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Vivere consapevolmente il quarto trimestre

di Kerstin Cristina (Mama Rainbow) 1 mese fa


Vivere consapevolmente il quarto trimestre

Consigli sostenibili per il parto e i primi anni di vita

Indice dei contenuti:

Che cosa serve alla mamma e al bambino in vista del parto?

Dipende un po’ da dove avrete deciso di far nascere questa creatura, se per esempio in casa ci saranno alcune cose da preparare, in ospedale invece saranno altre. Sicuramente necessarie a tutte, sono per esempio alcuni oggetti post parto.

Ho trovato essenziali e fantastici gli slip riutilizzabili per mestruazioni da poter usare nella fase del puerperio. Un tiralatte, per aiutare eventuali ingorghi. Tisane (per esempio di finocchio o galega, note per le loro proprietà galattogene) da bere perché a prescindere dalle proprietà galattogene, una delle cose più importanti è mantenersi ben idratate per favorire il proprio benessere e la buona riuscita dell’allattamento al seno.

E poi? Che cosa serve ad una neo mamma? Aiuto, tanto aiuto pratico. Più che oggetti, fiori, e regali di vario genere, impariamo a chiedere a chi ci vuole bene ed è nella nostra vita, un supporto concreto dopo la nascita del bambino: può essere una teglia di lasagne, una lavatrice caricata al posto nostro, l’accudimento per qualche ora degli altri figli se non è la prima gravidanza; insomma, in base alla propria situazione e preferenza, facciamoci aiutare nelle cose pratiche di modo da poterci concentrare sul lavoro, bellissimo ma stancante, dell’accudimento del neonato.

Non per niente il trimestre post parto viene definito il quarto trimestre, un periodo delicato, fatto di assestamenti e nuovi equilibri, un periodo di grandi emozioni ma anche grandi sfide fisiche, dovute alla stanchezza.

E il neonato? Di cosa ha bisogno un neonato?

Principalmente, di contatto. Di presenza fisica. Sembra una banalità, ma non mi stancherò mai di sottolinearlo abbastanza, perché nella nostra società mordi e fuggi ci insegnano ad “addestrare” i neonati, ci insegnano che si rischia il vizio, le cattive abitudini, e via di questo passo. Invece il neonato, soprattutto nel primo trimestre, vuole starvi addosso. In braccio. Vicino. Come in un continuum della gravidanza, non è ancora pronto ad un distacco fisico vero e proprio, si chiama infatti esogestazione: il neonato, così autoinsufficiente e allo stesso tempo così consapevole della propria, vitale, dipendenza dalla mamma e dal mondo adulto, usa il contatto fisico come costante, ripetuta, tenera rassicurazione: ti sono vicino, mi prenderò cura di te è il messaggio passa dalla nostra pelle.

Ho imparato che più comprenderemo le necessità emotive e animiche, meno ci serviranno oggetti, suppellettili e cose materiali. Inoltre, ricordarsi che tutto questo è una necessità, aiuterà psicologicamente la madre ad affrontare la fase del puerperio come appunto una FASE, vivendo nello stancante qui e ora con la consapevolezza che tutto muta e cambia- anche più veloce di quanto potessimo immaginare- mi ha sempre aiutata a vivere con serenità le notti intermittenti e le necessità del neonato.

E poi? Di cosa ha bisogno un neonato?

Sicuramente, una delle scelte ecologiche più facili e felici che abbiamo fatto fin dal primo figlio sono stati i pannolini lavabili. Bellissimi, ormai sono di tanti tipi, accessibili a tutti, e soprattutto adatti alle varie necessità e contesti. Ci sono gli All in one, i pocket, e tante altri tipi a cui fare affidamento. Un secchio con coperchio nel quale mettere quelli sporchi che attendono la lavatrice, un detersivo ecologico (il nostro autoprodotto) senza profumi e agenti chimici, un po’ di sole per gli eventuali aloni e vi garantisco che è semplice come con gli usa e getta; senza però il gravoso carico e pensiero dell’impatto ambientale che i pannolini usa e getta hanno. Noi li abbiamo sempre usati ovunque, anche in viaggio o fuori casa: come ogni cosa, è solo questione di mindset e abitudine.

Altro oggetto indispensabile per un neonato è una fascia e/o marsupio ergonomico. Il bambino può starci addosso, in un contatto pelle a pelle che gli è tanto necessario e noi abbiamo le mani libere per poter fare altro: una meraviglia!

Amido di riso per lavarlo, qualche body e vestito di cotone biologico, magari di seconda mano, con la dignità che solo le cose trattate con amore e passate di mano in mano per vivere tante vite possono avere. Degli swaddle di cotone biologico: mille utilizzi differenti nella fase del neonato, diventano infine lenzuola per i lettini nel periodo primaverile- estivo quando sono più grandicelli. Una lunga e operosa vita dunque per questi soffici quadrati di stoffa che a casa nostra non sono mai mancati.

Tutto il resto è abbastanza superfluo. Il neonato, il bambino, è avido di imparare dal mondo che lo circonda. Ovviamente i giocattoli (possibilmente di legno o se di plastica eco o di seconda mano) sono ben accetti, ma più di loro possono gli oggetti della nostra quotidianità. Dal barattolo di vetro a cui cercare di avvitare il coperchio, ad un pezzo di corda che diventa attraverso la fantasia di un bambino mille e più cose; a vecchi oggetti comuni trasformati in giochi, come una caffettiera non più utilizzabile per il caffè che diventa un bellissimo strumento da riempire e svuotare di acqua in una delle grandi passioni di sempre di ogni bambino, i travasi.

E poi, come sempre, mamma Natura ha- se non tutto- tanto di ciò che serve per crescere giocando con fantasia e divertimento. Sassi, bastoni, sabbia, terra, sono tutti amatissimi dai bambini; e non vedrete gioia più grande di quella che provano nell’esser liberi di sporcarsi nelle pozzanghere, di poter correre un po’ sotto la pioggia, o di costruire capanne sotto le falde di un albero. Osservare ciò che la vita ci dona ogni giorno, la muta della cicala, le fasi della luna nel cielo, i colori di un tramonto, le stagioni sui rami degli alberi, un seme che si trasforma in un ortaggio, sono i doni più belli che potete fare ai vostri figli. Insieme, ovviamente al dono più grande di tutti: il tempo.

Cosa ricordiamo quando siamo grandi? Non certo i regali che ci hanno fatto, ma piuttosto quelle volte che abbracciati da chi ci amava, ascoltavamo le storie di un libro; o quando facevamo i biscotti con la nostra nonna; o quando papà ci ha aiutati a costruire la casetta per gli uccellini.

Perché, cari genitori, non dimenticate mai, che forse le giornate potranno sembrarvi lunghe, ma gli anni passano in fretta.   


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Kerstin Cristina (Mama Rainbow)

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Kerstin Cristina, mamma di tre bambini, attraverso il blog Mama Rainbow condivide il proprio percorso di famiglia vegan, con post dedicati al gentle parenting, zero waste, ricette, viaggi e vita in natura.
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