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Guida ai cuscini da meditazione

di Giulia Martinelli 1 mese fa


Guida ai cuscini da meditazione

Scegli il cuscino da meditazione giusto per essere comodo durante la pratica senza addormentarti!

Negli Yoga Sutra, Patanjali afferma l’importanza della meditazione: Dhyana. I benefici connessi a questa pratica sono innumerevoli e riguardano in modo olistico il nostro benessere.


Prendersi cura del nostro corpo e della nostra mente è fondamentale per vivere una vita più sana, armoniosa e più felice.


Esistono diverse tecniche di meditazione, alcune si svolgono da sdraiati (lo Yoga Nidra o Yoga del sonno), alcune si possono svolgere in piedi (meditazione camminata o le meditazioni di Osho), ma le più classiche pratiche prevedono di essere seduti con la schiena dritta e le gambe incrociate (in sukasana o in padmasana)

Per mantenere il nostro corpo nella posizione il più possibile corretta (e per non addormentarci durante la meditazione!) è fantastico utilizzare il supporto del cuscino da meditazione.

Più il nostro corpo sarà comodo e più la nostra mente riuscirà a concentrarsi.

In questo articolo parliamo di...

Indice dei contenuti:

Perché usare un cuscino da meditazione invece di un semplice cuscino?

I cuscini da meditazione sono creati appositamente per rendere la posizione seduta stabile e confortevole (sthira-sukham-āsanam per dirla sempre come Patanjali), per non curvare la schiena e per non farci addormentare le gambe mentre siamo seduti ricercando l’immobilità.

Forme diverse, quali scegliere?

Esistono forme differenti per i cuscini da meditazione: tondi, ovali, a mezzaluna e altezze diverse. Proviamo a sederci un attimo a terra a gambe incrociate, o portando un tallone davanti all’altro.

Portiamo l’attenzione alle nostre ginocchia. Rimangono alte, a diversi centimetri dal pavimento oppure sfiorano terra?

Se sono alte, il cuscino che molto probabilmente si adatterà meglio alle nostre esigenze è quello alto 20 cm, oppure quello medio da 15 cm.

Se con la pratica piano piano sentiremo le nostre anche più libere e, di conseguenza, le nostre ginocchia più basse potremo facilmente estrarre parte dell’imbottitura e regolare il nostro cuscino all’altezza che più si adatta al nostro corpo.

Se invece le nostre ginocchia sono quasi a terra, possiamo scegliere tra un cuscino da meditazione più basso, da 10 cm oppure uno a mezzaluna che garantisce un morbido supporto soprattutto sotto il sacro.

L’importanza dell’imbottitura!

Un altro dei motivi per scegliere un cuscino appositamente pensato per la meditazione è l’imbottitura. Mentre meditiamo vogliamo sentirci supportati e comodi, possibilmente senza alcuna sensazione di fastidio nel corpo, e percepire un piacevole calore in inverno e freschezza in estate.

I cuscini da meditazione garantiscono questa termoregolazione grazie alle particolari imbottiture: la pula e il kapok sono i più usati.

La pula (di diversi cereali come il farro, il grano saraceno, il miglio e il riso) è ciò che rimane dopo la decorticazione del chicco, i materiali sono trattati e di conseguenza anallergici. Questa particolare imbottitura produce un piacevole suono quando ci si siede.

Il kapok è invece una fibra naturale che si ricava dai frutti di un albero sudamericano, conosciuta anche con il nome di “lana vegetale”.

Creare un rituale

Ora che abbiamo scelto misura, forma e tipo di imbottitura non ci resta che lasciarci guidare dall’istinto per scegliere il colore che più ci rappresenta o che simboleggia una qualità che vogliamo attirare nella nostra vita. Possiamo sceglierlo in base ai colori dei chakra, o perché no, magari intonandolo al nostro yoga mat.

Un’ottima idea è quella di creare nella nostra casa un angolo dedicato esclusivamente alla pratica della meditazione: preparando uno spray con il nostro olio essenziale preferito da spruzzare nell’aria e sul cuscino da meditazione prima di sederci, lasciandoci ispirare dall’iconografia di una divinità posizionando una candela (fantastica per diffondere nell’ambiente la fragranza che amiamo o per la meditazione trataka) e magari personalizzando il nostro angolo con fiori freschi o con elementi di materiali naturali diversi (pietre, conchiglie…) che hanno per noi un qualche tipo di significato.


Creare un rituale è un modo non solo per celebrare un momento da dedicare esclusivamente a noi stessi, ma anche per facilitare l’ingresso nella meditazione.


Associando profumi, materiali e colori la nostra mente sarà più predisposta a lasciarsi cullare dal suono del respiro, ad accantonare i pensieri e ad abbandonarsi con consapevolezza nel vuoto magico della meditazione.


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Giulia Martinelli

Giulia Martinelli

Giulia Martinelli è insegnante di Vinyasa Yoga e Meditazione, esperta di comunicazione e creatività d’impresa. Sempre in cerca di nuovi progetti per esplorare il mondo e se stessa. Ama regalare sorrisi e benessere alle persone.
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