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Kuzu: la radice amica dell’intestino

Scopri i benefici per la salute della polvere che viene dall’Oriente in caso di stitichezza, diarrea e

Ti è mai capitato di sentire un irritante bruciore di stomaco dopo un pasto, o di convivere con quel fastidioso senso di gonfiore intestinale che sembra non darti mai tregua? Spesso, quando l’apparato digerente protesta, cerchiamo soluzioni d’emergenza che spengono il sintomo ma non risolvono il problema alla radice.

Esiste però un rimedio millenario ripreso dalla tradizione macrobiotica che agisce come un vero e proprio "balsamo" per le pareti gastriche e intestinali: il kuzu (o anche kudzu).

Questa polvere bianca, estratta da una radice selvatica comune in Asia, vanta capacità straordinarie, utili per contribuire a disinfiammare le mucose, regolare il transito e restituire sollievo ed equilibrio alla tua pancia.

Scopriamo insieme cos'è, come funziona, a cosa serve il kuzu, e come utilizzarlo per ritrovare l'equilibrio duraturo.

Indice dei contenuti:

Kuzu: cos'è

Pianta di kuzu

La polvere di kuzu è ricavata dalla radice della Pueraria lobata, una pianta comune in Oriente. La si riconosce per i suoi fiori blu o violacei, che ricordano un po' i fiori del pisello. E d'altra parte fa parte della famiglia delle leguminose: in Asia è considerata una delle varietà più resistenti e longeve, tanto che può vivere anche 100 anni.

Ricca di quercitina, isoflavoni e antiossidanti, la radice del kuzu è da lungo tempo considerata un alimento terapeutico in grado, con le sue proprietà, di intervenire su molti problemi. La Medicina tradizionale Cinese, come riportano anche gli studi in cui sono state valutare le sue proprietà, utilizza da secoli la pianta a scopo curativo. Fin dai tempi antichi, il kuzu è noto per la sua capacità di contrastare:

  • febbre,
  • dissenteria,
  • diarrea,
  • diabete,
  • problemi cardiovascolari.

Ovviamente non si tratta di un rimedio miracoloso, quanto di un alimento che se inserito con consapevolezza in un'alimentazione bilanciata e uno stile di vita sano, contribuisce a sostenere l'organismo, in modo che possa ritrovare il proprio equilibrio.

Kuzu: a cosa serve

Oggetto di studi anche in Occidente, oggi sappiamo che la radice di kuzu ha diverse proprietà benefiche, confermate dalla scienza. 

Vediamo a cosa serve il kuzu e quali benefici ha.

1. È un alleato per lo stomaco e l’apparato digerente

In Oriente, il kuzu è il rimedio d'elezione per calmare le irritazioni dell'apparato digerente, soprattutto quando lo stress cronico si scarica direttamente sulla pancia.

Grazie alla sua consistenza gelatinosa, agisce come un vero e proprio protettore naturale delle pareti gastriche, rivelandosi un alleato prezioso in caso di reflusso gastroesofageo, acidità e bruciori di stomaco.

Nello specifico, il kuzu contribuisce a:

  • assorbire i succhi gastrici: tampona l'eccesso di acidità in modo meccanico e delicato, senza bloccare la digestione, 
  • contrastare l'infiammazione: aiuta a lenire le mucose irritate di stomaco e intestino, 
  • migliorare la digestione: alleggerisce il lavoro gastrico, riducendo gonfiori e pesantezza.

Il regolatore dell'intestino: dalla stitichezza alla diarrea

Una delle proprietà più straordinarie del kuzu è la sua azione bifasica: essendo ricchissimo di amidi benefici, è in grado di regolare l'intestino in modo opposto a seconda del bisogno. Aiuta a ricompattare le feci in caso di diarrea e, allo stesso tempo, lubrifica le mucose contrastando la stitichezza.

Come ricorda spesso Dealma Franceschetti, esperta di macrobiotica e foodblogger (qui trovi la sua scheda autore), in caso di forte disequilibrio intestinale il kuzu diventa ancora più potente se associato alla prugna umeboshi (una tipica varietà di prugna orientale, fermentata e dal sapore salato-aspro).

Questa combinazione unisce le proprietà lenitive delle fibre del kuzu alla forza alcalinizzante dell'umeboshi, capace di neutralizzare l'acidosi e contrastare i sintomi di disturbi più complessi come colite, diverticolite e sindrome del colon irritabile.

