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Un ponte tra modernità e tradizione

di Eija Tarkiainen 1 mese fa


Un ponte tra modernità e tradizione

Leggi un estratto dal libro "Libera la tua Natura Selvaggia" di Eija Tarkiainen

Fortunata io. Sono nata in una delle tragedie più antiche dell’umanità: circondata dall’amore profondo ma che trovava espressione attraverso i conflitti e le lacrime. Nella sua forma luminosa restava muto e immobile. Ho così imparato a vedere la Bellezza dietro le spade e gli scudi della paura, la sensibilità oltre gli sguardi feroci, la potenza della nostra natura anche se senza grazia espressa.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Libera la tua Natura Selvaggia

Come ritrovarsi attraverso l'antica saggezza finlandese

Eija Tarkiainen

Scopri il segreto della Finlandia, eletto per il settimo anno consecutivo come il Paese più felice del mondo! Intraprendi un’audace caccia al tesoro interiore; un viaggio simbolico alla scoperta della tua natura saggia e...

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Indice dei contenuti:

Combattere con la musica e la parola

Mi sono nutrita del poema epico, Kalevala del mio Paese natio, la Finlandia, che narra le storie dei mitici eroi ed eroine finlandesi. È una mitologia molto diversa da quelle di altre culture. Kalevala si basa su una visione sciamanica del mondo: gli eroi non combattono con le armi, con il potere, il dominio materiale o il sapere intellettuale, ma con la poesia e il canto, l’armonia e la saggezza. Trasformano il mondo con la musica e la parola. È la voce arcaica della dimensione del femminile.

Mentre in me risuonavano le loro emozioni e i loro sentimenti intensi e mutevoli, osservavo il buio delle interminabili notti invernali delle mie terre. Mentre sentivo in sottofondo il lamento stridente dei ghiacci cui il timido calore della primavera restituiva il movimento fluido, mi facevo accompagnare dalle gesta di donne ribelle e selvagge, eroine della vita quotidiana. Mi insegnavano la complessità e l’incontrollabilità della vita tanto quanto l’alternanza delle stagioni e l’indomabilità delle forze della natura, in cui trovavo sempre pace durante le mie lunghe fughe dalle tempeste domestiche.

I luoghi sacri in cui potersi raccogliere, in silenzio all’ascolto dell’altro e dell’oltre, erano i boschi e la sauna. Nessuno si spaventava delle mie lunghissime assenze solitarie tra i laghi, le conifere le cui alte fronde filtravano una luce magica in cui mi sentivo protetta anche in compagnia di pensieri malinconici e cupi, così familiari al nostro popolo. La sauna era un appuntamento settimanale di tutta la famiglia, il più importante di tutti, dove löyly - lo spirito della sauna - purificava e rigenerava l’anima quanto il corpo.

La simbiosi quotidiana con l’ambiente naturale, le narrazioni e gli incantesimi mitici suscitavano in me sensazioni corporee sottili e quindi dirompenti: i sensi smettevano di desiderare le cose dal mondo rivolgendosi verso l’interiorità e il Bene e la Bellezza che vi dimorano. Mi regalavano un’accettazione naturale dei contrasti della vita come gioia e dolore, salute e malattia, entusiasmo e stasi. Poi, crescendo, a tutta quella vastità e complessità che avevo accolto e sentito come vera, tanto in me quanto nelle dinamiche in relazione con l’esterno, non sono riuscita a trovare spazio per viverle. Finlandia di allora, come ora, pare votata all’efficienza, dentro schemi e strutture definiti e spesso troppo stretti. La società richiede di svolgere un ruolo funzionale che poco si concilia con la possibilità di dare voce e azione alle proprie mutevoli atmosfere interiori, intuizioni e passioni. Per lo meno questa era la mia percezione.

