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L’Italia che Cambia, Vive Consapevole!

di Daniel Tarozzi 2 anni fa


L’Italia che Cambia, Vive Consapevole!

Scopri le persone che stanno rivoluzionando la penisola con idee e azioni innovative

Con questo articolo inizia una nuova collaborazione tra ItaliacheCambia.org e Vivi Consapevole: in ogni numero vi proporrò una storia concreta di cambiamento (positivo) raccolta in qualche angolo del nostro straordinario Paese.

Andiamo con ordine. Mi chiamo Daniel Tarozzi, ho 37 anni e di mestiere faccio il giornalista.

Ho lavorato per molti anni nel giornalismo web fino a quando, nel settembre 2012, ho deciso di partire per un lungo viaggio in camper alla ricerca di quella che decisi di chiamare l’Italia che Cambia.

L’obiettivo del mio viaggio era semplice e – allo stesso tempo – folle: andare alla ricerca di chi “si è preso la responsabilità della propria vita senza aspettare che qualcuno lo facesse al suo posto”.

Ho girato sette mesi e sette giorni in tutte e 20 le regioni italiane e ho incontrato oltre 450 realtà: imprenditori, associazioni, movimenti, singoli, gruppi, ecovillaggi, scollocati, decrescenti, bioregionalisti, vegani, transizionisti, sindaci, artisti, volontari del terzo settore e molto altro ancora.

Alcune di queste storie le ho racchiuse in un libro edito da Chiarelettere, intitolato Io faccio così.

Questa esclamazione, così semplice e carica di significato, ben sintetizza la risposta che mi hanno dato le persone che ho incontrato un po’ ovunque: “Nonostante la crisi, le mafie, la mancanza di soldi, la famiglia che non mi capisce, io faccio così, noi facciamo così” – mi dicevano gli intervistati.

E ce la fanno davvero!

Ho scoperto un’Italia sorprendente ed entusiasmante.

Ho quindi deciso di continuare il racconto oltre il libro tramite un giornale web, www.italiachecambia.org, che vede protagonisti molti altri giornalisti e che propone le tante storie che non avevo potuto raccontare nel libro e le altre decine e decine che stiamo continuando a raccogliere.

Video e articoli costellano il nostro lavoro insieme a un altro strumento fondamentale: la mappa dell’Italia che Cambia.

Sì, perché nel maggio 2014 io e Andrea Degl’Innocenti – autore per Arianna Editrice di Islanda chiama Italia – abbiamo ripreso il camper e abbiamo girato l’Italia presentando il nostro progetto e portando avanti una campagna di raccolta fondi grazie ai quali abbiamo sviluppato l’infrastruttura e popolato la mappa con le realtà incontrate fino ad oggi.

Ogni giorno ne aggiungiamo di nuove e puntiamo a superare presto le migliaia.

Il prossimo passo sarà la realizzazione dei portali regionali: “Toscana che cambia”, “Sardegna che Cambia” e così via all’interno dei quali si troverà una mappa molto dettagliata di ciò che accade sul territorio, il racconto giornalistico di chi cambia concretamente le cose e la possibilità di iscriversi e interagire con gli altri “agenti del cambiamento” locale. Vi terremo aggiornati!

Ora, però, stringiamo il nostro teleobiettivo e focalizziamoci su una Regione tra le più sorprendenti e le meno trattate dai mass media: le Marche.

Loccioni: il “Modello Olivetti” vive ancora tra noi

Iniziamo da Enrico Loccioni, fondatore – nel 1968 – della Loccioni Group.

Ci troviamo di fronte ad una realtà che esce dai parametri che hanno guidato gran parte dei miei incontri in questo viaggio.

La Loccioni, infatti, ha tra i suoi clienti perlopiù multinazionali straniere, tedesche, statunitensi, inglesi o cinesi inserite nel modello consumistico attuale.

Quel che però contraddistingue questo gruppo, e lo rende molto interessante ai fini della nostra indagine, è il forte accento posto sulla responsabilità individuale dei dipendenti, chiamati non a caso “collaboratori” e incentivati a costruirsi una propria autonomia intellettuale, e persino imprenditoriale.

Mentre parliamo, dalla grande vetrata del suo ufficio si osserva un panorama collinare tagliato dall’autostrada. Enrico inizia snocciolando un po’ di numeri.

La Loccioni, che lui definisce un’impresa della conoscenza, ha cinque laboratori di ricerca e sviluppo, e uno di ricerca e innovazione, vanta circa 350 collaboratori, l’età media è sotto i 35 anni, e ogni anno sviluppa ricerca e formazione con circa 1000 studenti.

Assumiamo solo neolaureati in tutti i ruoli di ricerca, innovazione, sviluppo e governance. Anche il nostro general manager non aveva alcuna esperienza.

Crediamo, infatti, che questa se la possano fare insieme a noi. Vogliamo persone autonome, intelligenti, preparate, e molto motivate.

Li formiamo e li incentiviamo ad essere il più possibile responsabili e autonomi. Per questo per noi è un orgoglio potervi dire che, negli ultimi tre anni, 80 nostri collaboratori sono andati via e hanno formato una loro impresa”.

Non a caso, quasi tutti gli assunti sono marchigiani. La gestione del lavoro è orizzontale.

Si definiscono una Play Factory “perché è nel gioco che l’essere umano esprime il massimo della sua intelligenza. La Play Factory non è un posto di lavoro, ma un posto in cui poter lavorare, esprimere le proprie potenzialità, realizzare il proprio sé personale e professionale”.

Passeggiamo per la Loccioni e rimango colpito dalla struttura della “fabbrica”: un grande magazzino contiene macchinari in lavorazione.

Tutto intorno, sopra, ci sono gli uffici dove le persone progettano.

Sono gli stessi collaboratori a ruotare tra le due aree. Mentre progettano stanno in ufficio, quando costruiscono fisicamente il prototipo scendono nel magazzino.

Enrico Loccioni ci racconta che il loro ispiratore è stato Adriano Olivetti con il suo modo di “fare impresa”, che hanno cercato di rivisitare alla luce della contemporaneità e del territorio marchigiano.

Trovo questa esperienza molto importante per un futuro possibile.

Quando l’impresa si fa sostenibile e stimola, al suo interno, la responsabilità e l’autonomia di pensiero nei suoi collaboratori, il cambiamento, a mio avviso, diventa davvero possibile.

Articolo tratto da Vivi Consapevole 40

Italia che cambia

L'Italia (e la Romagna!) che cambia.
Per un futuro sostenibile che si chiami presente


Daniel Tarozzi presenterà l'Italia che cambia a Vivi Benessere 2015.
Appuntamento Domenica 10 Maggio ore 17.00

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Daniel Tarozzi

Daniel Tarozzi, direttore Responsabile de Il Cambiamento, giornalista e documentarista. Autore, per Chiarelettere, del libro "Io faccio così - Viaggio in camper alla scoperta dell'Italia che Cambia". Dal 2012 cura un blog sul Fatto Quotidiano.  
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