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Estratto dal libro “Una vista eccezionale”

di Wolfgang Hätscher-Rosenbauer 8 mesi fa



Leggi un’anteprima dal libro “Una vista eccezionale”

Indice dei contenuti:

Per il bene dei tuoi occhi

Questo libro si basa su un semplice programma di autoaiuto per il rafforzamento degli occhi mediante tavole di cromoterapia da me concepite durante la mia formazione di cromoterapeuta fra il 1983 e il 1984. Il mio interesse per l’azione dei colori sulla e attraverso la facoltà visiva umana è sorto improvvisamente mentre ero in Sri Lanka (Ceylon) nel 1980, quando mi accadde di non riuscire più a sopportare le lenti a contatto (otto diottrie, ovvero una forte miopia) e dovetti imparare ad arrangiarmi

senza. Notai allora che i miei occhi si stavano rapidamente riprendendo e io riuscivo a cavarmela sempre meglio senza più bisogno delle lenti correttive. Era come se i miei occhi avessero tirato un sospiro di sollievo per essersi liberati di quei corpi estranei a cui io mi ero così abituato.

Qualche mese prima avevo letto un libro sul metodo olistico di training visivo del dottor Bates, un oculista e studioso della vista newyorkese, poiché volevo bloccare il costante peggioramento della vista da cui ero stato afflitto fino a quel momento.

Tuttavia, i numerosi esercizi e la grande quantità di tempo che questi richiedevano ogni giorno non facevano per me, nonostante trovassi assolutamente plausibile l’affermazione di Bates che l’uso abituale di lenti correttive consolida il difetto visivo e che la vista può essere recuperata solo evitando di portare gli occhiali almeno per un po’ di tempo e allenando gli occhi a una visione rilassata. Questi concetti mi erano rimasti in mente, e così avevo cominciato a prendere confidenza con la mia visione sfocata senza lenti. I colori dello Sri Lanka mi apparivano così belli, luminosi e vivaci che avevo iniziato a godermeli, senza curarmi della nitidezza con cui li mettevo a fuoco. Ben presto avevo imparato che esistono anche altri tipi di visione oltre a quella a cui ero abituato e che prevedeva che tutto dovesse sempre avere contorni perfettamente definiti. Me la stavo cavando sempre meglio senza lenti, anche se continuavo a portarmi dietro un paio di occhiali di riserva.

 

Il potere dei colori

Di tanto in tanto dimenticavo perfino di aver bisogno degli occhiali. Una volta, in un posto meraviglioso, ero riuscito per un po’ a vedere in modo nitido, e quasi non avevo creduto ai miei occhi.

Qualcosa dentro di me mi aveva mostrato che, in condizioni favorevoli, dopo vent’anni di miopia, potevo vedere bene senza lenti a contatto e senza occhiali. Avevo la sensazione che fossero quei colori

intensi e vivaci a dare ai miei occhi la forza di vedere.

Quando, dopo il viaggio, andai dall’oculista, la mia capacità visiva era migliorata di tre diottrie.

Ne fui estremamente felice. Ero interessato alla teoria dei colori di Goethe e, nel 1982, avevo conosciuto Theo Gimbel, uno studioso dei colori e cromoterapeuta nato in Germania che aveva vissuto a lungo in Inghilterra e che, nel 1968, aveva fondato gli Hygeia-Studios for Colour-Light-Art Research ad Avening, Tetbury. Theo, che è scomparso nel 2004, mi aveva mostrato una eyestrengthening-chart, una tavola per il rafforzamento degli occhi da lui realizzata ispirandosi agli studi di Rudolf Steiner, il padre dell’antroposofia.

L’azione di quella tavola si basava sulla stimolazione delle immagini postume negli occhi dovuta

all’intensa osservazione di una superficie colorata davanti a uno sfondo molto contrastante. I colori erano il rosso e il blu, le forme ottagoni regolari. Poiché avevo grosse difficoltà a vedere le immagini

postume utilizzando quella tavola, avevo cominciato a fare esperimenti con altri colori,

forme e sfondi, combinando il sistema di terapia cromatica elaborato da Theo Gimbel, e da lui usato

per le irradiazioni con la luce, con il principio della eye-strengthening-chart. Sono molto grato a

Theo Gimbel per avermi autorizzato a farlo. Dato che l’occhio trattiene per sé una parte dell’energia

assorbita grazie all’azione dei colori e ne rilascia un’altra parte all’organismo, si ha un duplice effetto:

uno per gli occhi e uno attraverso gli occhi.

La stimolazione delle cellule visive

A differenza della luce irradiata che, attraverso il filtro di vetro colorato raggiunge la pelle e agisce

prevalentemente sul piano sottile (in modo analogo ai rimedi omeopatici), il colore pigmentato della carta esercita uno stimolo diretto sul tessuto dell’occhio, in particolare sulla retina e sulle singole

cellule visive. Dall’altra parte, nell’immagine postuma agisce la qualità sottile del colore, esperibile

sotto forma di energia sensoriale (cioè la luminosità intrinseca della vista).

È stata questa esperienza delle immagini postume colorate a indurre Goethe a inserire una parafrasi

poetica di una citazione di Plotino all’inizio del suo libro sulla teoria dei colori:

 

«Se l’occhio non fosse solare, non potrebbe mai

percepire il sole. Se non fosse in noi la forza propria

di Dio, il divino come ci potrebbe estasiare?».

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Wolfgang Hätscher-Rosenbauer è uno dei più importanti educatori, nell'ambito della visione naturale. Dal 1981 insegna l’arte del vedere in seminari tenuti in Germania e all’estero. Collabora al progetto di studio “Lavoro e vista” del Ministero federale per la ricerca e le...
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