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Insonnia: ritrova il sonno con oligoelementi e gemmoderivati

di Romina Rossi 8 mesi fa


Insonnia: ritrova il sonno con oligoelementi e gemmoderivati

Rimedi naturali per l'insonnia e per ritrovare il sonno e la serenità perduti

L'insonnia non è considerata una malattia, sebbene possa portare a conseguenze gravi e debilitanti.

Dormire le giuste ore di sonno è importante quanto svegliarsi bene e riposati. Dovremmo dedicare un terzo della nostra vita a dormire.

Spesso però il sonno è disturbato o assente e passare una notte in bianco non aiuta a migliorare la qualità della nostra salute.

Indice dei contenuti:

Le fasi del sonno

Un buon sonno è infatti alla base della qualità della nostra vita. Dormire le giuste ore e in modo riposante aiuta il nostro organismo a mettere in moto i fisiologici fondamentali.

Il sonno si divide in due fasi principali:

1. la fase non REM, che a sua volta si divide in:

  • fase di addormentamento in cui oscilliamo fra la veglia e il sonno leggero;
  • sonno leggero in cui i muscoli si rilassano;
  • sonno profondo;
  • sonno profondo effettivo, più profonda della precedente, in cui il nostro organismo si rigenera;

2. fase REM (Rapid Eyes Movement) chiamata così perché gli occhi si muovono con movimenti rapidi e ritmici. I muscoli volontari sono invece immobili, quasi paralizzati. In questa fase si registra un'alta intensità cerebrale e prendono vita i sogni.

Queste due fasi si alternano fra di loro. La fase REM dura in media 15 minuti per poi passare a quella non REM. Un ciclo completo di sonno dura circa 100 minuti.

L'importanza di un buon sonno

Quando noi dormiamo, il nostro organismo è al massimo della sua attività. Nell'area cerebrale ci sono cellule che hanno un'attività fino a 10 volte maggiore durante il sonno rispetto alla fase di veglia.

Il corpo produce inoltre nuove cellule, i tessuti muscolari si rinnovano, scende il livello di cortisolo (l'ormone dello stress) nel sangue.

Inoltre, l'organismo fa pulizia, elimina le scorie attraverso il tessuto linfatico che si “mette in moto” proprio quando dormiamo. Quando si soffre di insonnia questa fase si blocca e il corpo non riesce a ripulirsi. Ciò crea un senso di stanchezza, di torpore o annebbiamento durante il giorno, perché l'organismo è sovraccarico.

Anche il nostro sistema ormonale è vigile mentre noi dormiamo. Di notte, con il buio l'organismo secerne la melatonina. A sua volta la melatonina è il precursore della serotonina, un neurotrasmettitore che regola il tono dell'umore. Conosciuto come ormone del buon umore, regola anche il ciclo sonno-veglia, la percezione dell'appetito e del dolore. Se i livelli di serotonina si abbassano, si verificano depressione, cattiva memoria, disturbi della personalità, emicranie, fame e ipertensione.

Un altro ormone prodotto durante il sonno è quello della crescita. Durante l'adolescenza questo ormone è responsabile della crescita staturale. Nell'età adulta invece la somatotropina ha un'azione regolatrice sui processi metabolici.

Mentre dormiamo anche il sistema immunitario si attiva. Rilascia infatti tutti i tipi di anticorpi che si trovano nel nostro corpo.

Le cause dell'insonnia

Non c'è una causa unica che scatena l'insonnia, ma tanti fattori che contribuiscono a farci perdere il sonno.

Stress e ansia sono due dei fattori su cui puntare il dito.

Non aiuta a conciliare il sonno l'assunzione di sostanze eccitanti soprattutto dal pomeriggio in poi. Bevande che contengono caffeina (te, caffè), cioccolato, sostanze stimolanti (gingseng e guaranà) o contenenti zucchero andrebbero evitate. Da evitare anche le bevande alcoliche.

Alcuni farmaci – quelli per la tiroide o decongestionanti – impediscono un sonno tranquillo e senza interruzioni.

Se si soffre di insonnia, sarebbe bene fare un pasto leggero la sera e non troppo tardi.