Il legame nascosto tra intestino e raffreddore

Può sembrare sorprendente, ma questo amido può diventare anche un eccellente rimedio preventivo contro i malanni di stagione. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, infatti, la salute delle vie respiratorie dipende strettamente da quella dell'intestino (organi energeticamente accoppiati).

Un'alimentazione troppo ricca di cibi freddi, zuccheri e latticini crea un accumulo di muco e tossine nel colon che, di riflesso, indebolisce le difese respiratorie, esponendoci a raffreddore e influenza. Sostenere la pancia con il kuzu significa, di fatto, liberare e proteggere anche i polmoni.

Il kuzu è un alleato per lo stomaco e l’apparato digerente

2. Riduce le infiammazioni e rinforza il sistema immunitario

L'infiammazione silente e l'acidosi tessutale sono la base di gran parte dei disturbi moderni. Essendo un alimento fortemente alcalinizzante, il kuzu aiuta proprio a riequilibrare il pH dell'organismo, contrastando gli stati infiammatori.

Inoltre, la sua radice è naturalmente ricca di isoflavoni, potenti antiossidanti che contrastano i radicali liberi, contribuendo, in questo modo a proteggere le cellule dall'invecchiamento precoce e sostengono l'attività delle difese immunitarie.

In particolare, secondo la tradizione tradizionale cinese, il kuzu si distingue per due azioni:

  • aiuta a regolare la temperatura corporea: nella visione macrobiotica, il kuzu ha una natura profondamente rinfrescante. Non agisce come un farmaco che blocca la febbre, ma aiuta il corpo a disperdere il calore in eccesso in modo dolce e progressivo, alleviando quella sensazione di "calore eccessivo" interno tipica degli stati influenzali, 
  • ricostituente naturale per la convalescenza: per chi si sente debilitato, stanco o fatica a riprendersi dopo un malanno di stagione, il kuzu agisce come un tonico delicato. Non stimola il sistema nervoso (come farebbe il caffè), ma nutre le mucose e dona maggiore energia, aiutando l'organismo a rimettersi in forze più velocemente.

3. Può aiutare ad alleviare le vampate di calore e la sudorazione notturna

Secondo il Centre for Food Safety di Hong Kong il kuzu può aiutare ad alleviare i sintomi della premenopausa.

Le radici contengono infatti fitoestrogeni e isoflavoni, che agiscono sugli squilibri ormonali tipici di questa fase della donna causati, in particolar modo, da una diversa produzione di estrogeni e progesterone.

Secondo alcuni studi sarebbe particolarmente indicato per alleviare le vampate, e migliorare gli stati depressivi e la secchezza vaginale.

4. Un sostegno naturale per la purificazione e la moderazione

Nella tradizione popolare orientale, il kuzu viene da sempre utilizzato come rimedio d'emergenza per smaltire i postumi di una serata di eccessi, aiutando il fegato a elaborare e eliminare le tossine dell'alcol più rapidamente.

Negli ultimi anni, la scienza occidentale ha voluto indagare questo aspetto, portando alla luce dati molto interessanti. Alcuni studi clinici (tra cui ricerche condotte dalla Harvard Medical School) hanno evidenziato che gli isoflavoni presenti in questa radice possono agire sul sistema nervoso, aiutando a regolare il desiderio di alcol e nicotina. Nello specifico, si è notato che l'assunzione di kuzu tende a ridurre il consumo compulsivo quotidiano di alcolici, favorendo una maggiore moderazione.

Ci tengo a fare una precisazione fondamentale: il kuzu non è un farmaco e non può in alcun modo sostituire i percorsi medici o terapeutici necessari per trattare le dipendenze patologiche complesse come l'alcolismo o il tabagismo.

Rappresenta, invece, un supporto naturale per chi ha già intrapreso un percorso di detox, utile per alleggerire il carico del fegato e calmare quel senso di irrequietezza gastrica e mentale che spesso accompagna la scelta di eliminare le cattive abitudini.

La naturopata consiglia: il tè di kuzu

In Oriente è molto comune preparare il tè a base di kuzu. Puoi prepararlo come rimedio quando l'intestino non è a posto. Il mio consiglio è di assumere una tazza solo in caso di bisogno, evitando di berlo tutti i giorni

La preparazione è semplicissima. Ti servono pochi ingredienti che trovi nel nostro reparto di Alimenti e Bevande:

  • 1 cucchiaino di kuzu,
  • ½ tazzina di acqua fredda,
  • 1 tazza di acqua calda.

