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Ventunesimo incontro - Estratto da "Incontri con Gurdjieff"

di George I. Gurdjieff 6 giorni fa


Ventunesimo incontro - Estratto da "Incontri con Gurdjieff"

Leggi in anteprima un capitolo tratto dal libro di George I. Gurdjieff, maestro e filosofo

Domenica 16 gennaio 1944

[La seconda parte di un esercizio è descritta ad alcuni allievi, e alcune persone nuove sono interrogate ed esortate]

Gurdjieff: Piccolo, qual è la sua domanda?

Luc: L’esercizio che consiste nell'esigere dal corpo le sostanze necessarie per far emergere espressioni di bontà, giustizia, onestà, imparzialità e intelligenza mi ha portato a riconsiderare ognuno di questi termini, e in particolare l’onestà. Qual è la relazione dell’onestà, l’equilibrio tra quel che si prende e quel che si dà in cambio? Ero più soddisfatto quando guadagnavo meno: ora sono in imbarazzo in una situazione più facile e confortevole.

Gurdjieff: Ho già capito la sua domanda. Gontinui.

Luc: Ho dei dubbi sulla mia onestà, anche se do via tre quarti del mio denaro. Voglio che la mia vita sia fondata su principi tali che le mie fonti di reddito possano essere purificate.

Gurdjieff: E ora vuole formulare la sua domanda?

Luc: Da cosa si può sentire di essere onesti?

Gurdjieff: C’è un principio, un criterio: quando ha dato la sua parola a sé stesso che farà qualcosa e poi la fa, proverà un certo senso di soddisfazione. E questo senso di soddisfazione che le dimostra di essere onesto. Capisce questa sensazione?

Luc: Sì. Ma ora nella mia vita di tutti i giorni devo usare sempre più trucchi e questo mi ripugna.

Gurdjieff: Quella è la vita esteriore. Lo fa per loro. Ho già detto che dev'essere un egoista assoluto, un buon egoista. Per il bene del futuro altruismo. Oggi non può dare molto agli altri e, se ci prova, non sarà in grado di cambiare sé stesso, rimarrà quel che è. Deve sacrificare il dare agli altri. Ma deve dare a sé stesso la sua parola che in futuro li compenserà per questo dieci volte. Così fa un compromesso. Ha due indizi, due principi; soddisfazione per sé stesso e la promessa di ripagare molto di più, in futuro. Esteriormente, uno recita il proprio ruolo secondo ciò che la situazione richiede, e interiormente non ci si identifica. Se lei interiormente sta lavorando, la natura la aiuterà. Per l’uomo che sta lavorando, la natura è un’assistente caritatevole, che le porta ciò di cui ha bisogno per il suo lavoro. Se per il suo lavoro le serve denaro, anche se non fa niente per riceverlo, le arriverà da tutte le parti. Altrimenti la natura la priverà di tutte le sue risorse, se ciò è necessario per il suo lavoro. [A Simone] Comprende? Per esempio, se lei avesse avuto del denaro una certa sera, sarebbe andata al bar, ma non avendone, è rimasta a casa e ha lavorato. La natura è più intelligente di lei; sa meglio di lei quali sono le condizioni migliori per il suo lavoro; e se lei lavora, la natura richiamerà spiriti coscienti che disporranno per lei le condizioni di cui ha bisogno. Per l’uomo ordinario, per l’uomo che non lavora, non c’è che il caso. All’uomo che lavora la natura dà, tramite spiriti coscienti, tutto ciò di cui ha bisogno.

Philippe: Quel che ha appena detto mi ha dato più di tutti gli esercizi. In questo momento sento dentro me cos’è lo spirito. Sento una vita in me. Ora capisco cosa devo fare. Devo rinunciare alla mia “scala”. Devo impegnarmi, dare a me stesso la mia parola per quanto riguarda le piccole cose, non quelle grandi che sono troppo lontane per me.

