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Una figura scomoda

di Giuseppe Di Bella 1 mese fa


Una figura scomoda

Leggi l'introduzione del libro "La Scelta Antitumore" di Giuseppe Di Bella e scopri un metodo tanto rivoluzionario quanto scomodo

Il fine di contenere e contrastare l’inarrestabile, ormai epidemica, diffusione del cancro, mi ha portato a documentare, spiegare e divulgare un metodo terapeutico basato su evidenze scientifiche non ancora valorizzate nella prevenzione farmacologica e terapia dei tumori, anche se pubblicate sulla massima banca dati biomedica PubMed.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

La Scelta Antitumore

Prevenzione, terapia farmacologica e stile di vita

Giuseppe Di Bella

(6)

Un libro indispensabile per saperne di più sul Metodo Di Bella, un valido metodo scientifico osteggiato dal sistema. La multiterapia dei tumori ideata da Di Bella riscuote ampi e autorevoli riconoscimenti internazionali con...

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L’esponenziale incremento della diffusione del cancro rappresenta la più evidente conferma del fallimento delle attuali misure di prevenzione. Così come le decine di milioni di morti ogni anno per tumore certificano gli attuali gravi limiti della terapia medica del cancro. Ancora oggi le neoplasie del seno rappresentano la prima causa assoluta di morte per le donne, in tutto il mondo. Se oggi i protocolli oncologici fossero realmente in grado di guarire i tumori solidi (gli altri, le leucemie, sono una stretta minoranza) ovviamente non avrebbe ragione d’essere la chirurgia oncologica, che oggi rappresenta l’unica efficace misura terapeutica in grado di salvare una certa percentuale di ammalati oncologi.

Nel 1996, gli esiti positivi del Metodo Di Bella (MDB1), avevano creato un crescente interesse da parte dell’opinione pubblica e una progressiva ostilità da parte delle multinazionali del farmaco e dei circoli di potere politici, accademici, finanziari e degli apparati sanitari collegati.

Si arrivò così a manifestazioni di piazza per ottenere l’erogazione del MDB.

La ragione vera e profonda della rabbia isterica, dell’ira e dell’odio contro il Prof. Luigi Di Bella risiede essenzialmente nell’aver messo in crisi e delegittimato la dittatura terapeutica − unicamente finalizzata allo sfruttamento della sofferenza e della malattia − attraverso le dirette, numerose e pubbliche testimonianze di troppe persone guarite con le sue cura.

Il movimento di opinione popolare, nato spontaneamente, ha costretto questi poteri a sospendere per 9 anni la dittatura terapeutica. La grossolana falsificazione della sperimentazione del ’98 (come vedremo nel primo capitolo) non ha loro consentito di attuare la delegittimazione del Metodo Di Bella, che è e rimarrà un documentato atto di accusa di una gestione mercantile della medicina ed è sempre più confermato da un crescente numero di pubblicazioni sulle banche dati medico scientifiche internazionali.

Significative, sulla conduzione della ricerca scientifica e dei relativi fallimentari protocolli di cura, le pubbliche dichiarazioni del premio Nobel, Prof. Randy Schekman: «… la ricerca in campo scientifico non è affatto libera ma in mano a una cerchia ristretta (la cosiddetta “Comunità scientifica”). ALMENO IL 50% DEI DATI MEDICI È CORROTTO… ».

Il riferimento delle istituzioni sanitarie alla tanto celebrata “Comunità scientifica” è continuo:

«Essa pontifica con giudizio infallibile, ma è ormai talmente inquinata, da aver falsificato almeno il 50% del dato scientifico».

Denuncia pienamente condivisa da Richard Horton, caporedattore del Lancet, una delle più prestigiose riviste storiche di medicina, che ha dichiarato: «Gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere dichiarata semplicemente falsa. La scienza ha preso una direzione verso il buio».

Anche la Prof. Marcia Angell, per 20 anni caporedattrice di un’altra delle massime testate scientifiche internazionali, il New England Medical Journal (NEMJ), ha affermato: «Semplicemente, non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata».

Dichiarazioni da valutare con la massima attenzione, per la competenza, l’esperienza e la cultura, il livello scientifico dei Prof. Schekman, Angel e Horton, Premi Nobel e caporedattori delle massime testate medico scientifiche mondiali non sono pericolosi complottisti, né biechi populisti, ma le rare, forse ultime voci che all’onestà intellettuale associano una grande cultura e rilevanti meriti scientifici. «Le evidenze scientifiche che non arricchiscono non sono pubblicate». Per questo una rilevante quantità di dati scientifici definitivamente acquisiti, certificati e incontestabili, sono rifiutati per la pubblicazione dalle grandi riviste biomediche, non sono trasferiti nella clinica e non sono inseriti nei “prontuari”, nelle “linee guida”, nei “protocolli. Un numero crescente di medici e docenti universitari (alcuni dopo esperienze personali) ha preso coscienza dell’urgente necessità di superare l’attuale stallo nella ricerca e terapia del cancro mediante un radicale rinnovamento dei paradigmi della ricerca oncologica e il loro affrancamento da condizionamenti speculativi.