Sono fuggita in Italia all’età matura, ma con una neonata dentro. Ho iniziato a posizionarmi al Sole, diventando visibile anche a me stessa. Ho ritrovato la validità dei miti della mia adolescenza nelle città d’arte (tutte lo sono in Italia per noi finlandesi), nei gesti e nei sorrisi delle persone, nelle mani che danno e fanno, nelle idee coraggiose e nei progetti innovativi che obbediscono alla pulsione del cuore, nella disobbedienza spesso sana verso le autorità, dottrine e dogmi. Ho riconosciuto la profondità della leggerezza, la Bellezza della forma che non esclude l’esistenza del contenuto, e il piacere della vicinanza con gli altri, a parole e con i corpi, che mi offriva lo specchio dove riconoscermi. Per un tempo sufficiente sono riuscita a dimenticare la Luna e anche la stella polare. In me.

Fino a quando la vita non mi ha fermato mostrandomi il mio essere senza radici, priva di centro e obbligandomi a penetrare nuovamente il buio della mia interiorità e la mia natura; questa volta con il Sole (italico) dentro. Non dovevo più scegliere: sentivo la Luna in me, piena e matura per offrire i suoi misteri al Sole. Fortunata io che ho risvegliato due terre e due astri in me: la credibile Finlandia della dimensione lunare e l’incredibile Italia colma di Sole.

Italia e Finlandia allo specchio

Ora, come rendere visibile quest’unità? Come comunicarlo a chi crede che si debba vivere divisi a metà tra il dovere e il piacere, tra la disciplina e la libertà, tra razionalità e l’istinto, tra «le norme e l’enorme che crea».

La Finlandia ha saputo costruirsi una fama meritata di Paese credibile e serio. Oggi i suoi innumerevoli primati attraggono su di essa lo sguardo di tutto il mondo per comprendere le ragioni della sua potenza segreta: nel campo dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione, per la presenza delle donne finlandesi nella politica, per la qualità della vita e negli indici di sviluppo umano e vivibilità oltre che per la facilità di creare imprese e business innovativi. Esiste un’altra facciata della Finlandia altrettanto vera. Questa potenza, che trae origine dalla nostra terra e dai nostri miti e alimenta la forza vitale dei finlandesi, sembra oggi esaurita. Gli abitanti del Paese dei laghi stanno sempre peggio, sfiniti dall’essere usati solo come giacimenti da cui estrarre e stoccare risorse, così come rischia di accadere al loro ambiente incontaminato e selvaggio.

Come spiegare, allora, che per due volte alla Finlandia è stato assegnato il primo posto nella classifica dei Paesi più felici del mondo? La lista è stata stilata in base alla percezione di felicità dei propri cittadini. Non è quindi tanto riferito ai nostri indiscutibili record sopraelencati ma si tratta di altro. L’Italia nella stessa classifica è rimasta alla trentaseiesima posizione. Com’è possibile? In qualunque regione io abbia viaggiato nei miei oltre trent’anni in Italia, incontro persone per di più solari, facili al contatto e al sorriso, attive e intraprendenti - e questo non sempre si può dire dei miei connazionali, almeno al primo sguardo.

Hanno sbagliato la classifica? Non credo.

Qual è il segreto di questa terra che per metà dell’anno vive nel buio e nel gelo, e durante l’altra metà il Sole non tramonta mai; dove il valore della casa aumenta con i chilometri che la distanziano dai vicini?

La connessione con la natura indomita e selvaggia e la memoria del nostro stile di vita e del panorama mentale sciamanico sono ancora vive nel popolo finlandese. Che cosa ci sussurrano ancora dal nucleo le nostre cellule? Alimentano una profonda fiducia su come fluire lungo il fiume della vita anche nelle sue acque oscure e turbolente e ci ricordano che la vita è piena di cicli in costante mutamento con cui cooperare, anziché lottare contro i cambiamenti. Il dono più grande di questa eredità dei nostri avi è forse la connessione costante con la nostra realtà interiore che ci orienta in modi che vanno oltre la nostra capacità di pensiero razionale. Come a dire che la cura del nostro scenario interiore, Tosare addentrare tra le pieghe della nostra anima attraverso il silenzio e la solitudine, ci permette di percepire felicità per le cose semplici e conferisce senso ai gesti quotidiani essenziali.

A te, caro lettore, faccio due confessioni.

