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Quando creatività fa rima con felicità e benessere

di Romina Rossi 5 mesi fa


Quando creatività fa rima con felicità e benessere

Scopri perché l'arte di creare con le mani aiuta a curare lo spirito

Vi è mai capitato di fare o costruire qualcosa con le vostre mani? Vi ricordate come vi siete sentiti una volta finito? Probabilmente fieri di voi stessi, ma anche più rilassati, ottimisti e di umore migliore. Solo una coincidenza? Se pensate che la felicità e la cura del nostro spirito non abbiano nulla a che fare con la creatività, questo articolo vi farà ricredere e cambiare il vostro punto di vista sulla craftfulness o creatività manuale.

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Indice dei contenuti:

Gli hobby: un’attività per riconnetterci con il mondo naturale

Al giorno d’oggi siamo abituati a pensare agli hobby come a un passatempo: i più indaffarati e lanciati alla conquista di una carriera lavorativa possono perfino ritenerli delle perdite di tempo. Invece, non c’è nulla di più sbagliato di questa visione limitante: non solo dovremmo avere tutti un hobby, ma dovremmo averne uno che ci permette di usare… le mani in maniera creativa.

Gli hobby sono nati in seguito allo sviluppo della Rivoluzione industriale, che portò l’uomo a lavorare per ore e ore senza sosta in una catena di montaggio che non poteva fermarsi per il bene dell’industrializzazione. Sradicato dalle campagne e dall’ambiente naturale e catapultato dentro a una fabbrica di cemento in mezzo a ciminiere e altro cemento, le generazioni moderne si sono sentite sempre più alienate e disconnesse dalla natura, di cui, fino a quel momento, erano state parte.

Ridotto così, preda di un lavoro che non forniva alcuna soddisfazione o beneficio, l’uomo di fine Ottocento aveva bisogno di qualcosa che lo riconnettesse con il mondo reale, gli desse una forma di svago e di fuga momentanea da una realtà troppo alienante. A questo scopo si sono diffuse le associazioni che promuovevano il lavoro creativo nel tempo libero.

Oggi non va tanto meglio: abbiamo ottenuto maggiori diritti e ritmi di lavoro meno estenuanti, ma quel distacco dalla natura, che dovrebbe essere il nostro elemento naturale in cui ci riconnettiamo, crea disagi, disturbi e malattie.

E se la causa di questa alienazione fosse da cercare anche nel fatto che non siamo più in grado di lavorare con le mani?

Fare è guarire

Fare le cose con le mani è una forma di lavoro ancestrale che ci ha permesso di sopravvivere: i nostri antenati dovevano costruirsi il rifugio per la notte e per ripararsi dagli animali feroci, dovevano costruirsi gli attrezzi che servivano per lavorare la terra e anche le trappole per procurarsi il cibo. Vestiti, biancheria per la casa e tutto quello che poteva essere cucito o tessuto era fatto in casa. Quello che apparentemente potrebbe sembrare solo come un faticoso lavoro manuale, in realtà richiede complessi processi di pensiero.

Da una indagine portata avanti dalla neurobiologa Kelly Lambert è emerso che da quando abbiamo smesso di fare con le mani siamo anche più inclini a soffrire di depressione. La vita quotidiana dei nostri nonni era molto più dura della nostra, eppure l’incidenza della depressione era dieci volte minore rispetto a quella sofferta da chi è nato dopo gli anni Sessanta.

Secondo la Lambert la causa di questa tendenza negativa è da ricercare nello stile di vita molto meno faticoso di un tempo. La fatica fisica infatti influenza il benessere. Il lavoro fisico non produce solo una sensazione di benessere emotivo quando vediamo i risultati dei nostri sforzi, ma ci fa anche sentire più in controllo e ci aiuta a costruire la resilienza per far fronte alle malattie mentali, come la depressione.

Si innesca infatti un meccanismo di ricompensa che ci fa sentire meglio: tale sensazione viene amplificata se all’attività fisica uniamo anche quella mentale. Ne deriva un benessere che ci rende più in grado di rispondere alle sfide della vita.

Con questo non si vuole dire che bisogna tornare tutti a lavorare nelle miniere, né rinnegare le comodità che abbiamo ottenuto – come ad esempio la lavatrice – ma il fatto che oggi usiamo sempre meno le nostre mani – abbiamo ormai sostituito tutto, perfino lo scrivere una lettera a mano con un SMS o un messaggio vocale – non fa che renderci vulnerabili ed esporci maggiormente ai problemi di salute.

Privilegiare un’attività manuale, anche solo per hobby e non per sopravvivenza, fa sì che il nostro cervello possa innescare quei meccanismi descritti poco sopra, permettendoci di restare più in salute. Infatti pensare a un problema che ci affligge mentre si svolge un lavoro manuale che abbia uno scopo utile, come pulire, rammendare o anche dipingere, equivale a prendere una dose di vitamine per il nostro organismo.

E la buona notizia è che non bisogna essere dei Michelangelo per poter fare attività creativa manuale.

La creatività a portata di tutti

Quando si pensa alla creatività si tende a pensare che sia una qualità riservata solo a pochi, agli artisti, a coloro che hanno un dono e che sanno trasformare qualcosa di anonimo in un’opera d’arte. In realtà la creatività è alla portata di tutti: ognuno di noi può essere creativo.

