare.

Danneggia la salute mentale

Qualche mese fa il “Journal of Applied Social Psycology” ha pubblicato uno studio sugli effetti collaterali del phubbing sui rapporti sociali. Ai partecipanti è stato mostrato un cartone animato di 3 minuti in cui dovevano immaginarsi coinvolti in una conversazione con un’altra persona. Durante la conversazione, l’altra persona poteva fare phubbing per tutto il tempo, per parte della conversazione o per niente. Dai risultati è emerso che il phubbing minaccia 4 dei bisogni fondamentali delle persone:

  • autostima,
  • senso di appartenenza,
  • controllo,
  • scopo della vita.

Aumenta il senso di solitudine

La paura della solitudine è uno dei principali motivi che spingono alla dipendenza allo smartphone. Allo stesso tempo, però, la relazione costante con il mondo virtuale ci taglia fuori dai rapporti veri e umani. E crea quella solitudine da cui si cerca di scappare a ogni costo.

La solitudine può portare più facilmente a obesità e morte. Ed è nel momento in cui ci si sente più soli e isolati che si ricorre alla compagnia del cellulare. Come in un circolo vizioso. 

Crea effetti negativi sulla salute fisica, mentale e cerebrale nei giovani

Purtroppo questi effetti non riguardano solo gli adulti. Ma si ripercuotono anche sui giovani. 

In India, uno studio portato avanti con la collaborazione con l’Università della Polonia su 400 ragazzi adolescenti durato 6 mesi ha messo in evidenza che la dipendenza e l’alienazione causata dal phubbing ha serie conseguenze sulla loro salute mentale, fisica e sociale. E hanno confermato che possono portare più facilmente a insorgenza di stress e depressione.

Dipendenza da cellulare: i sintomi principali

Come si fa a capire se si è affetti da dipendenza tecnologica? Ecco i principali segni:

  • guardare costantemente la cellulare mentre qualcun altro ti sta parlando;
  • prendere e controllare il cellulare nel bel mezzo di un contesto sociale, sia esso una cena fra amici, un’uscita insieme ecc.;
  • controllare continuamente il cellulare;
  • tenere sempre il cellulare a portata di mano e soprattutto ben in vista;
  • usare il cellulare o altre tecnologie a letto.

Combattere la dipendenza da cellulare in maniera naturale

Una volta che abbiamo capito di avere un problema con il cellulare, come si può fare per tornare a godersi la vita vera?

Al di là di provare a lasciare il telefono a casa quando usciamo con gli amici, oppure a imporci di non guardarlo mentre siamo impegnati in una conversazione, possiamo cercare di capire cosa ci spinge a passare più tempo online piuttosto che a vivere la vita. E usare dei rimedi naturali che possono cambiare o agire sulle paure che si celano sotto a questo comportamento.

Fra i rimedi floriterapici di Bach possiamo ricorrere a Agrimony unito a Larch o a Pine per vincere la dipendenza. Insieme aiutano anche a ritrovare la fiducia in se stessi. 

Fra i fiori australiani Bottlebrush unito a Boronia aiutano a spezzare il comportamento che spingono alla dipendenza.

Monga Waratah permette invece di trovare la forza interiore per liberarci dalla dipendenza. E di rafforzare il carattere e aumentare l’autostima.

Il californiano Milkweed dona responsabilità e autonomia, e agisce su tutti i tipi di dipendenza. 

Per la difficoltà di instaurare rapporti con gli altri e di socializzare, viene in aiuto Mallow. Agisce sulla paura di non piacere e sulle insicurezze.

Se la dipendenza è causata dall'insoddisfazione per la propria vita, che si trova noiosa, poco interessante o dalla mancanza di uno scopo, si può ricorrere a Wild Oat, o a Silver Princess.

Se cerchi un rimedio già pronto puoi provare con Freedom Essence, che aiuta a liberarsi dall’attaccamento eccessivo a persone, cose o atteggiamenti. E permette di ritrovare la propria libertà.

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Quando hai bisogno di staccarti da Facebook o qualche altro social o semplicemente riporre il cellulare e tornare alla vita reale, prova a fare una miscela con gli oli essenziali di eucalipto, menta piperita e rosmarino.

Il loro profumo intenso ti aiuterà ad essere presente “qui ed ora”. Mettine qualche goccia in un diffusore oppure in un fazzoletto e poi aspira il profumo. Ti accorgerai che la vita, quella vera, fuori da Facebook, non ha paragoni!

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