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Qual è la vostra colonna sonora?

di Julia Cameron 1 mese fa


Qual è la vostra colonna sonora?

Leggi un estratto da "La Via dell'Ascolto" di Julia Cameron per scoprire l'importanza di ascoltare l'ambiente che ti circonda

La via dell'ascolto ci porta a sintonizzarci su ciò che ci circonda. Il suo primo strumento si concentra su ciò che sentiamo intorno a noi.

Prendiamoci il tempo necessario per studiare il nostro ambiente sonoro. È rassicurante o stridente? Rumoroso o delicato? Nel sintonizzarci sui suoni intorno a noi, annotiamo ciò che vorremmo cambiare.

Stai leggendo un estratto da:

La Via dell'Ascolto

Come liberare il potere creativo dell'attenzione

Julia Cameron

Questo libro è una guida che invita il lettore ad ascoltare con maggiore attenzione e in modo sempre più profondo. Quando ascoltiamo, prestiamo attenzione, e l’attenzione ha sempre un effetto terapeutico. La via dell’ascolto sviluppa...

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Siamo creature abitudinarie, in grado di adattarsi anche a cose decisamente sgradevoli. Magari abbiamo una sveglia che attrae la nostra attenzione emettendo un suono stridulo. Basterebbe una rapida visita a un negozio per acquistarne una con una suoneria più piacevole, ma ci diciamo che avere una sveglia brutale non è poi tanto grave, e così la nostra giornata continua ad aprirsi su una nota dissonante. Lo stesso vale per il microonde, che produce un bip per avvisarci di aver finito. Non è un problema, diciamo a noi stessi, sempre che lo sentiamo.

E così via, per tutto il giorno: ci siamo ma non sentiamo.

Non è solo una battuta dire che aspiriamo a una vita che suoni meglio. Per ottenerla, basta compiere la scelta consapevole di cambiare colonna sonora.

La spesa per l'acquisto di una sveglia con un suono più dolce è ripagata dalla possibilità di svegliarci in un mondo più piacevole. Allo stesso modo, possiamo analizzare la nostra giornata, chiedendoci a ogni nuovo suono: «È piacevole? » Una parte incredibilmente alta delle nostre risposte sarà no.


Impegnandoci per trasformare i no in sì, scopriremo un ambiente più rilassante.


Il ventilatore a soffitto produce un fastidioso tic tic tic che disturba chi parla al telefono. Forse è il caso di andare in ferramenta e comprare del lubrificante. Bisogna smettere di procrastinare. Il lubrificante non è costoso, e applicandolo sul ventilatore si elimina il rumore fastidioso, che viene sostituito da un tenue ronzio. Ora parlare al telefono è più semplice. Finalmente la voce piacevole della mia amica Jennifer Bassey mi arriva forte e chiara. « Hai sistemato il ventilatore », mi dice.

In auto, un pezzettino di carta svolazza davanti alla bocchetta dell'aria condizionata. È lì da un bel po', e hai imparato a ignorarne il suono. Ora che sei concentrato, lo togli, e improvvisamente stare in macchina è più piacevole. Il motore produce un ronzio costante, senza lo svolazzare irregolare cui ti eri abituato.

Cos'è questo suono? Mentre l'auto esce dal vialetto, ti arriva alle orecchie una fragorosa risata. I figli dei vicini giocano a pallacanestro nel vialetto. Senti il suono attutito della palla che rimbalza. Ti sembra quasi di sentirla frusciare attraverso la retina. Ma la cosa più importante è che le risate gioiose ti fanno pensare che la felicità è vicina, e il tuo umore migliora insieme a quello dei ragazzi.

Quando sentiamo i suoni tipici della gioia - o del dolore - siamo portati a reagire allo stesso modo. Se sentiamo un bambino singhiozzare, proviamo compassione. Se lo sentiamo ridere, proviamo felicità.


Anche se spesso non ce ne accorgiamo, c'è una colonna sonora che accompagna le nostre attività quotidiane.


Mentre andiamo in macchina al lavoro, siamo infastiditi dal clacson di un autista impaziente. « Un po' di calma », diciamo tra noi, decidendo consapevolmente di ascoltare il suono, anziché ignorarlo.

All'ora di pranzo, dolcemente sintonizzati sui suoni che ci circondano, drizziamo le antenne sentendo le campane della chiesa che segnano l'ora. Sentiamo di nuovo il loro rintocco quando usciamo dall'ufficio dopo aver lavorato fino a tardi.

Una volta a casa, magari mettiamo su uno dei nostri album preferiti, rilassandoci al suono del flauto dei nativi americani. Scegliamo questo disco proprio per le sue melodie delicate e ipnotiche. Tra gli album di questo genere, il mio preferito è The Yearning, del compositore Michael Hoppé, con la partecipazione del virtuoso del flauto contralto Tim Wheater.

I suoni dolci addolciscono la nostra vita. La nostra mente si rilassa sentendo sonorità delicate, e noi diventiamo più miti. Anziché agire in modo impulsivo, come sembrano imporci i suoni più aspri e cadenzati, scegliamo di rispondere, non di reagire, e di farlo con gentilezza.


Accogliendo l'ambiente sonoro che parla al nostro cuore, siamo in grado di rendere la vita più sincera.


Addolcendone il tono, addolciamo anche la risposta al mondo che ci circonda. La nostra vita, non più aspra e cadenzata, diventa più dolce.

