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I fermenti lattici: gli ingredienti per mantenere la salute

di Romina Rossi 2 mesi fa


I fermenti lattici: gli ingredienti per mantenere la salute

A cosa servono i fermenti lattici? Quando assumerli? E quali sono i migliori?

Negli ultimi anni si fa un gran parlare di fermenti lattici, probiotici e prebiotici. Ci vengono presentati come indispensabili per la nostra salute. E in effetti lo sono.

Ma che differenza c’è fra i tre e quando sono realmente da prendere? In che modo, poi, sono importanti per la nostra salute?

Indice dei contenuti:

Fermenti lattici, probiotici e prebiotici

I fermenti lattici sono dei batteri che producono l’acido lattico in seguito a fermentazione degli zuccheri solubili.

Si distinguono diverse famiglie di fermenti lattici, le più note sono il Lactobacillus, lo Streptococcus, il Lactococcus e il Leuconostoc. Sono ceppi che sono già in gran parte presenti nel nostro intestino, e che assumiamo con la dieta.

A seconda del ruolo che questi fermenti lattici svolgono, si dividono in:

  • probiotici: si intendono gli alimenti che, ingeriti, migliorano il bilancio del microbiota umano. Non a caso, probiotico significa “in favore della vita”.
    Si chiamano anche fermenti lattici vivi. Perché si tratta di batteri, funghi e altri microrganismi non patogeni e non tossici. Essi lavorano adottando un sistema di mutuo aiuto. Questi non producono acido lattico ma sostanze altrettanto vitali, come le vitamine;
  • prebiotici: sono invece gli alimenti non digeribili che hanno comunque effetti sulla salute. Stimolano selettivamente la crescita di uno specifico gruppo di batteri nel colon.
    Sono nello specifico, il nutrimento dei probiotici e ne stimolano l’attività gastro-intestinale. Li troviamo soprattutto negli alimenti che contengono fibre.

Una prima e buona fonte di batteri ce la accaparriamo con l’alimentazione. Ci sono fasi della vita, tuttavia, in cui un aiuto esterno è necessario.

Prima di capire quando assumere i fermenti lattici, entriamo a dare un’occhiata al complesso e affascinante mondo del nostro intestino, e cerchiamo di capire qual è la relazione fra i fermenti lattici e la salute.

L’importanza dei batteri intestinali

Nel nostro intestino vive un organo invisibile che di umano non ha granché ma che è indispensabile per la nostra salute. Fino a qualche tempo fa si chiamava flora batterica intestinale. Più recentemente, vista l’importanza che questa ha assunto, tanto da essere definita un organo, ha preso il nome di microbioma intestinale.

Che cos’è nello specifico questo microbioma? Si tratta di miliardi di ceppi diversi di virus, batteri e funghi che iniziano a colonizzare il nostro intestino fin dalla nostra permanenza in utero, attraverso il liquido amniotico e lo scambio di sangue con la madre.

Si calcola che solo nell’intestino vivano 1 miliardo di microbi, contro gli appena 20 mila geni contenuti nelle cellule umane.

Anche il tipo di parto, il tipo di allattamento, lo svezzamento e l’ambiente in cui viviamo contribuiscono a formare il nostro personale microbioma.

Quello che è stupefacente è il ruolo che il microbioma ha all’interno del nostro corpo. Esso, infatti, per quello che se ne sa finora, è coinvolto:

  • nella crescita degli organi;
  • nella regolazione della digestione e del comportamento;
  • nella sintetizzazione di sostanze indispensabili per il nostro organismo, come la vitamina K;
  • nell’attivazione delle principali funzioni del metabolismo: dalle attività muscolari all’equilibrio ormonale, fino alle funzioni cerebrali e del sistema nervoso;
  • nell’attivazione del sistema immunitario che ci protegge dai microbi nocivi.

E potrebbe avere tante altre implicazioni, di cui ancora la scienza non è a conoscenza.

Quello che è sempre più evidente è che il microbioma intestinale è uno dei principali attori nel mantenimento della nostra salute.

È fondamentale che la colonia batterica intestinale sia il più sana possibile, al fine di mantenere la salute il più a lungo possibile. Ma come si fa a capire quando un microbioma è sano?

Come si mantiene in salute il microbioma intestinale

Considera il microbioma come un vasto ecosistema: i batteri che lo popolano, detti simbionti, sono diversi e appartengono a specie diverse.

