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Geni antichi controllano il vostro destino

di Steven Gundry 1 mese fa


Geni antichi controllano il vostro destino

Leggi un estratto dal libro "La Dieta Anti-Età" di Steven Gundry

Ho sempre pensato che sarei invecchiato come mio padre. Con il passare degli anni è ingrassato molto e ha sofferto di cardiopatia e di altre complicanze che spesso associamo all’invecchiamento, come rigidità articolare, mancanza di mobilità e diminuzione della massa muscolare.

Per un po’ sono effettivamente invecchiato quasi come lui. Per molti anni sono stato obeso, ho sofferto delle stesse emicranie che aveva lui ogni giorno, e avevo un’artrite tanto forte da dover indossare dei tutori al ginocchio per correre. Però correvo 40 chilometri alla settimana, andavo in palestra un’ora al giorno, e mangiavo in un modo che mi pareva sano.

Facevo tutto nel modo giusto - o così credevo - e pensavo che i miei malanni e l’invecchiamento precoce fossero dovuti a cattivi geni. Avevo lo stesso DNA di mio padre, mi dicevo, ed ero quindi destinato a essere sovrappeso e malato come lui.

Invece mi sbagliavo di grosso. Per fortuna l’ho capito prima che uno dei due ci restasse secco.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

La Dieta Anti-Età

Un programma alimentare per fermare l'invecchiamento con i cibi che allungano la vita

Steven Gundry

Nel corso degli ultimi decenni l’aspettativa di vita è molto aumentata, ma arrivare a un’età molto avanzata non significa necessariamente essere in forma. Nella Dieta anti-età Steven Gundry, cardiochirurgo di fama mondiale, delinea un nuovo...

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Indice dei contenuti:

Tutto sta nella flora batterica intestinale

Certo, avevo cose in comune con mio padre, in particolare molti problemi di salute identici ai suoi. Ma ciò che ho scoperto da allora è che condividevamo quei problemi non perché possedevamo lo stesso DNA, ma perché avevamo le stesse abitudini e vivevamo in ambienti simili, che avevano plasmato il nostro olobioma (i miliardi di microbi nei nostri corpi, sulla pelle e perfino in una nube attorno a noi) in modi incredibilmente simili. Ed erano quegli olobiomi e i loro geni a farci invecchiare tanto in fretta, non i nostri geni umani.

Forse vi risulterà difficile da credere, ma gli studi più recenti confortano questa teoria. Un’analisi statistica pubblicata su « Nature » nel 2018 ha rivelato che il microbioma intestinale (la parte dell’olobioma che vive nell’intestino) è plasmato da molti fattori, e che la «genetica dell’ospite» (esatto, siete semplicemente ospiti, cioè padroni di casa della flora batterica) ha un ruolo relativamente secondario nel determinare salute e longevità. Adesso leggete di nuovo la frase e assorbitene il significato. I geni umani hanno ben poco a che vedere con il vostro destino. Quando un paziente nuovo mi racconta la storia della sua famiglia, quello che fa è il riassunto delle abitudini alimentari e dello stile di vita della sua famiglia. A dire il vero, anche le persone che non sono imparentate tra loro, ma che vivono nella stessa casa, hanno microbiomi intestinali molto simili.

E non è tutto. Per i soggetti dell’analisi pubblicata da «Nature», lo stato dei batteri intestinali di un individuo era uno dei migliori anticipatori di fattori legati alla salute, quali la glicemia e l’obesità, rispetto alla genetica. In altre parole, avete maggiori possibilità di condividere le stesse condizioni di salute del compagno di appartamento o del coniuge che dei genitori biologici, e non per fortuna o per coincidenza, ma perché avete una flora batterica simile.

Questa non ha solo un impatto su certe malattie, ma influenza direttamente la salute e longevità di ogni parte del vostro corpo, dalla pelle agli ormoni ai livelli di energia cellulare. E ha un ruolo enorme nel determinare la qualità e durata della vostra vita.

Uno studio recente del China Institute ha raccolto e analizzato batteri intestinali di più di 1.000 soggetti cinesi sani dai 3 ai 100 anni e più. Gli scienziati hanno scoperto che un intestino sano è un indicatore fondamentale degli individui che vivono oltre i 100 anni. I partecipanti allo studio ultracentenari avevano una flora batterica estremamente simile a quella di individui che avevano fino a settantanni di meno, cioè dei trentenni!