Una serata passata a casa risulta molto meno solitaria con l'aggiunta di una colonna sonora piacevole. La musica placa gli animali selvatici, e placa anche noi. Una raccolta di brani che amiamo può migliorare la qualità della nostra vita, levigando i lati più duri del nostro umore.

La suonoterapia era la specialità del compianto Don Campbell, autore di un classico del genere, The Roar of Silence. Il suo ultimo libro, L'effetto Mozart, sostiene in maniera convincente che la musica influisce non solo sull'umore, ma anche sul quoziente intellettivo. I bambini cui viene fatto ascoltare Mozart sono più felici e brillanti. Ascoltare Mozart aiuta anche gli adulti a migliorare il proprio carattere, aggiunge.

Come dice John Barlow: «Fidatevi dell'idea secondo cui la musica può rappresentare lo stato emotivo delle persone. Liberate il vostro corpo in questo mondo per salvarvi l'anima nel prossimo».

La musica ci innalza, dandoci accesso a regni più elevati.

I musicologi dicono che si tratta della forma d'arte più alta, perché conduce chi ascolta più vicino a Dio. È innegabile che sentire un certo tipo di musica sia un'esperienza spirituale, oltre che estetica. Basti pensare al Messiah di Kandel, che porta l'ascoltatore sui terreni del sacro. Oppure al Canone e giga in re maggiore di Pachelbel, che è un lenitivo per l'anima, un'opera profondamente tranquillizzante. O all'Ave Maria di Franz Schubert, che costituisce un'apertura spirituale, un'opera che si alza in volo e invita l'ascoltatore a fare altrettanto.


La musica è un'alleata irrinunciabile sulla via dell'ascolto.


Man mano che prendiamo coscienza della vasta portata dei suoi effetti, acquisiamo la capacità di pianificare il nostro piacere di ascolto. Ormai attenti all'impatto del suono, siamo in grado di scegliere la musica giusta per cambiare il nostro umore.

Ad esempio, le percussioni sono adatte per il viaggio, e aprono un varco verso il divino, come nel caso di Music to Be Barn By, un'opera potente, energica e concreta, creata da Mickey e Taro Hart.

La musica del flauto ci fa compagnia nei momenti di solitudine. David Darling e il Native Flute Ensemble hanno composto Ritual Mesa, una raccolta di melodie sincere, che non ci abbandonano più.

La presenza di un'orchestra completa ci regala un'esplosione di emozioni. La Sinfonia n. 9 e l'ouverture del Fidelio di Beethoven sono un tripudio di gioia. La genialità delle Variazioni Goldberg di Bach risveglia la nostra mente


Ascoltando, impariamo.


Rendendoci consapevoli di ogni nota che si libra nell'aria, il vero ascolto ci spinge a «rimanere nel presente», come tutti i maestri spirituali consigliano unanimemente di fare. In particolare, l'illustre maestro buddista Thich Nhat Hanh ha descritto in maniera eloquente i molti vantaggi che si ottengono restando concentrati su ogni momento che viviamo. Utilizza il termine buddista mindfulness, che potremmo tradurre con «attenzione consapevole», ma io trovo più adatto l'ecumenico heartfeltness, ossia «l'avere un cuore sincero».

Quando ascoltiamo ogni istante nel suo svolgimento, ci troviamo a sentire il nostro cuore. Ascoltiamo all'esterno e ascoltiamo all'interno.

Thich Nhat Hanh fa l'esempio di quando beviamo una tazza di tè, «consapevoli della sua bontà», ma è il nostro cuore, non la mente, a sentire la gratitudine. Il tè è buono, e berlo ci fa sentire bene. Stiamo vivendo l'istante.

Troppi fra noi vivono una vita disordinata, correndo da un evento all'altro. Crediamo che la velocità sia nostra amica, ma è davvero così? Quando rallentiamo, ci accorgiamo che la nostra vita si dispiega a un ritmo comprensibile. Sentiamo i nostri pensieri.


La via dell'ascolto ci chiede di prestare attenzione. Dobbiamo ascoltare il suono della nostra vita per vivere in modo sano.


Provate

Per un giorno, tenete un registro della vostra colonna sonora.

Partite dal suono della sveglia. Chiedetevi: « Questo suono è piacevole o irritante? » Ponetevi la stessa domanda quando sentite il bip del timer per il caffè, o il segnale del microonde che indica che il vostro porridge è pronto. Fate attenzione allo sferragliare della metro mentre andate al lavoro. Se guidate, soffermatevi sui clacson. Chiedete a voi stessi: «Potrei fare un tragitto diverso, meno affannoso?» Notate il baccano del bar in cui di solito pranzate. C'è un'alternativa più tranquilla?

Proseguite per tutto il giorno, facendo attenzione ai suoni e alle vostre reazioni. Al termine della giornata, appuntatevi ciò che avete scoperto.

Quali cambiamenti potete apportare per rendere più piacevole la vostra esperienza uditiva?

Siate gentili con voi stessi, trattate con cura le vostre orecchie.

La Via dell'Ascolto

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Julia Cameron, artista, regista, scrittrice e docente, è stata definita dal New York Times «la regina del cambiamento», vera iniziatrice del grande dibattito contemporaneo sul tema della creatività in ogni ambito della vita.
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