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Il potere degli alimenti vivi - Estratto da "Il Grande Manuale dei Germogli"

di Carole Dougoud Chavannes 3 mesi fa


Il potere degli alimenti vivi - Estratto da "Il Grande Manuale dei Germogli"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Carole Dougoud Chavannes e scopri tutti i benefici dei germogli per l'organismo e per la sua salute

Ciò che è unico nella germogliazione sono leggerezza e concentrazione al tempo stesso. I cosmonauti lo hanno verificato con successo. Leggerezza perché la germogliazione trasforma gli elementi nutritivi del seme in sostanze predigerite. Concentrazione poiché i valori di partenza aumentano in modo spettacolare con una produzione di enzimi aggiuntiva.

Indice dei contenuti:

Digeribili, energetici, concentrati

Le proteine sono trasformate in amminoacidi liberi, direttamente assimilabili (solubili in acqua) ed economizzanti la funzione pancreatica.

Sono numerosi i semi germogliati che contengono tutti gli amminoacidi essenziali: quinoa, amaranto, trifoglio, girasole. Questi vi aumentano in valore e quantità. Per esempio la lisina nei cereali.

L’amido è degradato e gli zuccheri semplici facilmente assimilabili aumentano.

I lipidi sono trasformati in acidi grassi assimilabili dall’intestino tenue (economia della funzione pancreatica).

I minerali sono fissati meglio, perché essi partecipano a una biochimica viva in unione con enzimi e oligoelementi, la loro concentrazione aumenta da cinquanta volte a diverse centinaia di volte. I minerali rari sono chelati e resi bioassimilabili.

Le vitamine sono centuplicate (da dieci a mille volte, diverse centinaia) e rese biodisponibili: soprattutto le vitamine C, A, E e quelle del gruppo B; oppure semplice-mente appaiono, come i carotenoidi (la provitamina A).

Gli enzimi nutritivi sono creati in grandi quantità così come la clorofilla e il magnesio.

Le calorie sono basse, l’indice glicemico pure (degli alleati per stabilizzare un giusto peso).

Le scorie sono ridotte al minimo, economizzando il funzionamento del metabolismo.

Con il germoglio si è all'inizio dei ciclo. Con il seme si è alla fine di esso, alla frutta

L’embrione, l’uovo, il neonato e il seme che germoglia sono i più potenti degli organismi. In un uovo c’è solo ciò che è di estrema utilità, del concentrato.

Il seme germogliato rappresenta un picco nella crescita della pianta e consumarlo a questo stadio produce un cibo ottimale. Si può dire che si incorporano dei “bebé” in piena crescita al massimo della loro potenzialità.

Al giorno d’oggi, si vanno accumulando numerose informazioni sullo straordinario valore nutrizionale della germogliazione. In qualche giorno di germinazione un cereale o una leguminosa rivaleggiano in quanto a vitamina C con frutti come l’arancia, il ribes nero o l’olivello spinoso.

Il dottor Burkholder (dell’Università di Yale) ha dimostrato nell’avena germogliata un aumento della vitamina B2 del 1300%, della vitamina B6 e dell’acido folico del 500%.

«Più del 25% delle calorie del fagiolo mungo è di fonte proteica (proporzione superiore a quella di una bistecca). La proporzione ancora più elevata nei germogli di soia spiega il motivo per cui figurano sistematicamente nei menu in Asia» (Università di Purdue).

Con una quantità che va dai 10 ai 20 g di germogli di porro ci si avvantaggia del valore nutrizionale pari a 5 kg di porri crudi! Inoltre, 10 g di ravanelli germogliati equivalgono a 100 g di ravanelli, 20 g di germogli di broccoli a 200 g di broccoli.

Ciò è molto utile perché gli effetti dei vegetali si fanno sentire a partire da una certa dose che, assunta attraverso l’ortaggio intero, richiede uno stomaco allenato e tempi di digestione molto più lunghi.

Altro vantaggio: i germogli e i semi germogliati sono tollerati meglio dagli organismi delicati. I cereali germogliati non contengono che una bassissima quantità di glutine.

Aumento dei valori nutritivi dei grano dopo 5 giorni di germogliazione

  • Vitamina C: dal 5 al 600%
  • Vitamina A: dal 2 al 300%
  • Vitamina E: 300%
  • Vitamina B2: 300%
  • Vitamina B3: dal 10 al 25%
  • Vitamina B5: dal 40 al 50%
  • Vitamina B6: 200%
  • Apporto proteico: 15%
  • Calcio: dal 45 al 71%
  • Magnesio: dal 133 al 342%
  • Fosforo: dal 423 al 1050%

Gli enzimi: scintille di vita

A parte la concentrazione di nutrienti, ciò che distingue i cibi germogliati dagli altri ortaggi è il loro alto tenore di enzimi. Grazie ai lavori del dottor Edward Howell, sappiamo quanto siano importanti gli enzimi alimentari nella nutrizione umana. Ci sono circa 100.000 enzimi attivi nel corpo umano, che fanno da scintille per tutti i processi vitali. Essi accelerano (catalizzano) le reazioni chimiche negli organismi viventi.