Gurdjieff: C’è una legge che è formulata in modo molto semplice. Un uomo deve mantenere la parola data; in tutti i casi, qualunque cosa accada. E un comando assoluto. Se ha dato la sua parola di incontrarmi, e di incontrarmi a una certa ora, anche se la tagliano a pezzi, se la uccidono, deve venire. Una piccola cosa, ma forse è collegata con molte altre che non conosce. Se non viene, potrebbe costarle un milione di franchi. Potrebbe scombinare l’appuntamento che ho dopo il suo e ciò renderebbe necessario cambiare qualcos’altro e così via, attraverso una catena di eventi che non può prevedere. Se una piccola cosa non è portata a termine, allora nessuna grande cosa lo sarà. Con le cose grandi è facile; sono lontane, e lei se ne preoccupa solo di tanto in tanto, quando le aggrada. Ma le piccole cose sono vicino a lei tutto il tempo, che lei lo voglia o no. Provi per una volta a darsi la sua parola su una piccola cosa. Non su tutto, perché una promessa data dev’essere mantenuta e lei deve sapere di essere in grado di mantenerla. Prenda una piccola cosa che può fare.

[Dopo il pranzo Monsieur Gurdjieff ha rimproverato T. per non aver svolto bene i suoi doveri, i suoi obblighi come direttore]

Gurdjieff: E una piccola cosa, ma se si capisce come bisogna dirigere i propri affari nella vita, diventa una grande cosa. Non c’è un solo aspetto, ce ne sono sette. Se lei ha sette cose da fare e ne svolge bene una, le altre sei possono anche andar bene automaticamente. Se ne trascura una, anche se per la prima volta in vita sua, il risultato è cattivo. Per esempio, se si assume l’impegno di dirigere il servizio, deve dirigere tutti i dettagli. Dimentichi tutto, anche il suo Dio, per sovraintendere a tutti i dettagli con esattezza. Se lei è direttore, non esiste altro che quello, anche se ha affari che valgono milioni. Quelli, li deve dimenticare. Faccia bene quel che deve fare. Quando i suoi affari milionari verranno fuori, svolgerà anche quelli nello stesso modo. Non veda solo un aspetto, ma sette, e tutto andrà bene. Se un solo aspetto non è buono, non è buono niente. Si abitui a far bene tutte le cose in quel momento e, in parallelo con questo, imparerà a fare bene tutto. Lei è qui. Sacrifichi tutto il resto. Tutta la sua presenza, tutto il suo pensiero, tutte le sue associazioni devono essere assorbite dalla faccenda che costituisce il suo lavoro. Se fa bene quel che ha da fare in bagno, farà bene anche quel che ha da fare in chiesa. Se non fa bene quel che ha da fare in bagno, non farà bene neanche quel che ha da fare in chiesa. Nelle cose ordinarie della vita deve adempiere a tutti i suoi obblighi, anche pensare a essi due o tre settimane prima, senza fallo. Ha il tempo. Pensi a tutto, prepari tutto. Lei sta sempre a perdere tempo. Con una tale organizzazione interiore, un uomo non andrà mai lontano.

Domanda: Posso fare una domanda?

Gurdjieff: Perché fa di un elefante una mosca? Se ha una domanda, la faccia. E' la mia specialità parlare, parlare, parlare. Mi aiuti a far smettere la mia macchina di parlare. Faccia la sua domanda.

[Chiede riguardo alla sua ricerca di Dio, i suoi dubbi e le sue difficoltà]

Gurdjieff: Ho già risposto a questa domanda quando qualcuno mi ha chiesto la stessa cosa. Ho detto: se lei non ha un ideale, se non crede in Dio, allora suo padre, sua madre, il suo insegnante possono servirle da ideale.

Domanda: Un ideale ce l’ho: sono sempre stato cattolico. Ma non vedo più Gesù Cristo nello stesso modo.

Gurdjieff: All’inizio il cattolicesimo era ottimo, ma ormai non più. Hanno cercato il mezzogiorno alle due del pomeriggio; hanno diluito tutto. All’inizio era superiore alla religione ortodossa e a tutte le altre.

Domanda: Non riesco a ricatturare la fede della mia infanzia.

Gurdjieff: Non è necessario. Ha perso quella possibilità. Non è più un bambino, è grande ora. Dovrebbe avere logica, non cercare automaticamente. Avere un contatto diretto con Dio è impossibile. Milioni e milioni di non-entità desiderano avere relazioni con il signor Dio direttamente. Questo è impossibile. Ma può avere una relazione su questa linea. Ad esempio, quel che fa qui da quando ha preso parte ai nostri colloqui ha cambiato il suo ideale interiore? [Sì] Quindi forse lei ha fiducia nella persona che dirige qui? [Sì] Allora questi può fungere da insegnante nel frattempo.

