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Un villaggio preistorico sconosciuto

di Andrea Cogerino 9 mesi fa


Un villaggio preistorico sconosciuto

Leggi un estratto dal libro "Geografia Sacra e Tradizione Segreta del Nord" di Andrea Cogerino

Nel 1992 ero iscritto al primo anno di Università, facoltà di Filosofia. All’epoca conoscevo bene l’inglese perché andavo in Inghilterra dai miei zii, nel Dorset, per le vacanze studio estive. Mia madre era la maestra del piccolo paese di montagna in cui vivevo e son tornato a vivere: Rubiana, in Val di Susa.

Il sindaco di allora un giorno le portò un articolo, in inglese, tratto da una rivista archeologica olandese. Scritto da un ingegnere torinese che viveva da anni nei Paesi Bassi, ma che ogni tanto ritornava in patria.

Si trattava di tradurre l’articolo perché parlava di un villaggio neolitico "Castellum type" mi sembra di ricordare, ritrovato da qualche parte proprio a Rubiana. Con tanto di fotografie.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Geografia Sacra e Tradizione Segreta del Nord

Linee del Drago, luoghi di potere... Dall'Irlanda al Piemonte, l'antica conoscenza nascosta

Andrea Cogerino

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I nostri antenati celto-liguri, che vissero migliaia di anni fa, avevano un rapporto con la vita, con la morte e con la natura infinitamente più ricco del nostro. In altre parole, amavano profondamente, accettavano e comprendevano i misteri della...

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Ricordo quel momento in cui lessi l’articolo. Qualcosa si accese in me. L’entusiasmo.

Ora, l’entusiasmo, come ci suggerisce l’etimologia del termine (essere abitati dal proprio dio interiore - dal greco en, “dentro”, e thèos, “dio”: “Il dio dentro”), dovrebbe essere la regola, la misura del nostro essere sul Cammino. Sono convinto di questo. Quando sentiamo che qualcosa, qualunque cosa sia, ci riempie di entusiasmo, ci illumina le cellule del corpo e ce le fa brillare, vibrare, ecco: noi siamo tenuti ad ascoltare quel messaggio degli dèi. E dobbiamo seguire quella vocazione. Quella comunicazione.

All’epoca non mi occupavo di Geografia sacra, né tantomeno di archeologia. Però, qualche anno prima, in libreria a casa, avevo trovato un testo di Peter Kolosimo, un pioniere dell’archeologia misteriosa. Un libro “anni Settanta”, con foto, immagini, e tante suggestioni che già avevano riattivato le mie cellule, sprigionato sostanze nel mio corpo alchemico.

Kolosimo ovviamente aveva vissuto a Torino, la “città della magia”. Torino, in quegli anni Sessanta-Settanta, era davvero la culla del Mistero, dello Stra-ordinario: qui viveva anche il più grande... sensitivo? mistico? mago? - non so come definirlo. Insomma, Gustavo Adolfo Rol, forse la figura più magica e misteriosa del mondo nella seconda metà del Novecento. L’uomo più famoso ed enigmatico del pianeta Terra, in virtù di “poteri” che sbalordirono tutti.

Ecco, Torino. Terra di magia. La città magica. Una sua allieva, amica e discepola, la giornalista Giuditta Dembech, pubblicò in quegli anni un testo di riferimento: Torino città magica. Fu un successo. Fu, insieme ai libri di Kolosimo credo, un riattivare nelle cellule di molti l’entusiasmo per la conoscenza “altra”, misteriosa, non convenzionale, e per noi piemontesi un risvegliare il senso di appartenenza a una terra di Geografia sacra.

Riscoprivamo le nostre radici magiche ed esoteriche. Un richiamo animale ancestrale, arcaico.

Molte persone, come me e prima di me, hanno sentito quel fascino irresistibile e desiderio profondo di cercare qualcosa che esulasse dalla solita spiegazioncina ateista materialista razionalista dominante. La Cerca del Graal, potremmo definire questa sete. La ricerca del Senso più alto della nostra vita, del nostro brancolare in questo pianetino sperduto nell’universo. E tutto questo a partire da un senso di appartenenza “magico” a una terra, la nostra terra. Torino in questo caso, e la Val di Susa.

