800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

La moxa: i benefici dell’Artemisia per la salute

di Romina Rossi 23 giorni fa


La moxa: i benefici dell’Artemisia per la salute

La moxa o moxibustione è una pratica millenaria non invasiva molto nota nella Medicina Tradizionale Cinese. Sarebbe addirittura più antica dell’agopuntura. Il nome significa “erba che brucia”, proprio perché viene ricavata dall'essiccazione delle foglie dell’Artemisia vulgaris (l’Assenzio cinese).

Indice dei contenuti:

Le proprietà dell’Artemisia

Questa pianta arbustiva, che appartiene alla famiglia delle Composite, cresce e si sviluppa nella maggior parte dei paesi dell’emisfero boreale. Le foglie vengono essiccate e invecchiate per almeno 2 anni prima di essere utilizzate per i sigari oppure triturate per essere bruciate. In quest’ultimo caso, le foglie di Artemisia, da cui si ricava la moxa, hanno una consistenza lanuginosa, motivo per cui prendono il nome di “lana di moxa”.

Secondo i testi cinesi l’Artemisia ha molteplici proprietà, fra cui quelle antisettiche, antispasmodiche, diaforetiche, espettoranti, carminative, amarotoniche ed eupeptiche.

La caratteristica di questa pianta, che in Oriente è uno degli alimenti salutari che si trova comunemente sulla tavola, è di bruciare a una temperatura di circa 600-800 gradi. Bruciando, le foglie di Artemisia rilasciano sostanze che penetrano nella pelle e si diffondono in tutto il corpo. Il calore che si irradia attraverso i canali dei meridiani e dei vasi sanguigni ripristina il flusso energetico e ristabilisce l’equilibrio psico-emotivo.

I prodotti a base di moxa

Ma in che cosa consiste questa moxa? Si tratta, in pratica, di una tecnica che permette di curare attraverso il calore. La sua applicazione si basa sugli stessi principi fondamentali e sugli stessi punti utilizzati nell'agopuntura. Sappiamo da testimonianze ritrovate nei libri antichi di materia medica cinese che questa pratica è efficace soprattutto nelle fasi croniche della malattia. Successi si sono registrati anche dove altri trattamenti hanno fallito.

Sebbene sia ancora poco sviluppata da noi, la pratica della moxa è stata importata in Occidente da alcuni commercianti olandesi già nel Settecento. Mentre un tempo per la moxibustione venivano usati rametti, conetti di avorio e altri materiali, oggi in commercio si trovano:

  • sigari di artemisia, lunghi circa 20 cm e con un diametro di 1-2 cm. Le foglie intere sono avvolte in carta di gelso imbibita di albume d’uovo. Il tutto viene ricoperto da un involucro di carta. Esiste una variante senza fumo per chi mal sopporta l’odore intenso di Artemisia che si sprigiona quando brucia. I sigari vengono usati tenendo la punta accesa a 2-3 cm di distanza dalla zona da trattare, in modo da non arrecare bruciature;
  • coni di artemisia, che impiegano la “lana” di artemisia. In questo caso si posizionano i coni nell'apposito bruciatore e si lasciano bruciare completamente. Attenzione a non lasciare i coni a diretto contatto con la pelle: si rischia un’ustione.

Quando usarla...

La moxa è notoriamente efficace nei trattamenti di patologie causate da Freddo, Caldo o Umidità sia interni che esterni al corpo. La si può usare sia per patologie acute che croniche e dolorose, fra cui:

  • dolori articolari,
  • dolori a schiena, spalle e collo,
  • infiammazioni dovute a ritenzione e ristagno di liquidi,
  • blocco digestivo,
  • contratture muscolari.

Oltre a ciò, la moxa ha dato riscontri positivi anche per il trattamento di: depressione, ansia, insonnia, mal di testa, raffreddore, asma, diarrea, emorroidi, cistite, faringiti, laringiti e flebiti.

Può essere usata come prevenzione nelle malattie influenzali, ma anche per tonificare e aumentare l’energia del nostro corpo.

La moxa è un ottimo strumento terapeutico nei casi in cui si verifichino dolori articolari, in presenza di fratture e microfratture, cervicalgia, lombalgia, e le zone articolari in cui si è persa la sensibilità.

La moxa è efficace anche nelle donne incinte, soprattutto quando il feto si presenta in posizione podalica o anomala. La moxa però, in questo caso, non va praticata oltre la 32esima settimana di gestazione.

È bene poi non usare la moxa in presenza di:

  • febbre,
  • allergie alle Composite,
  • diabete,
  • ipertensione arteriosa,
  • bambini sotto i 10 anni,
  • donne con il ciclo mestruale in corso,
  • cisti, nei, verruche, vene varicose e aree infiammate calde al tatto,
  • tumori.

...e in che modo usare la moxa

Sebbene sia una pratica semplice da usare, è sempre bene rivolgersi a un terapeuta o ad un agopuntore esperto che può mostrarci come praticare la moxa.

Durante il trattamento, il terapeuta deve individuare i punti dei meridiani da trattare, insieme all'eventuale zona dolorosa. Non tutti i punti, però, possono essere moxati. Il terapeuta deve anche fare attenzione al modo in cui eseguire la moxa.

A seconda del tipo di movimento in senso anti-orario, questa ha capacità di disperdere un punto o di tonificarlo. Lo disperde quando si vuole liberare dell’energia bloccata, mentre si tonifica quando il punto ha poca energia e quindi ha bisogno di essere ricaricato.

Di solito, è preferibile praticare la moxa al mattino e non più di 3 volte a settimana: il sigaro o i coni vanno lasciati per un massimo di 5-10 minuti.

Ti consigliamo...


Romina Rossi

Romina Rossi, giornalista pubblicista, fa parte della redazione della rivista “Vivi Consapevole”. L’amore per la Natura e la curiosità di capire i complicati e delicati meccanismi di funzionamento dell’uomo, la portano a intraprendere studi di Naturopatia all’Istituto di Medicina...
Leggi di più...

Dello stesso autore


Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su La moxa: i benefici dell’Artemisia per la salute

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste