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La floriterapia australiana: quali sono i due diversi sistemi e le loro caratteristiche

di Romina Rossi 7 mesi fa


La floriterapia australiana: quali sono i due diversi sistemi e le loro caratteristiche

Scopri le proprietà dei fiori australiani, provenienti dal bush, e come funzionano questi rimedi

Indice dei contenuti:

L’Australia è senza dubbio uno dei paesi che affascina di più e che conserva un che di misterioso: oltre a essere geologicamente il continente più antico del mondo – motivo per cui è chiamata “continente fossile” – è così vasta da essere, appunto, un continente da sola, con spazi sterminati e diverse varietà paesaggistiche. 

Essendo agli antipodi del mondo e difficilmente raggiungibile da ogni altro luogo, è l’unico continente sul quale non si sono combattute guerre e le popolazioni antiche, gli aborigeni, erano gente pacifica e saggia, tanto che ancora oggi il continente ha mantenuto una forte energia ancestrale del tutto incontaminata

Colpiscono, di questo paese fortemente civilizzato nelle aree costiere, la predominanza che la Natura ha conservato, che in certe aree cresce ancora selvaggia e inesplorata dall’uomo, e la presenza del più alto numero di piante fiorite al mondo, la maggior parte delle quali endemiche (cioè che crescono solo qui). 

Con queste premesse, non ti stupirai di sapere che proprio in Australia si sono sviluppati ben 2 sistemi floreali, come del resto desiderava lo stesso Edward Bach, il medico gallese che negli anni Trenta aveva scoperto i 38 rimedi floreali oggi ampiamente usati in tutto il mondo: il suo “sogno” era che ogni area geografica "trovasse" i propri rimedi ricorrendo ai fiori autoctoni. 

In entrambi i sistemi australiani, per l’individuazione dei fiori, si è ricorso a 2 metodi: 

  • l’antichissima conoscenza della tradizione aborigena, che considerava Madre Terra come un libro infinito, dal quale attingere la conoscenza e gli strumenti per intraprendere il cammino della guarigione chiamato “Via della Cura”. L’uomo doveva quindi entrare in contatto con la Natura, mediante il tempo del sogno (il viaggio sciamanico durante il quale si veniva in contatto con i Deva, le guide che davano indicazioni terapeutiche su piante e altri “ingredienti” naturali);
  • la Dottrina delle Segnature ideata da Paracelso, già usata da Bach per l’individuazione dei suoi 38 rimedi. 

Ora conosciamo in maniera più approfondita i due sistemi floreali. 

I fiori del bush 

Il sistema più conosciuto è sicuramente quello dei fiori del bush (il tipico territorio selvaggio che ricopre gran parte del continente australiano in cui cresce una vegetazione a metà fra la prateria e la boscaglia, definito anche “macchia”).

Il suo scopritore, Ian White, è un uomo energico e carismatico: si potrebbe dire che i fiori erano nel suo destino, dato che viene da una famiglia di farmacisti ed erboristi da ben 5 generazioni. La nonna lo portava spesso, da piccolo, in mezzo al bush – siamo non lontano da Sydney – alla ricerca di erbe curative e mediche e gli insegnava i “segreti” e le proprietà di ogni pianta. Nonostante questo però, Ian decide di non seguire le orme della sua famiglia e, all’università, si iscrive a psicologia. 

La svolta della sua vita arriva durante un viaggio in India, dal quale torna parecchio debilitato, sia sul piano fisico che psichico, perché contrae una malattia che la medicina ufficiale non riesce a curare. È in questa fase della sua vita che si avvicina alla medicina omeopatica e a quella orientale: grazie a una visione più olistica dell’uomo e della medicina, White recupera completamente la sua salute. 

Lasciata da parte psicologia, si iscrive all’unico corso allora esistente in Australia di naturopatia, approfondendo la sua conoscenza delle medicine naturali. È durante questi studi che White conosce i fiori di Bach. Quando si rende conto che questi rimedi sono addirittura più potenti dei farmaci omeopatici, li studia approfonditamente. 