La creatività infatti è intrinseca alla natura umana: la capacità dell’homo sapiens di immaginare, pensare e trasferire il pensiero in forma simbolica attraverso il linguaggio, la scrittura e l’arte ci distingue da tutte le altre specie. E nel corso del nostro percorso evolutivo abbiamo imparato a usare le mani per creare oggetti, che esprimessero i nostri pensieri e le nostre emozioni.

In diversi studi ci si riferisce alla creatività manuale come a un antidepressivo originale, in grado di alleviare ansia, stress e depressione. Inoltre, quando si crea con le mani e si lascia libera la mente di vagare, ci sono maggiori possibilità che essa attinga al grande patrimonio di pensieri inconsci e venga in contatto con il nostro vero Sé. E questo incontro può portare a vere e proprie illuminazioni, intuizioni, a momenti di profonda comprensione e di intense emozioni.

La creatività, soprattutto manuale, diventa una tecnica terapeutica – il termine inglese è craftfulness – che è in grado di:

  • stimolare il benessere attraverso un approccio terapeutico,
  • nutrire l’immaginazione,
  • lasciare spazio alla fantasia.

Spesso il timore delle persone è quello di essere negate per le attività manuali, motivo per cui non si cimentano minimamente in alcuna attività. In realtà, per creatività manuale si intende tutto ciò che permette di sentirci soddisfatti e ci fa stare bene. In questo senso va bene tutto: dall’uncinetto, al disegno, alla scrittura a mano, alla creazione di ceramiche, al giardinaggio.

La parola d’ordine deve essere piacere: di fare, di progettare, di realizzare. Non sempre può essere facile realizzare qualcosa, ma l’importante è che non crei stress, malcontento o disagio.

Mettere in pratica la craftfulness: 5 consigli per cominciare

“Non ho tempo per gli hobby”, “Non sono portato per i lavori manuali”, “Non ho l’ispirazione”, “Non trovo un’attività manuale che mi piaccia”, “Non ho la pazienza per i lavori manuali”: sono alcune delle frasi che si sentono dire quando si parla di mettere in pratica una qualche attività manuale. Ma più che giustificazioni, hanno l’aria di essere scuse belle e buone per non provarci nemmeno. Ecco quindi qualche consiglio per non procrastinare e cominciare a mettere in pratica la manualità oggi, che si traduce con benessere domani.

  1. Entrate nel flusso. Un trucco per realizzare i propri lavori creativi è quello di entrare nel flusso e lasciarsi trasportare da esso: il flusso è uno stato di completa concentrazione su ciò che si sta facendo che permette di provare un profondo senso di appagamento. Questo stato è tipico dei bambini che giocano e che sono completamente presi da ciò che stanno facendo da non sentire, ad esempio, gli adulti che li stanno chiamando. Non hanno tempo per fare altro e non hanno distrazioni di alcun tipo. Dovremmo non solo prendere esempio da loro, ma tornare bambini a nostra volta grazie a un’attività che ci dà soddisfazione.
  2. Amate l’imperfezione. Un altro segreto per trovare piacere in ciò che si fa è quello di non cercare la perfezione a tutti i costi: se guardate le opere manuali di artisti e artigiani vi renderete conto che sono stupende e perfette nella loro imperfezione.
  3. Abbiate fiducia in voi stessi. E se siete fra coloro che non hanno fiducia nelle proprie capacità e che pensano di non essere in grado di realizzare alcunché, il consiglio è quello di darvi una possibilità e credere in voi stessi. Non solo rimarrete sorpresi di quello che potete fare, ma ne guadagnerete in autostima.
  4. Uscite dalla routine. Uscire dalla routine – la nostra comfort zone – fa paura, per cui spesso si rinuncia a fare cose nuove. Ma dare una scossa alla routine permette di liberare la creatività e fare nuove esperienze che, a loro volta, ci provocano nuovi cambiamenti verso una realtà migliore. Il cervello infatti ama le novità e un modo per stimolarlo potrebbe essere proprio quello di inserire nella nostra attività giornaliera delle sfide nuove, come ad esempio visitare una mostra in pausa pranzo o scrivere una poesia o fare un disegno.
  5. Agite di pancia e non di cervello. Se una cosa vi piace, fatela. Non state a rimuginarci su, non procrastinate e non tergiversate. Se vi fa stare bene, avete la conferma che è una attività creativa alla vostra portata. Ascoltate le emozioni e le sensazioni che emergono mentre siete immersi nella vostra attività manuale: se provate piacere, benessere, appagamento, serenità, calma e gioia significa che avete trovato l’attività creativa che fa per voi. E che la craftfulness è davvero potente e ha apportato benefici alla vostra vita. Perché come sosteneva Edward Bach, l’ideatore dei fiori di Bach, se una cosa ci viene facile, significa che è ciò che siamo destinati a fare. E che ci permette di restare in salute, perché siamo sintonizzati con la nostra Guida interiore e siamo sul cammino per realizzare lo Scopo della nostra vita.

E, dunque, siete ancora con le mani in mano? È giunto il momento di metterle all’opera!

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