Vai al contenuto principale Vai al footer

  +39 0547 346317
Assistenza dal Lunedì al Venerdì dalle 8 alle 18, Sabato dalle 8 alle 12

Homeschooling e socializzazione

Come socializzano i bambini senza la scuola?

L'obiezione principale che viene fatta a chi sceglie l'istruzione parentale è quella relativa alla socialità: come possono socializzare i bambini senza la scuola?

Per fare una domanda o un'obiezione di questo tipo bisogna prima di tutto partire dalla consapevolezza che socialmente esiste un pregiudizio, cioè una convinzione di base scontata, secondo la quale l'unico modo per un bambino di socializzare sia quella di andare a scuola. Dunque se si incontra una famiglia che non manda a scuola il proprio figlio, facilmente si pensa che questi sarà un bambino isolato e magari taciturno, o comunque problematico.

Inoltre un'obiezione di questo tipo presuppone un altro tipo di pregiudizio, ossia la definizione stessa di 'socializzazione', che se è equiparata al fatto di andare a scuola deve significare qualcosa tipo: "socializzare significa stare più anni con 20/30 persone della stessa età (anche se magari non ti sono proprio simpatici), seguendo regole e principi imposti dagli adulti, dove spesso il tempo di giocare e stare semplicemente insieme si rivela assai ridotto, ovvero la ricreazione di 10 o 15 minuti".

Partirei dunque proprio da questo chiedendomi: esiste davvero una definizione unica di "socializzazione"? E poi, esiste davvero un unico modo per socializzare?

Indice dei contenuti:

Chi si iscrive a questa newsletter sceglie di stare meglio, ogni giorno

Iscriviti ora per ricevere consigli pratici, approfondimenti selezionati e ispirazioni utili per prenderti cura di te, scegliere con più libertà e consapevolezza per stare bene ogni giorno.

In più, ricevi subito il 10% di sconto sul tuo primo ordine e 50 punti premio da spendere sul sito.

Ancora un passo e sei dentro...

Iscrivendoti alla newsletter di Macrolibrarsi riceverai:

  • la newsletter con i nostri consigli di benessere: una guida indispensabile per fare chiarezza e trovare le soluzioni per stare bene più adatte a te
  • il 10% di sconto sul tuo primo ordine su Macrolibrarsi;
  • 50 punti premio da usare sul sito;
  • le migliori promozioni e offerte speciali. Niente spam, solo contenuti selezionati, dai quali potrai disiscriverti in ogni momento.

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Niente spam e potrai disiscriverti in ogni momento.

Che cos'è la socializzazione?

Prima di tutto la socializzazione riguarda ogni essere umano, non solo i bambini. Tutti abbiamo necessità di relazioni per vivere e sopravvivere. Poche o tante che siano, ne abbiamo tutti necessità. L'uomo è dunque un essere sociale per sua natura.

Come si può allora pensare anche per un solo istante che un bambino non stia socializziando soltanto perché non frequenta ogni giorno un'aula di scuola? I compagni con cui sta li ha scelti vermente? Dico questo perché un giovane o un adulto sceglie le proprie amicizie, e non sono necessariamente dei coetanei.

Io personalmente ho un'amica che ha 11 anni più di me, una 5, una ne ha 3 in meno, di qualche altra non so nemmeno l'età. Ma allora perché dobbiamo chiedere ai bambini di stare per forza bene con altri bambini che non hanno scelto? È proprio sicuro che in questo modo socializzino?

No, non può essere questo un criterio di base per stabilire cosa sia la socialità, semmai può essere un'opportunità dove poter scegliere le loro amicizie.

Una possibile definizione di socializzazione potrebbe eventualmente essere "la capacità di sapersi relazionare a persone di ogni età, ponendosi di fronte col proprio essere senza svalutarsi né prevaricare". Personalmente preferisco una definizione di questo genere. Ma se così fosse, ne consegue che un bambino ha l'occasione di socializzare in qualunque contesto: in famiglia, con gli amici, in un negozio, al cinema, dal medico e così via (e quindi anche a scuola, ma non soltanto a scuola).

Ma esiste davvero una unica definizione di questo termine?

Esiste davvero una definizione "giusta" di socializzazione?

Per quanto mi riguarda no.

Ogni essere umano che si incarni sulla terra sarà necessariamente diverso da chiunque altro sia venuto prima, sia contemporaneo o debba arrivare in seguito.

Se siamo dunque tutti così unici come può un'unica definizione andar bene per tutti? A maggior ragione questo riguarderà i bambini, che per la loro tenera età si stanno affacciando al mondo, curiosi di vederlo e conoscerlo.

Ognuno di noi ha una sua propria indole, dunque ad esempio ci sono persone più o meno introverse o più o meno estroverse in una scala difficilmente misurabile. Queste sono semplicemente caratteristiche che esprimono la diversità, e magari non tanto problemi da risolvere.

Esempi concreti

Io personalmente ho due figlie completamente diverse l'una dall'altra, come potrei indurle a socializzare allo stesso modo? In questi anni ho avuto modo di incontrare diversi genitori preoccupati per i propri figli che a scuola da sempre alla fine stanno immancabilmente da soli, non legano con nessuno della classe, o al massimo con una persona. Come si può farne una "colpa"? O peggio ancora una patologia?

