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Come affrontare l’inverno a tavola

di Dealma Franceschetti 7 mesi fa


Come affrontare l’inverno a tavola

Cosa e come mangiare per tenere lontano raffreddori e influenze

È possibile aiutare il nostro corpo ad affrontare l’inverno senza soffrire troppo il freddo, ma soprattutto senza raffreddori, influenze e disturbi invernali di vario tipo? Certamente! Con un’alimentazione basata sulla conoscenza delle energie sottili yin e yang, possiamo scegliere il cibo con una maggiore consapevolezza, in modo da riscaldare il corpo, controllare la produzione di muco e stimolare il sistema immunitario.

La macrobiotica ci regala la conoscenza dello yin e dello yang a tavola, che ci permette di capire quali cibi hanno un potere riscaldante, quindi sono particolarmente adatti durante l’inverno e quali cibi hanno invece un potere raffreddante, quindi sono adatti all’estate. Ma anche quali cibi creano umidità e muco e quali invece asciugano il corpo.

Indice dei contenuti:

Energia dei cibi: come riconoscerla?

Secondo la macrobiotica possiamo distinguere alimenti con energia yin (rinfrescante) e cibi con energia yang (riscaldante). Ciò che conta è capire la diversa intensità di queste energie. Quando yin e yang possiedono un’intensità moderata come nel caso di cereali, verdure e legumi, portano nel nostro corpo energie molto equilibrate, che sono adatte tutto l’anno. Quando yin e yang hanno un’intensità maggiore, portano nel corpo energie che sono adatte soprattutto quando fa molto caldo oppure molto freddo, quindi non tutto l’anno.

Durante l’inverno il nostro corpo ha bisogno di calore per far fronte al freddo. Dal punto di vista della macrobiotica, quindi da un punto di vista energetico, alcuni cibi possiedono un’intensa energia yin, dal potere raffreddante (vedi box), adatta in estate, mentre altri hanno un buon potere riscaldante (vedi box) perfetto per l’autunno e l’inverno. Ci sono poi cibi un po’ troppo riscaldanti come carne, salumi, formaggi stagionati e uova, sicuramente più adatti all’inverno, ma non adatti ad uso frequente, perché un eccesso di energia riscaldante può trasformarsi in tensione, nervosismo e rigidità, soprattutto in persone sedentarie.

In inverno meglio crudo o cotto?

Lo stile di cottura e di preparazione dei cibi incide molto nelle energie che portiamo dentro il corpo. Con la cottura “yanghizziamo”, quindi introduciamo energie riscaldanti.

Per questo motivo, secondo la macrobiotica, è meglio usare una maggiore quantità di verdure cotte durante i mesi freddi, riducendo il consumo di verdura e frutta crude. In estate faremo il contrario, potremo aumentare il consumo di crudo e ridurre il cotto. La cottura imprime un’energia yang (riscaldante) differente a seconda dello stile di cottura. Innanzi tutto la durata della cottura fa la differenza. Più cuociamo e più yanghizziamo. Ma non solo, anche la tipologia di cottura fa la differenza. La cottura al vapore, bollire, scottare e saltare velocemente, sono cotture che introducono poco yang. Al contrario, stufare a lungo, cuocere con la pentola a pressione, cuocere al forno, friggere e grigliare, imprimono uno yang più intenso. Anche le doppie cotture (ad esempio crocchette di cereali, sformati, tortini ecc.) yanghizzano maggiormente.

Mangia in accordo con le stagioni, ma senza ansia

Seguire la stagionalità è importante e ci permette di rispettare le regole della natura rimanendo in equilibrio, ma non deve diventare una fonte di preoccupazione, come spesso accade a chi è molto attento alla salute e all’alimentazione. L’aspetto più importante della stagionalità riguarda l’attenzione alle verdure estive, che è meglio non consumare durante l’interno, perché raffreddano il corpo.