Oggi sta prendendo corpo una nuova scuola di pensiero, una nuova linea di ricerca e metodo multiterapico, che rivalutata e riscopre i concetti basilari, il razionale, la logica, ideate oltre 40 anni fa dal Prof. Di Bella.

Oltre ai suddetti eminenti ricercatori e scienziati, diversi medici e docenti universitari statunitensi, tra cui i Prof. Raymond Chang, Prof. Henry S. Friedman, Dr. Andrew Von Eschenbach, Dr. Andrew Parsa, Pr. Marc Eric Halatsch, Dr. Bharat B. Aggarwal, hanno condiviso e denunciato in un film-documentario le ragioni del fallimento della prevenzione e terapia del cancro. Hanno contestato la censura di una ricerca libera e indipendente e l’aspetto eticamente e scientificamente più grave di questa censura, il sovvertimento delle basi logiche del ragionamento medico scientifico, la mancata valutazione, considerazione, valorizzazione della realtà, della verità, di casi clinici felicemente risolti per innovative e positive esperienze terapeutiche. Hanno accusato i circoli di potere di aver sostituito il dato di fatto evidente, documentato e incontestabile, con funambolismi statistici finalizzati alla costruzione di esiti preconfezionali di trials clinici truccati, poi regolarmente registrati e lautamente redditizi.

Se consideriamo la manipolazione e l’asservimento della ricerca medica e delle linee terapeutiche al profitto, denunciati dalle autorevoli personalità citate, comprendiamo pienamente la desolante impotenza e la grave tossicità nei tumori solidi delle attuali terapie del cancro. Questa dittatura terapeutica si può tanto più facilmente realizzare quanto più un’opinione pubblica è rassegnata, inerte, distratta, incolta, ininfluente, disattenta, e pertanto plagiabile dai centri di potere che possono irretirla e asservirla ai propri interessi.

Per la gestione del potere è determinante il controllo di tutto quanto concorre a formare le coscienze, la mentalità, i costumi, il carattere, la cultura dei popoli. La pianificazione di un progressivo decadimento morale, spirituale e culturale è da tempo un chiaro obiettivo strategico.

Tentare di sovvertire, scardinare, sostituire questi valori costituisce a un tempo stesso il fine ultimo e inconfessabile, dissimulato e mortale, di un disegno che rappresenta l’infimo grado di perversione e degradazione morale cui può decadere l’uomo. Questo disegno può realizzarsi solo attraverso un controllo capillare dell’informazione, della politica, della magistratura della cultura, della scuola, della scienza, tendendo a creare un’immagine distorta dei valori autentici dell’esistenza. È un disegno abilmente dissimulato, finemente congegnato, immorale nei suoi mezzi e finalità, satanico nella sua perfetta capacità di falsificazione, farisaico nella sua ipocrisia.

Il fine ultimo è un nuovo ordine totalitario, un potere assoluto, conseguito attraverso l’oscuramento delle coscienze, l’eclissi della civiltà, il tramonto di una concezione spirituale, morale della vita, la perdita della fede, la separazione dell’uomo da Dio. Questo disegno è realizzato attraverso una continua disinformazione, disarticolazione, immiserimento e abbruttimento del pensiero umano, portando un’umanità senza valori e senza Dio a un continuo stato di paura e insicurezza, a uno scetticismo inerte e rassegnato, a una visione egoistica, limitata, materialista, disperata dell’esistenza, ridotta alla soddisfazione di bisogni reali o indotti, di esigenze create da un consumismo insaziabile e meschino.

In questo contesto si inserisce il tentativo di ridurre la più nobile, elevata, spirituale delle scienze, la medicina, a puro mestiere, a impiego alla dipendenza di istituzioni asservite. L’obiettivo non è più la salute, il benessere, la vita dell’uomo, la sacralità dell’esistenza, con gli affetti che la circondano, ma una gestione centralizzata, verticistica, burocratica, succube del profitto. La gestione della salute rientra nella pianificazione in corso di un ordine mondiale dominato da un’oligarchia criminale e paranoica, che nulla ha imparato dalla Storia, che ha solo cercato di falsificare.