Senza enzimi, l’attività è paralizzata. Per esempio, una reazione che ci mette un secondo a realizzarsi in presenza di un enzima ci metterà 12 giorni in sua assenza (accelerazione di un milione di volte).

Si distinguono:

  • Gli enzimi metabolici atti a riparazione, formazione e funzionamento della cellula, processi immunitari, respiratori, attività sessuale, ormonale.
  • Gli enzimi digestivi che favoriscono l’assorbimento dei nutrienti ottimizzando la digestione (proteasi, lipasi, amilasi, lattasi e tripsina sono implicati nella decomposizione delle proteine, dei carboidrati e dei grassi ingeriti). Si trovano nella saliva, sulle pareti dello stomaco, nel liquido pancreatico (circa 1,5 1 al giorno) e nell’intestino.
  • Gli enzimi nutritivi che sono apportati dagli alimenti crudi e vivi; la natura ha dotato questi cibi di enzimi necessari alla loro propria assimilazione risparmiando il sistema digestivo (stomaco e pancreas), purché essi siano liberati tramite la masticazione. Masticare e impregnare il bolo alimentare con i succhi salivari è fondamentale per iniziare la digestione di farinacei e grassi.

Attenzione: nell’involucro dei semi ci sono degli enzimi inibitori della crescita del germe che possono causare disturbi digestivi. La tradizione sa che occorre eliminarli ammollando e risciacquando cereali e legumi prima della cottura, o meglio ancora facendoli germogliare (soia).

Il capitale enzimatico

Alla nascita disponiamo di un potenziale enzimatico che varia secondo la nostra genetica. I popoli che sono rimasti vicini alla natura dispongono di un capitale più rilevante e più solido dei popoli civilizzati che hanno ipotecato il loro con pratiche ripetute di distruzione della vita. Come sottolinea il dottor Howell, questo capitale può essere risparmiato o sprecato a seconda dello stile di vita.

L’organismo è in grado di produrre enzimi, ma più lo si obbliga ad attingere alle sue risorse per produrre enzimi digestivi, più velocemente queste si esauriscono con il passare degli anni. Ciò avviene a scapito degli enzimi metabolici, sottratti ai diversi sistemi creando carenze e scatenando una dilatazione degli organi, in special modo del pancreas, e rendendo fragili i processi di rigenerazione e immunità dell’organismo.

A meno che non consumiamo cibi crudi e germogliati, a ogni pasto attingiamo a questo capitale enzimatico e dilapidiamo il nostro capitale-salute (causa di un invecchiamento accelerato). Un’alimentazione regolarmente carente di enzimi sembra essere la causa di disordini cronici, allergie e malattie degenerative, fenomeni che tendono a esacerbarsi negli anni.

Mano a mano che avanziamo con l’età è sempre più vantaggioso aumentare il consumo di cibi crudi e germogliati ricchi di enzimi e acidi grassi poiinsaturi. Numerose malattie possono essere migliorate e guarite con un apporto sufficiente di enzimi riparatori, la cui miglior fonte è costituita da alimenti vivi. Altrimenti è necessaria un’integrazione di enzimi digestivi (perle a base di alghe, germogli e verdure disidratate). Fate attenzione a procurarvi enzimi efficaci e di qualità!

Limitate lo spreco con buone abitudini!

I cibi crudi partecipano alla loro autodigestione fino al 75% senza sollecitare una vostra produzione di enzimi. I cibi vivi ricolmi di enzimi vi partecipano al 100%. Secondo il dottor Howell essi aiutano pure la digestione degli alimenti cotti ingeriti insieme così come farebbero degli integratori alimentari.

Abbiamo quindi tutto da guadagnare nell’accompagnare i nostri piatti caldi con qualche pizzico di germogli. Per esempio, germogli di cipolla, d’aglio o di porro con salmone, pollo o verdure cotte in un panino; germogli di alfalfa, crescione o broccoli con una minestra o dei cereali; germogli di ravanello con pietanze al formaggio o un involtino primavera. Abbiatene sempre di pronti da portare con voi per accompagnare i vostri piatti di cibi cotti. Questa abitudine vi darà la propensione a consumarne ogni giorno e ad aumentarne la quantità e la varietà.

