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Anteprima Rivista L'Altra Medicina Numero 9

  2 anni fa



E' uscito il nuovo numero della rivista "L'Altra Medicina" - N.9 - Giugno 2012. In esclusiva per i visitatori Macrolibrarsi, uno degli articoli contenuti in questo numero.

 

TUTTI PARLANO DI YOGA

 MA PER CAPIRE DI CHE COSA SI TRATTA REALMENTE BISOGNA ANDARE DRITTI ALLE FONTI.

di Carmen Tosto

E' ormai sempre più diffusa e ben nota la pratica dello Yoga nel mondo occidentale e svariate sono le forme in cui viene proposto. Ogni praticante può dunque trovare la propria "via" anche se a volte non è facile districarsi fra le multiformi offerte. Ma sicuramente sono ormai consolidati e sperimentati gli effetti che la pratica dello Yoga ha sul corpo e sulla mente. Capita sovente che le persone si presentino ai corsi di Yoga munite di certificato medico con indicazioni e richieste molto precise, poiché ormai è certo, gli effetti di una pratica equilibrata e ben condotta sono terapeutici, come ben dimostrano i numerosi studi scientifici di cui oggi possiamo disporre. Sono tuttavia diversi i canali che la guarigione può percorrere e lo Yoga accompagna, supporta, sorregge ogni percorso, poiché nella molteplicità di approccio, ciascuno possa trovare un pratico aiuto.

Indice dei contenuti:

Una storia antichissima

Già nei tempi più antichi le pratiche yogiche furono consolidate, descritte con cura e ne vennero codificati gli effetti curativi sul corpo e sulla mente. Se pensiamo alle classiche posture yogiche, gli āsana, innumerevoli nelle loro forme ed indicazioni, troviamo definiti effetti terapeutici che già negli antichi testi classici venivano enunciati. Possiamo a tal proposito trovare alcune affascinanti e puntuali descrizioni come per esempio nel testo Gheranda Saṃhitā a proposito della Posizione del Pavone, e cioè Mayurāsana (II 29,30).

"Si appoggino le palme delle mani per terra, si pongano i gomiti ai lati dell'ombelico e si sollevi il corpo in aria, dritto come un bastone. Questa è la posizione che chiamiamo Mayura. Essa consuma completamente il cibo indigesto o eccessivo, stimola il calore addominale, fa digerire i veleni, guarisce rapidamente da ogni male; certo l'eccellente Mayura è una postura priva di difetti".

Ed ancora, a proposito della stessa posizione, troviamo i suoi effetti benefici descritti in un altro testo, l'Hatha Yoga Pradipika (I, 31).

"Il Mayurāsana distrugge rapidamente tutte le malattie, a cominciare dalla dilatazione della milza e dall'idropisia: debella le alterazioni dei tre umori del corpo; incenerisce completamente il troppo cibo e quello nocivo; ravviva il fuoco gastrico e permette di digerire persino il veleno kalakuta".

 

I cinque principi antichi testi yogici

Negli antichi testi classici gli effetti della pratica Yoga vengono per lo più definiti in base alle loro azioni di bilanciamento e riequilibrio di quei principi energetici sottili identificati nei cinque Vāyu.

La parola Vāyu indica il vento, inteso sia come divinità ma anche come "aria" che circola nel corpo e si differenzia secondo le localizzazioni e gli effetti. Queste 5 "arie" descritte nei testi yogici e contemplate anche nell'antica scienza medica indiana, l'Āyurveda, sono Prāṇa, Udāna, Samāna, Apāna, Vyāna.

Il concetto di Prāṇa è molto antico, nell'Atharva Veda si incontra un inno a lui dedicato ed una delle Upaniṣad vediche (le più antiche,vengono datate tra il 700 e il 300 a.C.), la PraśnaUpaniṣad, è interamente dedicata ad esso.Il Prāṇa proviene dall'Ātman. Come l'ombra si estende se c'è un corpo, così l'energia vitale si esplica se c'è questo (Ātman). Penetra nel corpo in seguito all'attività della mente. Come un sovrano dispone i suoi ministri ordinando di governare questo o quel villaggio, così il Prāṇa dispone al loro posto le altre sue forme.

Il Prāṇa pone l'Apāna negli organi d'escrezione e di generazione. Nell'occhio e nell'orecchio, e insieme nella bocca e nel naso, il Prāṇa pone se stesso. Nel mezzo sta il Samāna, che distribuisce in modo eguale (samam) il cibo offerto, e da cui sorgono le sette fiamme. Nel cuore risiede l'Ātman. Là ci sono centouno arterie e di nuovo cento per ognuna di esse. Su ognuna di queste ultime ci sono 72.000 arterie minori. In queste si muove il Vyāna. L'Udāna, che si muove verso l'alto, attraverso una di queste arterie conduce al mondo dei virtuosi quando c'è merito, al mondo dei peccatori quando c'è colpa, al mondo degli uomini quando ci sono entrambi (Prāṇa Upaniṣad, 3, 1-10).