Grazie a ciò che ho appreso in Italia, oggi mi sento di riconoscere che la Finlandia avrebbe tanto da apprendere dal vostro Bel Paese. Vorrei porre alla Finlandia la domanda, se la leggerezza sia davvero sinonimo di superficialità, anziché una sana boccata di ossigeno che permette poi di rituffarsi nelle profondità. Vorrei che non credesse che l’oscurità sia l'unica realtà. L’ascolto della sua arcaica connessione con la natura, pregna di eros e di passione, potrebbe non esaurirsi nel fornire energia alle macchine della società, ma essere usata per potenziare la sua natura originaria. Vorrei anche ricordare al mio Paese natio che il contenuto, affinché venga visto e condiviso, ha bisogno di manifestarsi all’esterno e quindi richiede qualche parola in più, e soprattutto una connessione generosa con l’altro per trovare quelle giuste. Potrebbe anche sperimentare ed esprimere una maggiore libertà nell’azione e nelle parole, se non confondesse l’etica naturale — pregio di immenso valore che la caratterizza — con l’obbedienza ceca alle autorità, alla scienza e alla razionalità. Insomma, per non vivere “solo” interiormente la percezione di felicità, potrebbe concedersi - con l’esempio dell’Italia - a manifestarsi con volontà e coraggio.

Allo stesso modo, specchiando il suo volto splendente sui laghi limpidi e quieti della terra finnica, l’Italia potrebbe risvegliare il ricordo di sé come matria della Bellezza e della forma sublime che va ben oltre la fragilità mascherata da sapere e da sfarzo, oltre l’ostentazione che nasce dalla fame di essere viste. Potrebbe riconoscerla avvicinandosi al Nord in lei, ai suoi tempi rallentati, al silenzio che si possa colmare delle proprie sonorità scordate ma in accordo con se stessa, e al buio che stimoli a trovare una luce che non accechi e abbagli, ma che illumini al punto giusto per ritrovare il proprio sentiero. Ho sempre ammirato in voi italiani la generosità nel donarvi, la capacità di reazione di fronte alle situazioni di emergenza e la grazia innata nei modi e nelle forme, giusto per nominarne alcune. Credo anche che queste qualità potrebbero arricchirsi di straordinaria profondità, senso e potenza, se prendessero origine con più intensità e coraggio da quella dimensione dell’infinito e dell’intelligenza della natura che anima tutta l’umanità.

Creare un ponte tra Italia e Finlandia, tra la modernità e le tradizioni, tra il razionale e l’invisibile, ecco ciò che mi muove. Devo tanto a entrambi i Paesi. E come se la saggezza della ’Vita si fosse distribuita in queste due terre lontane, complementari ma anche profondamente affini, per ritrovare l’integrità e l’equilibrio.

La seconda confessione che ti ho promesso può apparire una contraddizione, o per lo meno un paradosso: non mi importa né della Finlandia né dell’Italia più di quanto mi stia a cuore la felicità dell’umanità tutta. I confini nazionali, così come quelli tra me e te, sono da abbattere come generali sul campo di battaglia. Me ne sono spudoratamente servita in quanto sono due culture che sento di conoscere profondamente. Ho avuto poi il privilegio di sorprendermi della profonda trasformazione reciproca che l’incontro vero tra i loro abitanti produce. Esprime la stessa identica dinamica che accade in un “incontro di pelle”, che dal confine apparente che limita me da te, diventa un punto di contatto. Dove trovare il coraggio di valicare le soglie, accogliere l’altro da me, il diverso che spesso fa paura? Quando avrò esplorato tutto il mio territorio interiore fino al punto di sentire che niente e nessuno può minacciare la mia unicità, il mio posto nel mondo, posso aprire i pori e i porti senza riserve.

Come affrontare la lettura di Libera la tua natura selvaggia

Nel tuo corpo abita un’intelligenza istintiva, arcaica, capace di far superare le difficoltà, donare chiarezza di pensiero, e attivare forza di volontà inimmaginabile. Cari Gustav Jung chiama “mente naturale” quest'unione di spirito e natura che permette di sviluppare una forma di conoscenza particolare in cui predomina l’elemento emotivo, sensoriale ed erotico.