La diversità di specie è la chiave per la nostra salute: più specie microbiche abbiamo nell’intestino, più capacità abbiamo di recupero di fronte a un pericolo. Se invece le specie sono poche, ci sarà più probabilità di essere vulnerabili agli attacchi nemici. Saremo più inclini a subire infezioni.

I fattori che indeboliscono e impoveriscono il microbioma sono:

  • l’uso di farmaci antibiotici, che fanno piazza pulita di tutto ciò che incontrano lungo il loro percorso, non distinguendo fra microbi buoni e microbi dannosi;
  • una dieta sregolata, a base di: zuccheri, prodotti farinacei e confezionati industrialmente contenenti conservanti, additivi e coloranti, grassi e carni lavorate;
  • uno stile di vita errato, sedentario;
  • lo stress.

Quando il microbioma non è sano, è facile che si manifesti la disbiosi, una particolare condizione intestinale che si manifesta con feci alterate e maleodoranti, dolori, gonfiori e astenia.

Per contro invece, possiamo rafforzare il nostro microbioma partendo da un’alimentazione ricca di fibre come la verdura. Da preferire fresca e biologica.

Sì anche a spezie che aumentano la salute del microbioma e agli alimenti fermentati. Questi ultimi – yogurt, kefir, kombucha, verdure fermentate e miso – contengono naturalmente fermenti lattici vivi e probiotici, che sono, appunto, quelli che tengono in salute il microbioma.

Quando integrare i fermenti lattici

Ora che abbiamo capito che i fermenti lattici sono benefici al microbioma e che un microbioma forte garantisce una buona salute, cerchiamo di capire quando vanno assunti i fermenti lattici.

Anche se fanno bene, è meglio non abusarne, ma farne uso quando ce n’è necessità.

I casi in cui possiamo fare ricorso ai fermenti lattici sono:

  • nei periodi di stress, che indebolisce il microbioma. Il corpo lo considera, soprattutto quando è continuativo e prolungato, come un’infiammazione causata da agenti patogeni.
    Il sistema immunitario viene quindi attivato per far fronte a questa ipotetica emergenza. Facendo così, però, ne scaturisce un generale indebolimento, che permette a veri patogeni più pericolosi di entrare in azione indisturbati. E il sistema immunitario sarà meno reattivo e pronto a difenderci;
  • con l’assunzione di antibiotici: se si fanno cure antibiotiche andrebbero sempre associati i fermenti lattici. In questo modo si evita sia l’indebolimento del microbioma intestinale, che con l’antibiotico tende ad essere gravemente compromesso, sia di avere recidive di infezioni;
  • in tarda età: quando è più facile che il microbioma si indebolisca;
  • in caso di diarrea o stitichezza: i fermenti lattici aiutano a ripristinare la corretta funzionalità intestinale, riportandola all’equilibrio. Si possono assumere anche in caso di gonfiore, gas intestinali e candidosi;
  • quando ci sono infiammazioni o infezioni in atto: un microbioma rafforzato corrisponde a un sistema immunitario più reattivo. Non solo il microbioma lo attiva, ma contiene da solo il 95% del sistema immunitario;
  • come prevenzione: soprattutto quando ci dobbiamo recare all’estero, in Paesi tropicali dove è facile contrarre malattie gastro-intestinali. Oppure nei cambi di stagione, quando nel nostro intestino si rinnova la flora batterica, dovuto al cambio di alimentazione.

Quali fermenti lattici scegliere

Come facciamo a scegliere i fermenti lattici più adatti a noi? In commercio ormai ce ne sono talmente tanti che scegliere è davvero un’impresa.

Di solito sarebbe bene preferire i fermenti lattici polivalenti, che contengano più specie batteriche. Così c’è più possibilità di reintegrare quelle mancanti e di eliminare invece quelle dannose.

Meglio optare per quelli che contengono anche un alto numero di batteri, perché solo una piccola parte di essi arriverà attiva nell’intestino. Mentre tutto il resto viene eliminato.

Vanno assunti per almeno 4 settimane e a stomaco vuoto.

I prebiotici invece li assumiamo soprattutto con l’alimentazione, con tutti i cibi ricchi di fibre vegetali, fra cui l’inulina che si trova in asparagi, legumi, avena, tarassaco e frutta secca.

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Romina Rossi

Romina Rossi, giornalista pubblicista, fa parte della redazione della rivista “Vivi Consapevole”. L’amore per la Natura e la curiosità di capire i complicati e delicati meccanismi di funzionamento dell’uomo, la portano a intraprendere studi di Naturopatia all’Istituto di Medicina...
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