Nel frattempo, uno studio rivoluzionario condotto nel 2017 ha rivelato per la prima volta i tipi specifici di batteri (nelle famiglie delle Ruminococcaceae, Lachnospiraceae e Bacteroidaceae) prevalenti nelle persone sane tra i 105 e i 109 anni, ma che diminuiscono normalmente di numero con l’età. Queste particolari famiglie di batteri favoriscono la salute durante l’invecchiamento, ma la maggior parte di noi li perde invecchiando. Chi arriva a 105 anni, però, riesce a conservare i microbi intestinali che lo mantengono giovane.

Non siete ancora convinti che la flora batterica abbia un ruolo fondamentale nel determinare la durata e qualità della vostra vita? Riflettete su questo: quando i ricercatori prelevano le feci dei ratti obesi e le danno da mangiare ai ratti magri, questi diventano grassi. E vero anche il contrario: mangiare gli escrementi dei ratti magri fa dimagrire i ratti grassi. Vi serve un esempio umano? Negli anni Trenta dei pazienti affetti da grave depressione ricevettero dei lassativi per ripulire il colon e poi clisteri con materia fecale di individui non depressi. Risultato: i pazienti sperimentarono un notevole miglioramento dell’umore.

Quando ero studente di medicina al Medical College of Georgia negli anni Settanta, molti pazienti che avevano assunto antibiotici ad ampio spettro - che allora erano considerati una nuova classe di farmaci - svilupparono una grave infezione del colon chiamata colite indotta da Clostridium difficile. Adesso sappiamo che non si trattava di una coincidenza: gli antibiotici eliminavano i batteri intestinali dei pazienti, rendendoli più soggetti all’infezione. Il fatto incredibile è che molti di quei pazienti furono curati con clisteri contenenti materia fecale di studenti di medicina sani, compreso il sottoscritto. Allora non sapevamo che la flora batterica nelle nostre feci guarì quei pazienti cacciando via i batteri nocivi, il Clostridium difficile.

Avere batteri intestinali giusti può rendervi più magri, più felici e curarvi perfino da malattie mortali. Restituire la giovinezza al microbioma potrebbe rendervi globalmente più giovani? Pare proprio di sì. Ma come? Per rispondervi, osserviamo meglio l’azione dei vostri microbi intestinali.

Microbi intestinali al lavoro

A vostra insaputa, gli abitanti del microbioma sono molto occupati, giorno e notte. Spetta a loro regolare aspetti fondamentali del vostro sistema immunitario, nervoso e ormonale (endocrino) ventiquattr’ore su ventiquattro. Ma forse il loro ruolo più importante consiste nel fornire un sostegno all’apparato digerente: la flora intestinale digerisce il cibo che mangiate, poi fabbrica vitamine, minerali, polifenoli, ormoni e proteine che spedisce dove c’è bisogno.

Per anni non abbiamo avuto idea di quanto fosse importante il microbioma sia per la digestione, sia per la fabbricazione di vitamine e ormoni. Adesso sappiamo che se i batteri nell’intestino non sono in grado di elaborare il cibo assunto, non trarremo vantaggi, per quanto benefico possa essere in teoria per voi. Questo vale per tutti gli animali. Perfino una termite non sa «mangiare» il legno: sono i batteri nel suo minuscolo intestino che svolgono l’azione di digerire il legno e trasformarlo in sostanze assorbibili. Senza di essi, la termite morirebbe di fame pur divorando tutto il legno di casa vostra. Come ha concluso uno studio del 2016 sull’impatto della dieta sulla longevità, «l’assorbimento dei nutrienti dipende dal vostro microbioma»?

Nel mio lavoro ho visto molti pazienti carenti di vitamine, minerali e proteine che si rivolgono a me non perché non li assumino, ma perché il loro microbioma non li elabora e/o non ne permette l’assorbimento. Quando scacciamo i microrganismi nocivi e stimoliamo la flora batterica a ripopolare il «quartiere», le carenze scompaiono, pensate un po’. Vedetela in questo modo: non siete ciò che mangiate, siete ciò che i vostri microbi intestinali digeriscono. Ed essa è in grado di digerire solo i cibi specifici che ha imparato a riconoscere e a elaborare per voi. Nel programma della Dieta anti-età comincerete a mangiare per la flora intestinale invece che per voi, ed essa vi ripagherà con gli interessi.

Ora vi farò sorridere: uno degli esperti di fitness e nutrizione più longevi del Ventesimo secolo, il californiano Jack LaLanne, che ho avuto il piacere di conoscere, prodigava questo consiglio sul cibo: «Se è buono, sputalo!» Ciò che intendeva dire senza ancora saperlo era: «Mangia per i batteri benefici, non per te!» E state su con il morale: il cibo che mangiate per la flora intestinale sarà delizioso anche per voi, ve lo prometto.