L’umanità ha fatto scelte sbagliate; l’esistenza è stata mal compresa. Realizziamo e viviamo solo una minima parte della nostra potenzialità di conoscenza e di felicità. L’essenziale, che esula dalle leggi materiali, risuona nella natura dentro e fuori di noi e se ascoltato, ci fa danzare leggeri nella vita al posto di muoverci con fatica e paura.

Le tradizioni sciamaniche dell’Artico custodiscono segreti di quest'antica saggezza. Nature indomite dipinge uno scenario simbolico-immaginale e fornisce strumenti pratici per riaccendere in te questa sapienza ancestrale, per integrare alla mente pensante una conoscenza superiore delle leggi della vita e dell’abilità di avvalerti delle forze istintive, arcaiche ed emozionali che ti animano, per permettere al contenuto profondo di incontrare armoniosamente la realtà del presente.

Ti invito quindi in un’avventura interiore per incontrare i tuoi infiniti volti, forme e voci. Saperti affidare alla tua natura indomita, in costante stato di trasformazione, accettando anche emozioni e immagini che la coscienza collettiva, attiva nella nostra mente, vorrebbe cancellare.

La mente naturale è un impulso caotico e vitale, ma è anche un elemento di unione e di trasformazione. Le immagini archetipiche si attivano quando viviamo le situazioni intense come fenomeni interiori coscienti; più siamo capaci siamo consapevoli di ciò che facciamo, maggiore è la potenza trasformatrice della dimensione immaginale.

La prima tappa della nostra avventura interiore è incontrare noi stessi e soprattutto quel nostro alter ego che tendiamo a negare perché rifiutato o non visto, per liberarne la potenza costruttiva e creativa. In questo testo ho raccolto immagini e scenari della natura e alcuni miti della Finlandia, unendoli alla mia esperienza ventennale nella pratica della bioenergetica, delle tecniche a mediazione corporea, e nella ricerca sul campo sulla simbologia del corpo. Collegare mondi apparentemente divisi - in noi in primis - creare connessioni, o meglio: far percepire che la separazione non esiste - ecco la sfida.

Se ti apri all’ignoto allargando i tuoi spazi interiori e riconoscendone la natura indomita puoi riconoscere la fonda-mentale unità anche con l’altro e con infiniti mondi. I racconti della mitologia finlandese e le mutevoli espressioni della natura artica vogliono accompagnarti a sondare le energie, le forze, gli archetipi che ti animano, cui ancora non hai dato ascolto. Loro scalpitano per muovere i tuoi arti e la tua bocca e danzare su melodie libere da qualsivoglia teoria, filosofia o modello. La tua natura indomita invita te ad affacciarti all’infinito per riconoscere nella voce dell’intuito, del profondo sentire e del piacere, la vera via, il vero scalpello, del tuo essere in opera e un’autentica opera d’arte.

La prima parte del testo ti introduce nella dimensione della natura artica e dei suoi miti. Gli scenari e i racconti narrati vogliono risvegliare in te il desiderio di addentrare nelle tue stagioni interiori, ad aprirti all’ascolto di quella saggezza innata che parla il linguaggio dei sentimenti e delle intuizioni. Questa dimensione del femminile non è questione di genere, appartiene come potenzialità sia agli uomini che alle donne.

La seconda parte del libro ti invita ad approfondire ulteriormente il contatto con la tua natura profonda attraverso l’osservazione del tuo corpo e lo specchio offerto da alcuni archetipi della mitologia finlandese del Kalevala.

Troverai degli esercizi pratici che sono fondamentali per apportare un cambiamento. Ogni presa di consapevolezza è inutile se non mettiamo in campo azioni nuove, con intenzione e forza di volontà. La mia anima finlandese, insieme al mio cuore che batte in italiano, ti danno il benvenuto nella natura indomita artica e i suoi miti perché possano farti da guida verso una vita profonda e piena di significato.

Libera la tua Natura Selvaggia

Come ritrovarsi attraverso l'antica saggezza finlandese

Eija Tarkiainen

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Eija Tarkiainen, finlandese, residente in Italia da più di trent’anni. Laureata in Lettere e Filosofia e ricercatrice e formatrice nel campo dell’olismo con tecniche a mediazione corporea e bioenergetica. Appassionata di mitologia e della simbologia e delle loro analogie con le...
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