Il metodo Di Bella realizza il superamento scientifico e clinico di questi paradigmi. La nuova concezione terapeutica biologica, per le prevenzione e cura dei tumori, per la complessità e molteplicità delle reazione metaboliche e funzioni vitali, dovendo intervenire sulle varie reazioni biologiche non può che essere multifattoriale e multiterapica e basarsi sul dato di fatto, sull’esperienza clinica, sullo studio attento approfondito e non preconcetto di risultati, evidenti documentati e tangibili di guarigioni con terapie innovative, non su trials taroccati e paradigmi fallimentari imposti da una medicina autoritaria e corrotta.

Questa multiterapia biologica, basata sull’asse portante scienza-etica anticipata dal Prof. Di Bella sta cominciando lentamente ma inarrestabilmente a diffondersi come dimostrano i citati autorevoli interventi, a conferma che “contra factum non valet argomentum”. I vaniloqui dei maestri del falso, dei professionisti della disinformazione, degli artisti dell’inganno, da decenni si accaniscono inutilmente contro la logica matematica e le basi etico scientifiche, i riscontri clinici del Metodo Di Bella. L’impotenza di questi imbonitori di regime a sovvertire la verità, incrementa la loro rabbia, odio, livore, tipici del perfido potere globale che servono.

Queste mie considerazioni non nascono da sterile spirito di polemica, ma dall’intento di informare sul reale, vero, non mediatico, “stato attuale dell’arte” nella prevenzione e cura del cancro.

Questo libro nasce dalla mia profonda e sentita esigenza di risparmiare a tanti, gravi sofferenze, e/o sollevarli dal calvario di tragica drammaticità del cancro, assolutamente inimmaginabile per chi non lo abbia vissuto o non vi abbia assistito. Nasce dal dovere morale, dall’esigenza etica e scientifica di trasmettere, diffondere e valorizzare un patrimonio unico di conoscenze mediche e acquisizioni scientifiche frutto dell’intera vita di mio padre totalmente, appassionatamente dedicata alla ricerca, allo studio e al progresso terapeutico.

Citando Sant’Agostino:

«Nessuno può essere veramente amico dell’uomo se non è innanzi tutto amico della verità».

È molto difficile che un medico, un ricercatore, uno scienziato, abbia fatta propria, compresa, applicata, vissuta, questa massima di un Padre della Chiesa, S. Agostino, come il Prof. Luigi Di Bella. Un eminente medico e ricercatore, Sergio Stagnaro, scienziato noto a livello internazionale, autorevole membro della New York Academy of Sciences, definì il Prof. Di Bella «L’ultimo grande clinico, un gigante in un mondo di nani».

Per oltre cinquant’anni ho seguito le ricerche di mio padre, l’evoluzione del suo pensiero scientifico, la sua esperienza clinico-diagnostica, gli effetti terapeutici, le vessazioni, i contrasti, le umiliazioni che hanno contraddistinto la sua lunga attività di docente universitario, di medico e di scienziato. La totale incapacità di ingraziarsi i potenti e procacciarsi protettori eccellenti, d’inserirsi nelle mafie di potere, la sua repulsione istintiva al servilismo, al compromesso, all’adulazione, alla disonestà, unitamente a un carattere schivo e al vizio imperdonabile di usare la parola per esprimere il proprio pensiero e non per dissimularlo, hanno penalizzato la sua carriera. Così come le meschinità e le invidie per i risultati clinici e scientifici conseguiti.

Come tanti tra quelli che lo conobbero e frequentarono, ho avuto netta la percezione che la vastità e la profondità delle sue conoscenze nelle scienze matematiche e nella chimica, farmacia, medicina, biologia, fisica, fossero totalmente al di sopra delle comuni capacità e inarrivabili per chi non fosse dotato d’intelletto e volontà superiori. Per questi motivi non ho partecipato direttamente alle sue ricerche, ma le ho attentamente, entusiasticamente e costantemente seguite, cercando di fissare e ricordare ogni sua confidenza, ogni congresso, relazione, comunicazione o pubblicazione. Ho cercato soprattutto di cogliere il senso autentico, il significato profondo, le possibilità insperate, aperte dalla continua evoluzione delle sue ricerche sperimentali, dell’esperienza terapeutica, dei criteri e strategie d’impiego, della sua mentalità medica, tesa a trasferire nella pratica clinica una mole unica di conoscenze teoriche, sperimentali e di esperienze. Ho appreso come la diagnosi, punto d’arrivo, traguardo e compendio delle capacità del medico, derivi da un raro equilibrio che è esatta valutazione d’ogni dato semiologico e anamnestico, clinico e strumentale, da un’intuizione affinata dall’esperienza, sostenuta dalle capacità, rafforzata dalle conoscenze, vivificata dal buon senso. In questi cinquant’anni ho constatato che puntualmente intuizioni che si potrebbero definire storiche per il progresso scientifico e le scienze mediche, come le possibilità terapeutiche e il razionale d’impiego di retinoidi, melatonina, somatostatina, vitamine E, D, C, sono state accolte con scettica indifferenza dal mondo scientifico e puntualmente confermate in media dopo decenni dalla letteratura scientifica, anche se ancora non valorizzate in terapia per ovvi e inconfessabili motivi.