La zuppa di miso servita all’inizio del pasto in Giappone è molto ricca di enzimi che preparano alla digestione. Per creare supplementazioni molto vitali, vedere le ricette (Parte 3).

Fenomeno di moda o presa di coscienza?

Il mercato degli integratori non potrà mai sostituire il valore nutrizionale perfettamente organizzato dalla natuta e il suo potenziale vitale, a prezzi che sfidano qualsiasi concorrenza. Coltivare germogli procura una indipendenza assoluta a tale livello. Con qualche centesimo di spesa a pasto avete macro e micronutrienti a profusione. Con i giovani germogli verdi fate il pieno di sole, concentrato vitale e preziosa clorofilla. Sono numerosi coloro che hanno compreso la manna che essi rappresentano. Il cibo è allo stesso tempo il nostro migliore amico e il nostro peggior nemico, una medicina o un veleno. «Siamo il riflesso delle nostre scelte alimentari» (Ludmilla de Bardo).

Da due a tre volte al giorno incorporiamo alimenti che plasmano il nostro corpo e la nostra mente. Essi possono apportarci la vita, sostenerla, rallentarla, attaccarla o distruggerla.

Secondo la classificazione di E.B. Szekely nel suo Vangelo esseno:

  • Gli alimenti biogenici generano la vita (senza leucocitosi digestiva): sono i legumi, i cereali, i vari tipi di noci e le alghe, il polline e la pappa reale, i funghi. Dose consigliata: dal 20 al 50% del regime dietetico quotidiano.
  • Gli alimenti bioattivi sostengono la vita: sono frutta e verdura fresca. Dose consigliata: il 50% del regime quotidiano.
  • Gli alimenti biostatici rallentano la vita e accelerano l’invecchiamento: sono gli alimenti cotti, grassi, fritti, non freschi. Consiglio utile: non superare il 5% di prodotti animali {The China Study, vedi Bibliografia).
  • Gli alimenti biocidi distruggono la vita: sono i cibi raffinati, denaturati, pieni di prodotti chimici (additivi, pesticidi, conservanti). Da consumare eccezionalmente perché ci privano di ossigeno.

Gli alimenti crudi e germogliati evitano la leucocitosi digestiva

Con il termine leucocitosi digestiva si designa l’aumento del numero di globuli bianchi dopo l’ingestione di alimenti cotti o elaborati.

E nota a tutti la sonnolenza che segue un buon pasto e la sensazione che l’energia abbia “disertato” il cervello per concentrarsi a livello della digestione. «Se assunti in quantità superiore al 25% del totale il corpo riconosce i cibi cotti come aggressori e si sforza di eliminarli producendo leucociti (globuli bianchi) come se reagisse a un attacco (risposta immunitaria). I globuli bianchi si precipitano verso l’intestino, luogo dell’“aggressione”. Solo i cibi crudi e i cotti a bassa temperatura non aggrediscono l'organismo e vengono riconosciuti come fisiologici. Un 10% di cibi crudi assunti a inizio pasto diminuisce la reazione» (Paul Kouchakoff).

Più gli alimenti sono ricchi e pesanti e più la reazione immunitaria è forte. Al contrario, i cibi biogenici e bioattivi non provocano alcuna reazione del sistema immunitario, contengono i loro propri enzimi digestivi, facilitano le reazioni metaboliche, la rigenerazione cellulare e aumentano la resistenza immunologica in modo spettacolare. Negli Stati Uniti, in molte cliniche si ottengono guarigioni da malattie gravi e ritenute incurabili grazie all’alimentazione viva. Queste tecniche sono in parte ispirate a quelle degli Esseni.

I nostri organi emuntori sono affaticati dal dover eliminare notte e giorno le scorie dei nostri eccessi. Se l’alimentazione viva è così efficace significa che essi aspirano al riposo e si giovano al 100% di questi cibi che non daranno loro alcun sovrappiù di lavoro.

Punto di sazietà e masticazione

Mangiamo troppo, troppo ricco, troppe poche fibre, troppo povero... e trangugiando! I cibi ben masticati sono digeriti già per la metà; non bisogna sottostimare l’azione della saliva, ricca di enzimi digestivi. Quando si realizza che masticare risparmia l'apparato digerente, si scopre questo piacere consciamente. Il germe contiene il 20% di fibre utili per il transito intestinale ed esse sono più dolci delle fibre secche come la crusca.

Il consumo di alimenti vivi consente di raggiungere un punto di sazietà preciso, difficile da superare come succede nel caso dei cibi cotti.