In un pentolino sciogli il kuzu nell'acqua fredda, poi aggiungi l’acqua calda, metti sul fuoco e porta a bollore. Appena bolle, spegni la fiamma. Mescola e bevi tiepido, mai bollente. Raffreddandosi, il kuzu assume una consistenza gelatinosa.

A seconda dell'effetto che vuoi sfruttare, puoi aggiungere a questa preparazione questi rimedi, che trovi nel nostro settore di macrobiotica:

  • prugna umeboshi: per un effetto disintossicante e alcalinizzante;
  • zenzero: per aiutare la digestione, calmare la nausea, scaldare l’organismo;
  • succo di mela: per un effetto rilassante dell’organismo;
  • sciroppo di riso: per tenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue.

Budino di pesche in pentolino rosso

Budino di frutta e kuzu per la stitichezza

Questa ricetta viene consigliata dal The Preventive Medicine Center, come dessert sano in grado di migliorare la digestione e contrastare la stitichezza per l'alto contenuto di fibre.

Ecco come preparare il budino. 

Ingredienti

  • 3 pesche (o altra frutta di stagione) tagliate a dadini,
  • 4 tazze di succo di mela limpido,
  • 1 cucchiaio di kuzu,
  • un pizzico di sale marino,
  • mandorle tostate o noci tritate per guarnire (facoltativo).

Per il budino, ti suggerisco questi ingredienti di alta qualità:

Procedimento

In un pentolino versa le pesche a dadini, il succo di mela e il sale e fai cuocere dolcemente fino a che la frutta non sarà diventata morbida.

A parte, sciogli il kuzu in una piccola quantità di acqua (un terzo di un bicchiere) e quando diventa trasparente, versalo nel pentolino con la frutta e il succo di mele. Mescola delicatamente e cuoci a fuoco lento, finché il succo di mela non si sarà addensato. 

Togli dal fuoco, versa in delle ciotole da dessert e guarnisci con le noci o le mandorle a piacere.

Il budino può essere gustato freddo ma anche tiepido. 

Kuzu: controindicazioni 

Come per tutti gli alimenti terapeutici, l’assunzione di kuzu non va abusata.

In particolare dovrebbe essere limitato da chi ha problemi di tiroide o sta già seguendo terapie ormonali, dato il contenuto di fitoestrogeni. Proprio la presenza di fitoestrogeni potrebbe interferire con l’assunzione della pillola

Da evitare in gravidanza e allattamento e da non somministrare ai bambini.

L’uso continuativo di kuzu può inoltre rallentare la coagulazione del sangue e l'assunzione potrebbe interferire con alcuni farmaci.

Anche in caso di diabete è bene fare attenzione: poiché il kuzu controlla i livelli di zuccheri, potrebbe causare un abbassamento eccessivo delle quantità di zucchero nel sangue.

In caso di disturbi di salute e di assunzione di farmaci, è sempre bene rivolgersi al proprio medico prima dell'utilizzo del kuzu.

Sebbene non ci sia un dosaggio consigliato del kuzu, è bene non abusarne e utilizzarlo solo in caso di bisogno. Un uso continuativo potrebbe causare danni al fegato.

Scopri la nostra selezione di polvere di kuzu: 

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Ultimi 3 commenti su Kuzu: la radice amica dell’intestino

Recensioni dei clienti

Tiso Paolo T.

Recensione del 13/01/2026

Valutazione: 5 / 5

Data di acquisto: 13/01/2026

Nel vedere tutte queste proprietà e non avendo nessun tipo di disturbo elencato nelle controindicazioni penso che proverò questa radice nei periodi in cui purtroppo ho problemi digestivi e intestinali dovuti a feste e festeggiamenti vari.

Baristo B.

Recensione del 05/05/2025

Valutazione: 5 / 5

Data di acquisto: 05/05/2025

Per me il kuzu è un vero e proprio superfood. Aiuta tantissimo l'organismo in generale e si sa che se l'intestino sta bene il resto del corpo ne giova notevolmente. Grazie per tutte le spiegazioni veramente utili e per la ricetta "Budino di frutta e kuzu per la stitichezza" alla quale ho aggiunto anche del coco rapè ed è venuta veramente buona.

Gilda M.

Recensione del 10/03/2025

Valutazione: 5 / 5

Data di acquisto: 10/03/2025

Mi trovo molto bene facendo l'ume-sho-kuzu quando mi sento più stanca o quando sento che sta arrivando un po' di raffreddore ma è ottimo anche come tonico ovviamente per chi non ha altri problemi che sia in controindicazione con i propri farmaci.

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