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La bellezza della pelle

di Carmen Ruello 9 mesi fa


La bellezza della pelle

L'importanza dell'asse intestino-pelle e la ricetta fai da te per la crema antiage

La pelle è universalmente riconosciuta come il primo e più importante indicatore di buona salute. Fin dalla preistoria donne e uomini hanno prestato attenzione alla propria pelle, come elemento estetico e lo dimostrano gli antichi graffiti giunti sino a noi.

Nell'antico Egitto si usava per lavarsi una miscela di acqua e carbonato di calce, si ricopriva la pelle con i fanghi del Nilo e si utilizzavano, dopo il bagno, oli vegetali mischiati a erbe aromatiche per rendere la pelle morbida. Ci sono anche giunte ricette di bellezza che contemplavano l'uso di uova, di latte, di argilla, di oli, di aceto e di farina.

Chiunque desidera una pelle luminosa, liscia come la seta, priva di imperfezioni perché nel presente come nel passato ciò non significa solo aderire a canoni meramente estetici ma, cosa più importante significa trasmettere un'idea di salute e benessere. In epoca recente è stato finalmente chiarito che per avere una pelle sana e levigata occorre prendersi cura dell'intestino.

In questo articolo ti proponiamo... 

Indice dei contenuti:

Intestino e Pelle: barriere naturali

L'intestino e la pelle hanno molte cose in comune: entrambi svolgono ruoli immunitari e neuroendocrini simili ed è evidente che sono corrispondenti tanto negli “scopi” (proteggere-separare) quanto nelle “funzioni” (assorbimento-secrezione). Sono infatti organi di interfaccia cruciale, cioè organi situati al confine tra due ambienti, quello più propriamente interno e quello esterno, ed agiscono, contemporaneamente, sia come elementi di separazione che di collegamento tra i due.

Come nostra interfaccia primaria con l'ambiente esterno, entrambi gli organi sono essenziali per il mantenimento dell'omeostasi fisiologica. L'evidenza sperimentale ha dimostrato un'intima connessione bidirezionale tra intestino e pelle e numerosi studi collegano la salute gastrointestinale all'omeostasi (la tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità interna) e allostasi delle cute (la capacità di mantenere la stabilità dei sistemi fisiologici per mezzo del cambiamento).

Molti studi sull'uomo e sugli animali dimostrano che l'influenza del microbioma intestinale si estende oltre l'intestino e, di fatto, contribuisce alla funzione e alla disfunzione dei sistemi di organi distanti.

L'influenza del microbiota intestinale

Gli acidi grassi a catena corta (SCFA: propionato, acetato e butirrato), sono prodotti dalla fermentazione delle fibre alimentari da parte dell'apparato enzimatico del microbioma intestinale e hanno dimostrano di possedere un ruolo protettivo contro lo sviluppo di disturbi infiammatori tra cui l'artrite e l'allergia, oltre alla colite.

La disbiosi intestinale, definita come squilibrio relativo della composizione batterica, è stata collegata a malattie metaboliche, neurodegenerative e neoplastiche. Da ciò si evince che l'influenza del microbioma intestinale si estende chiaramente oltre il sistema gastrointestinale. E non sorprende che diverse patologie intestinali presentino comorbilità cutanee.

Le ragioni non sono ancora del tutto chiare ma sappiamo che i microrganismi del microbiota intestinale, con la loro enorme capacità metabolica, unitamente alle componenti dietetiche, sono gli attori principali della trama metabolica che costituisce l'asse intestino-pelle. Gli studi più recenti suggeriscono che i metaboliti della dieta o del microbiota abbiano accesso alla pelle una volta violata la barriera enterica.

I disturbi gastrointestinali sono spesso accompagnati da manifestazioni cutanee e il sistema gastrointestinale, in particolare il microbioma intestinale, sembra partecipare alla fisiopatologia di molti disturbi infiammatori.

La struttura della pelle

La pelle svolge efficacemente le sue funzioni fisiologiche (protezione, regolazione della temperatura, ritenzione idrica, sudorazione) quando si trova in uno stato di omeostasi. La pelle è un organo in costante rinnovamento: le cellule epidermiche provengono da cellule staminali nello strato basale dell'epidermide e quindi subiscono cambiamenti morfologici durante la migrazione verso la superficie della pelle. Questo processo di differenziamento cellulare dell'epidermide, noto anche come processo di cheratinizzazione, dal nome della proteina (cheratina) che satura le cellule epidermiche, è sotto il controllo di programmi trascrizionali specifici, il che significa che l'espressione di tutti i geni coinvolti nel processo di differenziamento è opportunamente regolata (come sotto il controllo di un software sofisticatissimo) in modo tale che si formi uno strato corneo costituito da circa 15 strati di corneociti (cellule densamente cheratinizzate, stratificate e anucleate che costituiscono la pelle), assemblati insieme secondo un modello che ricorda la costruzione dei muri con "mattoni e malta". I corneociti fungono da mattoni, mentre ceramidi, colesterolo, acidi grassi ed esteri di colesterolo, formano il cemento che tiene uniti i mattoni.

Quando il turnover epidermico funziona in modo appropriato, la risultante struttura in mattoni e malta funge da efficace barriera cutanea con la capacità di limitare l'evaporazione, preservare l'umidità della pelle e proteggere dall'invasione di organismi e sostanze estranei. Il microbioma intestinale influisce sulla salute tegumentaria in quanto elemento chiave della regolazione dei processi di trascrizione.