Ma la flora intestinale ha molte altre funzioni. Tiene sotto controllo il lievito o la candida (un inquilino normale in ogni intestino) e combatte la crescita eccessiva di altri microrganismi dannosi. Agisce anche come buttafuori, piantonando l’ingresso dell’intestino e insegnando al sistema immunitario quali cibi e sostanze sono benefici (o almeno innocui) e possono entrare, e quali possono essere nocivi e devono essere messi al bando. Questo particolare compito è diventato sempre più arduo nel corso degli anni perché le nostre diete sono diventate sempre più complesse (ne riparleremo).

La flora batterica crea anche i precursori di molti ormoni importanti e comunica con il resto delle cellule nel vostro corpo su ciò che succede nell’intestino. Come fa? Tra le altre cose, invia segnali diretti ai mitocondri, naturalmente. Pensavate che avessi dimenticato quegli organelli, rifugiatisi nelle cellule per trovarvi un riparo e un posto migliore dove vivere, che in cambio producono tutta l’energia necessaria alle nostre cellule? Certo che no. Anzi, credo che rappresentino l’anello mancante in quasi tutte le discussioni sulla longevità.

La confraternita dei batteri

La flora intestinale e i mitocondri hanno molto in comune a parte il fatto di derivare entrambi da batteri antichi. Mentre i microbi intestinali digeriscono il cibo che mangiate, i mitocondri scompongono (o digeriscono) i nutrienti per produrre energia. Sono un po’ come l’apparato digerente cellulare. E forse una coincidenza che i discendenti dei batteri controllino entrambi i tipi di « digestione»? Non credo, e spero che quando avrete terminato di leggere il libro non lo crederete neanche voi.

Avete ereditato i microbi intestinali e i mitocondri da vostra madre. Tanto per rinfrescarvi la memoria, i mitocondri sono batteri che vivono nelle vostre cellule. Contengono il proprio DNA mitocondriale (geni) che si divide separatamente dal resto del DNA della cellula contenuto nel nucleo. (Non adoravate la biologia al liceo?) Tutto il DNA mitocondriale è trasmesso dall’ovulo femminile, dalla madre al figlio. Quindi tutti i mitocondri e il loro DNA sono femminili. In modo analogo, vostra madre inizialmente ha popolato il vostro microbioma intestinale con i suoi batteri quando avete percorso il canale uterino e siete stati esposti ai batteri nella sua vagina.

Questo sistema ingegnoso si è protratto la prima volta che vostra madre vi ha allattato. Il suo latte conteneva speciali molecole di zucchero chiamate oligosaccaridi e galattoligosaccaridi che voi non riuscivate a digerire, ma che servivano ad alimentare la flora batterica da lei trasmessa. In altre parole, vostra madre nutriva due neonati contemporaneamente: voi e il vostro nuovo microbioma (ereditato da lei). Doveva fare in modo che entrambi iniziaste la vita nel migliore dei modi, un fatto incredibile che, come vedremo, avrà conseguenze estremamente positive anche per il cervello.

Mi piace considerare i batteri intestinali e i mitocondri, provenienti entrambi da vostra madre, come fratelli. E come tutti i fratelli che si rispettano, parlano spesso tra loro. (O almeno questo accade tra le mie due figlie.)

La flora racconta ai mitocondri cosa sta succedendo nella sua zona del condominio, e i mitocondri rispondono a quei resoconti intervenendo in un certo modo. Oltre a creare energia per le vostre cellule, i mitocondri si occupano di segnalazione cellulare, di differenziazione cellulare (come dovrebbe trasformarsi una certa cellula), morte cellulare e crescita cellulare. In altre parole, i mitocondri decidono se una cellula deve crescere rapidamente, lentamente o per niente. Ne riparleremo quando affronteremo il tema delle cellule cancerose.

Questo significa che i mitocondri hanno un ruolo cruciale nel processo di invecchiamento. In uno studio condotto alla University of Alabama a Birmingham, quando i ricercatori hanno indotto una mutazione cromosomica nei topi che ha prodotto una disfunzione mitocondriale, i topi hanno sviluppato delle rughe sulla pelle e un’estesa e visibile perdita di pelo nel giro di settimane. Quando la funzione mitocondriale è stata ristabilita, i topi hanno ritrovato la pelle liscia e il pelo folto. Inoltre nuove ricerche suggeriscono che i danni mitocondriali - e il fatto che i danni vengano riparati o no - dipendono in gran parte dai messaggi che i mitocondri ricevono dai loro fratelli che vivono nell’intestino. Mi state seguendo?

