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Incenso e mirra: i doni dimenticati del Natale

di Romina Rossi 7 mesi fa


Incenso e mirra: i doni dimenticati del Natale

Le benefiche proprietà delle resine ricavate da due piante officinali

Nella tradizione popolare oro, incenso e mirra sono doni preziosi che i Re Magi portarono dall’Oriente. Queste tre figure misteriose – pare fossero astronomi – il cui nome deriva dal persiano antico magush, mago, non perché fossero ferrati con le arti magiche ma piuttosto perché avevano competenze nell’arte dell’astrologia, hanno viaggiato per giorni portando in dono questi prodotti ritenuti di grande valore.

Sul fatto che l’oro sia un metallo prezioso non si discute, ma vi siete mai chiesti come mai i Re Magi abbiano portato in dono anche due resine che di certo preziose non sono?

In realtà anche incenso e mirra sono preziose quanto l’oro. O meglio: non hanno valore economico, ma hanno un grande valore per la salute. Le due piante da cui sono ricavate, infatti, nel corso della storia sono state ampiamente usate a scopo curativo, come trattamento di molti disturbi, potendo contare sulle loro potenti proprietà.

Curiosi di conoscerle meglio?

Indice dei contenuti:

La boswellia sacra, o incenso

Questa pianta era nota già ai Sumeri che usavano trasportare la sua resina in grandi carovane nel deserto dall’Africa orientale fino alle regioni della penisola arabica. Furono però gli Egizi a scoprirne l’uso per trattare malattie e disturbi vari. Veniva usata per equilibrare le emozioni e sviluppare una vita più focalizzata e felice.

La resina di incenso era usata anche in ambito cosmetico: per le donne egiziane era ingrediente fondamentale per fare il kohl nero, l’eyeliner che era usato dalle nobildonne nelle occasioni mondane. La sua importanza presso la civiltà egizia è testimoniata anche dal fatto all'interno della tomba di Tutankamon sono stati trovati grani di incenso in resina, insieme ad altri tesori di inestimabile valore.

Studi scientifici più recenti hanno dimostrato che la resina che si ricava dalla boswellia è ricca di sesquiterpeni, componenti che sono in grado di passare la barriera emato-encefalica e stimolare la corteccia cerebrale che controlla le nostre emozioni. Non a caso uno dei componenti della resina, l’incenso acetato, ha effetti antidepressivi notevoli. Questa sostanza, infatti, agirebbe sulle aree del cervello coinvolte nelle emozioni.

L’olio essenziale è particolarmente benefico per la cura di pelle e capelli. Applicato localmente è utile per:

  •  contrastare gli effetti della pelle secca,
  •  attenuare le rughe,
  •  rinforzare la radice dei capelli.

In passato l'olio essenziale era usato per disinfettare le ferite sui campi di battaglia e per ridurre gonfiori e alleviare i dolori muscolari, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie.

Nella medicina ayurvedica l’incenso è usato comunemente per:

  •  trattare il diabete,
  •  abbassare la febbre,
  •  alleviare le malattie cardiovascolari,
  •  alleviare le malattie dermatologiche.

La Commiphora myrra, o mirra

Si tratta di un’altra pianta africana che cresce anche in Medio Oriente. La resina che cola dal suo tronco è citata in uno dei testi medici più antichi, il Papiro di Ebers, che risale al 1500 a.C.

Oltre ad essere comunemente usata per le imbalsamazioni, la mirra era impiegata a scopo terapeutico, dato che aveva molte proprietà curative.

Gli Egizi la usavano per curare le ferite, le bruciature e i tagli. La mirra era già nota infatti per le sue attività antinfiammatorie, antisettiche e analgesiche, tanto che veniva usata per trattare:

  •  tosse,
  •  mal di gola,
  •  asma,
  •  indigestione,
  •  bruciature e scottature,
  •  infezioni della pelle rush cutanei,
  •  dolori articolari,
  •  emorroidi.

Le donne la usavano per i trattamenti di bellezza ringiovanenti.

Nella medicina ayurvedica è nota per le sue proprietà in grado di stimolare la tiroide e aiutare il fegato a sintetizzare il colesterolo cattivo, aumentando, allo stesso tempo, la produzione di quello buono.

Date le tante proprietà benefiche si spiega come mai i Re Magi le abbiano portate in dono insieme all’oro. Mentre l’oro era usato come preziosa moneta di scambio, incenso e mirra garantivano a chi la riceveva protezione in caso di disturbi e malattie: bastavano queste due resine dal profumo molto intenso per curare qualsiasi disturbo, assicurando una salute duratura.

La naturopata consiglia: prova la mirra e l’incenso in un balsamo per la pelle

Gli oli essenziali di incenso e mirra possono essere usati in aromaterapia per creare una miscela rilassante. Anche durante le Feste, potete diffondere in casa una miscela con questi due oli insieme a quello di arancio dolce per un’atmosfera rilassante e piacevole.

Ma si prestano molto bene anche per preparare prodotti cosmetici fai da te, come le donne egiziane insegnavano. Ad esempio potete usarli per un balsamo per il viso dalle proprietà rilassanti e antiaging.

Ecco cosa vi serve:

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Mettete tutti gli oli in una boccetta dotata di tappo contagocce da 100 ml. Agitatela prima dell’uso. Ne bastano poche gocce da massaggiare la sera sulla pelle pulita per vederne gli effetti già dopo poco tempo.


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