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Virginia Bicchiega - Anteprima - La Dieta del Gusto

di Virginia Bicchiega 2 anni fa


Virginia Bicchiega - Anteprima - La Dieta del Gusto

Un'anteprima del libro "La Dieta del Gusto" scritto da Virginia Bicchiega

NO ALLE RESTRIZIONI / SÌ AL GUSTO CON EQUILIBRIO

Il pensiero comune è che più la dieta è restrittiva, più funziona, e chiunque è disposto a fare sacrifici.

Tuttavia, è molto difficile seguire in modo regolare una dieta restrittiva perché in uno stato di «fame» costante non è facile concentrarsi.

È penalizzante, triste e soprattutto irritante!

Per molti è difficile ricordare e quantizzare i propri consumi di questo o quel cibo, così come non è facile confezionare o far preparare il proprio pasto in «forma» differente dal resto della famiglia. Inoltre, i pasti da «separati in casa» hanno nella maggior parte dei casi una sopravvivenza applicativa abbastanza limitata nel tempo, mentre le persone con problemi più o meno gravi di peso beneficiano di una continuità nell'applicazione delle norme dietetiche.

È troppo semplice!
«Possibile che il metodo MANGIARE POSITIVO! funzioni?»

Non vengono promessi cali di peso entusiasmanti e veloci.

Tuttavia, non sarà difficile abituarsi al nuovo modo tridimensionale di vedere e gustare il cibo, che è il più naturale, il più istintivo, e inoltre evita alla grande la monotonia di gusti abituale di una prescrizione dietetica classica. Vi sono modeste differenze di apporto lipidico tra un arrosto di lonza e un petto di pollo alla piastra anche se sapori e profumi sono ben diversi. Ciò rappresenta un aspetto importante in quanto, oltre a essere coerenti con i gusti personali, i suggerimenti espressi saranno strategicamente più applicabili nel medio e lungo periodo.

NO AL CONTEGGIO DELLE CALORIE / SÌ ALLA DIETA TRIDIMENSIONALE

Quando pensano a un qualsiasi cibo le persone «pensano» in modo visivo.

I sensi vengono coinvolti quasi nella loro totalità. Viene «rivista» la bistecca e la porzione di patate lì, sul piatto, in un'ottica tridimensionale.  Il cibo occupa una certa superficie, ha un certo spessore e ha un suo particolare aspetto ben memorizzato nella mente grazie alle precedenti esperienze.

Cosa deduciamo da tutto questo?

Che quando pensiamo al cibo lo visualizziamo in un'ottica tridimensionale, focalizziamo la nostra attenzione sul suo volume, non sul suo peso in grammi, sulle calorie, sui grassi ecc. come a volte siamo indotti a pensare dalle molte indicazioni dietetiche in circolazione.

Per valutare il volume di un alimento posto vicino a noi su un tavolo o nel nostro piatto sono necessari soltanto pochi secondi, colpo d'occhio e un livello di addestramento grazie al quale possiamo effettuare anche una valutazione quantitativa. «Farsi l'occhio» sulle dimensioni delle porzioni è il modo più semplice di valutazione tecnica; si può migliorare in termini di precisione nel caso in cui si abbia come riferimento un altro oggetto posizionato vicino al cibo che si ha intenzione di mangiare o si utilizzino come termine di paragone i «contenitori» di uso comune, ad esempio il cucchiaio, una palla da tennis, la mano, le nostre dita per valutare lo spessore.

Calibrare le porzioni sulla propria mano facilita la nostra vita e rende più semplice anche il pasto al ristorante!

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Virginia Bicchiega, laureata in Medicina all'Università di Ancona, si è specializzata in biochimica e chimica clinica e in scienza dell'alimentazione a indirizzo nutrizionistico. È ricercatrice presso l'Istituto Auxologico italiano di Milano
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