Quindi tutto ciò che ha bisogno di caldo per crescere, ad esempio zucchine, pomodori, fagiolini, cetrioli, peperoni e melanzane, ha un forte potere raffreddante, che in estate è adatto, ma inverno è deleterio. Le altre verdure crescono un po’ tutto l’anno e alcune sono comunque così equilibrate, come la zucca ad esempio, che possiamo consumarle anche fuori stagione, senza troppi pensieri.

Prepararsi in tempo

Il modo migliore per affrontare l’inverno senza malanni è iniziare a prepararsi per tempo, ma quando? Alla fine dell’estate! Durante l’estate il nostro corpo ha richiesto di introdurre energie rinfrescanti per mettersi in equilibrio con il caldo dell’ambiente. Avevamo voglia di bibite fresche, di frutta cruda e acquosa, di tante verdure crude e insalatone, persino di gelati. Abbiamo quindi introdotto molta energia Yin, che rinfresca. Ma durante l’inverno abbiamo bisogno esattamente dell’energia opposta!

Abbiamo bisogno di yang, quindi di energia riscaldante, che ci metta in equilibrio con il clima freddo e umido. La fine dell’estate e l’inizio dell’autunno sono fondamentali per fare il “cambio di stagione” anche dentro il nostro corpo, che dovrà eliminare tutto il freddo accumulato in estate e iniziare a introdurre calore. Per far questo però, ci vuole tempo, non possiamo pretendere che il nostro corpo faccia un cambio di polarità in pochi giorni, appena arrivano le prime giornate fredde.

Dobbiamo dargli più tempo. Ecco perché è importante iniziare già a fine estate a ridurre tutti i cibi rinfrescanti citati poc'anzi. E con l’arrivo dell’autunno dobbiamo iniziare a introdurre cereali riscaldanti come l’avena decorticata e il grano saraceno decorticato, ma anche il miglio decorticato, che asciuga il corpo dall’eccesso di umidità. 

Anche le cotture possono aiutare il nostro corpo a fare il “cambio di stagione”. D’estate sono adatte cotture brevi e cotture leggere come al vapore o scottare e saltare, che trasferiscono poco yang al cibo, quindi poco potere riscaldante. Invece in autunno e ancor più in inverno, è importante iniziare a introdurre anche cotture più lunghe e più yang come stufare, cuocere in pentola a pressione e al forno. Modulando i cibi e le cotture possiamo arrivare alle prime giornate fredde senza tutta quell’energia rinfrescante, che in estate era benefica, ma in autunno non lo è più.

Cosa succede se arriviamo all’autunno con troppo yin?

Il corpo cercherà di eliminarlo velocemente utilizzando meccanismi di “emergenza”: come ad esempio il raffreddore! Il raffreddore (noi stessi lo diciamo: “mi sono raffreddato”) è un sistema di eliminazione del freddo sotto forma di muco.

Se non lo blocchiamo con anti-infiammatori o altri farmaci, il corpo farà ciò che deve e nel giro di qualche giorno avremo eliminato una buona parte dell’eccesso di energia raffreddante.

Ma se blocchiamo i sintomi fastidiosi, il corpo non potrà riequilibrarsi eliminando l’eccesso di freddo, che andrà in profondità creando indebolimento a molti organi e apparati. Ad esempio verranno indeboliti il sistema immunitario, il tubo digerente, l’apparato circolatorio e così via. Quindi benvenuto raffreddore! Meglio ancora sarebbe evitarlo facendo “il cambio di stagione” per tempo, ma se arriva, accogliamolo con gioia. Ovviamente alla fine dell’inverno dovremo preparare il corpo all’arrivo del caldo!

Dovremo iniziare a ridurre i cibi e le cotture riscaldanti e introdurre quelli rinfrescanti, per fare di nuovo “il cambio di stagione”, ma questa volta al contrario.

