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Foraging: andar per erbe spontanee

di Romina Rossi 1 mese fa


Foraging: andar per erbe spontanee

Consigli per beginners su come riconoscere le erbe spontanee e non creare danni né all’ambiente né a se stessi

L’uomo è sempre andato per campi, prati o boschi a cercare erbe spontanee. Molte di queste sono commestibili e sono buonissime per arricchire i nostri piatti e permetterci di fare il pieno dei nutrienti di cui abbiamo bisogno, altre sono utilizzate per la propria cosmesi naturale, senza dimenticare i fiori che si possono solarizzare per ottenere i rimedi floreali.

Sebbene raccogliere erbe spontanee possa sembrare un’attività che possono fare anche i ragazzini, è bene seguire alcune regole ed evitare di improvvisare, onde evitare di creare seri danni a noi stessi e all’ambiente.

In questo articolo ti proponiamo... 

Indice dei contenuti:

I benefici della raccolta di erbe selvatiche

Raccogliere erbe spontanee è una pratica ancestrale, che l’uomo compie dalla notte dei tempi, e che sancisce una profonda connessione con il mondo naturale: ci offre la possibilità di tornare a immergerci in quel mondo dal quale veniamo e che abbiamo abbandonato per la tecnologia.

A parte i benefici a livello fisico e mentale - andare alla ricerca di piante selvatiche, permette di muoversi a un giusto ritmo che apporta effetti positivi al nostro sistema digerente e cardiocircolatorio, fra gli altri - la raccolta di erbe selvatiche diventa inevitabilmente un modo per abbracciare un tipo di alimentazione più salutare. Provate a cucinare delle erbe appena raccolte e fate il paragone con le insalate in busta del supermercato: vi accorgerete che non ci sono proprio paragoni. A parte il sapore, le erbe spontanee commestibili mantengono inalterati le proprie vitamine e minerali.

Anche se sembra la cosa più facile del mondo – tutto quello che serve è la voglia di camminare, un’attenzione continua a ciò che offre la natura, un cesto o un contenitore in cui riporre le erbe  e delle forbici – andare per campi a raccogliere erbe spontanee non è privo di rischi.

Intanto ci sono erbe spontanee non commestibili, che possono avere un effetto letale sull’uomo, il nostro tipo di agricoltura intensiva, inoltre, rende impossibile raccogliere qualsiasi cosa nei giorni successivi ai trattamenti con pesticidi.

Ecco quindi qualche consiglio per praticare foraging in tutta sicurezza.

5 regole per andare alla ricerca di piante spontanee

1. Prima di raccogliere qualsiasi cosa, assicurati che sia commestibile

Come detto molte piante possono avere effetti tossici sull’uomo, alcune si assomigliano fra loro e, per chi non è un esperto conoscitore di piante, è facile sbagliarsi inizialmente. La cosa migliore, quindi, è cercare erbe con una persona che abbia esperienza e che possa trasmettervi le sue conoscenze.

Ogni città ha ormai il proprio corso di erbe spontanee, all'interno del quale si organizzano uscite di gruppo per appassionati; ci sono anche app per il riconoscimento delle piante, ma quando siete in mezzo alla Natura, il telefono – per fortuna – potrebbe non prendere, motivo per cui diventerà inutilizzabile e voi resterete con il dubbio.

Un altro buon metodo è quello di portarsi dietro un buon libro illustrato che vi permetta di chiarire eventuali dubbi sulla pianta che avete trovato.

Cominciate a raccogliere le piante che conoscete e sulle quali vi sentite sicuri: se conoscete solo il tarassaco, limitatevi a quello per i primi tempi; è una pianta prodiga di benefici!

2. Attenzione ai pericoli naturali

La natura ha una bellezza senza pari, ma non è priva di pericoli. In estate, nelle campagne è facile imbattersi in animali selvatici – ricordate che sono a casa loro e che siete voi a disturbarli – che potrebbero non gradire la vostra intrusione e diventare potenzialmente pericolosi, come serpenti o cinghiali. Fate attenzione quindi a non addentrarvi da soli in angoli che potrebbero nascondere dei pericoli.

Un altro consiglio è quello di imparare se nella vostra zona ci sono piante velenose e studiarle bene, così da essere preparati a riconoscerle nel caso le incontriate. Allo stesso modo, informatevi su eventuali piante rare o protette: a parte rischiare una multa salata, rischiate di mettere queste specie ancora più in pericolo di estinzione. Fare foraging significa rispettare la Natura e ogni suo componente! 