Il controllo della pelle attraverso il microbiota

I meccanismi attraverso i quali il microbiota intestinale esercita la propria influenza sull'omeostasi cutanea sembrano essere correlati all'effetto modulatorio dei commensali intestinali sull'immunità sistemica. Alcuni microbi e metaboliti intestinali, come ad esempio l'acido retinoico, il polisaccaride A (prodotto da Bacteroides fragilis, Faecalibacterium prausnitzii e batteri appartenenti al cluster Clostridium IV e XI) promuovono l'accumulo di cellule T regolatorie, linfociti che facilitano le risposte anti-infiammatorie. Mentre i batteri filamentosi segmentati promuovono l'accumulo di linfociti Th17 e Th1 pro-infiammatori.

Gli SCFA, in particolare il butirrato, sopprimono le risposte immunitarie inibendo la proliferazione, la migrazione, l'adesione e la produzione di citochine delle cellule infiammatorie, l'attivazione e l'apoptosi delle cellule immunitarie. Inoltre, ci sono nuove prove che il microbioma intestinale può avere un impatto più diretto sulla fisiologia cutanea, sulla patologia e sulla risposta immunitaria, attraverso la migrazione verso la pelle sia dei batteri intestinali, sia attraverso i metaboliti da loro prodotti. Infatti in caso di barriere intestinali permeabili, i batteri intestinali e i metaboliti del microbiota intestinale hanno accesso al flusso sanguigno, si accumulano nella pelle e interrompono l'omeostasi cutanea.


A dimostrazione di questa migrazione è stato isolato con successo il DNA dei batteri intestinali dal plasma dei pazienti psoriasici. Questi risultati rappresentano la prova di un legame più diretto tra il microbioma intestinale e l'omeostasi cutanea che ha appena iniziato ad essere esplorato.


Gli effetti benefici dei batteri intestinali sulla salute e sull'aspetto della pelle sono stati documentati in numerosi studi su roditori e umani. Ad esempio in uno studio di Levkovich et al. (2013), nei topi che hanno ricevuto la supplementazione di Lactobacillus reuteri è stato osservato un aumento dello spessore cutaneo, un aumento della follicologenesi e una maggiore produzione di sebociti che si sono manifestati come una pelliccia più spessa e lucente.

In un altro studio è stata anche osservata una significativa riduzione della perdita d'acqua transepidermica (TEWL), un indicatore dell'efficienza della funzione di barriera cutanea (Horii et al., 2014). Questo effetto è stato riprodotto nella ricerca clinica sull'uomo: dopo aver assunto integratori orali di L. brevis SBC8803 per 12 settimane, i soggetti umani avevano significativamente ridotto la perdita d'acqua transepidermica e aumentato significativamente l'idratazione corneale (Ogawa et al., 2016).

Ricerche recenti hanno dimostrato nei topi anziani che una particolare cura dell'alimentazione e l'integrazione con batteri probiotici induceva cambiamenti tegumentari che imitavano una condizione di salute elevata e una idoneità riproduttiva caratteristiche di animali molto più giovani. Ad esempio il consumo di yogurt probiotico ha innescato nei topi un'amplificazione della fase anagen con sebocitogenesi che si traduce in una folta e lucente pelliccia grazie al controllo di un meccanismo dipendente dall'interleuchina-10 innescato da batteri.

Gli animali maschi invecchiati che assumono probiotici hanno mostrato un aumento della follicologenesi sottocutanea, rispetto ai controlli abbinati, producendo una pelliccia lussureggiante solo in soggetti nutriti con probiotici. Le femmine mostravano iperacidità indotta da probiotici in coincidenza con il pelo più lucente, una caratteristica che si allinea anche con la fertilità nelle femmine umane.

Consigli pratici

Alla base di tutto c’è come sempre l’alimentazione, qualunque sia il tipo di pelle e il problema (estetico/salute) che la riguarda: fibre, antiossidanti, vitamine, minerali, acidi grassi essenziali. Il mio consiglio è prima di tutto quello di aumentare l'assunzione di semi oleosi ricchi di omega-3 e di verdura e frutta fresche, perché gli acidi grassi essenziali, le vitamine e i sali minerali contenuti nei semi, nella frutta e nelle verdure proteggono la pelle dall'invecchiamento e sostengono l'alto tasso di rinnovamento cellulare che caratterizza questo tessuto, mentre le fibre vegetali promuovono la proliferazione dei microrganismi benefici che regolano l'espressione genica durante il differenziamento delle cellule cutanee.

In secondo luogo è vivamente consigliato l'uso quotidiano di creme naturali, biologiche e probiotiche, cioè contenenti nella loro formulazione microrganismi benefici vivi.

Ricetta crema anti-age fai da te 

Ingredienti

Omogenizzare nel bimby tutti gli ingredienti eccetto l'olio essenziale, fino ad ottenere una emulsione della texture di una maionese. Travasare in un vasetto in Vetro Weck.

Aggiungere l'olio essenziale di lavanda e mescolare con un bastoncino di ceramica o vetro.

Questa ricetta non vuole suggerire a nessuno la possibilità di prendersi cura dell’intestino attraverso una sana alimentazione, un corretto stile di vita e l’assunzione di probiotici da fermentazione spontanea.

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Carmen Ruello

Carmen Ruello

Laureata in Biologia Molecolare presso l'Università degli Studi di Messina, Corso di Laurea in Scienze Biologiche, indirizzo Biomolecolare, nel 1998. Nel 1999 partecipa ad un Corso tenuto dal dott. Heinrich Kremer a Bologna sulle Malattie Degenarative e sul ruolo dello Stress Ossidativo,...
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