Giuditta Dembech pubblicò anche l’imprescindibile Musinè magico: ecco qui ulteriori tracce, semi, suggestioni. Qualcuno come lei, prima di me, aveva esplorato queste mie montagne “magiche” e aveva rinvenuto tracce, non censite dalla Storia ufficiale, di antichi insediamenti umani. Celtici. Ma ancora anteriori: neolitici. Incisioni rupestri, croci, coppelle, siti megalitici, dolmen, menhir... Le tracce del passaggio nella Preistoria di popolazioni “del Nord”. La stessa cultura che definirei “celto-ligure” - la stessa che ha edificato, per intenderci, Newgrange in Irlanda e Stonehenge in Inghilterra - migliaia di anni fa era arrivata nelle nostre terre. Le aveva amate. Le aveva vissute. Aveva lasciato tracce del loro passaggio. C’erano segni su roccia di loro.

A Rubiana, nel mio piccolo paese di montagna, c’era dunque un villaggio neolitico “a castello”? Con tanto di mura difensive, fossato, e quant'altro? In un bosco sperduto al centro di una pietraia? Le foto parlavano chiaro. Dovevo trovarlo! Tradussi l’articolo per il sindaco, ma più che altro misi gli scarponcini - all’epoca si chiamavano così; ora son diventate “scarpe da trekking”, molto più cool—e cominciai a esplorare il territorio. Boschi, monti, pascoli alpini.

Va detto che il mio piccolo paese ha meno di 2000 abitanti, è vero, son quattro case in croce, ma il territorio comunale si estende per vastissimi chilometri quadrati in una conca tra i 400 e i 2000 metri, circondata da montagne impervie, spesso aspre e inospitali, boschi intricati e inesplorati. Mi concentrai, non ricordo perché.

in un’area ben definita. Camminai. Esplorai. Ricercai. Niente. Infine, ricordo bene, il padre di una mia compagna delle elementari, noto esperto del territorio e soprattutto noto “bulajé” (cercatore di funghi porcini, i “buie"), mi suggerì di andare a dare un’occhiata a strani muretti in una certa località a 900-1000 metri - che guarda caso era più o meno lo stesso settore in cui già mi ero concentrato.

Fu così che lo trovai. Un incredibile “villaggio” costituito da una trentina di muretti circolari, protetto da mura difensive, con un fossato a difenderlo, e poi una via in diagonale delimitata da piccoli menhir, pietre piatte conficcate nel terreno che portavano al fiume. Insomma: un villaggio preistorico “a castello” ("Castellum type")?

Ero senza parole. Si era risvegliato qualcosa in me. Era il 1992. Da allora non ho più finito di esplorare, camminare, indagare, ricercare. E di perdermi felice dentro i boschi.

La cosa più curiosa di quel “villaggio”, però, era il diametro delle “abitazioni” circolari: un metro o poco più. Due, tre metri al massimo. Ricordo ancora il mio amico Dando, con cui andavo in Inghilterra in quegli anni. L’avevo coinvolto, insieme al mitologico Nino (dovrei scrivere un libro solo su lui), nello scavo archeologico al villaggio (avevamo 19 anni, era inverno, ci eravamo messi a scavare con una pala da neve - eravamo molto surreali e bizzarri). Ma la cosa più surreale e bizzarra, degna dell’english humour, fu l’ipotesi di Dando per spiegare i ridotti diametri delle “casette” circolari. “Come facevano a sdraiarsi in così poco spazio?” avevo chiesto io. La sua risposta immediata fu: “Ma è ovvio: all’epoca, nella preistoria, erano diversi da noi, più selvaggi, animaleschi: dormivano in piedi, come i cavalli”.

L’aveva detto col sorriso tra i denti, ma io non me ne accorsi. Sembrava serio. Cominciai a immaginare questi uomini e donne di 3500 anni fa che rimanevano in piedi tutta la notte, assorti in un sonno animale misterioso.

Capii, nei minuti successivi, due cose. Primo: Dando aveva un umorismo che adoravo, che volevo assorbire alchemicamente e fare mio (cosa che ho sempre cercato di realizzare e incarnare); secondo: sentii istintivamente che le popolazioni antiche erano davvero molto diverse da noi. Dei veri “extraterrestri”. (O meglio, dei veri extraterrestri credo saremmo noi ai loro occhi: abbiamo perduto completamente il senso di amore e appartenenza alla Dea, al pianeta, a Brighid - e molto altro, come vedremo nello svolgersi del libro).

Geografia Sacra e Tradizione Segreta del Nord

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Andrea Cogerino

Andrea Cogerino, laureato in filosofia a Torino nel 2000 con una Tesi sulla Sincronicità in Jung, da quasi trent’anni si occupa di ricerca spirituale e di geografia sacra. Ha praticato e studiato numerose forme di spiritualità da tutto il mondo. Negli ultimi anni celebra...
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