3. Non tutti luoghi sono adatti

Evitate di raccogliere erbe spontanee lungo le strade, perché le piante assorbono l’inquinamento dei tubi di scappamento, in prossimità di campi coltivati in maniera intensiva. Fate attenzione anche a eventuali corsi d’acqua nelle vicinanze delle piante, soprattutto se la parte edibile è la radice: se l’acqua è inquinata, lo sarà anche la pianta.

Dovreste tenere una mappa dei luoghi "sicuri" in cui raccogliere le piante e di quelli da evitare.

4. Non si strappano le erbacce

Quando trovate una pianta non strappatela, rischiate di farla morire e che non sia in grado di ricrescere l’anno prossimo, contribuendo così all’impoverimento dell’ecosistema. Usate un coltello, e se vi servono le radici, una piccola paletta che possa aiutarvi a scavare intorno alla pianta, senza arrecarle danno. Non siate egoisti ed evitate di raccogliere in quantità eccessive, ma limitatevi a quello che potete usare: una raccolta esagerata mette a rischio la varietà dell’ecosistema. Inoltre, molti animali si cibano delle stesse piante che mangiate anche voi. 

5. Tenete un diario della raccolta

Annotare su un quaderno il luogo in cui avete trovato le piante e quando, vi aiuterà a diventare esperti raccoglitori e a sapere cosa cercare al momento giusto. Le piante, come tutta la natura, hanno la loro stagionalità, alcune crescono in primavera e in autunno, altre solo in estate. Il diario vi faciliterà una eventuale pianificazione della raccolta.

La naturopata consiglia: il fiore della cicoria da solarizzare

In questo periodo i bordi delle strade e i campi sono piedi dei bellissimi fiori azzurro-viola della cicoria. È da questo fiore che Edward Bach ha ottenuto il rimedio floreale Chicory

Della cicoria si usa praticamente tutto:

  • le radici, dove si concentra la maggior parte di inulina, una sostanza che aiuta a riequilibrare l'intestino, mucillagini e sali minerali. L'infuso di radici aiuta a normalizzare la glicemia nel sangue;
  • le foglie, che possono essere usate in insalata, il cui sapore amaro ha proprietà benefiche sul fegato e lo aiutano a depurarsi e a disintossicarsi. Le foglie sono leggermente lassative;
  • i fiori, che potete usare per dare un tocco di colore alle vostre insalate, oppure per fare in casa il vostro rimedio floreale

Preparare la tintura madre del fiore è molto semplice: di buon mattino, preparate un contenitore di vetro e riempitelo fino a metà di acqua pura.

Raccogliete i fiori più giovani della cicoria - dovete avere l'accortezza di usare delle forbici e di far cadere il fiore direttamente nell'acqua, senza toccarlo con le mani. Vi serviranno tanti fiori da riempire la superficie della ciotola, facendo attenzione che tutti siano a contatto con l'acqua. Abbiate l'accortezza di raccogliere i fiori da più piante, in modo da non gravare troppo su un'unica pianta. 

Quando avete finito la raccolta, mettete la ciotola a terra, vicino a una delle piante da cui avete preso i fiori e lasciatela al sole per qualche ora, facendo attenzione che non entri mai in ombra. Passate 3-4 ore - quando i fiori sono scoloriti o appassiti - potete togliere i fiori (non usate mai le mani, va bene se vi aiutate con un rametto della pianta stessa) e filtrare l'acqua in un contenitore pulito.

Prendete una o più bottiglie di vetro scuro e usate tanto brandy quanta acqua (se avete usato 100 ml di acqua, vi servono 100 ml di brandy che fungerà da conservante. 

Imbottigliate e tenete al riparo dalla luce del sole. Avete ottenuto la madre del fiore di Bach, che non si usa tal quale: prendete una boccetta con pipetta da 30 ml, riempitela con il brandy e aggiungete 2 gocce di madre. Potete usare il contenuto di quest'ultima boccetta per creare la vostra miscela personalizzata

Chicory si usa quando per il troppo amore, si rischia di soffocare l'altro con attenzioni eccessive, finendo per diventare asfissianti con continue intromissioni e limitazioni. 


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