Ho cercato di raccogliere, analizzare e sintetizzare da conferenze, pubblicazioni, relazioni a congressi, lezioni magistrali di mio padre, quanto si riferisce alla prevenzione e cura dei tumori, e di integrarlo e confermarlo con la revisione aggiornata delle banche dati medico-scientifiche mondiali. Ho trattato le principali cause della diffusione del cancro e le basi farmacologiche della sua prevenzione, soffermandomi marginalmente sui complessi, vasti aspetti dietetici della prevenzione che comporterebbero una trattazione a parte. Una pubblicazione su misure dietetiche veramente efficaci nella prevenzione del cancro, comporterebbe conoscenze ampie e profonde di chimica, biochimica, biologia, fisica, fisiologia, farmacia, clinica, che pochi possiedono e ancor meno sanno integrare e applicare. Uno di questi fu il Prof. Luigi Di Bella, laureato in medicina, chimica e farmacia, che insegnò biochimica e fisiologia umana nella facoltà di medicina, fisiologia generale nelle facoltà di Scienza Naturali, Scienze Biologiche e Farmacia e tenne corsi di specializzazione in scienze dell’alimentazione per decenni a generazioni di medici. Ai suoi insegnamenti risalgono i principi dietetici sinteticamente riportati in questa pubblicazione.

Questo “Metodo” creato oltre quarant’anni fa dal Prof. Di Bella fu così da lui enunciato:

«Essere essenziale più che l’inattuabile e immaginaria uccisione di tutti gli elementi neoplastici, la realizzazione di tutte le condizioni, note, possibili e non dannose entro determinati limiti, atte a ostacolarne lo sviluppo, fino alla morte per apoptosi, soprattutto attraverso l’intergioco fra i numerosi fattori di crescita. L’essenziale sta nell’attivare tutti gli inibitori dei noti fattori di crescita alle dosi e con tempestività e tempi opportuni. Il protocollo MDB è nato in quest’atmosfera, quella della vita e non dell’intossicazione e morte delle cellule, metodo che asseconda ed esalta le reazioni vitali, senza ricercare con precisione statistica le dosi più opportune per uccidere. Il tumore (dagli stadi iniziali, pretumorali, alle fasi avanzate, metastatiche) è deviazione dalla vita normale, per cui occorre riportare le reazioni deviate alla norma, attraverso l’esaltazione di tutti quei mezzi che la Fisiologia considera essenziali per la vita».

La premessa della sua concezione è considerare il cancro come forma di vita, da lui definita:

«potente, prepotente, parassitaria, anarchica […] non esiste né esisterà alcun trattamento chemioterapico citotossico (né monoterapia) in grado di prevenire guarire un tumore, ma unicamente un Metodo, una multiterapia razionale e biologica, un complesso di sostanze sinergiche e fattorialmente interattive, singolarmente dotate di attività antitumorale atossica, che sequenzialmente o contemporaneamente agiscano centripetamente sulla miriade di reazioni biologiche della vita tumorale, riconducendo gradualmente alla normalità le reazioni vitali deviate dal cancro».

Da qui è venuta non una sostanza, ma un metodo, per la prevenzione e cura del cancro.

Non ho il minimo merito nelle ricerche e nelle scoperte di mio padre, mia unica ambizione è diffondere il Suo Metodo, divulgarne la concezione terapeutica, proseguire nella realizzazione del Suo obiettivo primario: sollevare dalla disperazione e dalla sofferenza, ridare fiducia, sorriso e speranza a tanti sofferenti disperati, riportando la medicina dall’attuale deriva commerciale e speculativa all’antica dignità di arte etica, ippocratica, spirituale, unica Via che attraverso la Verità porta alla Vita.

La Scelta Antitumore

Prevenzione, terapia farmacologica e stile di vita

Giuseppe Di Bella

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Giuseppe Di Bella

Giuseppe Di Bella, dopo la laurea in medicina presso l’Università di Modena nel 1965 e ottiene il diploma di specializzazione in ORL (otorinolaringoiatra) nel luglio 1968 presso l’Università di Bologna. Dal marzo 1967 è iscritto all’Albo dei Medici...
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