Chi dice cellule sane dice organismo ringiovanito

Si invecchia? E se si ringiovanisse? Si ha l’età della propria mente, delle arterie, e prima ancora, delle proprie cellule. Aumentando la dose di cibi vitali, biogenici, quali sono i risultati? Si ha più ossigeno a disposizione delle cellule. Secondo il dottor Gabriel Cousens l’ossigeno è il nutrimento più importante.

La vitamina O non è facile da conservare nelle cellule a causa dell’ambiente inquinato e stressante e per l’alimentazione acidificante. L’ossigeno viene monopolizzato per eliminare le sostanze tossiche dell’organismo (inquinanti, infezioni, malattie) mentre la sua funzione primaria sarebbe quella di fornire l’energia che assicuri l’ossidazione degli alimenti. Allo stesso modo, in atmosfera, tutti i sistemi inquinanti lo sono tanto più quanto essi sono in grado di rubare l’ossigeno di cui abbiamo bisogno e che si va rarefacendo.

L’ossigeno viene dalle zone pure (montagne, laghi, foreste), dalle piante verdi d’appartamento o dall’alimentazione. Privilegiando cibi ricchi di ossigeno guadagnamo due volte: offrendo ossigeno alle nostre cellule e risparmiando l’ossigeno che sarebbe speso per la digestione di alimenti “dissipatori di ossigeno”. Sono i grassi quelli che ne rubano di più per essere metabolizzati, soprattutto i grassi di origine animale. E come mettere un grosso ceppo nel fuoco che richiede parecchia energia per bruciare. I legnetti piccoli rappresentano i carboidrati, essi bruciano regolarmente e necessitano di meno ossigeno (regime dietetico degli atleti). Ma sono i cibi ricchi di clorofilla quelli che forniscono di gran lunga il maggiore contenuto di ossigeno.

La preziosa clorofilla, un regalo della natura

E un pigmento verde o color porpora presente nelle piante in crescita (propria del regno vegetale).

E la trasformazione, attraverso la fotosintesi, della luce solare in energia utilizzabile da tutti gli esseri viventi: piante, animali, uomini. Una sorta di pila elettrica vivente per curarsi e autoripararsi. Contiene composti minerali e proteine. Ann Wigmore la chiamava il sangue della pianta e il dottor Bircher energia solare condensata. Tutte le foglie verdi la contengono.

I succhi di erbe sono composti per il 50-70% di clorofilla cruda. L’emoglobina che trasporta l’ossigeno nel sangue è praticamente identica alla clorofilla a livello molecolare con la differenza del nucleo centrale (un atomo di ferro per l’emoglobina e uno di magnesio per la clorofilla).

La clorofilla stimola la formazione dell’emoglobina e combatte l’anemia (aumentando i globuli rossi), permette una migliore circolazione e ossigenazione e il drenaggio dell’organismo. Un sangue ossigenato stimola il sistema immunitario, facilita l’assimilazione del calcio (muscoli, cuore, nervi, ossa).

La clorofilla aiuta a eliminare l’acido urico e i metalli pesanti. Si è constatato che riduce la costipazione, i gas e gli odori del corpo; essa accelera la cicatrizzazione e la rigenerazione delle aree ferite. Questa attività enzimatica si riassume in una resistenza accresciuta agli inquinanti (interni o esterni) (si veda il capitolo sull’erba di grano, p. 201).

  • Cibi ricchi di ossigeno: acqua, frutta e verdura, tutti i germi e germogli, cereali e legumi, semi oleaginosi, alghe, funghi e soprattutto verdure a foglia verde scuro, broccoli, cavoli ed erbe verdi da germinazione.
  • Cibi ricchi di carboidrati: cereali, legumi, patate, patate dolci, carciofi, zucca, sesamo, alghe brune.

Il Grande Manuale dei Germogli

Come coltivarli, proprietà nutrizionali, ricette sane

Carole Dougoud Chavannes

Scopri il potere del cibo vivo. Tutto ciò di cui il corpo ha bisogno per ottimizzare il suo funzionamento si trova nei germogli: vitamine, proteine, minerali, lipidi polinsaturi, zuccheri di qualità e soprattutto enzimi. Ne...

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Disponibilità: Immediata

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Carole Dougoud Chavannes

Carole Dougoud-Chavannes, esperta di germogli e attiva nell’ambito della gastronomia salutistica dal 1971, ha fondato e gestito due ristoranti vegetariani a Ginevra. La sua attività le ha permesso di scoprire le ricchezze della vita vegetale in tutte le sue forme. Formatasi...
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