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Digiuno per tutti?

di Romina Rossi 24 giorni fa


Digiuno per tutti?

Intervista al dottor Salvatore Simeone sui benefici – sulla salute e sulla psiche – di questa pratica

Quando si parla di digiuno molte persone pensano a un periodo completamente senza cibo e, conseguentemente, a un periodo di fame e privazione. In realtà, ci sono tanti tipi di digiuno, che non prevedono necessariamente l’astensione totale dal cibo.

Diversi studi dimostrano, invece, che il digiuno è una pratica benefica, perché permette all’organismo di mettere in moto quei meccanismi riparativi che non riesce ad applicare se è impegnato nella digestione.

Ma va bene per tutti? E può avere effetti collaterali? Ne abbiamo parlato con il dottor Salvatore Simeone, autore del libro Il digiuno felice.

In questo articolo ti consigliamo... 

Il Digiuno Felice

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Salvatore Simeone

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Dottor Simeone, cosa si intende per digiuno?

Esistono varie definizioni. Quelle più utilizzate sono le seguenti:

  •  “Il digiuno è un’astensione totale dal cibo per ragioni igieniche, terapeutiche, rituali o di protesta politica”.
  •  “Il digiuno è uno stato di privazione degli alimenti, volontario o imposto”.
  •  “Il digiuno è l’intervallo tra un pasto e l’altro”.

Personalmente preferisco la terza perché, a pensarci bene, è la più semplice e immediata ed è anche quella che dimostra che, in fondo, siamo tutti digiunanti. Infatti, se ci riflettiamo bene, è capitato a tutti di stare a digiuno almeno per 12 ore: basta mangiare alle 20.00 di sera e poi fare colazione alle 8.00 del mattino seguente.
A volte può essere capitato anche semplicemente di saltare una cena, per cui dall’ora del pranzo precedente delle 13.00 alla colazione del mattino successivo, mettiamo alle 8.00, passano 19 ore.

Ci sono sempre più studi che dimostrano che un digiuno è terapeutico: cosa avviene nel nostro organismo quando facciamo un digiuno?

Diciamo che il vero digiuno terapeutico inizia almeno dopo le 36 ore, comprensive di due notti, poiché, in questo lasso di tempo, inizia a cambiare il metabolismo, passando da quello basato sugli zuccheri a quello chetogenico, ed è proprio questo cambiamento di metabolismo la chiave di volta per capire perché il digiuno ha eccezionali valenze terapeutiche.

Infatti, quando un organismo è a digiuno, si verifica un meccanismo metabolico adattativo in grado di produrre energia a partire dalle sostanze di scarto del grasso, detti corpi chetonici, in particolare il D-beta-idrossibutirrato, che non è un semplice carburante, ma un supercarburante, dotato di maggiore efficienza nel produrre ATP rispetto al glucosio e agli acidi grassi”.

L’adattamento metabolico dell’uomo al digiuno è un meccanismo complesso e coinvolge ormoni, substrati e tessuti. In particolare, comunque, i corpi chetonici sostituiscono il glucosio come carburante, e questo rappresenta la chiave di svolta per il risparmio proteico. In parole povere, questo adattamento metabolico protegge anche la massa magra del soggetto a digiuno.

Ma la cosa più importante è che moltissimi studi scientifici degli ultimi decenni hanno dimostrato che il metabolismo chetogenico è alla base dei miracoli terapeutici su tutti i fronti, in particolare sulle malattie dismetaboliche, cardiovascolari, neurodegenerative, e persino nei processi tumorali, in quanto il metabolismo basato sui corpi chetonici è estremamente sfavorevole alla proliferazione delle cellule neoplastiche.

Come mai è così benefico per le malattie cronico-degenerative?

Lo è perché il digiuno resetta e alcalinizza la matrice interstiziale (o tessuto connettivo), liberandola dalle tossine e dall’acidosi metabolica. Però vale la pena precisare che molto dipende dal comportamento del paziente una volta tornato a casa, dove è necessario essere molto affidabili nel seguire un corretto stile di vita.

Che tipo di disturbi si possono verificare facendo un digiuno?

Durante il digiuno l’organismo espelle molte tossine e, specialmente nel caso di persone molto intossicate (chi beve poco, chi non fa sport, chi ha subìto operazioni chirurgiche recenti, chi prende molte medicine ecc.), può provocare alcuni possibili “sintomi da disintossicazione”. Possono comparire stanchezza, mal di testa, nausea, insonnia, tachicardia, lombalgia e dolori muscolari. 

Tali sintomi si verificano molto raramente, specie se il digiuno viene fatto seguendo precise linee guida. Ripeto, i sintomi riguardano solo pochissime persone, e in ogni caso sono facilmente gestibili da un digiunoterapeuta esperto.

Inoltre, da sempre utilizzo l’agopuntura a sostegno dei pazienti e, durante il digiuno, viene aumentata la termogenesi e di conseguenza anche la produzione di energia. Tutto questo consente di vivere il digiuno come uno “stato di grazia”, e i piccoli e rari fastidi possono essere gestiti con facilità.

Quando si parla di digiuno, molte persone sono spaventate dalla possibilità di dover soffrire la fame per lungo tempo. Cosa direbbe a queste persone?

Che è un falso problema, sia perché l’agopuntura stimola endorfine ad azione antifame, sia perché, dopo un paio di giorni, si aggiunge anche l’effetto antifame derivante dai corpi chetonici.

Uno dei luoghi comuni è che il digiuno faccia male alla salute e possa creare esso stesso diversi disturbi. È così?

Già ho spiegato le valenze del digiuno, per cui il mio consiglio per coloro che temono che possa far male è quello di andare a studiare tutti gli studi scientifici pubblicati, oppure leggere il mio libro Il digiuno felice.

Il digiuno va bene per tutti oppure per persone con certe patologie è sconsigliato?

Il digiuno non va bene per chi ne ha paura, perché non lo conosce, così come non è consigliabile per persone che soffrono di bulimia nervosa. Infine, non è consigliabile per persone molto defedate (cioè deperite), non perché possa nuocere, anzi, ma solo perché chi è molto defedato potrebbe non avere la forza vitale per sostenere il grande cumulo di tossine che vengono rimosse. In questi casi meglio ricorrere alla dieta vegetale.

Ci sono limiti di età per poter seguire un digiuno?

I limiti riguardano solo i bambini e gli adolescenti, ma non perché il digiuno farebbe loro male, quanto perché a quell’età il ragazzo non ha la consapevolezza di capire il digiuno.

Per il resto, ho avuto tante persone tra gli 80 e i 90 anni che hanno seguito un digiuno, e sono sempre stati più che bene.

Quali sono gli step per un digiuno senza controindicazioni?

I capisaldi sono quelli di bere bevande calde fatte con acqua a bassissimo residuo fisso (almeno 3 litri al giorno). Poi evitare lo sport e le grosse fatiche e dormire 8 ore.

Un altro consiglio importantissimo è quello di non stimolare l’intestino con lassativi, poiché nel digiuno è normale che non si vada in bagno, visto che non si formano scorie fecali.

Molte testimonianze di persone che hanno seguito il digiuno con Lei, parlano di esperienza spirituale. Perchè, cosa scatta a livello emotivo quando si fa un digiuno?

Diciamo che molti pazienti sperimentano lo stato di grazia, e qualche volta anche esperienze spirituali, e credo che molto dipenda proprio dal metabolismo chetogenico.

Come medico, però, sono particolarmente interessato al fatto che i miei pazienti possano sperimentare uno stato di salute ottimale.

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