E non si ferma qui: White sa che il continente è ricco di piante e fiori unici al mondo da cui si possono trarre rimedi molto efficaci. Comincia così il suo viaggio iniziatico – a fargli da guida sono le sue intuizioni interiori – che lo porta a scoprire ben 69 rimedi, oltre a una trentina di combinazioni già pronte in cui sono mescolati sinergicamente diversi rimedi. 

Il metodo Barnao 

Più o meno nello stesso periodo in cui Ian White scopre i fiori del bush ma da un'altra parte dell'Australia, due coniugi, Vasudeva e Kadambii Barnao, di Perth (la cui area geografica è chiamata “lo stato dei fiori selvatici”), studiano le specie floreali australiane del luogo e si rendono conto che queste hanno una forte energia curativa. In oltre 30 anni di studi, i Barnao riescono a individuare le caratteristiche, le sinergie, le proprietà terapeutiche di ben 88 fiori, ricavandone altrettanti rimedi.

Questo sistema floreale è però diverso da sia quello bachiano che da quello di White: pur rifacendosi alla filosofia di Bach, il metodo floreale dei Barnao è integrato con le tradizioni aborigene del popolo dei Nyoongah, che da millenni usa i fiori in un modo che possiamo definire simile alla nostra floriterapia. 

I Barnao compongono i loro rimedi usando il passaggio delle vibrazioni energetiche del fiore senza però che vi sia necessariamente la diluizione in acqua. 

I rimedi dei coniugi Barnao sono particolarmente utili nel trattamento del dolore fisico: hanno la stessa efficacia della morfina senza però presentare effetti collaterali. 

La particolarità di questo sistema floreale è l’uso dei rimedi in associazione con l’agopuntura, in cui si sfruttano gli agopunti dell’orecchio (indicato particolarmente per disturbi causati da stress, dipendenza e sindromi mestruali). Ma possono essere anche usati con la balneoterapia – durante un bagno caldo o un pediluvio – oppure nel modo più classico, per assunzione orale. 

Il potere dei fiori australiani 

Indipendentemente dal sistema usato, chi si avvicina alla floriterapia australiana ha spesso l'impressione che questi rimedi siano più moderni e lavorino di più. 

Ciò è in parte vero perché i rimedi australiani sono utili per problematiche più moderne e “vicino a noi” che includono l'accettazione fisica del proprio corpo, la difficoltà di comunicazione, la sessualità e le problematiche che riguardano la coppia o l’espressione della propria creatività piuttosto che il pregiudizio o l’intolleranza razziale, politica o religiosa, accanto a problemi più “basici” come traumi, paure e rabbia. 

Sicuramente i rimedi australiani raccolgono e portano con sé la forte energia vibrazionale incontaminata del luogo in cui crescono, che dà loro 2 caratteristiche: 

  • agiscono molto più in fretta rispetto ai fiori di altri sistemi: già dopo 5-7 giorni dall'assunzione si notano gli effetti;
  • agiscono sia sul piano psichico che su quello fisico, tanto che molti di essi hanno indicazioni anche per problematiche psicosomatiche che creano, appunto, sintomi fisici. 

Ciò fa sì che ogni rimedio agisca sulla persona sul piano mentale, fisico, emozionale e spirituale, in modo definitivo, e permetta quel passaggio dal buio e dal caos alla luce e al riequilibrio cosmico. 

Dalla prossima settimana cominceremo un viaggio che ti porterà alla scoperta dei fiori australiani e del loro utilizzo per problemi di diversa natura grazie ai quali potrai ritrovare la “Via della Cura” e dell’equilibrio.

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Romina Rossi, giornalista pubblicista, fa parte della redazione della rivista “Vivi Consapevole”. L’amore per la Natura e la curiosità di capire i complicati e delicati meccanismi di funzionamento dell’uomo, la portano a intraprendere studi di Naturopatia all’Istituto di Medicina...
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