Mio marito è l'uomo più felice del mondo nei lunghi momenti di pacchia della sua solitudine, non gli manca niente e non soffre per nulla di questo, perché bisognerebbe costringerlo a essere qualcosa di diverso?

È come se avessi una petunia che cercassi continuamente di trasformare in rosa... ma perché?

Perché permettiamo la solitudine a noi adulti e non a un bambino che sta così bene nel suo tempo libero? Magari questo lo rende così creativo da fargli tirar fuori cose che un adulto non si aspetterebbe mai, soprattutto se pensiamo ai bambini come contenitori vuoti da riempire, invece che come dei semi ricchissimi, diversi ognuno dall'altro e stracolmi di potenzialità.

Chi invece fosse più estroverso avrà certamente bisogno di stare con molte persone, ciò che conta è vedere qual è la natura intrinseca di ogni bambino e assecondarlo.

C'è da dire infine che fare homeschooling non significa per nulla "stare da soli", al contrario personalmente le mie più belle amicizie sono iniziate proprio quando mi sono tuffata in questa scelta, e ciò vale anche per i bambini. Le opportunità di stare insieme possono essere davvero svariate.

Mia figlia più grande ha iniziato veramente a giocare con altri bambini con l'istruzione parentale. È sempre stata a suo agio a giocare con uno o due compagni, mentre nel suo primo e unico anno di scuola sentivo un tuffo al cuore quando andavo a prenderla e nel grande cortile della scuola gremito di bambini la guardavo per dieci minuti mentre giocava da sola con la palla contro il muro.

Mia figlia più piccola invece sente il bisogno di stare in gruppo, ma questo sta avvenendo mentre si fa più grande. Da piccolina invece aveva più bisogno della famiglia, della mamma, e l'ho sempre vista piena di vita indipendentemente dal fatto che fosse con altri, con la sorella o anche da sola. È come se nell'esperienza della libertà di essere davvero una bambina avesse in qualche modo imparato a sentirsi nella sua pienezza, che si esprime in ogni situazione.

Il fatto è quindi che il significato di socializzazione non soltanto varia da bambino a bambino, ma anche nella vita di uno stesso bambino può cambiare a seconda del periodo che sta vivendo.

Ciò che sto vedendo in tutto e per tutto è che l'esperienza dell'istruzione parentale è una grandissima occasione per imparare ogni giorno a stare nel presente, a vivere il momento presente come unico e irripetibile, e non sentirsi mai comodi in una specie di poltrona dove sapere cosa verrà dopo, perché se osservi attentamente i tuoi figli e te stesso sai che questo non è possibile.

Un grande maestro insegnava a non vivere nella comodità della sicurezza, perché questo non è vivere, è una specie di modo di essere morti, perché hai già deciso come sarà domani senza aprirti alla possibilità di imparare qualcosa di nuovo.

Con ciò non intendo affatto demonizzare la pianificazione, anzi al contrario io la uso e mia figlia più grande è tutta un 'planning', ma questa è un'altra cosa e non preclude affatto la consapevolezza di continuare a ignorare cosa succederà il momento successivo a quello presente.

 

Per approfondire il tema dell'homeschooling puoi leggere anche l'articolo dal titolo "Come mai oggi niente scuola?" ma anche...

Chi si iscrive a questa newsletter sceglie di stare meglio, ogni giorno

Iscriviti ora per ricevere consigli pratici, approfondimenti selezionati e ispirazioni utili per prenderti cura di te, scegliere con più libertà e consapevolezza per stare bene ogni giorno.

In più, ricevi subito il 10% di sconto sul tuo primo ordine e 50 punti premio da spendere sul sito.

Ancora un passo e sei dentro...

Iscrivendoti alla newsletter di Macrolibrarsi riceverai:

  • la newsletter con i nostri consigli di benessere: una guida indispensabile per fare chiarezza e trovare le soluzioni per stare bene più adatte a te
  • il 10% di sconto sul tuo primo ordine su Macrolibrarsi;
  • 50 punti premio da usare sul sito;
  • le migliori promozioni e offerte speciali. Niente spam, solo contenuti selezionati, dai quali potrai disiscriverti in ogni momento.

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Niente spam e potrai disiscriverti in ogni momento.


Ultimi 4 commenti su Homeschooling e socializzazione

G
Gilda M.

Recensione del 03/09/2026

Valutazione: 5 / 5
M
Mattia D.

Recensione del 27/11/2024

Valutazione: 3 / 5
B
Barbara B.

Recensione del 23/11/2024

Valutazione: 5 / 5
L
Lia M.

Recensione del 07/11/2024

Valutazione: 5 / 5

Altri articoli che ti potrebbero interessare

Giochi da fare in casa in inverno (per bambini da 0 a 99 anni)

1895 visualizzazioni. 5 commenti.

Ciao ciao, ciuccio!

67 visualizzazioni. 4 commenti.

Fiori di Bach: un valido aiuto per le mamme in gravidanza

6385 visualizzazioni. 5 commenti.

Che bello averti qui!

Grazie per la tua iscrizione alla newsletter di Macrolibrarsi! Abbiamo inviato un’email contenente il tuo buono sconto del 10%.

Qualcosa è andato storto