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Fitoterapia: cos'è e quando si usa

di Romina Rossi 1 mese fa


Fitoterapia: cos'è e quando si usa

Quali sono le sue caratteristiche e i suoi benefici

La fitoterapia è la forma terapeutica più antica che ci sia: l'uso delle piante risale infatti alla notte dei tempi. Ma sai in che cosa consiste e quali sono i suoi benefici? Scopri che caratteristiche ha e quando si può usare.

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Indice dei contenuti:

La fitoterapia: le medicina delle piante officinali

Mi piace definire la fitoterapia come la prima forma di medicina usata dall'uomo fin da tempi antichissimi, rimasta l'unica in uso fino all'800 (quando cominciarono a essere prodotti i primi farmaci di sintesi).

Si trovano testimonianze sugli usi e le proprietà delle piante a scopo terapeutico su documenti antichissimi: alcune piante sono descritte, ad esempio, nel papiro di Ebers, che è considerato uno dei trattati medici occidentali più antichi, dato che risale al 1550 a.C.! In Cina le testimonianze sono ancora più antiche, perché il Grande Erbario Cinese è datato 3000 a.C.

E in effetti, le piante sono state il primo rimedio a cui è ricorso l'uomo per curare i propri disturbi: le piante medicinali sono dappertutto e l'uomo primitivo non poteva fare altro che cercare il cibo e i rimedi per curarsi intorno a sé, imparando a conoscere ciò che Madre Natura gli offriva. Spesso era osservando i comportamenti degli animali che arrivava a intuire che una pianta poteva avere delle qualità benefiche, altre volte, era l'uso su se stesso che gli permetteva di capire cosa funzionava e cosa no.

Il termine tecnico di fitoterapia (la parola deriva da due parole greche phyton che significano "pianta" e therapéia "terapia") è "scienza medica che studia l'uso delle piante medicinali e dei loro derivati, allo scopo di trattare o prevenire molte malattie e mantenere il benessere psicofisico". In parole più semplici, vengono sfruttati i principi medicamentosi delle piante (compresi anche funghi, licheni e alghe): ognuna infatti contiene un fitocomplesso, ovvero tante sostanze diverse con caratteristiche e proprietà terapeutiche che compongono la pianta utili per agire su un determinato disturbo.

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Estratti fitoterapici: come sono ottenuti

Gli estratti fitoterapici possono essere ottenuti a partire da qualsiasi parte della pianta che viene lasciata macerare in alcol, con l'aggiunta eventuale di altre sostanze, oppure essiccata. Sia macerazione che essiccazione permettono di estrarre e conservare il fitocomplesso della pianta (a differenze dei farmaci che, invece, contengono solo uno o pochi principi attivi, impoverendo il fitocomplesso), che fa sì che gli effetti collaterali siano limitati e che il preparato fitoterapico abbia un'azione meno d'urto rispetto a quella del farmaco.

Tutte le piante, che non sono tossiche o letali, possono essere utilizzate per la preparazione dei rimedi fitoterapici. Si tratta, per ciò, di un numero altissimo di rimedi, che viene moltiplicato di parecchie volte perché ogni rimedio fitoterapico singolo può essere miscelato con altri rimedi fitoterapici sinergici al fine di ottenere un fitopreparato ancora più potente e completo.

Questi rimedi possono essere usati sia a scopo preventivo (ad esempio quando si assume un integratore per rinforzare le difese) sia in acuto per risolvere un disturbo già in atto (come quando ci sono dolori articolari o l'influenza).

Il principio curativo della fitoterapia è: contraria contrariis curentus, cioè si cura il contrario con il contrario, un concetto che, in parte, avvicina la fitoterapia alla medicina allopatica. Significa che se ho mal di schiena, cerco un rimedio fitoterapico che agisca sull'infiammazione e sul dolore con effetti antinfiammatori e antidolorifici o, se soffro di insonnia, ne cerco uno che mi induca il sonno, grazie alle proprietà ipnoinducenti.

Anche se il fitocomplesso "tiene sotto controllo" gli effetti collaterali che la pianta ha sul nostro organismo, alcuni rimedi fitoterapici possono creare comunque degli effetti indesiderati e interagire fra di loro oppure con i farmaci.

Allo stesso modo, non tutti gli estratti fitoterapici sono consigliati per le fasce più sensibili: donne in gravidanza, in allattamento e bambini e persone che stanno assumendo alcuni tipi di farmaci.

 


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