Forse vi chiederete come sono trasmessi questi messaggi. Benché mi piaccia definirli scherzosamente «sms», in realtà si tratta di segnali ormonali e chimici. Un tempo credevamo che il nucleo (chiamato anche centro di comando) di una cellula fosse responsabile di ogni comunicazione cellulare, ma potete togliere il nucleo a una cellula ed essa se la caverà benissimo e reagirà alle informazioni senza bisogno di avere un centro di controllo. La comunicazione infatti ha luogo nella membrana cellulare o nella membrana mitocondriale, non nel nucleo. Potete rimuovere l’hotspot e avere comunque il wi-fi. La flora intestinale produce sostanze simili agli ormoni e acidi grassi che entrano nel sangue o nella circolazione linfatica e poi si fissano alla membrana cellulare o mitocondriale di altre cellule e scambiano informazioni.

È utile studiare creature semplici come i vermi per trovare prove di questo sistema di comunicazione. Il verme nematode Caenorhabditis elegans è un modello di longevità, perché il suo intestino primitivo si comporta (in miniatura) proprio come quello umano. Uno studio del 2017 ha osservato gli effetti di una particolare sostanza chiamata polisaccaride acido colanico (CA) prodotta dai batteri intestinali dei vermi. Quando i miei colleghi che conducevano lo studio diedero ai vermi degli integratori di CA, questi vissero più a lungo dei vermi ai quali non era stata somministrata la sostanza. Come mai?

I mitocondri nelle altre cellule dei vermi reagivano al segnale del CA. Il CA in più promuoveva la fissione mitocondriale, il che significava che i mitocondri esistenti si dividevano ciascuno in due mitocondri separati per produrre energia supplementare. Lo studio mostrava che la costituzione del microbiota batterico poteva influenzare l’invecchiamento nell’organismo ospite.

Sembra che la flora batterica umana subisca un processo molto simile. Quando i mitocondri ricevono un messaggio dalla flora intestinale, anch’essi reagiscono in modi che aumentano il numero di mitocondri e migliorano la loro funzione. Si tratta di un processo chiamato ormesi, riassunto al meglio dalla famosa citazione di Nietzsche: « Quello che non mi uccide mi rende più forte». Imparerete altri particolari sull’attivazione dei segnali ermetici più avanti. Questo è il motivo per cui uno degli aspetti più importanti del programma della Dieta anti-età consiste nel prendersi cura dei batteri che mandano ai fratelli messaggi di longevità. Essi reagiscono diventando più forti e producendo più energia lavorando in modo più efficiente.

I vostri microbi intestinali influenzano davvero ogni aspetto della salute e del benessere. Se sono felici del modo in cui li trattate, lo comunicano ai fratelli e quindi anche a voi, producendo ormoni del benessere come la serotonina. Proteggono anche le arterie. Se hanno fame o sono stressati per qualche ragione, mandano un’allerta. I fratelli lavorano bene insieme. Sono un ottimo team !

La situazione, però, può cambiare se intervenite per allontanare i microbi amici o lasciate entrare troppi nemici. Questi ultimi non hanno investito nella loro casa come la flora intestinale, e non hanno nessuna voglia di prendersi cura di voi. Pensano solo a se stessi. E servono i propri bisogni manomettendo il sistema di comunicazione tra flora e mitocondri.

Questo vi induce a desiderare i cibi che vogliono loro, cioè gli zuccheri, i grassi, il cibo spazzatura che fa ingrassare, provoca infiammazioni, peggiora le condizioni di salute, rende stanchi e più soggetti a infarti, malattie autoimmuni, problemi muscoloscheletrici, Alzheimer e perfino al cancro. Oltretutto questi invasori non fanno nulla per proteggervi dai danni provocati; anzi, li incoraggiano fino a distruggere il loro stesso quartiere. Come in un bel film degli Avengers, i cattivi che minacciano il vostro mondo devono essere fermati.

La Dieta Anti-Età

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Steven Gundry

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Steven Gundry

Steven Gundry

Steven Gundry è direttore dell'Istituto Internazionale per il cuore e i polmoni e fondatore e direttore del Center for Restorative Medicine, entrambi a Palm Springs, California. Dopo una lunga e riconosciuta carriera come cardiochirurgo e professore universitario in cardiochirurgia, Gundry...
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