Una leggera attività fisica durante il giorno (ma non la sera, che ha effetto contrario) concilia il sonno. Ed evita anche la sindrome delle gambe senza riposo, che possono essere una delle cause che fanno perdere il sonno.

L'insonnia può essere favorita da problemi fisici come asma, disturbi respiratori, apnea notturna e russamento. Oppure dal cambiamento ormonale che le donne vivono durante la menopausa.

Cosa succede quando si soffre di insonnia

Quando si soffre di insonnia si verificano alcuni effetti collaterali che possono essere nocivi se trascurati. Sempre più studi mettono in evidenza la relazione fra salute, durata e qualità del sonno e funzioni fisiologiche.

Ecco cosa succede quando l'insonnia diventa un problema ricorrente o cronico.

  • Diminuiscono la memoria e l'attenzione.
    Con l'insonnia l'attività cerebrale viene fortemente compromessa. Non solo calo di memoria e di attenzione, ma anche della creatività e dell'apprendimento. Anche la capacità di giudizio e di fare associazioni peggiorano. Chi soffre di insonnia è anche più incline a stati depressivi.
  • Aumenta il rischio di malattie cardiache.
    Se diminuiscono le ore di sonno aumenta il rischio di infarto, aritmia e altre patologie a carico del cuore.
  • Il sistema immunitario si indebolisce.
    Aumenta così il rischio di contrarre malattie infettive. La risposta immunitaria, in caso di malattie, sarà meno efficace.
  • Aumentano la fame e il grasso corporeo.
    Con l'insonnia lo stomaco produce più grelina, l'ormone della fame. Ciò fa sì che si senta più fame e si rischi di mettere su peso. Ci sono anche correlazioni fra l'insonnia e l'obesità. Gli insonni tendono ad avere più massa grassa, a scapito della massa muscolare, che perde reattività. Le articolazioni sono più a rischio di infiammazioni, che possono portare a malattie degenerative.
  • Aumenta la produzione dell'insulina.
    Questa condizione fa sì che il corpo diventi insulino resistente, cioè le cellule sono meno sensibili a questo ormone. Se protratta nel tempo, l'insulino resistenza causa patologie come diabete di tipo 2 e sindrome metabolica. A cui si accompagnano ipertensione e aumento del colesterolo.

I rimedi naturali per sconfiggere l'insonnia

Per vincere l'insonnia e ritrovare un sonno adeguato sia quantitativamente che qualitativamente, si può intervenire con un mix di oligoelementi e gemmoderivati.

Insieme, questi agiscono sul terreno andando a facilitare il sonno, la sua durata e la qualità, senza avere effetti ipnoinducenti che alla lunga possono dare dipendenza o creare altri problemi.

Gli oligoelementi più indicati sono:

  • Manganese-Cobalto, che agisce in particolare sullo stato di ansia e nervosismo. Rilassa corpo e mente e permette di ritrovare il sonno, interrotto da eventi stressanti;
  • Magnesio che riequilibra il sistema nervoso. Una carenza di Magnesio porta a insonnia, disturbi della concentrazione e dell'attenzione;
  • Litio, in dosi infinitesimali permette di agire su ansia, nervosismo, angoscia ed emotività spesso fonte di insonnia.

A questi si possono aggiungere questi gemmoderivati:

  • Tilia tomentosa che ha una grande attività sedativa. Agendo come induttore del sonno, aumenta la capacità di addormentarsi. Non altera l'attività onirica;
  • Betula verrucosa utile se il sonno è disturbato o diminuito per troppa attività cerebrale. Indicato per gli studenti che preparano esami, aiuta a sviluppare la memoria e l'attenzione senza sacrificare il sonno;
  • Ficus carica indicato se il sonno viene interrotto per reflusso gastroesofageo. Agendo su stomaco e duodeno, regola la secrezione del succo gastrico.


Romina Rossi

Romina Rossi, giornalista pubblicista, fa parte della redazione della rivista “Vivi Consapevole”. L’amore per la Natura e la curiosità di capire i complicati e delicati meccanismi di funzionamento dell’uomo, la portano a intraprendere studi di Naturopatia all’Istituto di Medicina...
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