 

L'energia da cui tutto dipende

Su questi 5 principi primari ruota l'intero equilibrio del complesso di corpo e mente che può essere raggiunto e mantenuto attraverso la pratica dello Yoga. Anche se la traduzione dei termini sanscriti risulta sempre parziale ed incompleta possiamo definire questi 5 principi con precise funzioni e risposte psicofisiche. Secondo lo Yoga il Prāṇa è il principio vitale a tutti i livelli, in qualità di forma di energia necessaria per catalizzare ogni attività. È la prima aria del corpo, da cui dipendono le attività di tutti gli altri Vāyu. La parola Prāṇa deriva da Pra-an, che significa "primo impulso al movimento, respiro vitale, manifestazione del moto dell'intelligenza". Spesso tradotto come respiro, di fatto è ben di più del respiro stesso: è il soffio vitale che consente alla vita di svolgersi, fattore causale di ogni cosa. Senza Prāṇa, senza il principio vitale per eccellenza, non può esistere alcuna forma di vita. Emana direttamente dall'Ātman, è l'energia che consente al principio immobile di ogni cosa di entrare nella vita, e contemporaneamente l'energia che consente alla vita di ritornare all'Ātman. Il concetto primario su cui ruota il potenziale terapeutico dello Yoga investe soprattutto quella che viene definita "prima aria", ovvero il "Prāṇa" a cui tutto sottende.

 

Facciamo circolare il respiro

L'attenzione del praticante è rivolta in particolare alla "circolazione" del respiro e al suo controllo nella dinamica del corpo e ciò avviene sia durante l'esecuzione di un āsana (posizione yoga) sia durante le tecniche di respiro ed i livelli successivi che la pratica comporta. Nella pratica dello Yoga, movimento corporeo e respiro devono essere sempre sincronizzati. Una mente tranquilla e un corpo disciplinato sono i requisiti indispensabili per acquisire abilità nell'azione. L'āsana è definita essere una posizione stabile del corpo e ogni postura ha il suo scopo specifico: le posizioni classiche menzionate negli antichi testi sanscriti sono 84 seppure lo stesso Śiva affermi nella Śiva Saṃhitā che gli āsana sono 8.400.000.

 

L'importanza delle posizioni del corpo

Un āsana può essere assunto in una molteplicità di varianti, e ogni variante porta in sé diverse stimolazioni ad organi, apparati, respiro; ciò riveste un'importanza primaria poiché vi è un'azione estremamente benefica sul sistema endocrino. Una colonna vertebrale e un sistema ghiandolare sani, sono il segreto della buona salute fisica e del benessere emotivo, necessari secondo lo Yoga allo sviluppo spirituale. Il sistema nervoso è direttamente influenzato dalle posizioni scorrette e dai disturbi alla colonna vertebrale, perché l'esaurimento o il disequilibrio del sistema nervoso perturbano il flusso dell'energia.

 

Alla ricerca del nostro equilibrio

Lo Yoga parte dal principio che nel nostro corpo si oppongono forze interne, un'intima competizione tra la forza di volontà e l'inerzia insita nel corpo fisico.Nell'esecuzione di un āsana una parte del corpo si oppone per così dire all'altra, un determinato organo viene coinvolto e riceve una pressione dal peso del corpo applicato su un punto ad esso corrispondente: così facendo cambia il modello respiratorio, i tessuti connettivi vengono stirati, i muscoli lavorano intensamente e il complesso scheletricoviene riallineato...

Il praticante ricerca costantemente equilibrio e allineamento nello sviluppo armonioso e completo di tutto il corpo, e lavora quindi non solo sui muscoli e sulle ossa, ma anche sull'apparato digestivo, emuntorio (eliminazione delle scorie), respiratorio, circolatorio, nervoso ed endocrino.Il corpo umano è un laboratorio biochimico indipendente e molto efficiente oltre che una centrale energetica governata principalmente dal sistema nervoso. Attraverso la pratica degli āsana ogni parte del corpo è rinforzata, purificata e portata sotto controllo cosciente.Ma non dimentichiamo che nello Yoga il concetto puramente fisico si trasforma in concetto psicomentale e psicospirituale.Come viene ben descritto nei testi classici, il dolore e la malattia sono considerati alcuni fra i più importanti ostacoli che portano alla distrazione della mente, da qui la pratica costante che consente di eliminare ogni impurità del corpo e della mente.

Articolo tratto da...

L'altra Medicina n. 9 - Giugno 2012

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