Domanda: Questo non mi soddisfa del tutto. Voglio qualcos’altro.

Gurdjieff: Allora faccia un programma. Lei non sa cosa vuole. Le auguro di comprendere che coloro che le sono più vicini - padre, madre, insegnante - le possono servire da ideale al posto di Dio. Si dimentichi del vero Dio. Così com’è ora lei non potrà mai avere relazioni con Dio. Quando sarà cresciuto, può darsi; ma lei al momento è una tra milioni di non-entità. Nel frattempo, prenda come ideale chiunque le sia più vicino e allora potrà pregare Dio, perché questa persona ha un ideale anch’essa, questo ideale ha a sua volta un ideale, e così via, fino a Dio. Dio è lontano, ci sono molti stadi prima di raggiungerLo, non pensi a Lui. Il suo ideale sarà il suo Dio. Più avanti potrà avere un altro ideale.

Madame de Salzmann: Dio è troppo lontano. Lei è troppo piccolo per avere un contatto diretto con Lui. Solo chi è immediatamente sopra di lei può essere Dio per lei. E un Dio chi a sua volta ha un Dio. E una scala, c’è sempre qualcosa sopra. Ogni gradino conduce a un altro e lei riceve la sua risposta tramite la stessa catena.

Gurdjieff: Non può pregare direttamente Dio. Immagina di farlo, ma spreca il suo tempo. E da qui che viene quella psicopatia. Come un monaco. Dice direttamente “Dio”. Gesticola così [Gurdjieff fa dei gesti] e sessant’anni dopo muore come un cane senza aver mai ricevuto nulla. Voleva Dio direttamente. Nessuno Lo ha visto, perché la legge dei contatti è rigida. Questa legge esiste dappertutto. Lei cercherà il suo Dio quando si sentirà guidato nella direzione giusta, su una buona strada, per esempio da Madame de Salzmann. Allora lei sarà il suo Dio. Non è Dio, ma sarà il suo primo stadio; può avere contatto con Dio attraverso di lei; faccia passare tutte le sue preghiere e le buone manifestazioni attraverso di lei e proprio questo la metterà in contatto con il prossimo stadio. Poi un terzo stadio, e infine sarà possibile che la sua preghiera raggiunga il vero Dio. Esattamente come il telegrafo; manda un messaggio a un parente nelle campagne intorno a Lione. Questo passa prima da Parigi a Lione, poi a un’altra cittadina, poi al villaggio, poi alla casa del suo parente. Per stadi, e ci vuole del tempo.

[Una domanda riguardo le “ingiustizie”]

Gurdjieff: Sa, “giustizia” è una parola grossa - è una cosa grossa, nel mondo. Le cose oggettive non sono cose piccole come i microbi; esse seguono la legge, come la legge le ha abituate a fare. Ricordi: quel che semina, raccoglierà. Non solo le persone raccolgono, ma anche le famiglie e le nazioni. Succede spesso che quel che accade sulla Terra venga da qualcosa che era stato fatto da un padre o da un nonno. I risultati convergono su di lei, figlio o nipote: è lei che deve regolarh. Questa non è un’ingiustizia, è un grande onore per lei; sarà un mezzo che le permetterà di regolare il passato di suo padre, nonno, bisnonno. Se delle disgrazie la colpiscono in gioventù, significa che qualcuno le ha portate - per questo, lei deve raccogliere. Se costui è morto, raccoglie chi è ancora sulla terra. Non deve guardare a sé stesso egoisticamente. Lei è un anello nella catena del suo sangue. Ne sia fiero, è un onore essere questo anello. Più lei è in obbligo di riparare il passato, più avrà rimorsi di coscienza. Riuscirà a ricordare tutto quello che, in passato, non ha fatto come avrebbe dovuto. Queste cose contrarie alla Giustizia che lei ha fatto hanno mortificato suo nonno. Dunque, può avere dieci volte più rimorsi di coscienza, e il suo valore aumenterà in proporzione. Lei non è la coda di un asino. Lei ha responsabilità, una famiglia. Tutta la sua famiglia, passata e futura, dipende da lei. La sua intera famiglia dipende dal modo in cui lei ripara il passato. Se lei lo ripara per tutti, è un bene. Se non lo ripara per tutti, è un male. Guardi la sua situazione. Logicamente, vede cos’è la Giustizia? La Giustizia non si occupa dei suoi piccoli affari, di richieste inesaudite; si occupa delle cose grandi. E un’idiozia credere che Dio pensi alle piccole cose. E lo stesso è con la Giustizia. La Giustizia non tocca tutto ciò e, allo stesso tempo, nulla sulla terra è fatto senza di essa. Cerchi le ragioni. Lei è in dovere di avere una posizione di responsabilità nella sua linea di sangue; deve lavorare di più per riparare il passato. E difficile da capire tutto in una volta.