Cibi energeticamente “raffreddanti”

  • gelati (anche vegetali)
  • alcol
  • succhi di frutta – estratti – centrifugati
  • frutta tropicale
  • frutta cruda
  • verdura cruda
  • verdure estive (zucchine, cetrioli, pomodori, peperoni, melanzane)
  • latte vegetale
  • yogurt di soia
  • spezie (a eccezione di curcuma e zenzero) Cibi energeticamente “riscaldanti”
  • avena decorticata
  • grano saraceno
  • per chi non è vegano e vegetariano: pesce

Cibi che aumentano la produzione di muco

  • latticini
  • zuccheri
  • latte vegetale, yogurt di soia
  • farine
  • gelati (anche vegetali)
  • crudo Cibi che stimolano il sistema immunitario 
  • Funghi shitake

 

Spezie: lo sapevi che raffreddano?

Si pensa che le spezie riscaldino, soprattutto perché quando si fa l’esperienza di spezie forti come il peperoncino, l’effetto immediato è il calore. Ma questo dipende dal fatto che il peperoncino scatena un’eliminazione di calore, quindi il calore percepito è calore che se ne va, con il risultato finale di raffreddare il corpo. Non è un caso infatti che l’uso tradizionale e millenario delle spezie faccia parte dei Paesi caldi (India, Africa).

Quindi, chi vive in un clima temperato con le 4 stagioni, dovrà prestare attenzione all’uso delle spezie, utilizzandole soprattutto in estate e meno frequentemente in inverno.

Due eccezioni: lo zenzero e la curcuma Zenzero e curcuma sono adatti tutto l’anno anche in un clima temperato perché di queste due spezie utilizziamo la parte più yang della pianta: la radice. Anzi, lo zenzero è un ottimo alleato per la stagione fredda e umida perché ha effetto mucolitico e anti-infiammatorio. Se poi lo abbiniamo alla meravigliosa radice di loto, l’effetto mucolitico è amplificato e possiamo preparare un decotto macrobiotico da usare per la sinusite, l’otite, la tosse grassa e il muco in generale.

RIMEDI MACROBIOTICI PER L’AUTUNNO E L’INVERNO

Bevanda Kuzu e Umeboshi

  • 1 tazza d’acqua
  • 1 cucchiaino di kuzu
  • 1 punta di cucchiaino di purea di umeboshi o 1 pezzettino di prugna schiacciata con la forchetta

Sciogliere il kuzu in poca acqua fredda, aggiungere la purea e il resto dell’acqua. Mettere sul fuoco e portare a bollore mescolando. Dal bollore cuocere mescolando poco meno di 1 minuto. Bere caldo. Regolando la quantità d’acqua è possibile variare la densità della bevanda a seconda dei gusti. Regolando la quantità di umeboshi è possibile variare la sapidità.

Adatto per: raffreddore, febbre, mal di gola e influenza. È utile anche in caso di diarrea, disturbi allo stomaco, reflusso, mal di testa sulla fronte e agli occhi. Ha anche effetto alcalinizzante e disinfiammante. Si può utilizzare al bisogno in qualunque momento della giornata, prima o dopo i pasti, anche tutti i giorni.

Decotto di radice di loto e zenzero

  • 4-5 rondelle di radice di loto secca
  • 1 tazza abbondante d’acqua
  • qualche goccia di salsa di soia
  • qualche goccia di succo di zenzero

Ammollare la radice di loto per 15-20 minuti finché sarà morbida, poi tritarla. Rimetterla nell’acqua d’ammollo, aggiungere la salsa di soia e portare a bollore. Cuocere per 15 minuti. Spegnere il fuoco e aggiungere lo zenzero. Filtrare e bere caldo.

Adatto per: favorire l’eliminazione del muco e del catarro, quindi in caso di tosse grassa, sinusite, otite e raffreddore. Consigliato per alcuni giorni consecutivi fino alla riduzione dei sintomi.

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Dealma Franceschetti è foodblogger, autrice, insegnante di cucina e consulente macrobiotica. Diplomata a La Sana Gola di Milano, tiene corsi di cucina macrobiotica vegana, conferenze, seminari e consulenze personalizzate. Il suo blog "La via macrobiotica" è diventato il...
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