[Un uomo asserisce che non può lavorare bene, non può fare niente fino alla soddisfazione, è disturbato dalla sua coscienza]

Gurdjieff: E impossibile fare tutto questo in una volta, bisogna cercare. Cominci con una cosa piccola. Quando si sveglia, ricordi coscientemente di indossare prima il calzino sinistro, invece del destro, ricordandosi di sé. Lavi prima l’orecchio sinistro, non quello che ha l’abitudine di lavare. Faccia un programma. Ogni volta una mosca o qualcos’altro apparirà per impedirle di portare avanti questo programma. Anche se c’è un incendio, faccia quel che le dico. Poi, quando va fuori, per la strada, invece che guardare la bionda che le interessa nella finestra a sinistra, guardi la bruna nella finestra a destra. E così via. Se non riesce in questo tentativo, non ne parli più. Se lo fa, potrà farmi ancora la sua domanda, e io risponderò e spiegherò mille altri dettagli.

Domanda: Al fondo di tutte le mie emozioni negative ci sono due cose; da un lato, l’opinione che ho di me stesso, dall’altro una certa paura. Se riesco a ricordare la mia nullità, l’opinione di me cambia e non mi intralcia più, ma la paura cresce e determina l’emozione negativa, impedendomi di riposare; non ho trovato un modo di lottare contro questa paura.

Gurdjieff: Bisogna decidere: “Tutto o niente”. E semplice, tutto o niente. Se lei conosce la sua passata nullità, allora decida; o si decide a trasferire questa nullità in qualcosa, o perirà. Se decide: tutto o niente, dopo la sua paura sarà meno importante. Se decide di perire, allora questa è un’altra questione. Non è spaventato? [No] Allora questa paura non è niente. Questi sono i mezzi per liquidare la sua paura. Quel che ha detto prima riguardo alla sua opinione di sé stesso è fuffa. Suo padre era già fuffa. Quindi che opinione può avere? Lei è una non-entità, merde. Deve comprendere questo. Oggettivamente quale opinione può avere? Non può fare niente. È tutta immaginazione. Non può nemmeno farsi una sigaretta. Deve decidere nel campo della sua nullità. Il tutto o niente può porre fine alla sua paura. O qualcosa accadrà, o perirà come un cane. Lei non dovrebbe esistere così com’è. E una fonte del male nel mondo, per i suoi cari e per chiunque. O smetterà di essere una simile fonte e acquisirà una vera individualità reale, non una fantasia, o perirà. Ha capito? E una nuova “Giustizia”, ha un altro vestito. Anche una cintura e un cappello - un cappello a cilindro.

Incontri con Gurdjieff

Trascrizione integrale degli insegnamenti trasmessi a Parigi in Rue des Colonels-Renard 1944-1946

George I. Gurdjieff

Questo libro raccoglie gli insegnamenti di Gurdjieff trasmessi negli anni tra il 1944 e il 1946 in diversi incontri.

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George I. Gurdjieff

George Ivanovich Gurdjieff nasce nel 1869 ad Alexandropol (Armenia russa) ed è uno dei pochi riconosciuti grandi maestri occidentali vissuti nel secolo scorso.Dopo una giovinezza passata viaggiando e studiando culture diverse allora sconosciute, Gurdjieff si dedicò interamente al lavoro sulla...
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